Commissioni POS: come funzionano e quali sono i servizi più convenienti

I dispositivi POS consentono agli esercenti e ai professionisti di accettare i pagamenti digitali, ma prevedono alcuni costi. Queste commissioni POS variano in base al fornitore, al tipo di carta utilizzata per il pagamento e al circuito. Scopri qui le migliori offerte Pos con le commissioni più convenienti.

Commissioni POS: come funzionano e quali sono i servizi più convenienti
  • I fornitori di servizi Pos propongono commissioni e costi differenti, che variano in base al modello e all’offerta scelta.
  • Gli esercenti possono accedere al credito d’imposta sulle commissioni Pos pagate e ottenere un rimborso dal 30% fino al 100%.
  • La maggior parte dei fornitori di servizi Pos presentano canoni gratuiti con commissioni sul transato, ma in alcuni casi è possibile scegliere un Pos con canone, ma senza commissioni.

Esercenti e liberi professionisti, per poter accettare i pagamenti dei clienti con carta di credito, di debito o prepagate, devono dotarsi di dispositivi Pos e pagare le commissioni Pos sulle transazioni.

Se sei un libero professionista, o sei titolare di un negozio fisico, cercare un servizio Pos è necessario, nonché obbligatorio, per dare la possibilità ai clienti di pagare in modo veloce e sicuro con una carta di pagamento o in modalità contactless, anche con smartphone e smartwatch.

Se da una parte questi servizi Pos hanno un’indiscutibile comodità e convenienza, dall’altra gli esercenti sono tenuti a sostenere delle spese per l’utilizzo dei dispositivi. In genere, i fornitori di Pos offrono questo servizio a fronte del pagamento di commissioni sul transato, ma ci sono anche offerte in cui non è prevista alcuna commissione ma solamente un canone fisso mensile.

In questa guida vedremo non solo come funzionano le commissioni Pos ma anche quali sono le soluzioni più convenienti per esercenti e liberi professionisti in base alle diverse esigenze. In più ti illustreremo anche in quali casi è possibile accedere al credito d’imposta sulle commissioni Pos.

Commissioni POS per esercenti: come funzionano

Oggi i pagamenti digitali sono sempre più comuni, soprattutto a seguito delle ultime decisioni in cui il governo italiano ha scoraggiato i consumatori a utilizzare i contanti, anche con l’intenzione di combattere l’evasione fiscale, invogliando i privati a pagare con carte di pagamento e riconoscendo un cashback sugli acquisti.

Infatti, anche se il contante rimane ancora nel 2022 il mezzo più utilizzato dagli italiani per i pagamenti, i pagamenti digitali stanno aumentando passando dal 29% dei pagamenti totali al 33%. Da questi dati si può facilmente intuire quanto sia cresciuta l’importanza di disporre di un servizio Pos presso i negozi fisici, gli studi e altri esercizi commerciali. Senza contare che da quest’anno l’obbligo prevede anche importanti sanzioni in mancanza del Pos.

Le opzioni riservate agli esercenti e ai professionisti oggi sono sempre maggiori e sempre più varie, con servizi accessori innovativi che uniscono in un unico prodotto anche la possibilità di gestire un negozio online o le scorte di magazzino. Ma oltre a tutti questi interessanti servizi è necessario valutare con attenzione le commissioni Pos, che rappresentano in alcuni casi un costo non da poco.

I costi dei dispositivi Pos variano in base alla tipologia (fissi o portatili), alle funzionalità di cui sono dotati, se si tratta di un Pos più o meno evoluto, e dal tipo di contratto sottoscritto. Inoltre, la maggior parte dei fornitori di Pos prevedono una commissione percentuale sulle transazioni.

Questa percentuale, o fee, viene calcolata sul totale di ogni singola transazione e verrà poi pagata secondo le modalità previste dal contratto, al termine del periodo di riferimento, o sottratta al totale durante il trasferimento dell’incasso sul conto. Vediamo adesso quali sono i Pos con le commissioni più convenienti e le loro caratteristiche.

commissioni Pos

Commissioni POS più basse

Che si tratti di Pos fissi o di Pos mobili portatili, tutti i dispositivi richiedono un costo per il suo utilizzo. Questi costi possono essere:

  • Fissi: con canone fisso mensile o il costo iniziale per l’acquisto del dispositivo;
  • Variabili: la commissione è calcolata sulle singole transazioni.

Prima di scoprire quali sono i Pos più economici, con costi fissi e variabili più bassi, ricordiamo che nella scelta del dispositivo è importante valutare anche quali sono le esigenze del business e se si necessita di servizi accessori presenti solamente con alcuni marchi.

Commissioni POS SumUp

Il servizio Pos SumUp offre tre tipologie di lettori di carte con caratteristiche diverse:

  • Air: a €16 in promozione o €29;
  • Solo: a €66 in promozione o €99;
  • 3G: a €96 in promozione o €149.

Con SumUp è previsto, quindi, un costo per l’acquisto del dispositivo e un costo variabile in percentuale sul transato. Per ogni transazione la commissione Pos è pari all’1,95%. Di conseguenza, se si acquista il lettore e si utilizza solamente per poche operazioni, il pagamento da corrispondere varierà in base al numero dei pagamenti effettuati e al loro importo, senza canoni fissi mensili.

Uno dei vantaggi di SumUp è che la commissione dell’1,95% si applica su tutti i tipi di carte e su tutti i circuiti accettati, sia nazionali che internazionali.

Commissioni POS Nexi

Il Pos di Nexi è a canone gratuito e consente agli esercenti di ricevere pagamenti da tutti i circuiti nazionali e internazionali senza costi fissi. I costi dei Pos Nexi variano in base al modello, al piano scelto e al circuito con cui si effettuano i pagamenti. Con il piano Italia +, consigliato per ristoranti, retail e servizi, le commissioni previste sono:

  • Credito, Debito, Prepagate Visa o Mastercard Consumer Europee: 0,99% + 0,65% di maggiorazione extra EEA;
  • Commercial Visa o Mastercard: 2,49%;
  • PagoBANCOMAT: 0,99%;
  • JCB/UPI: 2,49%;
  • American Express: 0% fino a 3.000 euro di transato, 0,90% oltre €3.000 e fino a €50.000; il prezzo sale a 1,50% oltre € 50.000 e fino a € 100.000; fino a un massimo del 4% per oltre € 100.000 di transato.

Con il piano Start, invece, le commissioni previste sono:

  • Visa e Mastercard: 1,20% +1,5% di maggiorazione extra EEA;
  • PagoBANCOMAT: 1,20%;
  • JCB/UPI: 2,70%;
  • American Express: 0% fino a 3.000 euro di transato, 0,90% oltre €3.000 e fino a €50.000; 1,50% oltre € 50.000 e fino a € 100.000; fino a un massimo del 4% per oltre € 100.000 di transato.

Infine, con il piano Classic + le commissioni sono:

  • Credito, Debito, Prepagate Visa o Mastercard Consumer Europee: 1,19% + 0,65% di maggiorazione extra EEA;
  • Commercial Visa o Mastercard: 1,99% + 0,30% di maggiorazione extra EEA;
  • PagoBANCOMAT: 0,69%;
  • JCB/UPI: 2,29%;
  • American Express: 0% fino a 3.000 euro di transato, 0,90% oltre €3.000 e fino a €50.000; 1,50% oltre € 50.000 e fino a € 100.000; fino a un massimo del 4% per oltre € 100.000 di transato.

In più, con l’iniziativa Rimborso Micropagamenti non vengono calcolate le commissioni per transazioni fino a 10 euro effettuate con Visa, Mastercard e PagoBANCOMAT fino al 31/12/2022 per i piccoli esercenti che registrano un fatturato annuo inferiore a €400.000.

Commissioni Pos Nexi

Commissioni POS MyPOS

Le commissioni di MyPOS sono composte da una percentuale dell’importo della transazione che può variare in base al metodo di pagamento, e una commissione fissa sulla singola operazione. I costi applicati sulle transazioni effettuate con la carta sul terminale Pos sono:

  • carte personali nazionali, SEE e GB: 1,20% + €0,05 per transazione;
  • carte commerciali nazionali, SEE e GB: 2,55% + €0,05 per transazione;
  • tutte le altre carte personali e commerciali: 2,85% + €0,05 per transazione.

Con i lettori di carte di MyPOS si possono anche accettare pagamenti con carta non presente, ovvero per i pagamenti online. Le commissioni ammontano a:

  • carte personali nazionali e SEE: 1,30% + € 0,20 per transazione;
  • tutte le altre carte personali e commerciali: 2,90% + € 0,20 per transazione;
  • pagamenti MO/TO: commissione di pagamento POS + 1% per transazione.

Commissioni POS Axerve

Con Axerve sono disponibili due tipologie di piani tariffari: a commissione senza canone o a canone senza commissioni, che vedremo di seguito. Il Pos Axerve a commissione prevede un costo iniziale per l’acquisto del dispositivo pari a €100 e commissioni a partire dall’1% sulle singole transazioni.

Come abbiamo anticipato, Axerve prevede anche la soluzione Pos senza commissioni, ma con un canone fisso mensile. In questo caso l’esercente non sarà più tenuto a pagare l’1% di commissioni sul transato, ma ha a disposizioni due soluzioni di pagamento:

  • 17 euro + Iva per incassi fino a 10.000 euro l’anno;
  • 22 euro + Iva per incassi fino a 30.000 euro l’anno;
  • 22 euro + Iva + 1% + Iva di commissioni superati i 30.000 euro l’anno.
Pos Axerve

Commissioni Zettle POS

Il servizio Pos di PayPal, fornito da Zettle POS, offre strumenti avanzati per la gestione del negozio fisico e online, con un piano commissionale che varia in base al marchio della carta, alla tipologia e al luogo di emissione.

Le commissioni mensili partono da 2,75% ma la percentuale può diminuire progressivamente, superata la soglia dei €1.500 di transato, fino ad arrivare all’1% superati i €35.000 di incassi. Zettle Pos è particolarmente indicato a chi lavora come libero professionista, per accettare pagamenti con carta di credito.

Va ricordato che questo Pos per il momento non si può utilizzare all’estero, nonostante ci siano alcune ipotesi di introduzione di questa funzione nel prossimo futuro. Zettle Pos infine non prevede alcun piano di abbonamento mensile.

Credito d’imposta per le commissioni Pos

Oggi gli esercenti hanno la possibilità di accedere al bonus Pos, un credito d’imposta del 30% sulle commissioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Sono, tuttavia, escluse le commissioni sulle transazioni effettuate con le carte aziendali.

Possono richiedere il credito d’imposta tutti gli esercenti dotati di un dispositivo Pos e con un fatturato inferiore ai €400.000 annui. Non sono, invece, previsti particolari requisiti sul regime di contabilità o sulla forma giuridica dell’attività commerciale.

Per richiedere il credito d’imposta è necessario compilare il modello F24 da inoltrare all’Agenzia delle Entrate in modalità telematica, comunicando il numero totale delle transazioni effettuate e il totale dei costi sostenuti relativi al servizio Pos indicando il codice tributo “6916”.

Commissioni POS – Domande frequenti

Quanto costa una transazione con il Pos?

Le commissioni Pos applicate sulle transazioni variano in base al fornitore, al tipo di carta utilizzata per il pagamento e al circuito. Le commissioni possono andare dall’1% al 3% dell’importo pagato. Inoltre, alcuni fornitori di Pos applicano anche un costo fisso minimo: ecco cosa c’è da sapere, all’interno dell’articolo.

Quali sono i Pos più economici?

In questa guida abbiamo individuato alcuni dei Pos più economici, tra cui Axerve Pos, che prevede una commissione dell’1% sulle transazioni senza costi fissi, e Nexi. Il Pos di SumUp invece prevede una commissione pari all’1,95%, ma il costo del dispositivo è più basso rispetto agli altri fornitori analizzati.

Quali sono i Pos con commissioni gratuite?

Uno dei pochi servizi Pos che non prevede commissioni è il Pos di Axerve, con il piano Easy Pos a canone. In questo caso non sono previste commissioni sul transato, ma un canone mensile fisso in base agli incassi totali. Il canone parte da un minimo di €17 al mese.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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