Equity Crowdfunding per startup: cos’è, come iniziare e piattaforme affidabili

Sono sempre di più le aziende e gli investitori che utilizzano l’equity crowdfunding. Cos’è esattamente? Come funziona? Ecco tutte le informazioni utili e le piattaforme più affidabili.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Equity crowdfunding
  • Il sistema equity crowdfunding per startup prevede il finanziamento attraverso una raccolta fondi di un progetto di una società ad alto contenuto tecnologico.
  • In Italia è possibile investire e impiegare l’equity crowdfunding dal 2013.
  • Per utilizzare l’equity crowdfunding è necessario registrarsi ad apposite piattaforme web.

L’equity crowdfunding  per startup, conosciuto anche come equity based crowdfunding è un sistema nato come sostegno allo sviluppo di aziende non quotate in borsa attraverso apposite piattaforme web. Il fine è quello di finanziare un progetto semplificando i processi burocratici e permettendo un incontro diretto tra un gruppo di investitori e le società che hanno bisogno di capitali.

Si tratta di un sistema abbastanza recente, dato che solo negli ultimi anni sono arrivate regolamentazioni specifiche, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Oggi viene considerato un finanziamento innovativo e alternativo a quello che si può ottenere attraverso i canali tradizionali bancari.

Ciò è possibile grazie alle sue particolari caratteristiche, divenuto in poco tempo tra le soluzioni più convenienti per la costituzione e lo sviluppo di startup e Pmi innovative. In questo articolo andremo a scoprire cos’è l’equity crowdfunding, come funziona e i passi per iniziare.

Equity crowdfunding per startup: cos’è

La parola crowdfunding è un composto derivante dalla fusione dei termini crowd, che in inglese ha il significato di folla, e funding, con riferimento alla raccolta di denaro. Combinate insieme identificano uno strumento di investimento attraverso cui è possibile finanziare un’impresa non quotata in borsa, attraverso una raccolta fondi da parte di un numero ampio di investitori.

In particolare, quando si parla di equity crowdfunding si può considerare anche l’opportunità di un soggetto di diventare socio dell’azienda con un quota proporzionata all’investimento stesso. Ciò significa che se l’attività cresce, il valore delle quotazioni si incrementerà. Inoltre, si potrà ottenere un guadagno grazie alla distribuzione degli utili.  

L’idea innovativa del crowdfunding è quella di permettere a piccoli e medi investitori di entrare a far parte di un progetto interessante anche disponendo di capitali limitati. Basta considerare che in alcuni siti sarà possibile aderire anche con una somma pari a 50€. Questo determina alcuni vantaggi dal punto di vista dei costi e delle opportunità di finanziare i progetti. Per realizzarsi, il sistema di equity crowdfunding richiede la presenza di tre elementi:

  • una startup innovativa con un progetto di business;
  • la partecipazione di un numero variabile di investitori;
  • una piattaforma di crowdfunding.
Equity crowdfunding startup

Equity crowdfunding in Italia

Prima di analizzare come funziona questo sistema e quali sono i metodi per iniziare, può essere utile focalizzarsi brevemente sull’equity crowdfunding in Italia. Il nostro Paese è stato all’avanguardia nel sostenere questa tipologia di finanziamento alle imprese di nuova generazione sin dal 2013. Infatti, la raccolta fondi è considerata un sistema veloce e con costi ridotti, rispetto all’iter burocratico tipico dei prestiti bancari e dei finanziamenti a fondo perduto.

Questo è un sistema che ha permesso di dare un impulso all’apertura di Partite IVA anche in anni di crisi economica. La legge di riferimento è il Decreto-legge 179/2012, ovvero il Decreto crescita bis, in cui sono presenti diverse norme rilasciate dalla Consob (Commissione nazionale per le Società e la Borsa) al fine di regolare e promuovere questo sistema.

Inoltre, nel 2017 è stato varato un nuovo decreto al fine di ampliare le tipologie di imprese che possono aderire alle diverse iniziative, dalle startup innovative alla Pmi.

Equity crowdfunding: startup innovative e Pmi

Originariamente l’equity crowdfunding in Italia era accessibile solo alle società rientranti nel concetto di startup innovativa. Vengono definite in questo modo le società che dispongono di alcuni specifici requisiti:

  • svolgere attività da meno di 5 anni;
  • avere un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro;
  • sviluppare un progetto ad alto contenuto innovativo e tecnologico.

Grazie al successo avuto e al numero crescente di piattaforme, nel 2021 l’equity crowdfunding estato esteso anche alle Pmi (piccole e medie imprese) con meno di 250 dipendenti, allargando le possibilità di incrementare l’accesso ai finanziamenti. Un fattore che ha contribuito ancora di più a rendere questa forma di prestito molto utilizzata nel 2022.


Come funziona l’equity crowdfunding

Soffermiamoci sull’innovazione dell’equity crowdfunding. Se si desidera investire in quote di una società, se è quotata in Borsa, basterà registrarsi a una piattaforma di trading, diventando così azionisti. Se il valore aumenta, si otterranno dei guadagni diretti vendendo le proprie quote a un prezzo più alto, oppure ottenendo dividendi dove sono previsti.

Invece, fino all’introduzione del crowdfunding, la procedura per entrare nelle aziende non capitalizzate sul mercato era piuttosto complicata. Infatti, era necessario conoscere dei soci per essere presentati all’assemblea, disporre di una certa quantità di capitali e soprattutto svolgere molte pratiche burocratiche davanti al notaio.

Ad oggi, la distribuzione di eventuali utili richiede ancora una certa tempistica. Con le piattaforme di crowdfunding tutto questo sistema è stato semplificato. Ciò è possibile grazie al fatto che sono siti peer to peer, ovvero mettono in contato direttamente l’investitore con la società che ha necessità di ottenere capitali, senza intermediari.

Inoltre, la piattaforma web offre una serie di servizi e garanzie molto utili per chi vuole investire, ma anche per le società e Partite IVA che decidono di utilizzare questo sistema per finanziarie i loro progetti. Ogni idea presentata sulla piattaforma sarà attentamente vagliata da un team di esperti che andrà a valutare:

  • solidità dell’azienda;
  • settore di applicazione;
  • fattibilità dell’iniziativa.

L’attenzione nello scegliere i progetti offre una garanzia per tutte le startup che partecipano, dato che sulla piattaforma saranno presenti solo quelli concreti e realizzabili. A questo si aggiunge che ogni investitore può avere la certezza di utilizzare i soldi in una piattaforma affidabile e sicura, analizzando le diverse possibilità.

Infine, il denaro viene trasferito alle società, solo al raggiungimento delle quote previste all’interno del contratto. Se il progetto non si concretizza i soldi vengono poi restituiti ai singoli investitori.

Finanziamenti startup

Come iniziare a utilizzare l’equity crowdfunding

Inizialmente l’equity crowdfunding non ottenne un grande successo. Solamente dal 2017 infatti si è registrata un’ampia adesione da parte degli investitori con un aumento anche delle aziende. Questo ha portato al boom dell’equity crowdfunding nel 2019.

Inoltre,  anche durante la pandemia si è avuta una continua crescita dei capitali investiti. Si calcola che l’equity crowdfunding nel 2021, solo in Italia ha raggiunto i 348 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto all’anno precedente. Vediamo quali sono i passi da intraprendere se si vuole iniziare ad investire:

  1. scegliere una piattaforma di crowdfunding;
  2. valutare l’investimento;
  3. sottoscrivere il contratto.

Le piattaforme di equity crowdfunding sono l’elemento determinate per permettere l’incontro diretto tra chi ha denaro e le società che vogliono sviluppare i loro progetti. Oggi il numero di questi siti è cresciuto in modo esponenziale. Risulta importante scegliere con attenzione a chi affidarsi, con le dovute garanzie, in quanto ad autorizzazioni e sicurezza negli investimenti.


Quali sono i migliori siti di crowdfunding?

In Italia, tra le piattaforme più utilizzare vi è il sito WeAreStarting, una compagnia con sede a Bergamo e con un numero di proposte in diversi settori commerciali, dal turismo all’agricoltura e all’ambiente. Un’altra piattaforma che ha ottenuto un certo successo è CrowdfundMe, con oltre 17 milioni di capitali investiti in progetti e una percentuale elevata di startup e Pmi finanziate.

Puntare sulla green economy e alle attività correlate all’ambiente è stato il successo che ha portato il sito di equity crowdfunding Opstrat a diventare tra le prime community con il maggior numero di investimenti, raggiungendo quota 22 milioni. Infine, tra i nomi che hanno ottenuto il riconoscimento della Consob, si possono citare anche Crewdfunding e Crowdinvest.

Una volta valutata la piattaforma da utilizzare, il passo successivo è quello di registrarsi online. Sarà possibile scegliere di aderire al sito come investitore, oppure presentando il proprio progetto in quanto startup o Pmi innovativa. Ogni idea verrà attentamente valutata dalla piattaforma attribuendole un indice di fattibilità: un fattore che permette all’utente di scegliere la tipologia di rischio a cui andrà incontro.

I progetti saranno divisi per categorie, ognuno descritto con una scheda in cui sono previsti tutti i documenti della società necessari per avere una visione completa dell’investimento.

L’ultima fase è quella della sottoscrizione del contratto. L’operazione avviene in maniera digitale sulla piattaforma senza necessità di stampare moduli o altro. Una volta accettati i termini, si dovrà attendere che la raccolta fondi si concluda con esisto positivo, raggiungendo la quota minima indicata per finanziare il progetto.

Equity crowdfunding 2022 startup

Equity crowdfunding per startup nel 2022

L’equity crowdfunding per startup si prospetta una sistema diffuso per finanziare attività d’impresa e al contempo investire. I numeri per il 2022 continuano ad essere promettenti. Le piattaforme come CrowdfundMe e WeAreStarting hanno iniziato l’anno alzando la media di capitali per i singoli investimenti: un dato che indica come gli utenti puntano a investire  una percentuale maggiore dei loro risparmi nei progetti proposti.

Il settore non è stato influenzato dalla pandemia e dalla guerra nell’est Europa. Anzi, per certi aspetti i capitali impiegati sono in aumento anche per la ricerca da parte degli utenti di soluzioni alternative attraverso cui proteggere il proprio denaro dall’inflazione e ottenere comunque un rendimento.

L’equity crowdfunding si dimostra quindi un sistema interessante per tutti coloro che vi partecipano. Basta considerare che ai fini di tassazione, sono previste delle agevolazioni fiscali pari al 30% sia per le aliquote IRES, sia per quelle IRPEF.

Equity crowdfunding per startup – Domande frequenti

Cosa vuol dire equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding per startup è un sistema che permette di finanziare un’impresa ad alto contenuto tecnologico utilizzando il denaro di un gruppo di investitori attraverso una piattaforma web.

Quali sono le piattaforme di equity crowdfunding in Italia?

Oggi sono diverse le piattaforme di equity crowdfunding per startup presenti in Italia, come CrowdfundMe, WeAreStarting, Crewdfunding e Crowdinvest. Scopri di più qui.

Come si guadagna nell’equity crowdfunding?

Con l’equity crowdfunding per startup sarà possibile guadagnare dall’aumento del valore della società, oppure dagli utili che vengono ricavati a fine anno.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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