Turismo e caro prezzi: settore rallentato in estate

Nonostante previsioni ottimistiche per la stagione turistica 2023, l'Italia sta affrontando sfide inaspettate nel settore. Il caro prezzi sta influenzando le scelte dei turisti, con molte regioni tradizionalmente popolari come Toscana e Liguria che risentono di un calo nelle visite.

di Francesca Di Feo

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  • L’industria del turismo italiana ha riscontrato un inaspettato calo nonostante le iniziali alte aspettative per la stagione 2023.
  • La principale causa è il caro prezzi, con aumenti significativi nei settori del trasporto e dell’accoglienza, che hanno portato molti italiani a scegliere destinazioni estere.
  • Tuttavia, il settore delle crociere ha visto una crescita, con previsioni di oltre 12 milioni di turisti nel 2023.

Il settore del turismo, uno dei pilastri dell’economia italiana, ha recentemente riscontrato turbolenze inaspettate, rallentando un andamento che ha deluso le previsioni record dei mesi precedenti.

Sebbene l’avvio della stagione turistica fosse stato caratterizzato da forti aspettative e promettenti previsioni, le ultime analisi mostrano un calo marcato nelle visite in tutte le regioni italiane da nord a sud.

Nessuna estate dei record, quindi, a causa di un fenomeno che sta preoccupando molti attori del settore e non solo: il caro prezzi, con aumenti generalizzati ormai in tutti i comparti.

Un inizio promettente per il turismo in Italia

L’Italia, celebre in tutto il mondo per le sue inestimabili bellezze artistiche, le spiagge dal panorama mozzafiato e una gastronomia che incanta ogni palato, si preparava ad iniziare una stagione turistica 2023 con aspettative mai viste prima.

Con previsioni che indicavano una crescita impressionante del 20% nelle prenotazioni e un clima di ottimismo che pervadeva l’intero settore, ristoranti, musei, alberghi e tutte le attività legate al mondo del turismo si erano attrezzati e organizzati al meglio, ansiosi di accogliere i proverbiali turisti provenienti da tutto il mondo dopo un periodo difficile dovuto agli impatti della pandemia.

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Turismo e caro prezzi

Tuttavia, un fattore imprevisto ha avuto un impatto determinante, alterando profondamente un panorama altrimenti promettente: il caro prezzi, che ha costretto molti italiani a dirottare le proprie vacanze all’estero.

Un salto medio del 15% nel costo del carburante ha avuto conseguenze tangibili sul settore dei trasporti, rendendo i viaggi interni notevolmente più onerosi per turisti e non.  

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Allo stesso tempo, l’incremento del 10% nel costo delle materie prime ha toccato direttamente il mondo della ristorazione e dell’ospitalità: ristoranti, caffetterie e strutture alberghiere si sono trovati, a loro malgrado, a dover aggiornare i propri listini prezzi al rialzo, in risposta a queste sfide economiche.

Un vero e proprio cane che si morde la coda, a causa dell’inflazione che negli ultimi mesi ha consistentemente eroso il potere di acquisto degli italiani.

E se nel nostro paese tornano americani, asiatici e il turismo straniero continua ad alimentare il comparto, i connazionali hanno preferito destinazioni più lontane e meno care: tra le più gettonate, la Spagna, la Tunisia e Sharm.

L’impatto sulle prenotazioni nel turismo

Di fronte a questi repentini cambiamenti nel panorama economico, le strutture ricettive in tutto il paese hanno segnalato una contrazione delle prenotazioni, con una diminuzione significativa i cui picchi raggiungono punti percentuali tra il 20% e il 30% di calo di domanda.  

Ripercussioni quindi non solo sulle strutture alberghiere, ma a catena anche sulle principali attrazioni turistiche.

Luoghi che, in passato, erano famosi per le loro interminabili code e i biglietti che si esaurivano settimane in anticipo, oggi mostrano uno scenario differente: l’affluenza è visibilmente minore e le ampie piazze e i monumenti, un tempo brulicanti di turisti, ora sembrano respirare in un’atmosfera più tranquilla e meno affollata.

Il settore delle crociere dipinge tuttavia un quadro molto diverso. Nel 2023, oltre un milione di italiani sceglierà di trascorrere le proprie vacanze a bordo di una nave da crociera, mentre una sola compagnia, MSC, prevede di movimentare negli scali italiani oltre 4 milioni di crocieristi, considerando sia la domanda nazionale che estera.

In totale, le stime indicano un movimento complessivo di oltre 12 milioni di turisti nel settore crocieristico italiano per lo stesso anno.

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Turismo in calo: la mappa

Alcune regioni italiane hanno avvertito in modo particolare l’effetto dell’ingente calo di domanda. La Toscana e la Liguria, che tradizionalmente si trasformano in vere e proprie punte di diamante del turismo estivo, hanno subito un colpo inaspettato con una riduzione delle visite di quasi il 18% rispetto alle previsioni iniziali.

Non solo le aree costiere e le colline verdi sono state colpite, ma anche le pulsanti metropoli di Roma e Milano, che solitamente sono un crocevia costante di turisti provenienti da ogni parte del mondo, stanno ora osservando un calo nell’affluenza.

Soluzioni al calo del turismo

Di fronte a questo mutato scenario, molte imprese e strutture del settore turistico stanno compiendo sforzi ingenti per reinventarsi e adattarsi a questa nuova situazione.

Proposte allettanti come offerte speciali, sconti incentivanti per chi decide di prolungare il proprio soggiorno e iniziative di collaborazione tra diverse entità legate al turismo sono soltanto alcune delle soluzioni creative messe in campo per riconquistare i visitatori.

Eppure, pur essendo queste misure importanti, è evidente che per garantire un futuro luminoso e resiliente al comparto turistico, occorrerà pensare e implementare strategie più solide, sostenibili e progettate con una visione a lungo termine.

Turismo e calo prezzi – Domande frequenti

Quanto è importante il turismo in Italia?

Il turismo riveste una grande rilevanza in Italia. Direttamente, contribuisce per circa il 5% al Prodotto Interno Lordo e, considerando l’impatto indiretto, tale percentuale sale al 13%.

Perché il settore del turismo è in calo?

Il turismo in Italia è in calo principalmente a causa dell’inaspettato rincaro dei prezzi e dell’inflazione, che hanno reso le vacanze nel paese meno accessibili per molti.

Quali sono gli effetti negativi del turismo di massa?

Il turismo incontrollato compromette seriamente le meraviglie del nostro paese: innumerevoli visitatori lasciano detriti, deteriorano patrimoni archeologici e provocano affollamenti eccessivi.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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