Euro digitale, BCE sigla nuovi accordi: ecco come funziona e quando arriva il nuovo contante smart

Se il Parlamento confermerà il sostegno al progetto, la fase pilota potrà partire nel 2027. Ecco come funziona l'euro digitale.

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Il 2026 si conferma l’anno spartiacque per il futuro del sistema monetario europeo. La Banca centrale europea (BCE) ha formalizzato tre accordi con altrettanti organismi di normazione – European Card payment cooperation (ECPC), nexo standards e Berlin group – al fine di strutturare un sistema di pagamento autonomo e interoperabile. L’intesa prevede l’adozione di protocolli aperti già esistenti per assicurare la piena compatibilità dell’euro digitale con le reti tecnologiche attuali. L’obiettivo è giungere all’approvazione del regolamento sull’euro digitale entro maggio 2026, garantendo così il rispetto della tabella di marcia che punta all’emissione ufficiale della valuta entro il 2029.

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Cos’è l’euro digitale? Il contante in veste smart

L’euro digitale non è una criptovaluta speculativa (come il Bitcoin), ma una moneta digitale della Banca centrale (CBDC). Si tratta, in sostanza, dell’equivalente elettronico delle banconote: denaro pubblico garantito direttamente dalla BCE, non soggetto ai rischi di fallimento di una banca privata.

L’euro digitale, dunque, non eliminerà il contante, ma offrirà un’alternativa digitale utilizzabile gratuitamente per pagare nei negozi, online o tra privati in tutta l’area euro. Una volta a regime, i commercianti saranno obbligati ad accettarlo, garantendo ai cittadini uno standard di pagamento pubblico e indipendente dai circuiti extra europei (come Visa o Mastercard).

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Come funziona: il wallet e la ricarica

Ogni cittadino potrà aprire un wallet (portafoglio elettronico) presso la propria banca o alle Poste. L’utilizzo delle funzioni di base sarà totalmente gratuito. Il portafoglio potrà essere alimentato in due modi:

  1. trasferendo fondi dal proprio conto corrente bancario;
  2. depositando contanti fisici presso sportelli abilitati.

Si potrà pagare tramite smartphone, smartwatch o una carta fisica dedicata, garantendo l’inclusione anche per chi non ha dimestichezza con le tecnologie digitali.

I limiti di detenzione e il meccanismo “waterfall”

Per proteggere la stabilità delle banche commerciali e prevenire una fuga dai depositi, la BCE imporrà un limite massimo di giacenza nel wallet. Sebbene il negoziato sia ancora in corso, l’ipotesi più accreditata è un tetto ordinario tra i 1.500 e i 3.000 euro.

Se si riceve un pagamento che supera il limite del wallet, l’eccedenza viene trasferita istantaneamente sul conto bancario collegato. Allo stesso modo, se si deve fare un acquisto superiore ai fondi nel wallet, il sistema attingerà la differenza direttamente dal conto corrente, senza che la transazione venga interrotta.

Pagamenti offline e privacy

Una delle “chicche” dell’euro digitale risiede nella possibilità di scambiare denaro senza connessione internet. Grazie alle tecnologie NFC e bluetooth, due utenti potranno scambiarsi euro digitali semplicemente avvicinando i dispositivi. In questa modalità, la privacy viene maggiormente tutelata: né la BCE né gli intermediari avranno visibilità sui dati della transazione e più privacy per piccoli importi (poiché un certo grado di tracciabilità deve rimanere per l’anti-riciclaggio).

Nelle situazioni di emergenza -come attacchi informatici ai circuiti nazionali – i Paesi baltici hanno persino proposto la possibilità di innalzare temporaneamente i limiti del wallet per garantire la continuità dei pagamenti.

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Cosa prevedono i nuovi accordi

L’integrazione degli standard tecnici e l’avanzamento del quadro normativo mirano a un obiettivo di lungo termine: l’autonomia strategica dell’Unione Europea. Attualmente, una quota predominante delle transazioni digitali nell’area euro è gestita da circuiti internazionali e fornitori di wallet extra-europei. La creazione di una base tecnica comune attraverso gli accordi con ECPC, nexo standards e Berlin Group permette ai fornitori di servizi di pagamento europei di sviluppare soluzioni innovative su scala continentale.

L’adozione dell’euro digitale entro il 2029 (BCE, 27 aprile 2026) segnerà quindi il passaggio a un’infrastruttura pubblica che non solo affianca il contante, ma garantisce l’interoperabilità tra banche, app e terminali POS di diversi Paesi. Per le imprese e gli esercenti, questo si traduce in una riduzione della dipendenza da standard proprietari e in una maggiore resilienza del sistema dei pagamenti europeo di fronte a potenziali instabilità globali.

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