Bonus 150 euro: aperte le domande all’INPS fino al 31 gennaio 2023

Il bonus 150 euro viene garantito come aiuto contro i rincari delle bollette: ecco come funziona per lavoratori dipendenti, pensionati, disoccupati e Partite Iva.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Bonus 150 euro partita iva
  • Il bonus 150 euro è un ulteriore sostegno economico erogato dal Decreto Aiuti per supportare i cittadini contro i rincari dell’inflazione.
  • Il bonus 150 euro è rivolto a lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati, ma anche a lavoratori domestici e ai disoccupati.
  • Il sostegno è garantito anche alle Partite Iva, e si aggiunge al bonus 200 euro erogato nel mese di ottobre 2022, e può essere richiesto all’INPS fino al 31 gennaio 2023.

Il bonus 150 euro è un sostegno introdotto dal Decreto Aiuti ter, che segue quello da 200 euro garantito precedentemente a lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e disoccupati. Questo secondo sostegno ha le stesse finalità del primo, ovvero viene erogato di supporto ai rincari che in questi mesi stanno coinvolgendo le bollette di energia e gas per le famiglie italiane.

L’inflazione continua a crescere e come vedremo tra poco, diversi soggetti, anche coloro che hanno già ricevuto il bonus da 200 euro, possono ricevere il nuovo sostegno da 150 euro.

Con la circolare 116 del 17-10-2022, l’INPS ha dato le prime istruzioni per i datori di lavoro per l’erogazione di questo bonus, secondo le disposizioni del Decreto Aiuti ter. Vediamo come richiedere questa nuova indennità, a chi è destinata e come funziona per le Partite Iva.

Bonus 150 euro e Decreto Aiuti ter

Il bonus 150 euro consiste in una nuova erogazione a contrasto del caro bollette, per cui sono aperte le domande di accesso all’INPS fino al 31 gennaio 2023. Sulla falsariga del bonus da 200 euro già erogato ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e ad altre categorie interessate, il bonus 150 euro verrà corrisposto anche alle Partite Iva, ovvero ai lavoratori autonomi.

Il decreto di riferimento è il Decreto Aiuti ter, che contiene, come riporta la Gazzetta Ufficiale:

“Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

Oltre al bonus 150 euro, questo decreto introduce regole più ferree per ciò che riguarda le imprese che decidono di delocalizzare, ovvero di spostarsi all’estero. Si prevedono in questo caso nuove tutele per i lavoratori di queste aziende, con l’obbligo per le imprese di istituire un piano di esodo sostenibile.

Vengono inoltre estesi i crediti di imposta per le imprese energivore e non, con un aumento della percentuale di agevolazione sulla spesa sostenuta dalle imprese per l’acquisto di energia e gas anche negli ultimi mesi del 2022. Il Decreto Aiuti ter infine interviene anche con delle garanzie statali sui prestiti alle imprese in crisi di liquidità nel pagamento delle bollette.


Bonus 150 euro: requisiti e limiti

Come abbiamo visto, il bonus 150 euro viene erogato a diversi soggetti, ovvero ai lavoratori dipendenti, dal datore di lavoro, ai pensionati, direttamente dall’ente previdenziale INPS, oppure ai lavoratori autonomi, con apposita modalità di accesso. Il sostegno viene anche garantito ai disoccupati e a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Per ciò che riguarda i requisiti di accesso alla misura, si assiste ad una variazione rispetto al primo sostegno, il bonus da 200 euro erogato gli scorsi mesi. In particolare, mentre il primo bonus prevedeva un limite a 35.000 euro di reddito per i beneficiari, questo secondo sostegno prevede un limite inferiore, ovvero di 20.000 euro di reddito annuo.

La soglia si abbassa quindi per questo secondo sostegno, che verrà garantito alla fascia di cittadini che si trova maggiormente in difficoltà economica. Va tenuto in considerazione che l’introduzione di questo bonus non va confusa con i bonus sociali garantiti direttamente in bolletta, per le famiglie con ISEE inferiore a 12.000 euro, per cui si tratta di due misure distinte.

Per ciò che riguarda le modalità di erogazione, sono specifiche per ogni beneficiario, per cui si tratta di un sostegno che per alcune categorie viene erogato in modo automatico, per altre invece su richiesta.

Bonus 150 euro

Bonus 150 euro: chi sono i beneficiari

Abbiamo visto che un’ampia platea di soggetti può ricevere il sostegno contro il caro bollette, tuttavia le modalità di erogazione e le condizioni sono differenti per ogni categoria. Vediamo qui una panoramica di tutti i beneficiari:

  • lavoratori dipendenti: devono disporre di una retribuzione imponibile nel mese di novembre 2022 inferiore a 1.538 euro, e non devono essere titolari di trattamenti pensionistici entro il 30 giugno 2022. Per poter ricevere il sostegno, i lavoratori dipendenti devono presentare un’autodichiarazione al datore di lavoro che ne conferma i requisiti. Non si possono ricevere più indennità, e non è possibile beneficiare del bonus se nel nucleo familiare c’è un percettore del reddito di cittadinanza;
  • percettori di pensione: questa categoria può ricevere il bonus 150 euro dall’INPS direttamente con la pensione, purché non abbiano cumulato un reddito nel 2021 superiore a 20.000 euro. Possono ricevere questo bonus i pensionati, titolari di assegno sociale, pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, o chi riceve trattamenti di accompagnamento alla pensione;
  • cittadini disoccupati: nel caso di percezione della NASPI, o Dis-Coll, oppure disoccupazione agricola, i beneficiari ricevono il bonus in modo automatico;
  • beneficiari del reddito di cittadinanza: potranno ricevere il sostegno in modo automatico;
  • collaboratori sportivi beneficiari dei bonus Covid: possono ricevere il bonus in automatico da Sport e Salute;
  • co.co.co., dottorandi e ricercatori: possono ricevere il bonus se hanno un reddito inferiore a 20.000 euro l’anno e un contratto attivo dal 18 maggio, ma devono richiedere il sostegno all’INPS;
  • lavoratori domestici: per chi ha già ricevuto il bonus da 200 euro, il sostegno da 150 euro verrà erogato in automatico;
  • lavoratori autonomi senza Partita Iva: in caso di contratto di lavoro autonomo occasionale, con iscrizione alla Gestione Separata, il sostegno viene erogato in modo automatico;
  • lavoratori stagionali: possono richiedere l’accesso al bonus all’INPS se hanno lavorato per almeno 50 giornate nel 2021 e con reddito annuo inferiore a 20.000 euro.

Bonus 150 euro e Partite Iva

Abbiamo visto le erogazioni per le diverse categorie di lavoratori, ad esclusione delle Partite Iva. Il bonus tuttavia si può ricevere anche se si lavora in autonomia come professionista o freelance con una Partita Iva, e anche in questo caso è previsto il limite di reddito, in riferimento al 2021, di 20.000 euro.

I titolari di Partita Iva stanno ancora ricevendo il primo sostegno, ovvero il bonus da 200 euro, il cui versamento ha tardato per diversi mesi. I beneficiari possono ricevere anche il bonus da 150 euro presentando una apposita domanda all’INPS oppure alla cassa previdenziale di appartenenza.

La data ultima per poter inviare questa richiesta è il 30 novembre 2022. I titolari di Partita Iva possono ricevere entrambe le indennità previste, arrivando quindi ad una cifra di 350 euro di bonus.

Possono beneficiare dei bonus i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, o ad un’altra cassa previdenziale specifica in base all’Albo di appartenenza, oppure gli artigiani e gli esercenti attività commerciali, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, pescatori autonomi.

Per poter ricevere anche il nuovo sostegno, è indispensabile avere una Partita Iva aperta e attiva, non superare il limite di reddito nel 2021 di 20.000 euro, essere iscritti ad una cassa previdenziale entro il 18 maggio 2022, e aver effettuato almeno un versamento contributivo dal 2020, oltre ad essere in assenza di trattamenti pensionistici attivi.

Va ricordato che nel caso il titolare di Partita Iva svolgesse anche un lavoro di tipo dipendente, non può ricevere più volte il sostegno, ma solamente per una delle categorie di appartenenza.

Presentando la domanda all’INPS o ad un’altra cassa previdenziale, il lavoratore autonomo certifica il possesso dei requisiti, e può procedere online accedendo al portale INPS tramite SPID oppure chiedendo il supporto di un professionista abilitato o di un patronato.

Come chiedere il Bonus 150 euro: scadenza al 31 gennaio 2023

Risulta possibile, per i soggetti interessati, chiedere accesso al bonus 150 euro presentando una apposita domanda all’ente previdenziale INPS. Online è disponibile il servizio “Indennità una tantum 150 euroDomanda“, utilizzando le proprie credenziali di accesso. Il servizio è disponibile anche tramite il Punto di accesso alle prestazioni non pensionistiche.

Una volta effettuato l’accesso, bisogna selezionare una tra le categorie a cui il sostegno è rivolto, e procedere alla presentazione della domanda, nel rispetto dei requisiti visti sopra.

L’INPS specifica una eccezione per i lavoratori stagionali e gli intermittenti, per cui la domanda può essere presentata all’INPS solamente se l’indennità non è ancora stata percepita dal datore di lavoro in precedenza.

In alternativa alla richiesta online, è possibile rivolgersi a patronati o chiamare il contact center INPS. Infine, viene data una scadenza alla presentazione delle domande, al 31 gennaio 2023. Sarà ancora possibile quindi richiedere il sostegno anche a gennaio del prossimo anno.

Bonus 150 euro – Domande frequenti

Cos’è il bonus 150 euro?

Il bonus da 150 euro è un ulteriore sostegno erogato, con il Decreto Aiuti ter, per supportare i cittadini contro i rincari delle bollette per le utenze domestiche.

Quando arriva il bonus 150 euro?

Il bonus 150 euro può essere richiesto all’INPS fino al 31 gennaio 2022: ecco chi saranno i beneficiari e come richiedere il sostegno.

Le Partite Iva possono accedere al bonus 150 euro?

Sì, presentando una apposita domanda all’INPS o alla cassa previdenziale di riferimento.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 3 Febbraio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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4 commenti su “Bonus 150 euro: aperte le domande all’INPS fino al 31 gennaio 2023”

  1. Buongiorno, in pratica vengono dati soldi a chi già ne percepisce, disoccupazione,pensione, reddito di cittadinanza, chi ha lavorato 50gg nel 2021… Ma nel caso di mia moglie, una vita di co.co.co fino ad aprile 2021, poi tre mesi di tirocinio e successiva dis-coll fino a gennaio 2022, ed ora da settembre 2022 nuovo co.co.co., non può ricevere nulla. Non è un buco normativo?

    Rispondi
    • Buonasera,
      purtroppo le scelte del legislatore in merito alle misure di assistenza previdenziale e sociale non sempre colgono le sfumature dei casi concreti.
      Le consigliamo di approfondire la sua situazione con un professionista del settore, commercialista o consulente del lavoro.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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