Credito di imposta Pos: come funziona, a chi è rivolto e come richiederlo

Per tutti i liberi professionisti o esercenti che dispongono di un Pos è possibile accedere ad un particolare credito di imposta nel 2022. Ecco come funziona e come richiederlo.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • Il credito d’imposta sulle commissioni Pos rappresenta un incentivo volto a consumatori ed esercenti ad utilizzare metodi di pagamento tracciabili.
  • Tale credito d’imposta Pos può arrivare anche al 100% in presenza di specifici requisiti stabiliti dalla normativa.
  • Per richiedere il credito d’imposta Pos è necessario compilare ed inoltrare il modello F24 all’Agenzia delle Entrate.

Cos’è il credito d’imposta Pos e come si richiede? Disporre del servizio Pos, anche tramite Pos mobili portatili, è un vantaggio per un’attività, perché permette ai clienti di pagare anche con carte di pagamento senza dover utilizzare i contanti. Inoltre, per combattere l’evasione fiscale, il Governo ha reso obbligatorio l’utilizzo del Pos in tutti gli esercizi commerciali, e dall’estate 2022 saranno previste sanzioni per chi non dispone di questa tecnologia.

Esercenti e professionisti hanno a disposizione incentivi e agevolazioni, come il credito d’imposta Pos che fa parte del piano Cashless, messo in campo dal Governo italiano per aumentare la diffusione dei pagamenti digitali.

Quindi, se sei un professionista, un lavoratore autonomo o un imprenditore, allora potresti avere diritto al credito d’imposta sulle commissioni Pos. Ma vediamo cosa si intende per credito d’imposta, come richiederlo e quali sono i requisiti da rispettare per ottenerlo.

Cos’è il credito di imposta Pos e come funziona

Il credito d’imposta sulle commissioni Pos, ossia sulle transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronici, è una forma di agevolazione fiscale rivolta ad imprenditori e lavoratori autonomi che ricevono pagamenti proprio attraverso questi dispositivi.

Questa agevolazione è stata introdotta per la prima volta con il Decreto-legge n.124 del 26/10/2019, e successivamente modificato dalla Legge n.157 del 19/12/2019.

Il credito d’imposta consiste in un rimborso fiscale pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Sono escluse, invece, le transazioni effettuate con carte aziendali.

Quindi, il credito d’imposta si ottiene comunicando i costi relativi ai pagamenti accettati con i dispositivi Pos, commissioni sul transato o canoni fissi in base all’opzione scelta. Questo credito potrà poi essere utilizzato per compensazione negli anni successivi nel modello F24.

Credito imposta Pos

Quali sono le commissioni detraibili

Le commissioni detraibili, fisse o in percentuale, sono quelle che vengono addebitate all’esercente a seguito di un’operazione di pagamento effettuata da un consumatore finale attraverso le carte di pagamento o di altri strumenti di pagamento digitale tracciabile.

Sono, quindi, considerati detraibili anche i costi fissi relativi ai canoni per la fornitura del servizio di accettazione e un numero variabile di operazioni in franchigia. Come vedremo tra poco, è però necessario rientrare entro alcuni limiti annuali di reddito per poter accedere al sostegno.

Credito d’imposta Pos 100%

Con l’introduzione della Legge n. 106 del 23 luglio 2021, i bonus fiscali previsti per gli esercenti attività di impresa, arte o professioni, hanno subito delle modifiche. Infatti, il bonus sulle commissioni Pos è salito al 100% in presenza di alcuni requisiti, che sono:

  • l’adozione di strumenti di pagamento elettronico collegati al registratore di cassa;
  • l’adozione di strumenti di pagamento evoluto.

Rispettando uno di questi due requisiti è possibile ottenere il 100% delle commissioni Pos maturate dal 01.07.2021 al 30.06.2022. Per chiarezza, diamo una definizione di strumenti di pagamento evoluti. Questi sono quegli strumenti che permettono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati relativi alle transazioni avvenute con le carte di pagamento.

Anche in tal caso, il requisito per ottenere il credito è quello di non aver superato i 400.000 euro di ricavi entro l’anno di riferimento. A titolo di esempio, un esercente che in un anno ha fatturato 250.000 euro, ottiene un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate sulle transazioni elettroniche.

Invece, l’esercente che nel 2020 ha fatturato 390.000 euro, ma che utilizza sistema di pagamento avanzato ottiene un credito d’imposta del 100% sulle commissioni.


Chi può richiedere il credito d’imposta Pos 2022

Possono richiedere il credito d’imposta Pos tutti i prestatori di servizi di pagamento che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento elettronici. Quindi, hanno diritto all’agevolazione gli esercenti, attività di impresa, arti o professioni con un fatturato non superiore a 400.000 euro nell’anno d’imposta precedente a quello in cui sono state effettuate le transazioni.

Il credito può essere richiesto indipendentemente dal regime di contabilità adottato e dalla tipologia giuridica dell’attività commerciale.

Ma, il credito d’imposta viene applicato solamente ai pagamenti non riconducibili ad attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale effettuati da persona fisica. Vale, quindi, solamente per i pagamenti effettuati dai consumatori finali.

Credito di imposta pagamenti Pos

Credito imposta: come richiederlo per il Pos

Per richiedere il credito d’imposta Pos bisogna comunicare i dati dell’esercente all’Agenzia delle Entrate tramite la compilazione del modello F24.

L’inoltro della comunicazione deve essere effettuato in modalità telematica con formati che ne assicurino l’integrità e l’inalterabilità, come le Poste Elettroniche Certificate, o PEC. All’interno della comunicazione bisogna inserire:

  • il numero totale delle operazioni di pagamento effettuate;
  • l’ammontare dei costi sostenuti dall’impresa all’azienda fornitrice del POS.

La comunicazione si effettua mediante un apposito software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ma tale procedura si può delegare direttamente al proprio commercialista consegnandogli la fattura del canone mensile e il riepilogo delle operazioni.

All’interno della comunicazione telematica mensile all’Agenzia delle Entrate, tramite il Sistema di Interscambio Dati, anche noto come SID, bisogna indicare i seguenti dati:

  • il codice fiscale dell’esercente;
  • l’anno e il mese in cui è avvenuto l’addebito delle commissioni;
  • il numero totale delle operazioni effettuate durante il periodo di riferimento;
  • il numero delle transazioni riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
  • l’importo delle commissioni addebitate dalle operazioni di pagamento effettuate da consumatori finali:
  • l’ammontare dei costi fissi periodici per la fornitura del servizio di pagamento.

Un requisito fondamentale per poter richiedere il credito d’imposta è quello di aver effettuato almeno una transazione verso clienti consumatori nell’ultimo mese solare.

Nella compilazione del modello F24, per ottenere il credito d’imposta Pos bisogna indicare il codice tributo “6916” per compensare il credito riconosciuto. Il codice viene indicato come “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – art. 22, DL 26 ottobre 2019, n. 124”.

Pos mobili portatili

Come utilizzare il credito d’imposta

Per ottenere ed utilizzare il credito di imposta accumulato bisogna inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, entro il giorno 20 del mese successivo alle entrate POS. Il credito, quindi, continua a maturare e ad aumentare, quindi ogni 30 giorni bisogna effettuare tale comunicazione riferita al mese precedente.

Come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.

Per utilizzare il credito bisogna indicarlo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito. Il credito d’imposta Pos riconosciuto non concorre alla formazione del reddito e della produzione ai fini delle imposte.

Bonus Pos: il doppio credito d’imposta

Ma oltre al credito d’imposta sulle commissioni Pos, è disponibile un’ulteriore agevolazione fiscale sull’acquisto, noleggio o utilizzo dei terminali Pos o Pos mobili portatili per ricevere i pagamenti con carta.

Con il decreto legge n. 99/2021 è stato infatti introdotto un doppio credito d’imposta riservato agli esercenti e ai professionisti che si sono dotati di dispositivi Pos per il pagamento elettronico collegati ai registratori di cassa telematici.

Tale credito di imposta viene riconosciuto entro il limite massimo di spesa di 160 euro per ogni soggetto che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, ha acquistato, noleggiato o utilizzato dispositivi per il pagamento elettronico. Il bonus riconosciuto è pari al:

  • 70% per i commercianti con ricavi non superiori a 200.000 euro;
  • 40% per i commercianti con ricavi superiori a 200.000 euro e fino a 1.000.000 di euro;
  • 10% per i commercianti con ricavi superiori a 1.000.000 di euro e fino a 5.000.000 di euro.

Una volta che si usufruisce di tale agevolazione, gli imprenditori e i professionisti sono tenuti a  conservare per 10 anni le ricevute delle commissioni corrisposte per l’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento.

Il decreto prevede un ulteriore credito di imposta sull’acquisto o noleggio del terminale Pos, con limite massimo pari a 320 euro, per tutti quegli esercenti che nel corso del 2022 abbiano acquistato, noleggiato o utilizzato strumenti evoluti di pagamento elettronico avanzato che consentono anche la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.
Il bonus è pari al:

  • 100% per gli esercenti con ricavi non superiori a 200.000 euro;
  • 70% per gli esercenti con ricavi superiori a 200.000 euro e fino a 1.000.000 di euro;
  • 40% per gli esercenti con ricavi non superiori a 1.000.000 di euro e fino a 5.000.000 di euro.

Credito imposta Pos – Domande frequenti

Come funziona il credito d’imposta Pos?

Il credito d’imposta Pos è un’agevolazione fiscale riconosciuta agli esercenti che hanno utilizzato i dispositivi Pos per accettare pagamenti con carta di credito, di debito o prepagata dai clienti. Può essere del 30% e fino al 100%, e si ottiene con compilazione del modello F24 da comunicare all’Agenzia delle Entrate.

Come calcolare il credito d’imposta sulle commissioni Pos?

Il credito d’imposta sulle commissioni Pos parte dal 30%, ma può arrivare al 100% nel caso in cui l’esercente abbia acquistato uno o più strumenti Pos evoluti.

Come compilare l’F24 per il credito imposta Pos?

La richiesta del credito d’imposta Pos si effettua compilando il modello F24 nella sezione Erario. Bisogna, quindi, inserire il codice tributo “6916” con l’anno di riferimento, gli importi ed il saldo da pagare. Scopri tutti i dettagli qui.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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