Detrazioni e deduzioni carburante con partita IVA: a quanto ammontano e come ottenerle

Non tutti i costi del carburante possono essere dedotti e detratti alla stessa maniera: un approfondimento sulla disciplina che li regola e le procedure per ottenere gli sconti sulle imposte.

di Francesca Di Feo

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • Le regole su deduzioni e detrazioni IVA per il carburante variano in base all’uso del veicolo.
  • I veicoli ad uso esclusivo aziendale hanno naturalmente più agevolazioni in questo senso rispetto a quelli ad uso promiscuo.
  • In ogni caso, è vitale documentare correttamente tutte le spese di carburante con le fatture elettroniche e consultare un commercialista per conoscere a fondo le normative fiscali.

Per tutte le partite IVA, ad eccezione di quelle forfettarie, si prevede l’accesso a deduzioni e detrazioni fiscali, fondamentale nella gestione economica di un’azienda o dell’attività di un professionista, poiché permette di ridurre significativamente il carico fiscale nel momento in cui sarà ora di versare le tasse.

Tra le varie opportunità offerte dal nostro sistema fiscale, c’è anche quella di registrare le spese del carburante relative alle operazioni aziendali. Tuttavia, prima di inoltrarci nelle specifiche, è bene fare una distinzione tra deduzione e detrazione IVA, per poi vedere nel dettaglio come esse si applicano alle spese per il carburante.

Differenza tra deduzione e detrazione IVA

Spesso, questi due termini vengono accorpati dai meno esperti, senza che ne si conosca le caratteristiche distintive. Chiariamo quindi tutti i dubbi.

La deduzione si riferisce alla possibilità di sottrarre certe spese dal reddito imponibile. In pratica, quando un costo è deducibile, esso viene sottratto dal totale delle entrate, incassi o ricavi, guadagnati prima di calcolare l’imposta dovuta.

Questo significa che se un professionista ha un totale anno di incassi di 50.000 euro e deduce spese per 10.000 euro, l’imposta sarà calcolata su un reddito imponibile di 40.000 euro. La deduzione riduce quindi il reddito su cui si basa il calcolo dell’imposta, influenzando l’aliquota applicabile, nelle persone fisiche in regime fiscale contabile non forfettario e abbassando l’imposta totale da pagare.

La detrazione invece si applica direttamente sull’imposta lorda da pagare. È una somma che viene tolta dall’importo totale dell’imposta dovuta allo stato.

Se, ad esempio, il calcolo delle imposte determina che un individuo debba 5.000 euro di tasse e ha diritto a detrazioni per 1.000 euro, l’importo effettivo che dovrà pagare sarà di 4.000 euro. Le detrazioni non influenzano l’aliquota di imposizione, ma riducono l’importo dell’imposta stessa.

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Deduzioni sul costo del carburante per partite Iva

Ora che abbiamo ben chiara la differenza tra deduzioni e detrazioni, possiamo concentrarci sulle specifiche che si applicano per l’acquisto del carburante.

Le deduzioni sul costo del carburante per aziende, liberi professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA variano naturalmente in base all’uso specifico dei veicoli:

  • per veicoli destinati esclusivamente all’uso aziendale, i costi del carburante sono completamente deducibili, ovvero al 100%;
  • se il veicolo è utilizzato sia per scopi aziendali che personali, il cosiddetto uso promiscuo, la deducibilità dei costi si riduce al 20%;
  • nel caso di veicoli aziendali che vengono concessi a dipendenti dietro ad un corrispettivo, la deducibilità dei costi del carburante ammonta al 70%;
  • per quelli utilizzati da agenti o rappresentanti la deducibilità è dell’80%.

Ci sono eccezioni specifiche per alcuni tipi di veicoli come taxi, veicoli per scuole guida, e veicoli utilizzati in attività di leasing e noleggio, per i quali la deducibilità del costo del carburante è al 100%, senza restrizioni.

Detrazioni IVA sul costo del carburante

detrazione e deduzione carburante

Anche in questo caso, la detrazione dell’IVA sul costo del carburante varia in base all’uso specifico del veicolo coinvolto. Per i veicoli ad uso esclusivo e strumentale di un’impresa, la deducibilità dei costi e la detrazione dell’IVA sono entrambe al 100%.

Questo significa che un’azienda può dedurre l’intero costo del carburante e recuperare completamente l’IVA pagata per questi veicoli.

Per i veicoli concessi a dipendenti o usati da agenti e rappresentanti, la situazione cambia leggermente. Per i mezzi aziendali dati ai dipendenti, i costi sono deducibili al 70%, mentre l’iva si detrae per intero, se l’utilizzo non è promiscuo o viene pagato per esso un corrispettivo. Invece, per i veicoli utilizzati da agenti, l’iva è interamente detraibile.

I veicoli ad uso promiscuo, cioè quelli usati sia per fini aziendali sia personali, offrono limitazioni più stringenti. In questo caso, solo il 20% dei costi del carburante è deducibile e l’IVA è detraibile al 40%.

Veicoli speciali come taxi, mezzi per le scuole guida e quelli adibiti al noleggio o all’attività di leasing, godono di condizioni più favorevoli, essendo esenti dai limiti generali su deduzioni e detrazioni: per questi, i costi del carburante sono completamente deducibili e l’IVA interamente detraibile.

E’ da precisare che le scuole guida e i taxi, qualora siano esenti da iva, potrebbero avere limitazioni alla detrazione dell’Iva, per l’applicazione di meccanismi di pro-rata.

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Come accedere alle deduzioni e alle detrazioni IVA sul carburante

Piccola premessa: come per tutte le detrazioni e le deduzioni, anche quelle per i costi del carburante non si applicano alle partite IVA in regime forfettario, poiché queste ultime godono già di un’agevolazione fiscale che riduce l’importo delle imposte.

Invece per quanto riguarda le partite IVA in regime ordinario o semplificato, è comunque fondamentale che professionisti e aziende seguano procedure ben definite per ottenere questo “sconto” sulle tasse.

Primo elemento fondamentale, è l‘utilizzo di fatture elettroniche, che devono essere emesse ogni volta che si effettua un rifornimento. Dal 1° gennaio 2019 è infatti diventato obbligatorio l’uso della fattura elettronica per tutte le transazioni tra soggetti con partita IVA.

Inoltre, per garantire la corretta detraibilità dell’IVA e la deducibilità delle spese, è necessario che il pagamento del carburante avvenga il più possibile attraverso metodi tracciabili come carte di credito o carte carburante elettroniche, così che le spese siano facilmente verificabili e collegate direttamente all’attività professionale o aziendale.

Successivamente, sarà necessario fornire al proprio commercialista tutta la documentazione raccolta tra fatture elettroniche e prove di pagamento. Quest’ultimo si occuperà poi di registrarle in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, così da stabilire in maniera puntuale l’importo delle detrazioni e delle deduzioni utili per il calcolo finale delle imposte da pagare.

Deduzioni e detrazioni IVA sul carburante – Domande frequenti

Quando il carburante è deducibile?

Il carburante è deducibile quando viene utilizzato per scopi aziendali o professionali. La percentuale di deducibilità varia in base all’uso del veicolo: 100% per veicoli ad uso esclusivo aziendale, mentre per veicoli ad uso promiscuo la deducibilità si riduce al 20%.

Chi può scaricare il carburante?

Possono scaricare il carburante le aziende, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi che lo utilizzano per scopi inerenti alla loro attività professionale e che possiedono una partita IVA.

Come registrare lo scontrino carburante?

Per registrare lo scontrino del carburante, è necessario conservare lo scontrino fiscale e annotare l’acquisto nel registro dei costi aziendali. Dal 1° gennaio 2019, è obbligatoria la fatturazione elettronica, quindi lo scontrino deve essere sostituito dalla fattura elettronica emessa al momento del rifornimento.

Come farsi fatturare il carburante?

Per farsi fatturare il carburante, bisogna fornire al distributore la propria partita IVA al momento dell’acquisto. Il distributore emetterà una fattura elettronica che dovrà essere archiviata digitalmente. È importante assicurarsi che il pagamento avvenga tramite metodi tracciabili come carte di credito aziendali o carte carburante elettroniche.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 20 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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