Aprire un sexy shop: come funziona, costi e requisiti

Per aprire un sexyshop è necessario adempiere a specifici obblighi fiscali e burocratici, ed essere in possesso di alcuni requisiti. Continua a leggere la guida su obblighi, requisiti, costi e apertura della Partita Iva.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • Per aprire un sexy shop è necessario aprire la Partita Iva con codice Ateco 47.78.94: “Commercio al dettaglio di articoli per adulti”, o 47.91.10: “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet” in caso di eCommerce.
  • Per ridurre i costi di avviamento di un negozio fisico è possibile scegliere di aprire un sexy shop in franchising con la soluzione chiavi in mano.
  • Il costo medio per avviare un sexy shop è di circa 25.000 – 30.000 euro, destinati all’affitto del locale, adempimenti burocratici, acquisto merci e utenze.

I sexy shop sono negozi che vende articoli per adulti e che negli ultimi 20 anni hanno registrato una crescita esponenziale. Di conseguenza, aprire un sexy shop può rappresentare un’ottima idea di business.

Le soluzioni per aprire un sexy shop sono tante: dal negozio fisico all’eCommerce, ma anche tramite distributori automatici dedicati, fino al franchising.

In tutti i casi, però, è necessario prima di tutto rispettare i requisiti previsti per l’avvio di un’attività come questa, ma anche sostenere un investimento iniziale. In questa guida vedremo come si apre un sexy shop, i costi e i requisiti, ma anche tutto ciò che bisogna sapere sulla Partita Iva.

Aprire un sexy shop: come fare

Le soluzioni per aprire un sexy shop sono tante, e ognuna presenta vantaggi e svantaggi. Queste soluzioni sono:

  • sexy shop in negozio fisico: ha maggiori costi, principalmente per l’affitto o l’acquisto del negozio, ma può generare guadagni maggiori;
  • eCommerce online: i costi sono molto bassi, soprattutto se si sceglie il sistema dropshipping, con cui non c’è bisogno neanche di magazzino proprio. Questa soluzione si può affiancare al negozio fisico;
  • distributori automatici: il costo è molto contenuto e richiede un impegno lavorativo minimo e senza necessità di personale aggiuntivo;
  • sexy shop in franchising: investimento iniziale più basso del classico negozio fisico, e garantisce formazione, assistenza, consulenza, un know how aziendale consolidato, metodi operativi standard e la fornitura di tutto il necessario per svolgere l’attività.

Nel caso del negozio fisico, per avviare un’attività di successo è importante scegliere con attenzione la location del negozio che deve essere in un punto discreto ma facilmente raggiungibile. Fondamentale è anche l’allestimento degli spazi e dei prodotti, oltra alla professionalità e alla discrezione del personale.

Una volta scelta la tipologia di attività da avviare, la procedura e i requisiti sono pressoché gli stessi, ma vediamoli nel dettaglio.


Aprire un sexy shop: i requisiti

Come per qualsiasi attività commerciale, anche nel caso del sexy shop è necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Non si tratta di requisiti personali, che non sono previsti, ma piuttosto requisiti burocratici.

Infatti, per poter avviare l’attività è necessario:

  • costituire la ditta individuale o la società e aprire la Partita Iva;
  • effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza;
  • aprire una posizione all’INPS e all’INAIL;
  • inviare al Comune in cui si avvia l’attività la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia);
  • chiedere i permessi per l’esposizione dell’insegna al Comune;
  • ottenere tutti i permessi necessari, nel caso del negozio fisico, riguardanti l’agibilità, l’igiene e la sicurezza;
  • pagare i contributi SIAE per diffondere musica o video.
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Quanto costa aprire un sexy shop

Per avviare un’attività, soprattutto nel caso del negozio fisico, i costi possono anche essere elevati. L’investimento prevede i seguenti costi:

  • acquisto o affitto del locale;
  • acquisto dell’arredamento;
  • comunicazione, promozione e pubblicità;
  • diritto camerale;
  • commercialista;
  • acquisto dei prodotti.

Per aprire un sexy shop con sede fisica, considerati i costi sopraelencati, l’investimento iniziale è di circa 25.000 – 30.000 euro.

Avviare un’attività online, invece, prevede costi molto più bassi che riguardano principalmente i siti web e l’affitto di un magazzino, se non si sceglie la soluzione del dropshipping. Lo stesso vale per il distributore automatico o l’affiliazione con il franchising.


Quanto guadagna un sexy shop

Nonostante i costi possano essere piuttosto elevati, i guadagni medi di un sexy shop mostrano numeri importanti.

Infatti, con una media di 500-600 euro al giorno di guadagno, un sexy shop fisico può arrivare a guadagnare anche oltre 150.000 euro annui, con aumenti negli anni successivi al primo. Come accade per tutti i negozi, aprirne uno di questo tipo comporta in ogni caso guadagni variabili, in base a diversi fattori.

Il primo fattore da considerare è la zona in cui il negozio è situato, per cui è consigliato individuarne una in cui la concorrenza è bassa. Oltre ai guadagni, va tenuto presente l’investimento iniziale, come costi di avviamento, e le spese per mantenere il negozio.

Aprire un sexy shop: la partita Iva

Trattandosi di un’attività di impresa, il sexy shop è un’attività in cui si vendono prodotti o servizi, e di conseguenza è necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di riferimento.

Per avviare un’attività come questa si può decidere di costituirsi:

  • come ditta individuale per i titolari unici;
  • come società per più soci.

In ogni caso è previsto l’obbligo di apertura della Partita Iva, un’operazione semplice che si può fare direttamente online. Per le ditte individuali bisogna compilare e inviare il modello AA9/12 per persone fisiche all’Agenzia delle Entrate. L’invio del modulo e l’apertura della Partita Iva si può effettuare in tre modi:

  • dal sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • inviando all’Agenzia una raccomandata a/r.

Oltre all’invio del modello, però, bisogna anche:

  • individuare il codice Ateco relativo all’attività economica avviata;
  • scegliere il regime contabile da adottare;
  • aprire una posizione previdenziale presso l’INPS e presso l’INAIL in caso di personale dipendente.

Per compiere al meglio questi passaggi, è consigliata l’assistenza di un professionista esperto, come un commercialista.

Codice Ateco

Il codice Ateco è un codice che si riferisce in modo univoco ad una tipologia di attività economica. Nel caso del sexy shop, i codici Ateco possono essere:

  • codice ateco 47.78.94: commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop). Indicato per i negozi fisici e in franchiging;
  • codice ateco 47.91.10: commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet. Indicato per negozi eCommerce;
  • codice ateco 47.99.20: commercio effettuato per mezzo di distributori automatici. Indicato per la vendita con distributori automatici.

In tutti e tre i casi il coefficiente di redditività del 40%. Ciò significa che per le Partite Iva che adottano il regime forfettario, la base imponibile su cui vengono calcolati tasse e contributi ammonta al 40% del totale del fatturato.

Regime contabile

Nel caso della ditta individuale, i regimi contabili che si possono adottare sono:

  • forfettario;
  • semplificato;
  • ordinario.

Si tratta di regimi fiscali che indicano l’insieme dei documenti contabili e degli obblighi previsti nell’esercizio dell’attività.

Per un’attività appena avviata il regime fiscale più economico è il regime forfettario, che prevede il pagamento dell’imposta sostitutiva, o flat tax, pari al 15% della base imponibile, e del 5% per i primi 5 anni. Questa imposta sostitutiva, appunto, sostituisce tutte le altre imposte previste, invece, negli altri regimi, come l’IRPEF.  

Il requisito indispensabile per poter adottare questo regime contabile è quello di deve avere un fatturato inferiore a 65.000 annui, e spese per il personale inferiori a 20.000 euro annui.

Uno dei vantaggi di questo regime contabile riguarda le scritture contabili. Infatti, questo regime non prevede l’obbligo di tenuta di particolari scritture contabili ad eccezione delle fatture, al contrario dei regimi semplificato e ordinario.

Di contro, con regime forfettario non è consentito portare in deduzione o in detrazione i costi, al contrario dei regimi fiscali ordinario e semplificato. Questi ultimi due regimi fiscali prevedono l’applicazione ordinaria dell’Irpef, con diversi scaglioni in base al reddito complessivo, e prevedono adempimenti contabili maggiori.

Contributi previdenziali

Come anticipato, oltre ad aprire la Partita Iva, il titolare della negozio deve anche aprire una posizione previdenziale presso la Gestione Commercianti INPS in cui versare i contributi previdenziali.

Per il 2022 le aliquote per il calcolo dei contributi da versare sono pari al 24,48% per gli over 21 e del 23,28% per gli under 21. Il minimale è pari a €3.983,73 per gli over 21 e €3.788,81 per gli under 21.

Tuttavia, le ditte individuali che aderiscono al regime forfettario possono richiedere la riduzione dei contributi del 35%.

Aprire un sexy shop – Domande frequenti

Quanto costa aprire un sexy shop?

Per aprire un sexy shop è necessario effettuare un investimento iniziale di circa 25.000 – 30.000 euro destinati all’affitto, alle spese burocratiche, all’arredamento, all’acquisto dei prodotti e così via. I costi sono ridotti scegliendo la soluzione del franchising chiavi in mano.

Quali sono i requisiti per aprire un sexy shop?

Non ci sono particolari requisiti per poter aprire un sexy shop, ma a livello burocratico è necessario: aprire la Partita Iva, aprire una posizione all’INPS e all’INAIL e inoltrare la SCIA al Comune. Leggi la guida ai requisiti da rispettare per avviare una nuova attività.

Per aprire un sexy shop è obbligatoria la Partita Iva?

Si, trattandosi di un’attività commerciale continuativa, anche nella formula di eCommerce online è obbligatorio aprire la Partita Iva. Leggi la guida per sapere come aprirla e i passaggi da seguire.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 28 Gennaio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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