Pagare le tasse con carta di credito: la nuova proposta del governo

Il governo propone una nuova modalità di pagamento delle tasse per le partite Iva, ovvero tramite carta di credito. Scopri qui tutti i dettagli.

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  • Presto chi ha una partita Iva potrebbe pagare le tasse anche con una carta di credito.
  • La novità è stata proposta dal governo in ambito riforma fiscale, ma non è l’unico intervento: gli autonomi potranno pagare le tasse mese per mese, dicendo addio agli acconti.
  • Pagare con strumenti moderni come una carta di credito, ogni mese, potrebbe snellire notevolmente gli adempimenti delle partite Iva in Italia.

Per le partite Iva arrivano alcune nuove proposte da parte del governo, molto interessanti dal punto di vista della semplificazione del pagamento delle tasse. Una di queste ipotesi mette in campo la possibilità per gli autonomi di pagare le imposte periodicamente, anche tramite carta di credito.

Attualmente chi lavora con una posizione Iva è soggetto a diversi tipi di tasse: dall’Irpef all’Iva, ma anche IRAP e IRES nel caso in cui l’attività sia costituita come vera e propria impresa o società. Al momento i versamenti avvengono tramite modello F24 con modalità differenti, come l’home banking, presso gli sportelli bancari o postali o direttamente agli uffici di riscossione delle imposte.

Talvolta destreggiarsi tra le diverse scadenze, che prevedono acconti e saldi in base all’anno di imposta specifico, può essere anche piuttosto complicato. La possibilità di pagare mese per mese tramite carta di credito potrebbe snellire notevolmente questi step.

Pagare le tasse con la carta di credito: la proposta

Il governo Meloni quest’anno è impegnato a portare avanti e mettere in atto diversi provvedimenti che riguardano il fisco italiano. Queste misure vanno principalmente nella direzione di una semplificazione dell’attuale sistema fiscale, complesso e articolato.

Oltre allo snellimento di diverse norme e all’introduzione di misure specifiche di condono, con la riforma fiscale si intende portare avanti diversi obiettivi di snellimento delle procedure per le partite Iva. Tra questi troviamo quindi l’ultima ipotesi di suddivisione delle imposte (e dei contributi) in 12 rate annuali, che i lavoratori autonomi potranno versare anche tramite un mezzo di pagamento comodo come la carta di credito.

Per il momento si tratta ancora di una proposta, non c’è nulla di definitivo e bisognerà ancora attendere qualche mese prima che l’ipotesi possa eventualmente concretizzarsi. L’intervento porterebbe alcuni vantaggi non indifferenti a chi ha una partita Iva:

  • la suddivisione delle imposte a rate mensili;
  • l’addio agli acconti;
  • la possibilità di pagare con carta di credito.

Pagando tramite una carta di credito, è possibile per le partite Iva versare quanto dovuto allo stato in modo puntuale, ma vedersi accreditare tali spese solamente in un momento successivo. Anche questo elemento darebbe un vantaggio non indifferente alle imprese e ai professionisti.

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Come funziona il pagamento delle tasse per le partite Iva

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Attualmente il sistema fiscale per le partite Iva è piuttosto complesso, perché prevede l’applicazione di aliquote diverse in base al regime adottato (se forfettario o ordinario) e un conteggio per i pagamenti basato su acconti e saldi, in cui spesso i contribuenti si trovano a dover versare denaro per diverse imposte nello stesso periodo dell’anno.

Questo comporta una concentrazione di scadenze ravvicinate che impone alle partite Iva di spendere una grande quantità di liquidità nello stesso periodo. Pensiamo ad esempio a tutti i versamenti che si sono cumulati come adempimenti obbligatori per le partite Iva alla fine dell’anno 2023.

Una suddivisione a rate come quella proposta dal governo potrebbe prevenire questo tipo di situazione, anche se per il momento non è ancora chiaro come funzionerà nella pratica. Per quanto riguarda invece strettamente le modalità di pagamento, i contribuenti procedono in genere con l’ausilio di un commercialista, anche per rispettare tutti gli adempimenti, tramite Modello F24.

Il pagamento vero e proprio può avvenire tramite servizi di home banking direttamente online, oppure presso diversi sportelli fisici o intermediari. Vediamo qui quali sono attualmente le diverse possibilità.

Pagare le tasse online o allo sportello

Oggi praticamente tutti i contribuenti hanno a disposizione un conto corrente a cui è possibile accedere anche online. In molti casi chi ha una partita Iva può pagare le proprie tasse tramite Modello F24 accedendo da computer o da smartphone alla propria area riservata della banca in cui ha il conto.

Provvedere al pagamento delle imposte in questo caso è molto semplice e la procedura è simile per tutti gli istituti bancari. Basta accedere con credenziali specifiche al sito dedicato e al proprio conto corrente, recandosi nell’apposita sezione dedicata al pagamento degli F24. Bisogna selezionare prima di tutto il Modello F24 specifico, tenuto conto che nella maggior parte dei casi si tratta di quello ordinario.

A questo punto vanno compilati tutti i campi manualmente, inserendo i diversi dati come: codici tributo specifici, l’indicazione dell’anno di riferimento e altre informazioni utili ad individuare quale tassa si sta versando. Un procedimento simile è quello che si può seguire tramite Entratel o Fisconline direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Se non si desidera procedere con i pagamenti online, è possibile ricevere assistenza rivolgendosi ad uno sportello bancario oppure alle Poste Italiane, oppure ancora affidarsi ad un intermediario incaricato.

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Pagare le tasse con carta di credito: conseguenze

L’ipotesi di pagare le tasse con una carta di credito può essere, come abbiamo anticipato, molto vantaggiosa per le partite Iva, ma anche per le casse statali.

Per i contribuenti la procedura potrebbe essere molto semplice, soprattutto se le imposte verranno suddivise a rate mensili e distribuite sull’intero anno. Non sarà più necessario prevedere il versamento di acconti e saldi, che ad oggi possono generare non pochi dubbi.

Ma questa prospettiva potrebbe essere vantaggiosa anche per lo Stato italiano, che, senza impiegare fondi specifici, potrebbe beneficiare di questo nuovo sistema soprattutto in termini di trasparenza con i cittadini.

Secondo le intenzioni del governo questa opzione andrebbe a limitare l’evasione fiscale, spesso messa in pratica per mancanza di liquidità in un determinato periodo. Permettere a tutti di dilazionare i versamenti e di utilizzare un mezzo veloce come la carta di credito consentirebbe ai cittadini di essere maggiormente propensi a versare per tempo quanto dovuto.

Anche se per il momento è presto per ipotizzare quali saranno le conseguenze di questa nuova opzione, si può dire che avrà sicuramente un grande impatto sulle partite Iva italiane, modificando le modalità di pagamento delle tasse per almeno 5 milioni di lavoratori.

Pagare le tasse con carta di credito – Domande frequenti

Come pagano le tasse le partite Iva?

In base alle regole specifiche, stabilite dal tipo di partita Iva, dal codice Ateco e dal regime fiscale adottato, gli autonomi versano da sé le proprie tasse, con l’assistenza di un commercialista, accedendo a strumenti online come l’home banking o presso sportelli fisici tramite F24.

Cosa prevede il governo per il pagamento delle tasse per le partite Iva?

Il governo ha proposto una nuova modalità di pagamento delle tasse per le partite Iva, ovvero tramite carta di credito. Inoltre i versamenti potrebbero essere suddivisi in 12 rate annuali per tutti.

Quali sono gli obiettivi del governo sul versamento delle tasse per le partite Iva?

Il governo intende semplificare le modalità di pagamento delle imposte per le partite Iva, introducendo un sistema in 12 rate annuali e la possibilità di pagare con carta di credito. L’obiettivo è quello di rendere più trasparenti i rapporti con il fisco e di conseguenza ridurre l’evasione fiscale.

Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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