POS senza commissioni: i Migliori modelli del 2026

POS senza commissioni di Luglio 2026: guida completa per professionisti e partite IVA su modelli a canone fisso, zero percentuali e costi realmente trasparenti.

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  • Un solo POS sul mercato italiano azzera davvero la commissione su ogni incasso: Axerve Easy POS Canone, che in cambio chiede un canone mensile e reintroduce l’1% oltre 30.000 euro di transato annuo;
  • Il canone conviene sopra i 1.750 euro al mese circa di incassi con carta: sotto quella cifra costa meno un POS a commissione, come il MyPOS Go 2;
  • Le altre offerte che si presentano come “zero commissioni” – Nexi e SumUp – azzerano solo i micropagamenti sotto i 10 euro o gli incassi entro una franchigia mensile.

Le commissioni sono la voce che pesa di più sul costo di un POS, ed è il motivo per cui gli esercenti continuano a cercare offerte nuove. Sul mercato italiano, però, le soluzioni che azzerano davvero la percentuale su ogni transazione sono pochissime: quasi tutte le altre chiamano “zero commissioni” l’azzeramento entro una soglia, oltre la quale si torna a pagare.

La differenza tra un POS a canone zero con commissioni e un POS a canone fisso senza commissioni sta tutta in una domanda: quanto si incassa con le carte ogni mese. Sotto una certa cifra conviene pagare una percentuale, sopra conviene pagare un canone. Di seguito ci sono le offerte davvero sottoscrivibili online e i numeri per capire da che parte si sta.

I migliori POS senza commissioni del 2026

Nella tabella, accanto all’unico POS che azzera davvero la commissione su ogni incasso – l’Axerve Easy POS Canone – abbiamo incluso le alternative a commissione più convenienti. Non è una forzatura: come mostrano i conti più avanti, sotto una certa soglia di incassi un POS a commissione costa meno di uno a canone, e per la maggior parte degli esercenti quella è la scelta giusta.

Disclaimer Partitaiva.it seleziona le migliori offerte sul mercato in maniera indipendente. Tuttavia, se fai un acquisto passando da un nostro link, potremmo ricevere una commissione.
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Aggiornato al: 17 Luglio 2026
POS più richiesto1.
5/5
MyPOS Go 2
  • Accredito istantaneo su conto aziendale MyPOS
  • SIM 4G inclusa
  • Connessione Wi-Fi 2,4 GHz
  • Carta Business gratuita
  • Modalità Multi-Operatore: segui attività dello staff
Prezzo
29 €
+ IVA
Prezzo
29 €
+ IVA
Canone mensile: Gratis
Commissioni: 1,20%
9.831 recensioni su
Leggi tutto
2.
4.5/5
Axerve Easy POS Canone
  • Accredito su qualsiasi IBAN entro 1 giorno
  • SIM 4G inclusa
  • Connessione Wi-Fi
  • Stampante integrata
Prezzo
Gratis
Terminale in comodato d'uso
Prezzo
Gratis
Terminale in comodato d'uso
Canone mensile: da 17€ +IVA
Commissioni: 0%
37 recensioni su
Leggi tutto
3.
3.5/5
Nexi MobilePOS
  • Accredito in un giorno sul conto corrente
  • Zero commissioni sotto 10,00€
Prezzo
29 €
IVA inclusa
Prezzo
29 €
IVA inclusa
Canone mensile: Gratuito
Commissioni: 1,89%
1.443 recensioni su
4.
4.5/5
POS Axerve Easy Mini
  • Accredito su qualsiasi IBAN entro 1 giorno
  • SIM 4G inclusa
  • Connessione Wi-Fi
  • Scontrino digitale
Prezzo
50 €*
* Promo -37,5%
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Canone mensile: 0€
Commissioni: 1%
52 recensioni su

Quanto costa davvero un POS in un anno

Confrontare un canone mensile con una percentuale non serve a niente finché non si mettono insieme. Il modo più semplice per scegliere è guardare la spesa complessiva di un anno – canone, commissioni e terminale – a seconda di quanto si incassa con le carte. Ecco il conto per i quattro POS della tabella.

Incassi con carta in un annoMyPOS Go 2
(1,20%)
Axerve Easy POS Canone
(0%)
Nexi MobilePOS
(1,89%)
Axerve Easy Mini
(1%)
10.000 €
830 € al mese
149 €220 €213 €180 €
20.000 €
1.670 € al mese
269 €280 €402 €280 €
30.000 €
2.500 € al mese
389 €280 €591 €380 €
50.000 €
4.170 € al mese
629 €480 €969 €580 €
100.000 €
8.330 € al mese
1.229 €980 €1.914 €1.080 €
Spesa totale del primo anno, costo del terminale incluso, importi al netto dell’IVA. In grassetto l’offerta più economica per ogni fascia di incasso.

Il punto in cui la convenienza si ribalta sta intorno ai 21.000 euro di incassi con carta all’anno, cioè circa 1.750 euro al mese. Sotto quella cifra il canone fisso non si ripaga e conviene pagare la percentuale. Sopra, il canone comincia a far risparmiare.

Vale la pena guardare anche l’ordine di grandezza del risparmio. A 100.000 euro di transato annuo – un negozio che incassa oltre 8.000 euro al mese con le carte – il POS senza commissioni fa risparmiare circa 250 euro all’anno rispetto a un buon POS a commissione. È un risparmio vero, ma meno clamoroso di quanto l’espressione “zero commissioni” lasci immaginare.

Quale POS conviene, in base all’attività

  • Professionisti, artigiani, chi incassa poche volte al mese. Il canone si paga anche nei mesi in cui il POS resta nel cassetto. Meglio un terminale a commissione: si spende solo quando si incassa. È il caso tipico di un POS per professionisti.
  • Bar, ristoranti, negozi con incassi quotidiani. Superati i 1.750 euro al mese di carte il canone fisso è più conveniente, e rende la spesa prevedibile a budget invece che legata al fatturato.
  • Chi batte molti scontrini di piccolo importo. Edicole, tabaccherie, panifici, bar da colazione: qui contano più le promozioni sui micropagamenti sotto i 10 euro che la percentuale generale, perché su un caffè da 1,20 euro anche l’1,89% incide poco ma una commissione fissa per operazione è devastante.
  • Attività stagionali o ambulanti. Il canone dodici mesi l’anno su una stagione di quattro è denaro buttato. Meglio un terminale acquistato, senza canone, che nei mesi di chiusura costa zero. Utile anche valutare un POS portatile con SIM inclusa.

POS Easy Axerve senza commissioni

Axerve

Axerve, fintech del Gruppo Banca Sella, è oggi l’unica società di pagamenti in Italia a proporre un pacchetto che azzera la commissione su ogni incasso: il POS Easy a canone.

Pos Axerve senza commissioni

Si paga un canone fisso mensile e l’accredito del transato arriva su qualsiasi conto corrente tramite bonifico entro un giorno lavorativo, senza dover aprire un conto dedicato. È una differenza che pesa nella gestione quotidiana più di quanto sembri: il denaro entra dove entra già tutto il resto degli incassi, e la contabilità non cambia.

Nel canone sono compresi la SIM che collega il terminale alla rete 4G dell’operatore con la copertura migliore della zona e il noleggio in comodato d’uso del terminale Android PAX A99, con stampante integrata. Non ci sono vincoli di permanenza, ma essendo in comodato il POS va restituito alla chiusura del contratto: non resta di proprietà.

Costi di Axerve

Il canone cambia in base a quanto si incassa nell’arco dell’anno:

  • 17 euro + IVA al mese per incassi fino a 10.000 euro all’anno;
  • 22 euro + IVA al mese per incassi fino a 30.000 euro all’anno.

Qui c’è il dettaglio che ridimensiona la formula “zero commissioni”, e conviene saperlo prima di firmare: superati i 30.000 euro di transato in un anno rientra una commissione dell’1% più IVA sull’importo eccedente, che si somma al canone di 22 euro. Trentamila euro sono 2.500 euro al mese di carte, una cifra che un bar o un ristorante raggiungono senza fatica.

Detto senza giri di parole: l’Axerve Easy POS non è un POS a zero commissioni in assoluto, è un POS con commissioni azzerate fino a 30.000 euro l’anno e all’1% oltre quella soglia. Resta comunque l’offerta più conveniente per chi ha incassi alti, perché quell’1% è più basso della percentuale applicata da quasi tutti i concorrenti – ma il conto va fatto sapendolo.

All’attivazione è previsto il pagamento dell’imposta di bollo di 16 euro. Il canone include:

  • noleggio del terminale POS;
  • SIM multi operatore e traffico dati;
  • assistenza tecnica dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 22:00, la domenica e i festivi dalle 8:00 alle 20:00.

MyPOS Go 2, il più conveniente sotto i 1.750 euro al mese

MyPOS non è un POS senza commissioni: applica l’1,20% su ogni transazione. Compare in questa classifica per una ragione che i conti qui sopra rendono evidente: per chi incassa meno di circa 1.750 euro al mese con le carte è la soluzione che costa meno di tutte, canone a zero commissioni compreso.

Il terminale si compra una volta sola a 29 euro + IVA e poi non c’è alcun canone mensile: nei mesi in cui l’attività è ferma non si paga nulla. Nel prezzo ci sono la SIM 4G, il Wi-Fi e la modalità multi-operatore per seguire l’attività dello staff. Il MyPOS Go 2 funziona da solo, senza bisogno di collegarlo a uno smartphone, pesa 170 grammi e ha un’autonomia dichiarata fino a 8 ore.

La differenza da conoscere prima di sottoscrivere

L’accredito è istantaneo, ma arriva su un conto MyPOS con IBAN irlandese, non sul conto aziendale già in uso: da lì il denaro va poi girato con un bonifico. Non è un difetto – è anzi il motivo per cui l’accredito è immediato invece che a un giorno – ma è una differenza sostanziale rispetto ad Axerve, che accredita su qualsiasi IBAN italiano.

Va messa in conto nella gestione della cassa: significa un passaggio in più, un conto in più da riconciliare e un IBAN estero da comunicare al commercialista. Per un’attività strutturata è un dettaglio; per chi tiene la contabilità con il minimo sforzo, va valutato.

POS Nexi, zero commissioni sotto i 10 euro

Nexi

Nexi S.p.A. propone diversi modelli di POS, alcuni a canone mensile e altri con un costo una tantum per il terminale. Tutti applicano una commissione sulle transazioni: l’unica eccezione riguarda i micropagamenti.

Con micropagamenti si intendono le transazioni sotto i 10 euro con carte Visa, MasterCard e PagoBancomat, azzerate per 12 mesi. L’agevolazione non scatta in automatico con la sottoscrizione del pacchetto: va richiesta compilando l’apposito modulo su Nexi Business. È l’offerta di riferimento per chi batte molti scontrini bassi, dove la commissione pesa in proporzione molto più che su un incasso da cento euro.

Nexi POS micropagamenti

Nexi prevede anche uno storno delle transazioni fino a 100 euro tramite cashback, riservato a chi ha attivato un terminale con o senza canone e raggiunge almeno 50.000 euro di transato nei primi 12 mesi. Il cashback si rinnova automaticamente negli anni successivi al raggiungimento della stessa soglia.

I costi di Nexi

Le versioni con canone mensile sono quattro: SmartPOS (29 €), SmartPOS Cassa (35 €), SmartPOS mini con stampante (22,50 €) e SmartPOS Cordless (17,50 €). In questi casi la commissione non è percentuale ma fissa: 0,99 euro per operazione, esclusi i micropagamenti in promozione.

Attenzione al meccanismo, perché è controintuitivo: un costo fisso per operazione conviene sugli scontrini alti e diventa carissimo su quelli bassi. Su un incasso da 100 euro lo 0,99 fisso equivale a meno dell’1%; su un incasso da 5 euro equivale a quasi il 20%. Per una tabaccheria o un bar è la tariffa sbagliata, a meno di attivare la promozione sui micropagamenti.

I modelli senza canone, con spesa una tantum, sono tre: SmartPOS mini a 169 €, Mobile POS a 29 € e la versione SoftPOS a 19 €. Qui la commissione torna percentuale: 1,49% per lo SmartPOS Mini e 1,89% per gli altri due.

Nexi Start

Nexi Start è un’offerta all-inclusive che mette insieme terminale e commissioni in un unico pacchetto, da 22,50 euro al mese per lo SmartPOS Mini con stampante a 35 euro al mese per lo SmartPOS Cassa+.

L’elemento interessante è la franchigia di 1.000 euro di transato incluso ogni mese per le carte Visa, Mastercard e PagoBANCOMAT. Superata la soglia si applica l’1,20% sulle operazioni nello Spazio economico europeo e il 2,70% sulle carte extra SEE: una differenza che conta parecchio per chi lavora con clientela straniera, dal turismo al commercio nelle città d’arte.

SumUp piano Plus

sumup

SumUp non offre un POS senza commissioni, ma un piano che le riduce. Rientra in questa guida per completezza, perché per alcune attività il risultato pratico è simile.

Il piano base è gratuito. Il piano Plus costa 19 euro al mese e porta due vantaggi: le commissioni sui pagamenti online scendono dall’1,95% allo 0,95%, e i micropagamenti sotto i 10 euro sono azzerati fino a 7.500 euro al mese di incassi.

SumUp Plus

Il conto è presto fatto: i 19 euro al mese si ripagano solo se i micropagamenti sotto i 10 euro sono una parte consistente del giro d’affari, o se si vende parecchio online. Per un negozio con scontrino medio sopra i 20 euro il piano Plus è una spesa che non rientra e conviene restare sul piano gratuito.

Costi di SumUp

I POS SumUp si collegano a qualunque conto aziendale, ma esiste anche un conto business SumUp con due piani: Gratuito e Plus (25 euro al mese). I terminali si acquistano a parte:

  • Solo Lite: 34 €;
  • Solo: 79 €;
  • Terminal: 169 €.

Il POS si scarica? Canone, commissioni e IVA

C’è un pezzo del costo che quasi nessun confronto considera, e che cambia il conto in modo sensibile: il trattamento fiscale. La stessa identica offerta costa cifre diverse a due partite IVA diverse.

Imprese e professionisti in regime ordinario o semplificato

Il canone del POS, il costo del terminale e le commissioni sono costi inerenti all’attività e come tali deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo. L’IVA sul canone e sull’acquisto del terminale è detraibile, nei limiti ordinari del diritto alla detrazione.

È il motivo per cui i confronti di questa guida sono al netto dell’IVA: per chi la detrae, l’IVA non è un costo ma una partita di giro. I prezzi da leggere sono quelli indicati con la formula “+ IVA”.

POS senza commissioni per forfettari: il conto è diverso

Chi applica il regime forfettario determina il reddito applicando il coefficiente di redditività ai ricavi: i costi effettivi non si deducono, e quindi il canone del POS non abbatte nulla. In più il forfettario non detrae l’IVA.

La conseguenza è concreta e nessuno la scrive: un canone da 22 euro + IVA costa a un’impresa 22 euro, a un forfettario 26,84 euro. Sull’anno sono 322 euro contro 264. Per un forfettario, quindi, la soglia oltre la quale conviene il canone si sposta più in alto, verso i 2.200 euro al mese di incassi con carta invece di 1.750.

Un commercialista serve raramente per scegliere un POS. Serve quando la scelta si intreccia con il regime fiscale e con la tracciabilità degli incassi: è il caso di chi valuta un terminale che accredita su un conto estero, o di chi deve capire come i costi del POS entrano in bilancio.

Hai un dubbio sulla deducibilità nel tuo caso specifico? Fai la tua domanda ai commercialisti di PartitaIva.it, la prima risposta è gratuita.

POS senza commissioni bancarie: come funzionano

Sotto l’etichetta “POS senza commissioni” il mercato mette due cose molto diverse, e confonderle è il modo più rapido per scegliere male.

  1. Canone con commissioni azzerate entro una soglia annua. Si paga un costo mensile fisso che copre tutte le transazioni con carta fino a un tetto di transato; oltre quel tetto la commissione rientra. Il terminale è in comodato d’uso e va restituito alla chiusura del contratto. È il caso di Axerve Easy POS Canone: azzeramento fino a 30.000 euro l’anno, poi 1% sull’eccedenza.
  2. Franchigia sulle singole operazioni. Non c’è un canone che copre tutto, ma una fascia di incassi esente: un importo fisso mensile, oppure una tipologia di transazione azzerata, tipicamente i micropagamenti sotto i 10 euro. Di solito si paga il terminale una volta sola invece di un canone, e il POS resta di proprietà. Rientrano qui Nexi con i micropagamenti, Nexi Start con i suoi 1.000 euro mensili inclusi e SumUp Plus.

La differenza sostanziale è dove sta il tetto e ogni quanto si azzera. Nel primo caso è annuale e alto: per la maggior parte degli esercenti non si raggiunge mai, o si raggiunge tardi nell’anno. Nel secondo è mensile e basso, e si supera ogni mese: la commissione resta la regola, l’azzeramento è l’eccezione.

POS senza commissioni o senza canone, quale conviene di più

La risposta sta tutta nell’incasso mensile con le carte, e con i prezzi di oggi la soglia è intorno ai 1.750 euro al mese.

Sotto quella cifra conviene il POS senza canone. La percentuale si paga solo quando si incassa: nei mesi morti, in bassa stagione o durante le chiusure la spesa è zero. Un canone da 22 euro al mese, invece, si paga dodici volte l’anno anche se il terminale non viene mai acceso.

Sopra quella cifra conviene il canone. Oltre al risparmio, che cresce con il transato, c’è un vantaggio meno evidente ma reale: la spesa diventa prevedibile. Sapere che il POS costa 22 euro al mese e basta è diverso dal vedersi trattenere una percentuale variabile su ogni vendita, e per chi tiene un budget la differenza si sente.

Restano due elementi da pesare oltre al prezzo, e sono quelli che si scoprono dopo aver firmato:

  • Dove arriva il denaro. Su un IBAN italiano già in uso, oppure su un conto dedicato da cui va poi girato con un bonifico.
  • Di chi è il terminale. Il comodato d’uso comporta la restituzione alla chiusura del contratto; il POS acquistato resta di proprietà anche cambiando fornitore.

Domande frequenti

Esiste davvero un POS senza commissioni?

Sì, ma è uno solo e con un limite. Axerve Easy POS Canone azzera la commissione su ogni incasso a fronte di un canone mensile, ma solo fino a 30.000 euro di transato all’anno: oltre quella soglia rientra una commissione dell’1% sull’importo eccedente. Le altre offerte che si presentano come zero commissioni azzerano soltanto i micropagamenti sotto i 10 euro o gli incassi entro una franchigia mensile.

Da quanti incassi conviene un POS a canone senza commissioni?

Con i prezzi attuali la soglia è intorno ai 1.750 euro al mese di incassi con carta, cioè circa 21.000 euro all’anno. Sotto quella cifra costa meno un POS a commissione come MyPOS Go 2, perché il canone fisso non si ripaga. Sopra, il canone di Axerve comincia a far risparmiare: a 50.000 euro di transato annuo la differenza è di circa 150 euro, a 100.000 euro di circa 250 euro.

Qual è il migliore POS senza commissioni?

Per chi incassa più di 1.750 euro al mese con le carte è Axerve Easy POS Canone, l’unico che azzera davvero la percentuale su ogni operazione e che accredita su qualsiasi IBAN entro un giorno lavorativo. Per chi incassa meno, il POS più conveniente in assoluto non è un POS senza commissioni: è MyPOS Go 2, che costa 29 euro una volta sola, non ha canone e applica l’1,20%.

Il canone del POS è deducibile?

Per imprese e professionisti in regime ordinario o semplificato sì: canone, terminale e commissioni sono costi inerenti all’attività, e l’IVA sul canone e sul terminale è detraibile. Per i forfettari no, perché il reddito si determina applicando il coefficiente di redditività ai ricavi e i costi effettivi non si deducono; il forfettario non detrae nemmeno l’IVA, quindi paga il canone al lordo.

Qual è il migliore POS per chi fa scontrini di piccolo importo?

Chi batte molti scontrini sotto i 10 euro deve guardare due cose: le promozioni sui micropagamenti, che azzerano proprio quelle operazioni, e soprattutto deve evitare le tariffe con commissione fissa per operazione. Una commissione di 0,99 euro su un incasso da 5 euro equivale a quasi il 20%, mentre l’1,89% sullo stesso importo costa meno di 10 centesimi.

Come risparmiare sulle spese del POS?

Il primo passo è misurare due numeri: quanto si incassa mediamente con le carte in un mese e qual è lo scontrino medio. Sono i due dati che determinano tutto il resto. Chi incassa poco deve evitare i canoni, perché si pagano anche a POS fermo; chi incassa molto deve evitare le percentuali; chi ha scontrini bassi deve evitare le commissioni fisse per operazione. Solo dopo ha senso confrontare le promozioni del momento.

Come abbiamo scelto

Abbiamo confrontato le offerte POS sottoscrivibili online in Italia dai titolari di partita IVA, escludendo quelle riservate ai correntisti di singole banche. Il confronto considera la spesa complessiva del primo anno – costo del terminale, canone e commissioni – calcolata su cinque fasce di transato annuo, al netto dell’IVA. A parità di costo abbiamo dato peso all’accredito su IBAN italiano, all’assenza di vincoli di permanenza e alla proprietà del terminale. Prezzi e condizioni sono verificati sui siti ufficiali degli operatori alla data indicata in cima alla pagina e possono cambiare: prima di sottoscrivere è sempre bene consultare il foglio informativo del fornitore.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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