Caregiver familiare Inps 2024: significato, requisiti e di cosa si occupa

Il caregiver si occupa della cura e dell'assistenza di un familiare anziano, malato o disabile: scopriamo quali sono i suoi compiti e come viene riconosciuto dalla legge.

di Laura Pellegrini

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • La Legge di Bilancio 2018 ha riconosciuto per la prima volta la figura del caregiver familiare, cioè quella persona che si occupa della cura e dell’assistenza a un familiare disabile, infermo o anziano.
  • Esistono due tipologie di caregiver: quello informale, che coincide con un familiare convivente e quello formale, regolarmente retribuito per il suo lavoro.
  • Nonostante non esistano certificazioni o titoli di riconoscimento della figura del caregiver, ci sono diritti e tutele per queste persone che si occupano dell’assistenza ai soggetti fragili.

Il caregiver familiare è la figura che si occupa dell’assistenza e della cura di persone anziane, disabili o inferme: la parola deriva dal termine anglosassone “caregiver” che indica proprio “chi, a livello familiare o professionale, presta assistenza a un malato, specialmente terminale“.

Può trattarsi di un familiare, un amico o una persona esterna al nucleo familiare che viene retribuita per il lavoro che svolge. Il ruolo del caregiver è fondamentale per il soggetto che necessita cure e assistenza: questa figura, infatti, si occupa della gestione quotidiana della persona malata, delle sue esigenze e la supporta a livello fisico e morale, tramite un piano di assistenza individuale condiviso con i curanti.

Nonostante le normative a livello regionale, non esiste una certificazione o titolo professionale che riconosca formalmente la figura del caregiver familiare, mentre in riferimento all’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap c’è la legge 104 del 1992. Scopriamo chi è e di cosa si occupa il caregiver, quali sono i requisiti Inps per diventarlo e quanto è diffusa questa figura in Italia.

Chi è il caregiver familiare: significato e inquadramento normativo

caregiver familiare

La figura del caregiver familiare è stata introdotta per la prima volta nella Legge di Bilancio 2018, che al comma 255 la definisce come la persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti, quali per esempio:

  • il coniuge o una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto;
  • il familiare o affine entro il secondo grado e anche un familiare entro il terzo grado che a causa di malattia, infermità o disabilità non è in grado di portare a termine le funzioni quotidiane;
  • i titolari di indennità di accompagnamento.

È interessante sottolineare che esistono due tipologie di caregiver familiare:

  1. il caregiver informale, che corrisponde nella maggior parte dei casi a un familiare (di solito coniuge o figlio) o amico;
  2. il caregiver formale (i cosiddetti badanti), che può essere qualunque persona che presta assistenza dietro il pagamento di un compenso.

Generalmente i caregiver sono dei lavoratori che si trovano a dover assistere un familiare a livello fisico, emotivo e organizzativo in quanto affetto da problematiche quali l’invecchiamento, l’infermità o patologie croniche. Non di rado anche i giovani possono necessitare assistenza.

Di cosa si occupa il caregiver familiare

Le responsabilità e il ruolo di un caregiver familiare possono variare notevolmente in funzione della persona a cui deve assistere, oltre che alla natura della sua condizione.

In linea generale, un caregiver si occupa della cura quotidiana di un familiare non autosufficiente a causa della malattia, dell’invecchiamento o di una disabilità che non gli consente di svolgere tutte le principali funzioni vitali ed è chiamato a interfacciarsi con l’equipe medica per l’intero percorso di assistenza. Possono essere richiesti aiuti a livello fisico, emotivo o anche sensoriale.

I compiti del caregiver, quindi, si possono riassumere così:

  • somministrazione di farmaci e terapie;
  • accompagnamento a visite specialistiche;
  • acquisto dei medicinali o altri beni di prima necessità;
  • cura dell’igiene personale del malato e delle sue necessità;
  • assistenza nello svolgimento delle funzioni quotidiane (cibarsi, lavarsi, vestirsi, ecc);
  • svolgimento dei compiti domestici e mantenimento di un ambiente sicuro;
  • garantire un sostegno fisico e morale alla persona assistita.

Caregiver familiare Inps 2024: i requisiti

Nonostante non vi sia attualmente una certificazione o un titolo professionale che possa inquadrare la figura del caregiver familiare, è possibile definire alcuni requisiti che queste figure devono possedere per essere ritenute tali.

Secondo quanto previsto dalla legge 104 del 1992:

  • il caregiver può occuparsi di una persona affetta a minorazione fisica, psichica o sensoriale, in modo continuativo e permanente, per consentire al soggetto di condurre una vita il più possibile indipendente;
  • per diventare caregiver è necessario risultare come coniuge, parente o affine entro il secondo grado della persona disabile oppure in specifiche circostanze essere parenti o affini fino al terzo grado;
  • l’attività del caregiver viene svolta in modo continuo e volontario, senza percepire compensi.

Quest’ultima condizione viene meno quando viene assunta una figura esterna al nucleo familiare e appositamente pagata per fornire assistenza alla persona anziana, disabile o inferma.

Tutele e diritti del caregiver familiare

La legge 104 del 1992 prevede anche delle tutele e dei diritti per il caregiver: per esempio, i familiari che si occupano dell’assistenza di un soggetto anziano, disabile o infermo, hanno la possibilità di ottenere permessi retribuiti al lavoro. Generalmente vengono attribuiti tre giorni di permesso retribuito al mese e un congedo retribuito fino a due anni (anche non continuativi).

Inoltre, essi godono del diritto di scegliere (se possibile) la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non possono essere trasferiti in un’altra sede senza il loro consenso.

La figura del caregiver ha accesso anche alla pensione anticipata attraverso la cosiddetta Quota 41: per accedervi, però, deve aver svolto l’attività di caregiver per almeno sei mesi e aver maturato 41 anni di contributi (di cui almeno 12 mesi prima dei 19 anni d’età).

Alcuni dati sui caregiver in Italia

caregiver dati istat

Risale a marzo 2023 l’ultima proposta di legge sul riconoscimento del caregiver, che deriva dalla necessità di inquadrare 2,8 milioni di persone che per diverse ragioni si occupano dell’assistenza di un familiare.

Non esistono attualmente dati ufficiali sul numero di caregiver in Italia, perché spesso queste professioni risultano “invisibili” allo Stato italiano.

Tuttavia, secondo le stime dell’ultimo rapporto ISTAT del 20181, sarebbero oltre 12 milioni le persone tra i 18 e i 64 anni che assistono regolarmente figli o altri parenti perché malati, disabili o anziani. Tra queste, inoltre, 650.000 persone si occupano sia di figli minori, sia di altri familiari in difficoltà.

Nella maggior parte dei casi la figura del caregiver è associata alle donne (6.794 in totale), ma il gender gap è poco rilevante (gli uomini sono 5.952): interessante, invece, come siano gli occupati e i dipendenti (rispettivamente 8.802 e 6.862) a svolgere questo ruolo in misura maggiore rispetto agli inattivi (3.128) o coloro che sono alla ricerca di un lavoro (817).

Nella maggior parte dei casi i figli sono coabitanti, mentre sono 353 mila i genitori (tra i 18 e i 64 anni) che si occupano regolarmente di figli minori di 15 anni non coabitanti.

Bonus caregiver 2024: cos’è e come funziona

Il decreto del 30 novembre 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 20242, ha rifinanziato il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare destinato alle Regioni e ai Comuni per l’erogazione del bonus caregiver: le risorse disponibili per quest’anno ammontano a 25 milioni di euro.

Saranno le Regioni e i Comuni a decidere come erogare questi fondi per il finanziamento di progetti e interventi che spaziano dall’assegno di cura ai contributi sanitari.

Le spese ammesse includono:

  • assistenza diretta ai caregiver regionali tramite l’erogazione di contributi o assegni di cura;
  • erogazione di bonus utilizzabili per prestazioni di assistenza sociosanitaria;
  • prestazioni per agevolare l’assistenza alla persona con disabilità tramite sostituzioni o ricoveri in strutture;
  • attuazione di percorsi di sostegno psicologico individuale o di gruppo;
  • formazione per i membri dei nuclei familiari che prestano assistenza a una persona disabile o anziana.

I cittadini che intendono richiedere il bonus caregiver devono verificare i requisiti necessari per ottenere il sussidio, che variano da Comune a Comune: la domanda si può presentare tramite i Servizi Sociali o il Punto Unico di Accesso del proprio territorio.

L’amministrazione di Roma, per esempio, eroga un assegno da 500 a 800 euro mensili (in base all’ISEE) per le spese di impiego di personale qualificato e un contributo di cura dai 400 ai 700 euro.

Caregiver familiare Inps 2024 – Domande frequenti

Come si diventa caregiver di un familiare?

Per diventare caregiver familiare è necessario essere coniuge, parente o affine entro il secondo grado della persona disabile. Tuttavia, possono diventare caregiver anche i conviventi di fatto, le parti di unione civile e, in specifiche circostanze, i parenti o affini entro il terzo grado.

Qual è il compito del caregiver familiare?

Il caregiver è la figura di riferimento con cui gli operatori sanitari devono interfacciarsi per l’intero percorso di assistenza: ha il ruolo di assistere e supportare quotidianamente la persona malata, occupandosi anche delle attività ordinarie di cura.

Quali sono le diverse tipologie di caregiver?

Esistono due tipologie di caregiver: il caregiver informale, che corrisponde nella maggior parte dei casi a un familiare (di solito coniuge o figlio) o amico e il caregiver formale, che può essere qualunque persona che presta assistenza dietro il pagamento di un compenso.

  1. Conciliazione tra lavoro e famiglia, anno 2018, Istat, istat.it ↩︎
  2. Decreto 30 novembre 2023, Gazzetta Ufficiale, gazzettaufficiale.it ↩︎

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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 19 Marzo 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

3 commenti su “Caregiver familiare Inps 2024: significato, requisiti e di cosa si occupa”

  1. Moltissimi comuni tirano per i privati cooperative di amici e parenti, che non danno servizi idonei, gli orari li stabiliscono loro, con personale pochissimo qualificato.

    Rispondi
  2. Io sono sposato e purtroppo mia moglie a causa dell’artrite reumatoide è rimasta su una sedia a rotella e deve assere accudita giorno e notte essendo invalida al centopercento da me e una persona esterna vorrei sapere cosa potrei fare per avere un aiuto economico e supporto grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      può richiedere una pensione di invalidità, l’accompagnamento per il coniuge e eventuali aiuti dai servizi sociali comunali.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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