Aprire un’azienda agricola: requisiti, costi e incentivi

Aprire un'azienda agricola in Italia può costituire un business redditizio. Ecco cosa fare per avviare un'attività di questo tipo, quali sono i requisiti e gli aspetti fiscali.

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  • Il significato di azienda agricola fa riferimento al complesso di attività collegate al mondo dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura.
  • Per aprire un’azienda agricola devi avere una partita IVA e rispettare specifici requisiti, rientrando in una delle categorie giuridiche previste dalla legge: imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto.
  • Oggi sono presenti una serie di incentivi fiscali e supporti finanziari finalizzati all’apertura di nuove attività agricole e alla loro modernizzazione.

Aprire un’azienda agricola oggi può essere una valida scelta di business. Secondo dati Istat relativi al 20221, il valore in euro della produzione in agricoltura, silvicoltura e pesca in Italia è stato di 74,7 miliardi. Nonostante la flessione degli ultimi anni, rimane uno dei settori cardine in Italia.

Inoltre l’attenzione dello Stato italiano a voler riqualificare i territori rurali e quelli montani, con incentivi, agevolazioni fiscali ed economiche ha portato sempre più persone a valutare di dedicarsi in modo professionale o come lavoro occasionale al settore agricolo.

Tuttavia, come per ogni attività imprenditoriale, sono previsti alcuni requisiti e un iter burocratico preciso. Vediamo di seguito quali sono i passi per aprire un’azienda agricola e quali i parametri da rispettare se vuoi accedere agli sgravi fiscali e agli incentivi.

Cos’è l’azienda agricola

L’azienda agricola è un’attività d’impresa che ha come oggetto la coltivazione di vegetali, l’allevamento e la cura di animali oltre al complesso di attività collegate.

Rientrano anche i beni e i servizi che sono strettamente connessi alla produzione, vendita e alla trasformazione di un prodotto agricolo. Quindi puoi dedicarti all’allestimento di un fondo, alla silvicoltura, all’apicoltura, ma anche aprire un agriturismo e vendere i tuoi prodotti a km zero.

Nella definizione giuridica, per azienda agricola si intende quel complesso di beni che vengono organizzati da un imprenditore agricolo per svolgere la sua attività.

Differenza tra azienda agricola e impresa agricola

Definizione di azienda agricola

Spesso i termini azienda e impresa agricola vengono utilizzati come sinonimi, ma dal punto di vista economico e giuridico sono due entità completamente diverse. Chiariamo questi concetti:

  • azienda agricola: definita dall’art 2555, si considera il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività;
  • impresa agricola: è l’attività economica collegata al mondo agricolo che genera reddito.

Quindi il concetto di azienda tiene in considerazione diversi elementi, come attrezzature, processi produttivi, beni mobili e immobili che fanno riferimento al mondo rurale. Al suo interno si includono diverse attività imprenditoriali, ognuna con specifiche caratteristiche che vanno a definire le diverse imprese agricole.

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Aprire un’azienda agricola: cosa serve

ElementoDescrizione
Fondo rusticoTerreno su cui si sviluppa l’attività agricola
BoscoSi riferisce a una zona boschiva cresciuta spontaneamente o per opera dell’uomo
AnimaliL’insieme del bestiame collegato all’attività agricola
AttrezzatureBeni mobili e immobili
Attività produttiveCi si riferisce allo svolgimento di una specifica attività economica che produce reddito

Il primo elemento tradizionale dell’azienda agricola è il fondo, inteso come il terreno con precisi confini ed estensione, di cui puoi essere titolare di un diritto di proprietà o sottoposto a vincolo contrattuale di diversa natura (affitto, usufrutto, concessione statale ecc..).

Per alcune attività come quelle legate alla selvicoltura, diventa essenziale la presenza di un bosco. Le zone boschive possono essere di natura spontanea, oppure create dall’uomo. Questo elemento non ha solo una funzione produttiva, ma anche il fine di garantire l’equilibrio ecologico dell’ambiente e del suolo.

Basta considerare gli effetti sulla compattezza idrogeologia dei terreni. Per questo, in base al Decreto Legge 3267/1923, qualunque intervento deve prevedere un’autorizzazione da parte della polizia forestale.

Altro bene fondamentale dell’azienda agricola è il bestiame per l’allevamento, definito dal D.lgs. 228/2001. L’utilizzo di questa parola ha il motivo di identificare non semplicemente un elemento produttivo dell’azienda, ma anche evidenziare il rispetto e la tutela per un essere vivente, con dei propri diritti. Questo comporta una serie di regole da rispettare per la loro qualità di vita.

Infine, un’azienda agricola prevede il complesso di quei beni mobili e immobili, dalle attrezzature agli edifici, necessari a svolgere l’attività e che permettono lo sviluppo di precise imprese agricole specializzate in un settore: da quelle vinicole, alla vendita di animali, dalla produzione di prodotti agricoli a quelli caseari e così via.

Quanto costa aprire un’azienda agricola da zero

Le aziende agricole sono attività d’impresa e come tali si prevedono dei costi di base che dovrai affrontare. Oggi, grazie alla semplificazione della Pubblica Amministrazione e alla digitalizzazione, molti processi sono stati velocizzati. Devi però considerare i seguenti costi:

  • scelta della forma giuridica e apertura della partita IVA;
  • tassazione in riferimento alla tipologia di regime fiscale;
  • investimenti iniziali, come l’acquisto di un terreno, affitto, ristrutturazione, macchinari;
  • apertura posizione INPS e versamento di contributi;
  • stipendi, contributi e imposte per i collaboratori.

A questo devi aggiungere l’eventuale assistenza da parte di un commercialista. In linea di massima per avviare un’azienda agricola devi preventivare un investimento dai 5.000€ a salire.

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Come aprire un’attività agricola

In un’azienda agricola si combina un’attività tradizionale, sviluppata da millenni, con la modernità in cui la digitalizzazione e l’attenzione al rispetto all’ambiente prevedono soluzioni sempre più innovative. In quanto progetto imprenditoriale diventa necessario seguire un piano d’azione preciso, oltre a prevedere specifici adempimenti burocratici e fiscali. Ecco di seguito quali sono i passaggi necessari:

  • valutare il settore in cui sviluppare l’attività agricola;
  • aprire partita IVA e scegliere il codice Ateco;
  • scegliere il regime fiscale e la cassa previdenziale più ideonei;
  • iscrizione al Registro delle Imprese e scelta della forma giuridica;
  • accedere ai fondi statali.

Sotto il cappello di azienda agricola si include un numero enorme di attività imprenditoriali, ognuna con caratteristiche proprie. Dalle aziende agricole biologiche a quelle vinicole, dagli agriturismi a km zero all’apicoltura. Dai più tradizionali allevamenti alla produzione di vegetali, fino allo sviluppo di nuove attività come quelle agrituristiche, in cui l’utilizzo dei terreni e dei boschi si unisce al turismo.

requisiti per aziende agricole

Quindi il primo step per aprire un’azienda agricola è quello di scegliere il settore. Ovviamente questa valutazione è strettamente collegata alle tue competenze, necessarie anche per rispettare i requisiti di legge previsti.

Per valutare quale può essere il comparto agricolo più adatto alla tua nuova impresa, diventa essenziale realizzare un documento programmatico come il business plan. Al suo interno vengono inserite diverse informazioni attraverso le quali puoi renderti conto degli investimenti da affrontare e di eventuali guadagni che puoi ottenere.

Inoltre, questa pianificazione è molto utile in caso in cui vuoi aprire un’azienda agricola senza soldi, e quindi richiedere l’intervento di investitori o un finanziamento. Data l’importanza di questo documento, può essere utile rivolgersi a un consulente come un commercialista, al fine di non commettere errori. Lo stesso vale per ciò che riguarda la scelta del regime fiscale e della cassa previdenziale.

Requisiti per aprire un’azienda agricola

Per dedicarti a un’attività agricola devi rientrare in una delle forme giuridiche previste dalla legge:

  • imprenditore agricolo professionale (IAP);
  • coltivatore diretto;
  • imprenditore agricolo non professionale;

Per ognuna è richiesta l’apertura della partita IVA, con precisi requisiti da rispettare e la scelta di una specifica forma giuridica imprenditoriale (ditta individuale, società, cooperativa). Vediamo cosa cambia da una figura all’altra.

1. Imprenditore agricolo professionale

Il D.lgs. 99/2004 ha messo in atto il Regolamento Europeo 1257/1999/CE, inserendo la figura dello IAP (imprenditore agricolo professionale) per le imprese individuali, estesa dal D.lgs. 101/2005, anche alle società e alle cooperative. Per diventare impeditore agricolo professionale sono richiesti i seguenti requisiti:

  • 50% del lavoro deve essere riconducibile all’agricoltura (ridotto al 25% nel caso delle zone svantaggiate);
  • il 50% del reddito deve provenire da attività agricole (25% per le zone di interesse ambientale);
  • viene richiesto il Diploma di Laurea in Scienze Agrarie e Forestali, Scienza delle Produzioni Animali, Medicina Veterinaria, Scienze delle Tecnologie Alimentari o un diploma nella medesima area oppure aver cumulato esperienza professionale per tre anni con una partita Iva;
  • in mancanza di un titolo devi aver conseguito un attestato IAP seguendo un corso di almeno 150 ore organizzato a livello nazionale o regionale.

In questo caso puoi aprire partita IVA come ditta individuale, oppure società o cooperativa.

2. Coltivatore diretto

Invece, il coltivatore diretto fa riferimento alla figura del piccolo imprenditore, il quale svolge l’attività in prima persona o con un sostegno familiare, diventando a sua volta un lavoratore al suo interno.

Inoltre, quasi sempre non vi è una distinzione tra la sua responsabilità personale e quella dell’azienda, così come l’aspetto finanziario è unificato: il reddito del coltivatore diretto è lo stesso di quello personale.

Per aprire un’azienda agricola come coltivatore diretto è prevista la forma giuridica della ditta individuale, ovvero la società più semplice, che comprende tutte le attività agricole, commerciali e artigianali. In alternativa si può optare per la società di persone.

Per rientrare in questa categoria sono previsti i seguenti requisiti:

  • il coltivatore diretto deve contribuire per almeno 1/3 al fabbisogno lavorativo dell’azienda agricola con il proprio lavoro;
  • è necessario svolgere l’attività come coltivatore diretto per almeno 104 giorni all’anno.

Oltre ad aprire una partita Iva agricola bisogna scegliere il codice Ateco più adatto, ad esempio il codice Ateco 01.50.00 e aprire una posizione INPS per il versamento dei contributi. A differenza dell’imprenditore agricolo professionale, il coltivatore diretto ha il diritto di prelazione se avviene una compravendita dei terreni.

3. L’imprenditore agricolo non professionale

Incentivi 2023

Puoi scegliere di diventare un imprenditore agricolo non professionale se vuoi dedicarti a questa attività, ma in maniera saltuaria.

Questo ad esempio è possibile se svolgi un’altra professione o sei un dipendente pubblico e statale, ma decidi di metterti in proprio o integrare il tuo stipendio con entrate aggiuntive provenienti dal settore dell’agricoltura. In ogni caso bisogna verificare sul contratto di lavoro nel pubblico impiego se ci sono delle limitazioni. Potrai rientrare in questa categoria se:

  • il reddito prodotto dall’attività agricola non supera i 7.000€;
  • almeno 2/3 del fatturato annuo è collegato anche alla vendita di prodotti agricoli.

In questi casi si accede quindi al regime di esonero, con queste agevolazioni:

  • non si deve versare alcuna imposta;
  • non vi è obbligo di tenere la contabilità;
  • non va presentata la dichiarazione IVA annuale.
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Aprire un’azienda agricola da zero: incentivi 2023

Le aziende agricole sono strumenti importantissimi per la riqualificazione del territorio extraurbano, oltre a contribuire a una migliore gestione delle zone rurali e montuose.

Per questo sono diversi i sistemi finalizzati a tutelare questo tipo di attività imprenditoriale, oltre agli incentivi statali che vanno a favorire lo sviluppo di queste realtà, riducendo i costi di avviamento.

Di seguito andremo ad esaminare:

  • tutela economica e finanziaria delle attività imprenditoriali agricole;
  • incentivi fiscali;
  • finanziamenti a fondo perduto.

1. Tutela economica e finanziaria

Per tutelare la concorrenza in ambito agricolo sono previste alcune regole da rispettare in caso di cessione aziendale:

  • art 2557: divieto di concorrenza;
  • art 2559: regole sulla successione dei contratti;

Se acquisti un’azienda agricola, il vecchio proprietario deve astenersi nei prossimi 5 anni da un’attività svolta in un luogo attiguo o simile, che per sua natura potrebbe sviare i clienti dalla tua impresa.

Questa limitazione non può essere estesa ulteriormente, trascorsi i 5 anni e si applica solo nel caso di attività simili. Non è prevista se prende in riferimento solo una sezione di terreno, se la restante parte è l’unica tipologia di attività professionale che genera reddito per chi l’ha venduto.

Inoltre, in caso di successione nei contratti, si prevede che, come nuovo contraente, salvo disposizioni differenti, avrai la possibilità di subentrare negli accordi stipulati dall’azienda precedente. Questo sistema permette una continuità nei processi produttivi. Tuttavia, il terzo contraente può anche recedere dal contratto nei successivi tre mesi, se è presente un giustificato motivo.

2. Incentivi fiscali

Gli incentivi fiscali sono molto utili per promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali agricole, riducendo i costi di imposte e contributi. Ecco alcuni esempi specifici:

  • regime di esonero;
  • credito d’imposta al 40%;
  • bonus.

Puoi richiedere il regime di esonero come IAP o coltivatore diretto se hai un’età entro i 40 anni e la tua attività produce un reddito inferiore ai 7.000€. In questo caso, avrai una serie di vantaggi organizzativi e fiscali, come l’esenzione dal pagamento delle imposte, dei contributi IVS e dall’IVA.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2022 ha confermato fino allo scorso 30 novembre gli incentivi e i bonus per l’acquisto di beni strumentali con un credito d’imposta che arriva fino al 40%, con un tetto massimo di 2,5 milioni di euro, per macchine agricole con tecnologia 4.0, a cui si aggiunge anche un credito del 6% per tutte le altre tipologie.

Per l’agricoltura diversi enti o Regioni pubblicano periodicamente bandi o sostegni di diversa tipologia, per cui è consigliato informarsi per ricevere dei supporti economici.

3. Finanziamenti a fondo perduto

I finanziamenti a fondo perduto rivolti ai giovani, alle donne e all’apertura di nuove attività sono diversi. In questo modo hai la possibilità di affrontare l’investimento di un’impresa agricola anche se non possiedi dei risparmi o garanzie reali, necessarie per richiedere un finanziamento bancario tradizionale.

Inoltre, parte dell’investimento può essere garantito dallo Stato, mentre sulla restante quota da restituire, non si applicano interessi. Ecco alcuni esempi:

  • bando INAIL al 50%: si prevede un contributo a fondo perduto per le aziende che investono in nuova strumentazione;
  • contributi per l’innovazione: si prevede il fondo perduto per gli investimenti tra i 70.000€ e i 500.000€ finalizzati a innovare il settore agricolo;
  • finanziamenti a tasso agevolato: sono previsti diversi bandi regionali e statali per ottenere in tempi brevi contributi fino a 20.000€ a tasso agevolato;
  • prestiti: puoi accedere a una serie di prestiti agevolati come quelli previsti da Generazione Terra, un’iniziativa ISMAE, per l’acquisto di terreni e di aziende agricole con la possibilità di finanziare il 100% dell’operazione senza garanzie reali.

Aprire un’azienda agricola da zero – Domande frequenti

Per aprire un’azienda agricola serve partita IVA?

Sì, per aprire un’azienda agricola è necessaria la partita IVA con codice ATECO 01.50.00 e bisogna rispettare una serie di requisiti. Scopri come fare nella nostra guida.

Quanti soldi ci vogliono per aprire un’azienda agricola?

L’investimento per l’apertura di un’azienda agricola prevede dei costi fissi, legati agli adempimenti burocratici e variabili in base alla tipologia di impresa che vuoi sviluppare.

Esistono incentivi per aprire un’azienda agricola?

Sono diversi gli incentivi fiscali e le iniziative finanziere finalizzate alla nascita di nuove imprese agricole e al loro sviluppo. Scoprili nella nostra guida.

Qual è la differenza tra imprenditore agricolo professionale e coltivatore diretto?

La differenza principale è che il coltivatore diretto ha il diritto di prelazione in caso di compravendita di un terreno agricolo.

  1. Andamento dell’economia agricola, anno 2022, istat.it ↩︎
Autore
Foto dell'autore

Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

2 commenti su “Aprire un’azienda agricola: requisiti, costi e incentivi”

  1. spiegazione completa e molto interessante, infonda la speranza di buttarsi nell’avventura di aprire un’azienda agricola. non so se posso chiedere dei consigli su questo sito ma provo: sono una dipendente pubblica, vorrei aprire un’azienda agricola, inizialmente come seconda attività per poi farla diventare il mio unico lavoro. ho letto che c’è questa opzione. indirizzerei l’attività verso la produzione di cibi biologici e allevamento di animali per produrre latticini, uova e quant’altro. vivo in una città marittima di circa 15 mila abitanti dove però le zone verdi non mancano e dove il paese subito comunicante è collinare. cosa può consigliarmi per iniziare questo percorso?!
    cordiali saluti Cate prov. Crotone

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