NFT: cosa sono i non fungible token

Arte grafica, gift, video, musica e oggetti da collezione sono diventati il trend del momento grazie agli NFT. Ecco come funzionano, come comprarli o venderli.

NFT: cosa sono i non fungible token
  • Con il termine NFT si identificano i non fungible token, particolari tipologie di codici unici che vengono scambiati sulle blockchain.
  • Sono opere d’arte, immagini, gift, musiche, videoclip, spezzoni di video e disegni di arte grafica, per citare alcuni esempi più comuni.
  • Per comprare gli NFT hai bisogno di un wallet digitale, un certo numero di criptovalute ETH e di registrarti a un marketplace NFT.

L’acronimo NFT (non fungible token) è sempre più al centro dell’attenzione di collezionisti, trader e imprenditori. Negli ultimi 20 anni si è diffuso il trading online per investire su moneta virtuale e criptovalute, con l’avvento dei Bitcoin, fino ai non fungible token.

Gli NFT nel concreto possono essere diversi oggetti digitali: dall’arte grafica ai video musicali, dalle collezioni di avatar virtuali a quelle di musica, fino ad arrivare a contratti e titoli di proprietà di terreni e immobili.

Nel 2021 il comparto ha generato un movimento pari a 41 miliardi di dollari e per il 2022, in piena crisi economica e con il tasso d’inflazione alle stelle, si è registrata una crescita delle vendite di oltre il 30%. Alcuni analisti li definiscono come una nuova forma di bene rifugio da aggiungere al proprio portafoglio investimenti nei momenti di incertezza finanziaria.

Cosa sono gli NFT

Gli NFT si sono diffusi negli ultimi anni in modo decisamente esteso, fino a creare quella che ad oggi è definita come Crypto Art, che ha dato il via a una nuova forma di arte e investimento. Un esempio è il caso diventato famoso dell’artista Beeple, che ha riunito in un NFT 5.000 immagini, per creare Everydays, un’opera venduta da una delle principali case d’aste, Christie’s, per 69,3 milioni di dollari.

Ma cosa sono i non fungible token? Vengono descritti in termini tecnici come delle risorse crittografiche scambiate su una blockchain, quasi sempre Ethereum, caratterizzati da codici identificativi che li distinguono tra di loro. Semplificando questo concetto, gli NFT sono token, ovvero codici, che vengono estratti dalla rete blockchain e che acquisiscono le seguenti caratteristiche:

  • non sono fungibili, quindi non possono essere convertiti in un altro prodotto simile;
  • ogni NFT è unico;
  • ha un prezzo non definibile;
  • può acquisire diverse forme.

La parola token riporta ovviamente all’idea di criptovaluta. Infatti, gli NFT sfruttano una tecnologia simile ai Bitcoin e ad Ethereum, ma questa è l’unica somiglianza. Si può definire come NFT qualsiasi oggetto digitale, come ad esempio una foto, un testo, un audio, su cui vi è indiscutibilmente la firma dell’autore, e non è possibile individuare altre copie dello stesso oggetto.

Non fungible token

Come funzionano gli NFT

Il denaro reale e le criptovalute sono definiti come beni fungibili, dato che il loro valore è sempre uguale anche se vengono scambiati. Un dollaro USA è identico a un altro dollaro USA, così come una moneta digitale Ethereum ha lo stesso valore di un altro Ethereum.

L’interscambiabilità  permette quindi di utilizzare le criptovalute come strumenti per effettuare transazioni commerciali sulla blockchain. Nel caso degli NFT si tratta però di beni non fungibili. Ciò significa che non è possibile effettuare uno scambio alla pari, dato che non ne esisteranno due uguali. Con il termine NFT quindi si identifica:

  • il prodotto creato da un’artista che è unico;
  • il certificato digitale dell’opera che ti attribuisce il possesso.

Sono definiti anche come passaporti digitali, dato che ogni token prevede al suo interno sia l’oggetto che va a riprodurre, sia i diritti di proprietà che lo rendono un prodotto unico. Inoltre, sono anche estendibili.

Ciò significa che se hai la proprietà di due token non fungibili e decidi di crearne un terzo unendoli, avrai un altro NFT completamente unico. Oggi, un token non fungibile è uno strumento ideale per rappresentare in modo digitale oggetti reali, come opere d’arte e gli stessi immobili. Ecco quali sono quelli più comuni:

  • oggetti d’arte;
  • immagini e gift;
  • video;
  • clip;
  • avatar;
  • musica;
  • spezzoni di programmi;
  • tweet;
  • terreni digitali.

Alcuni esempi di NFT

Il primo token a essere inserito sulla blockchain di Ethereum, è stata un’elaborazione digitale prodotta nel 2014, da Anil Dash e Kevin McCoy, e presentata al New Museum di New York. Furono molte le critiche, ma si aprì in poco tempo lo spiraglio per la creatività di altri autori.

Infatti, nel giro di tre anni, nel 2017, si è passati a diversi trend che hanno portato ad investimenti non indifferenti. Dalle immagini di gatti creati sulla blockchain, con investimenti per oltre 20 milioni di Ether, fino ad altre collezioni di Crypto Art. Si tratta di trend diffusi tra collezionisti, con prezzi tra i più alti nelle collezioni NFT. L’elenco di casi che hanno fatto notizia è davvero lungo.

Gli NFT NBA Top Shot, composti da una serie di clip con tematica sportiva, hanno fatturato circa 500 milioni di vendite a fine marzo. L’opera Gucci Ghost, composta da una gift con il logo dell’omonimo brand, ha fatto registrare una vendita pari a 3.600€.

Infine, oltre ai marchi famosi, sono sempre di più le star dello sport e quelle della musica che hanno aperto le porte agli NFT. Infatti, puoi trovare una clip di LeBron James venduta a 200.000 dollari, oppure un video di Snoop Dogg che ha fatto registrare nuovi record di vendita.


A cosa serve un NFT?

Perché vi è tanta attenzione per gli NFT? Un aspetto che devi considerare è sicuramente quello del collezionismo. Infatti, in quanto token unici, il possesso di un NFT diventa esclusivo, come quello di un’opera d’arte reale.

Invece, per un’artista è un nuovo modo di esprimere la sua arte e al contempo avere la possibilità di evitare la riproduzione di falsi. A questo si aggiunge l’opportunità di ottenere un introito anche nel futuro grazie alle royalty che vengono applicate su ogni singola transazione.

Dall’altro lato i token non fungibili rappresentano un’evoluzione del mondo delle criptovalute. Infatti, questi certificati digitali possono essere un’alternativa per semplificare alcuni dei processi finanziari su diversi tipi di asset. Con gli NFT è possibile incrementare le attività commerciali sulla blockchain, attraverso gli smart contract, oltre ad evitare eventuali truffe.

Comprare NFT

NFT: applicazioni nella vita reale e virtuale

Per alcuni i non fungible token sono delle soluzioni per creare nuove opportunità d’investimento, accessibili a un numero più ampio di soggetti e imprese. Se lo rapporti alla vita reale, si tratta di un’alternativa alla compravendita tradizionale degli asset, e una forma innovativa di contrattazione.

In alcuni settori, come quello immobiliare, questa tecnologia è particolarmente utile, perché tutto è digitalizzato e un immobile in digitale può essere frazionato in più NFT, in modo da coinvolgere tanti piccoli investitori. Ma questo sistema può essere valido anche per il crowdfunding.

Infine, gli NFT offrono un sistema per effettuare transazioni senza intermediari, dato che le operazioni di certificazione della proprietà sono effettuate sulla blockchain. Un fattore che potrebbe, in futuro, ridurre i costi di alcune delle operazioni che effettui quotidianamente, sia in ambito personale, sia in ambito contabile.

Ma a livello di impresa, come possono essere utilizzati gli NFT? Anche per la gestione di una attività di impresa o di una Partita Iva, questi sistemi digitali possono costituire validi strumenti per certificare documenti, fatture e protocolli in modo esclusivo.


Come comprare i non fungible token

Se vuoi acquistare un NFT  non puoi agire come nel caso di un pagamento con i Bitcoin. Devi seguire una serie di passaggi. Il primo step è quello di disporre di un wallet digitale. Questo strumento prevede una tecnologia necessaria per custodire e trasferire al suo interno le criptovalute per l’acquisto di un NFT. A questo punto devi:

  • registrati a un exchange;
  • acquistare criptovalute, principalmente Ethereum;
  • trasferirle nel tuo wallet digitale;
  • aprire un account su un marketplace NFT.

Una piattaforma NFT di fatto è un broker che funge da punto di incontro tra chi vuole vendere un NFT e chi lo vuole acquistare. Ovviamente ogni sito dispone di una serie di NFT o di collezioni.

Per effettuare l’acquisto, non devi fare altro che accedere al marketplace interno, una sorta di vetrina con tutte le differenti opere digitali, e scegliere quella che vuoi comprare in rapporto all’importo di criptovalute di cui disponi. Oggi, tra le piattaforme più sicure e utilizzate ci sono: Crypto.com NFT, Binance, Open Sea e Decentraland.

Vendere NFT

Come creare NFT

Se ti stai domandando se puoi creare un NFT, la risposta è sì. In linea di massima chiunque può essere l’autore di un non fungible token. Per prima cosa devi avere molta pazienza e creatività. Infatti, qualunque cosa può diventare un NFT.

Puoi realizzare un NFT da un’immagine, una fotografia, oppure semplicemente da un disegno. Invece, se sei un appassionato di musica o di video, hai la possibilità di creare un pezzo virale come quello di uno dei cantanti più conosciti.

Lo step successivo è di registrarti a una piattaforma NFT e inserirla nel marketplace. Ti verrà richiesto di disporre di un wallet digitale su cui verranno trasferiti gli eventuali token collegati all’acquisto e di pagare una commissione per coniare NFT o per la sua vendita, quasi sempre in Ethereum. Ora devi fissare una modalità di vendita. Puoi scegliere tra:

  • vendita diretta;
  • asta.

Nel primo caso devi stabilire un prezzo fisso, che una volta pagato darà diritto all’utente alla proprietà dell’NFT. Con il sistema d’asta il prezzo può lievitare, dato che parteciperanno all’acquisto più soggetti interessati. A questo punto devi solo attendere che un soggetto completi la procedura per comprare la tua opera digitale.


NFT: sono sicuri?

Grazie alla tecnologia simile a quella delle criptovalute, gli NFT sono considerati sicuri. Infatti, hackerare una rete blockchain è un’operazione quasi impossibile. A questo devi aggiungere che, data la loro caratteristica di essere dei certificati unici e quindi non interscambiabili, sei tutelato maggiormente da eventuali sottrazioni dal tuo wallet digitale. Inoltre, come trend del momento, gli NFT possono offrirti delle soluzioni alternative al tradizionale investimento attraverso il trading online.

Devi però considerare che la loro esistenza è spesso collegata a quella dei marketplace in cui vengono venduti. Ad esempio, se acquisti un terreno virtuale su Decentraland e questa piattaforma fallisce, ti troverai esposto con il tuo investimento. Devi valutare anche che investire in un NFT comporta una somma variabile e spesso elevata, in base alla tipologia di artista. Infine e non sempre è facile monetizzare un non fungible token, dato che dovrai trovare un appassionato.

NFT e Partita Iva: è necessario aprirla?

Una questione che può generare parecchi dubbi riguarda l’aspetto fiscale degli NFT: sono soggetti a tassazione? Risulta necessario aprire una Partita Iva per acquistare prodotti di questo tipo o venderli? Quando si parla di tasse su bitcoin e criptovalute, la legge italiana ancora non ha un vero e proprio regolamento.

Tuttavia nell’ultimo periodo l’Agenzia delle Entrate ha proposto tramite circolari specifiche alcune linee guida generali per la tassazione. Per ciò che riguarda la moneta virtuale, da un lato è obbligatorio iscriversi al Registro degli Operatori di Criptovalute, per tutti coloro che prestano servizi in questo ambito.

Dall’altro lato il fisco ha definito anche la tassazione imposta a chi guadagna una certa somma dalle rendite finanziarie derivate dallo scambio di criptovalute, ovvero una tassazione al 26% secondo le norme di legge attuali valide per qualsiasi scambio finanziario.

Quando si parla di NFT tuttavia bisogna fare una distinzione: su questo strumento ancora non esiste una vera e propria normativa. In linea generale però possono essere applicate le regole previste per il tipo di attività svolta: se lo scambio di NFT è occasionale, non è necessario aprire una Partita Iva, e questo è il caso per esempio dei collezionisti.

Invece, se si decide di sviluppare una vera e propria professione intorno a questo strumento, bisogna tenere in considerazione l’apertura di una Partita Iva e la dichiarazione dei ricavi, specialmente se si avvia un sistema organizzato per la creazione di NFT e la loro rivendita.

NFT – Domande frequenti

Qual è il significato di NFT?

Il significato dell’acronimi NFT è non fungible token, ovvero si tratta di un certificato digitale unico, non scambiabile e irripetibile.

A cosa serve comprare un NFT?

Comprare un NFT può essere un valido investimento per il futuro, mentre per chi lo vende è possibile ottenere un rendimento costante dalle royalties. Scopri di più qui.

Qual è il prezzo di un NFT?

Il prezzo di un NFT può variare in base a diversi fattori, dalla tipologia di token non fungibile alla popolarità dell’artista. Oggi il costo base parte da 5€ fino al record raggiunto di 91 milioni di euro per NFT di tendenza.

Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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