Bonus acqua potabile per le imprese: come funziona

Anche le aziende e i titolari di Partita Iva possono richiedere il bonus acqua potabile. Ecco come presentare la domanda.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Bonus acqua potabile per le imprese: come funziona
  • Fino al 31 dicembre 2023 le imprese possono accedere al bonus acqua potabile.
  • È possibile ottenere un credito d’imposta fino a 5.000 euro per immobile.
  • Per richiedere il contributo è necessario presentare la domanda telematicamente.

Grazie al bonus acqua potabile, le imprese ed i titolari di Partita Iva hanno la possibilità di usufruire di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per acquistare ed installare dei sistemi di filtraggio. Questi impianti devono essere realizzati per migliorare e razionalizzare la qualità dell’acqua dei rubinetti. 

Lo scopo di questa iniziativa è quello di incentivare le imprese, ma anche le famiglie, a ridurre al massimo il consumo dei contenitori di plastica. Il bonus acqua potabile può essere utilizzato per coprire le spese che sono state effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2023.

Cos’è il bonus acqua potabile

A gestire il bonus acqua potabile è direttamente l’Agenzia delle Entrate. A monitorarlo, invece, sarà l’Enea ossia l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

L’agevolazione inizialmente era prevista unicamente per il biennio 2021-2022, ma con la Legge di Bilancio 2022 è stata prorogata per tutto il 2023. Ad introdurre il contributo era stata la Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, che è diventata operativa dal 17 giugno 2021.

Il bonus acqua potabile permette di ottenere un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2023. Grazie a questa misura è possibile ottenere un contributo per acquistare ed installare sistemi di:

  • mineralizzazione;
  • raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare;
  • filtraggio.

A quanto ammonta il bonus

Il legislatore ha fissato un tetto massimo che i singoli contribuenti non possono superare per poter ottenere il contributo. I limiti previsti sono i seguenti:

  • 1.000 euro per ogni immobile, se i richiedenti sono delle persone fisiche;
  • 5.000 euro per ogni immobile che sia adibito ad attività commerciale o istituzionale, all’esercizio dell’impresa o della professione.

Lo scopo di questa misura è quello di abbattere l’uso dei contenitori di plastica, incentivando i consumatori ad utilizzare l’acqua del rubinetto, migliorata grazie ai nuovi sistemi di filtraggio.

Tutte le informazioni relative agli interventi effettuati dovranno essere trasmesse telematicamente direttamente all’Enea, che ha anche il compito di monitorare quanto effettivamente verrà ridotto l’uso della plastica. L’ente dovrà, infatti, trasmettere una relazione al Ministero dell’Ambiente e a quello dell’Economia e dello Sviluppo Economico con i dati risultati ottenuti.

Bonus acqua potabile imprese

Bonus acqua potabile senza vincoli

È importante sottolineare che per il bonus acqua potabile non ci sono dei vincoli di spesa. Ma soprattutto non c’è una limitazione del numero di immobili nei quali è possibile installare il depuratore.

Nel caso in cui un privato decida di installare il depuratore nella casa di città ed in quella al mare, ha la possibilità di accedere alla misura per entrambi gli immobili. Lo stesso discorso si applica anche per gli imprenditori che hanno necessità di installarlo in più edifici.

Il sussidio, inoltre, non viene preso in considerazione nel calcolo del reddito imponibile. Si può dire quindi che questo bonus rappresenti un vantaggio soprattutto per le aziende.

Come chiedere il bonus acqua potabile

Per poter accedere a questo contributo, i diretti interessati devono comunicare le spese sostenute e documentate attraverso una fattura elettronica o un documento commerciale, nel quale deve comparire il codice fiscale della persona che sta richiedendo il credito.

Il pagamento deve necessariamente essere effettuato attraverso un mezzo tracciabile, che sia diverso dai contanti. Potrà essere utilizzato il bonifico, la carta di credito o eventualmente il bancomat, purché del pagamento ne rimanga una traccia elettronica.

Il contribuente dovrà, inoltre, provvedere a comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’opportuna area riservata del sito, l’ammontare complessivo delle spese agevolabili. La comunicazione dovrà essere effettuata tra il 1° ed il 28 febbraio dell’anno successivo rispetto a quello nel quale si sono sostenuti i costi.

Una volta che la comunicazione è stata presentata, entro dieci giorni l’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta, che può essere scaricata dall’area riservata e che attesta che la richiesta è stata presa in carico o è stata rifiutata. In questo caso vengono indicate le motivazioni del rifiuto.

Il bonus acqua potabile potrà essere utilizzato in compensazione attraverso il Modello F24. Le persone fisiche, invece, lo potranno compensare nella dichiarazione dei redditi per l’anno della spesa.


A chi spetta in contributo

Potranno richiedere il bonus acqua potabile i seguenti contribuenti:

  • soggetti esercenti attività di impresa;
  • enti non commerciali;
  • persone fisiche.

Per richiederlo è sufficiente accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate tramite lo Spid, Cie, Cns o codice fiscale. Come anticipato, è opportuno conservare le fatture di riferimento per dimostrare la spesa sostenuta.

Bonus acqua potabile – Domande frequenti

Il bonus acqua potabile può essere richiesto anche dai titolari di Partita IVA?

Sì, e permette di ottenere un credito d’imposta fino a 5.000 euro per ogni immobile. Scopri qui come richiederlo.

Quale è lo scopo del bonus acqua potabile?

L’obiettivo è quello di incentivare i privati e le famiglie ad abbandonare i contenitori di plastica.

È possibile richiedere il bonus acqua potabile per più di un’immobile?

Sì, non ci sono limitazioni per il numero di immobili per i quali richiedere il contributo. Si tratta di una condizione particolarmente vantaggiosa per imprese e aziende.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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