Assegno Unico autonomi: gli importi 2023

L'Assegno Unico è una misura erogata a favore dei figli fino a 21 anni, anche a chi ha una Partita Iva. Ecco come funziona, quali sono gli importi mensili, e le novità 2023.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Assegno Unico autonomi
  • L’Assegno Unico è una misura a favore delle famiglie con figli che viene garantita anche ai lavoratori autonomi con Partita Iva.
  • La platea di beneficiari dell’Assegno Unico è piuttosto ampia, perché è indirizzato a famiglie con figli con età fino a 21 anni, a Partite Iva, lavoratori dipendenti o disoccupati.
  • L’importo mensile dell’erogazione varia in base al reddito annuo della famiglia, anche per gli autonomi.

L’Assegno Unico universale è una misura che è stata introdotta l’anno scorso per sostenere economicamente le famiglie italiane con figli. Si tratta di una misura molto attesa, e i cui beneficiari sono lavoratori dipendenti, autonomi con Partita Iva, ma anche disoccupati.

La misura è destinata alle famiglie con figli, ed è erogabile già al settimo mese di gravidanza della madre. Il sostegno è attivo per famiglie con figli fino ai 21 anni di età, anche se l’importo mensile può variare largamente da famiglia a famiglia, anche in relazione alla situazione reddituale ed economica specifica.

Per ciò che riguarda i lavoratori autonomi, l’importo è determinato in base all’ISEE, al pari di come accade per dipendenti o disoccupati. Questa misura è confermata per il 2023, con alcuni aumenti per le famiglie numerose, inoltre l’erogazione sarà automatica per chi ha già ricevuto le somme in precedenza.

Come funziona l’Assegno Unico per gli autonomi

Per i lavoratori autonomi la misura spetta in modo molto similare rispetto a dipendenti o genitori disoccupati. La misura viene garantita a tutte le famiglie, anche se l’ISEE è molto alto o supera 40.000 euro di importo. L’importo è garantito ogni mese varia in base al numero di figli presenti nella famiglia e alla situazione reddituale.

Per poter ricevere il sostegno, i lavoratori autonomi devono presentare una domanda di accesso all’INPS, l’ente previdenziale che si occupa di erogare l’importo ai beneficiari. La richiesta può essere presentata dal genitore o da chi ha responsabilità del figlio, e si può scegliere la modalità di accredito:

  • accredito su un conto corrente;
  • accredito su un conto postale.

Il genitore interessato può scegliere come ricevere la somma ogni mese, e comunicare anche il proprio codice IBAN all’INPS.

L’Assegno Unico sicuramente è una misura interessante non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per chi lavora in autonomia con una Partita Iva, e sostiene le spese per i figli. Tuttavia va ricordato che l’entrata in vigore di questa misura ha comportato la perdita di altri sostegni rivolti ai figli.

Assegno Unico misura per autonomi

Quali sostegni sono stati accantonati con l’Assegno Unico

Alcuni sostegni che in precedenza venivano garantiti per i figli, con l’introduzione dell’Assegno Unico in vigore da quest’anno, sono scomparsi, anche per gli autonomi. Si tratta di piccole misure o bonus che rendevano frammentato il panorama dei sostegni di questo tipo, per cui il governo ha deciso di unificarli nell’Assegno.

In particolare, ricordiamo quali sussidi non sono più disponibili, per lavoratori dipendenti, ma neanche per gli autonomi:

  • Il premio alla nascita o al momento dell’adozione;
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari;
  • l’assegno di natalità, ovvero il bonus bebé;
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Queste misure non sono più disponibili, mentre è rimasto invariato il bonus asilo che va a coprire le spese per la retta dell’asilo dei figli fino ai tre anni di età.


Quali sono i requisiti per ricevere il sostegno

Per poter ricevere il sostegno, le famiglie richiedenti devono rientrare in alcuni requisiti, che coinvolgono anche i lavoratori autonomi con Partita Iva. Risulta necessario che il soggetto richiedente sia un cittadino italiano o residente nell’Unione Europea, o un suo familiare.

Inoltre deve provvedere al pagamento delle imposte sul reddito in Italia, deve essere residente o domiciliato nel paese, o deve essere residente almeno per due anni. Per ciò che riguarda i lavoratori autonomi, è possibile richiedere il sostegno anche se si lavora con una Partita Iva a regime forfettario, ovvero con diverse semplificazioni fiscali.

Per poter ricevere il sostegno tuttavia i lavoratori autonomi devono presentare una apposita domanda di accesso, perché solamente ai disoccupati percettori di reddito di cittadinanza gli importi vengono erogati in modo automatico.

Presentare la domanda è piuttosto semplice: per prima cosa è necessario avere con sé una attestazione ISEE aggiornata, poi si deve accedere al portale ufficiale INPS e recarsi nella sezione apposita “Assegno Unico e universale per i figli a carico”. In alternativa è possibile rivolgersi ad un ufficio INPS o ad un ente di patronato del territorio.

Quali sono gli importi dell’Assegno Unico per autonomi

Gli importi dell’Assegno Unico sono gli stessi per lavoratori dipendenti, autonomi o disoccupati, anche se in questo caso le cifre vengono ricalcolate in base all’eventuale reddito di cittadinanza. Le soglie attuali non vanno confuse con quelle dell’assegno temporaneo, non più in vigore, introdotto solo in via sperimentale. Ecco quali sono le principali soglie previste pere l’anno scorso:

  • se l’ISEE è inferiore a 15.000 euro: l’importo massimo è di 175 euro a figlio al mese;
  • se l’ISEE varia da 15.000 a 40.000 euro: l’importo scende gradualmente;
  • se l’ISEE supera 40.000 euro: l’importo è di 50 euro.

Per ciò che riguarda i secondi figli, le cifre erano pressoché le stesse. Oltre a queste soglie limite, sono stati previsti diversi casi in cui la cifra è maggiorata, in particolare in queste eventualità:

  • se il figlio è minore è disabile grave: assegno di 105 euro;
  • se il figlio minore è disabile non autosufficiente: assegno di 95 euro;
  • se il figlio disabile è maggiorenne fino a 21 anni: maggiorazione di 50 euro;
  • per figli disabili oltre i 21 anni (unico caso): assegno da 25 a 85 euro al mese;
  • per famiglie con più di 4 figli: maggiorazione di 100 euro al mese;
  • se entrambi i genitori lavorano, e l’ISEE è inferiore a 40.000 euro: maggiorazione di 30 euro.

Ciò che è stato registrato, a proposito delle erogazioni avvenute l’anno scorso, è l’impiego di 2 miliardi di euro di fondi per i lavoratori autonomi con figli, che hanno richiesto l’accesso all’Assegno Unico, in quattro mesi.


Assegno Unico 2023: tutte le novità

Dopo aver visto le cifre relative al 2022, vediamo anche come funziona l’Assegno Unico a partire dal 2023. Elenchiamo qui le principali novità da tenere in considerazione:

  • aumento del 50% della maggiorazione forfettaria rivolta alle famiglie numerose, che consiste in 150 euro mensili a famiglia;
  • aumento del 50% dell’assegno per i nuclei famigliari con più di tre figli a carico, per figli con età da uno a tre anni, con aumento del 50% dell’importo per ciascun figlio;
  • aumento del 50% dell’assegno per famiglie con figli di età inferiore a un anno;
  • vengono confermati gli aumenti per figli disabili maggiorenni del 2022.

Gli aumenti previsti saranno erogati a partire da febbraio 2023. Un’altra importante novità riguarda la domanda per l’accesso alla misura. L’Assegno Unico, secondo le ultime dichiarazioni INPS, verrà erogato alle famiglie beneficiarie in modo automatico, senza quindi presentare una apposita domanda, a tutti coloro che l’hanno già ricevuto precedentemente.

Il rinnovo sarà automatico, a meno che non si presentino condizioni di aggiornamento dell’ISEE, o del numero dei componenti del nucleo familiare, o il raggiungimento di un’età che esclude l’accesso alla misura ai figli. In ogni caso va presentata una dichiarazione DSU aggiornata per poter accedere alle erogazioni maggiori, mentre in assenza di questa comunicazione viene erogato l’importo minimo.

Si attende ancora infine per conoscere la rivalutazione degli importi alla luce dell’inflazione, con relative soglie ISEE di accesso. Le informazioni dovrebbero arrivare entro la metà di gennaio 2023.

Gli ultimi dati sulle Partite Iva

Le Partite Iva hanno richiesto nei primi quattro mesi della misura, nel 2022, l’accesso alla stessa per 2 miliardi di euro di fondi, su una spesa totale per la misura di 4,7 miliardi, e a richiedere il sostegno sono state Partite Iva, artigiani, commercianti, professionisti parasubordinati.

Il contributo medio di ciascun figlio per una famiglia di autonomi è stato di 1.500 euro in questi mesi, una somma ben più alta di quanto previsto inizialmente. Questi dati mostrano quanto i lavoratori autonomi, largamente presenti nel paese, abbiano apprezzato una misura di questo tipo.

Indubbiamente questo sostegno è molto vantaggioso anche per i lavoratori freelance, inclusi quelli che lavorano con il regime forfettario, ed è una delle prime misure di questo tipo le cui caratteristiche sono le stesse sia per le Partite Iva che per i lavoratori dipendenti.

Assegno Unico autonomi – Domande frequenti

Chi ha Partita Iva può chiedere l’Assegno Unico?

Sì, l’Assegno Unico universale è rivolto anche ai lavoratori autonomi con Partita Iva, inclusi coloro che lavorano con il regime fiscale forfettario.

Come funziona l’Assegno Unico per le Partite Iva?

L’Assegno Unico viene erogato in base all’ISEE del nucleo familiare e alla sua dimensione, inoltre sono previste diverse maggiorazioni, come descritto nell’articolo.

Quali sono le maggiorazioni dell’Assegno Unico?

La misura consiste in una quota di base, calcolata sull’ISEE della famiglia, e una serie di maggiorazioni dovute a eventualità specifiche: entrambi genitori lavoratori, figli con disabilità, o per famiglie numerose. Sono previste anche delle maggiorazioni nel 2023.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 3 Febbraio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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