Bonus 200 euro per Partite Iva: come chiederlo fino al 30 novembre

Finalmente è possibile chiedere il bonus 200 euro, e chi è in possesso della partita Iva può presentare domanda. Ecco come fare.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Partita Iva
  • Il bonus 200 euro può essere richiesto direttamente all’Inps o alla cassa previdenziale di appartenenza.
  • È possibile per le Partite Iva richiedere anche il sussidio integrativo di 150 euro.
  • Ci sarà tempo, per compilare la domanda, fino al 30 novembre 2022.

Anche i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti possono presentare la domanda per il bonus 200 euro. Dopo una lunga attesa, dalle ore 12 del 26 settembre 2022 i diretti interessati hanno la possibilità di presentare la richiesta.

A confermare la partenza del bonus 200 euro ci hanno pensato le Casse di previdenza private, che hanno fornito le prime istruzioni per poterlo chiedere insieme all’integrazione da 150 euro. Per quanto riguarda l’Inps, si è ancora in attesa di un’indicazione ufficiale.

Il via libera del bonus 200 euro è arrivata dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Attuativo, che è stato firmato lo scorso 19 agosto 2022. Il Decreto Aiuti Ter, ma fino ad oggi non è stato possibile presentare domanda di accesso. Inoltre, sono state previste delle somme aggiuntive per i titolari di Partita Iva, che abbiano un reddito fino a 20.000 euro annui.

Bonus 200 euro: dopo lo stop, via alle domande

Facendo un rapido riassunto di ciò che è accaduto gli scorsi mesi, per i professionisti autonomi l’erogazione del bonus da 200 euro per autonomi istituito dal Decreto Aiuti si è fatta attendere: per diversi mesi infatti la somma spettante a chi ha Partita Iva è rimasta bloccata, per cause organizzative.

Ricordiamo che questo sostegno, mentre per i lavoratori dipendenti e i pensionati viene erogato dai datori di lavoro o dall’INPS, per i lavoratori con Partita Iva viene corrisposto solamente in un momento successivo ad una domanda che i professionisti devono presentare alla propria cassa previdenziale di appartenenza, che può essere l’INPS, oppure una cassa specifica per la professione svolta.

In questi giorni sono già partite le prime erogazioni del bonus da 200 euro per le Partite Iva, a cui seguirà, a novembre 2022, anche il pagamento del secondo sostegno, ovvero il bonus da 150 euro.

Tuttavia ad oggi arriva la notizia di una sospensione temporanea dei pagamenti, per ciò che riguarda proprio i liberi professionisti. Si tratta di un ulteriore rallentamento, tuttavia secondo le prime indiscrezioni non dovrebbe intaccare sulla possibilità per questi lavoratori di ricevere i sostegni.

Bonus 200 euro domanda

Bonus 200 euro: arriva per i professionisti

I titolari di Partita Iva, finalmente, tireranno un sospiro di sollievo. Dopo mesi di attesa, anche i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi possono richiedere il bonus 200 euro. La misura è stata prevista dall’articolo 33 del Decreto Legge n. 50/2022, ma sostanzialmente è rimasta in stand by dallo scorso mese di maggio fino ad oggi.

Ad anticipare le istruzioni per presentare la domanda, ci ha pensato l’Adepp, ossia l’Associazione degli enti previdenziali privati.

Quanti siano in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Legge n. 144 del 2022 avranno la possibilità di richiedere anche l’integrazione di 150 euro, che è stata messa a disposizione per dare un sostegno concreto contro il caro carburanti.

Nel corso della giornata del 25 settembre 2022, le Casse previdenziali hanno iniziato a fornire le prime istruzioni per poter accedere al bonus 200 euro. Al momento mancano ancora delle indicazioni ufficiali da parte dell’Inps.

Ricordiamo che la misura è diventata completamente ed interamente operativa a seguito della pubblicazione del Decreto Attuativo datato 19 agosto 2022 direttamente sulla Gazzetta Ufficiale. Questo è, a tutti gli effetti, un passaggio necessario ed indispensabile perché la macchina organizzativa della misura possa partire. Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi, proprio su quest’ultimo passaggio sono stati registrati alcuni rallentamenti.

Bonus Partite Iva

Bonus 200 euro: ecco come richiederlo

Liberi professionisti e lavoratori autonomi, dotati di Partita Iva, che hanno intenzione di ottenere il bonus 200 euro e l’integrazione di 150 euro, dovranno presentare la domanda online direttamente all’ente di previdenza al quale sono iscritti.

Nel caso in cui un contribuente abbia una doppia iscrizione, ad una cassa di previdenza privata e all’Inps, la richiesta dovrà essere effettuata unicamente all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Per poter richiedere il bonus 200 euro, i diretti interessati dovranno necessariamente seguire le indicazioni fornite dai singoli enti di previdenza, che sono state stabilite in linea con le disposizioni del decreto attuativo. Quanti stanno aspirando ad accedere al sussidio, dovranno dichiarare di essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere un lavoratore autonomo od un libero professionista. E non essere titolare di una pensione;
  • non percepire la stessa indennità sotto altra formula;
  • per l’anno d’imposta 2021 aver percepito un reddito complessivo inferiore a 35.000 euro. Per ottenere anche l’integrazione da 150 euro, il reddito deve essere inferiore a 20.000 euro;
  • al 18 maggio 2022 essere iscritto ad una delle gestioni previdenziali dell’Inps o ad uno degli enti gestori di forma obbligatoria di previdenza ed assistenza;
  • nel caso di contemporanea iscrizione a diversi enti previdenziali, di non avere presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria.

Documenti da allegare all’istanza

La domanda per ottenere il bonus 200 euro deve essere accompagnata da questa documentazione:

  • copia del documento di identità in corso di validità;
  • copia del codice fiscale;
  • coordinate bancarie o postali dove ricevere l’accreditamento del bonus 200 euro.

A tutti gli effetti il 26 settembre 2022 non rappresenta un click day. I diretti interessati avranno tempo a chiedere il sussidio fino alla scadenza, ossia il 30 novembre 2022.

I pagamenti saranno effettuati in ordine cronologico di presentazione delle istanze. Sono stati stanziati complessivamente 600 milioni di euro per il bonus 200 euro e 412,5 milioni di euro per l’integrazione da 150 euro: dovrebbero essere sufficienti per tutte le domande, almeno stando alle previsioni.

Come funziona il bonus una tantum

Il bonus di 200 euro è una vera e propria indennità riconosciuta a fronte degli aumenti dei prezzi di materie prime e energia elettrica dell’ultimo periodo. In particolare il sostegno è nominativo, ovvero:

  • non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile;
  • non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

L’indennità una tantum di 200 euro spetta ai lavoratori dipendenti una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro: è possibile chiedere il pagamento dell’indennità una tantum a un solo datore di lavoro, dichiarando a quest’ultimo di non avere presentato analoga richiesta ad altri datori di lavoro.

Nell’ipotesi in cui dovesse risultare, per il medesimo lavoratore dipendente, che più datori di lavoro abbiamo compensato la predetta indennità una tantum di 200 euro, l’Istituto comunicherà a ciascun datore di lavoro interessato la quota parte dell’indebita compensazione effettuata, per la restituzione all’Istituto e il recupero verso il dipendente.

Qualora in sede di conguaglio dovesse emergere la non spettanza per superamento del limite reddituale, l’azienda provvederà al recupero di quanto erogato. Per tutti vale il tetto annuo del reddito di 35.000 euro

Per il calcolo del reddito si terrà conto dei guadagni di qualsiasi natura, compresi quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, mentre non rientrano nel conteggio:

  • reddito della casa di abitazione e relative pertinenze;
  • trattamenti di fine rapporto;
  • competenze arretrate sottoposte a tassazione separata;
  • assegni familiari e Assegno unico universale.

Bonus 200 euro per i lavoratori part time

Il lavoratore con contratto a tempo parziale ha diritto al bonus nella misura intera prevista per i lavoratori a tempo pieno, con le stesse modalità. Tuttavia per questa categoria di lavoratori arriverà presto anche un altro tipo di sostegno economico.

Si tratta di un bonus di 550 euro che verrà destinato ai lavoratori che nel 2021 hanno lavorato a tempo parziale come stagionali, ovvero con un certo numero di mesi di sospensione del lavoro. Risulta importante sottolineare come i lavoratori part time possano ricevere allo stesso tempo sia questo nuovo contributo, sia il bonus da 200 euro.

Bonus 200 euro part time

Bonus 200 euro per collaboratori coordinati e continuativi

L’indennità spetta ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile i cui contratti sono attivi alla data del 18 maggio 2022.

Con riferimento ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, si ritiene che per tale categoria si devono intendere i soggetti titolari di contratto di collaborazione stipulato ai sensi dell’art. 409 c.p.c. e non gli amministratori di società i quali, pur percependo un reddito assimilato a reddito da lavoro dipendente ed essendo iscritti alla Gestione Separata INPS, non sono titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Per questi soggetti, per ricevere il bonus è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • iscrizione alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • non essere titolari dei trattamenti pensionistici che danno luogo all’indennità di 200 euro;
  • non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • un reddito ai fini IRPEF derivante dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa non è superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.

L’indennità verrà erogata previa domanda all’Inps.

Bonus 200 euro per lavoratori autonomi occasionali

L’indennità una tantum spetta anche ai titolari di contratti di lavoro autonomo occasionali disciplinati dall’art.2222 e segg. del Codice civile. L’erogazione avviene su domanda all’Inps anche in questo caso.

Le condizioni per godere del beneficio sono:

  • l’accredito di almeno un contributo mensile nel 2021 (si applica qualora il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore a 5.000 euro);
  • essere iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 al 18 maggio 2022.

Bonus 200 euro – Domande frequenti

Quali sono i requisiti più importanti per poter richiedere il bonus 200 euro?

Per poter presentare la domanda è necessario avere un reddito inferiore a 35.000 euro. Per ottenere l’integrazione da 150 euro, il reddito deve essere inferiore a 20.000 euro.

Fino a quando c’è tempo per richiedere il sussidio?

Il 26 settembre non costituisce un click day. I diretti interessati avranno tempo e presentare la domanda fino al 30 novembre 2022.

Quando verrà erogato il bonus 200 euro?

Per il momento si sa che viene erogato in ordine cronologico, rispettando i tempi di presentazione della domanda, a partire dal 26 settembre 2022.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Foto dell'autore

Gaetana Vecchio

Dottore Commercialista

Dottore commercialista specializzata in consulenza del lavoro

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6 commenti su “Bonus 200 euro per Partite Iva: come chiederlo fino al 30 novembre”

  1. Gestione separata. Fatto domanda il 29 settembre (3 giorni dall’apertura servizio) bè sono passati quasi 2 mesi e ancora non si è visto un soldo. Alla faccia dell’ordine cronologico. Non oso pensare chi farà domanda all’ultimo gli daranno la “paghetta” nel 2024.
    Comunque qui l’unica cosa certa è : “e io pago ” e noi paghiamo la rata di novembre, la luce, il gas, il cibo l’affitto, ecc
    Poi chi ripagherà noi adesso e in futuro, quando lavori usuranti non ufficializzati tali ci avranno spezzato la schiena, sarà un bel mistero.

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  2. Fatta la domanda il 26 settembre da libero professionista iscritto alla gestione separata.
    Zero risposte, zero bonifico.
    Complimenti alle nostre istituzioni e non c’è da aggiungere altro.

    Rispondi

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