Società benefit in Italia: cosa sono, vantaggi fiscali e come si aprono

Le società benefit rappresentano un nuovo modello di business presente in Italia dal 2016, in cui si fonde lo scopo di lucro con il beneficio comune. Scopri come aprirle e quali sono i vantaggi fiscali, nella guida.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Società benefit in Italia: cosa sono, vantaggi fiscali e come si aprono
  • Una società benefit è un’impresa in cui si combina lo scopo di lucro con l’obiettivo di un benefico comune, come un impatto positivo sulla società.
  • Risulta possibile creare una società benefit ex novo, oppure trasformarne una già esistente, rispettando specifici requisiti.
  • Sono diversi i vantaggi di una società benefit, sia dal punto di vista imprenditoriale, sia fiscale.

Il significato di società benefit in Italia indica una particolare forma di azienda, considerata un’evoluzione del modello comune basato sul profitto. Infatti, queste imprese definite in America come BCorp e presenti in Italia dal 2016, uniscono nel loro oggetto sociale sia obiettivi di tipo commerciale e lucrativo, sia il raggiungimento di uno scopo comune a vantaggio della società, dei lavoratori e dell’ambiente.

La combinazione di questi due elementi le hanno rese delle realtà sempre più presenti sul territorio. Per trasformare la propria azienda in una società benefit è necessario seguire una serie di passaggi, oltre a rispettare dei particolari requisiti. Di seguito andremo ad analizzare cos’è, come si apre e quali possono essere i vantaggi di questa forma societaria.

Cosa sono le società benefit

Quando si fa riferimento alle attività di impresa, si distingue generalmente tra:

  • imprese for profit;
  • attività no profit;
  • società benefit.

Le prime sono le imprese tradizionali, come può essere una S.r.l che esiste al fine di far incrementare i guadagni dei propri azionisti distribuendo gli utili. Le aziende no profit sono invece organizzazioni finalizzate a raggiungere un preciso ideale. I profitti non vengono distribuiti tra i soci, ma utilizzati per l’obiettivo comune.

Invece, le società benefit sono quelle attività d’impresa che perseguono il raggiungimento di utili e al contempo si prefiggono un benefico comune, operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente.

Ciò vuol dire che oltre a incrementare il  patrimonio aziendale, agiranno in maniera da creare dei vantaggi per i lavoratori, l’ambiente e la comunità. Questo obiettivo viene sancito all’interno dell’atto costitutivo e rimarrà immutabile anche nel caso in cui vi è un cambiamento dei dirigenti della società o degli azionisti.

Immaginiamo una società nel settore della produzione alimentare. Nella forma benefit  verrà mantenuta la finalità di guadagno, ma si realizzeranno una serie di attività finalizzate a raggiungere un interesse superiore. In questo caso, oltre alla vendita commerciale dei prodotti, si potranno per esempio coltivare i terreni nel rispetto dei cicli biologici e senza concimi artificiali, limitando l’inquinamento.

Inoltre, si potrà migliorare la qualità di vita dei lavoratori, contribuendo alla creazione di infrastrutture sociali come scuole, università, impianti sportivi e attività ricreative. Sarà possibile anche creare dei piani per lo studio e dare un supporto economico alle famiglie in difficoltà.

Società benefit in Italia

Società benefit in Italia

La forma giuridica delle società benefit nasce negli Stati Uniti, definita con il termine BCorp o Benefit Corporation. L’Italia è stata tra le prima nazioni in Europa a porre attenzione a questa tipologia di imprese, regolamentandole dal 1°gennario del 2016. La legge di riferimento è la 208 del 28 dicembre 2015, conosciuta anche come Legge di Stabilità.

Questa forma di azienda è definita nell’art 1, dai commi 376 a 384. Si tratta di una norma che ha colmato un vuoto legislativo dato che già dal 2006 erano presenti alcune attività di impresa che prevedevano nel loro atto costitutivo sia l’aspetto for profit, sia quello del bene comune.

Oggi sono quasi 1.000 le società benefit in Italia con riferimento a diversi settori, dall’istruzione all’energia rinnovabile. Nella tabella seguente abbiamo riportato quelle più premiate.

AziendaCategoriaNumero dipendenti
Fratelli Carli S.p.A.Alimenti e bevandePiù di 250
ZalonariAgricoltura9
DavinesCura personale e della casapiù di 250
Goodpoint S.r.lConsulenza e sostenibilità9 dipendenti
Aboca Groupservizi agricolturaoltre 250
Reti S.p.A.Software e tecnologiaPiù di 250
Nativa S.r.l.Consulenza e sostenibilitàtra i 25 e i 49

Come si aprono le società benefit

La società benefit non è una forma giuridica specifica. Come fare a crearne una? Il primo passo sarà quello di aprire Partita IVA effettuando il procedimento telematico presso l’Agenzia delle Entrate nella sezione ComUnica, scegliendo tra le seguenti tipologie di impresa, indicate dal comma 377 della Legge di Stabilità:

  • società semplice
  • S.n.c.;
  • società a responsabilità limitata;
  • società in accomandita semplice;
  • S.p.A. (società per azioni)
  • cooperativa sociale;
  • start-up.

Il procedimento è identico a quello di altre tipologie di impresa, poiché va indicato al momento dell’apertura il codice ATECO, in base alla tipologia di attività commerciale. Inoltre, si dovrà valutare il regime fiscale e quello contributivo.

Ciò che distingue questa forma di impresa, da una tradizionale for profit o no profit è il contenuto dell’oggetto sociale. In questa prospettiva può essere utile, nella fase iniziale, disporre di una consulenza da parte di un studio di commercialisti specializzato.

Infatti, si può creare una società benefit in Italia da zero, disponendo di una start-up innovativa in cui verrà indicato nell’atto costitutivo la forma aziendale benefit. È possibile anche trasformare in BCorp un’attività d’impresa già avviata, modificando l’atto costitutivo con l’approvazione dei soci. In ambedue i casi devono essere presenti alcuni requisiti.

Requisiti società benefit

Quali sono i requisiti di una società benefit in Italia

Una società benefit dovrà prevedere uno statuto societario con particolari caratteristiche. In primo luogo, deve essere presente la dicitura benefit. Inoltre, nell’oggetto sociale sono richieste le seguenti caratteristiche:

  1. esercizio di un’attività economica;
  2. presenza di uno scopo di lucro e di un beneficio comune;
  3. bilanciamento dell’oggetto sociale;
  4. obbligo di trasparenza e responsabilità.

1. Esercizio di un’attività commerciale

Le società benefit devono avere un fine commerciale e quindi di lucro. Questo aspetto è determinante per il raggiungimento degli obiettivi comuni. Infatti, grazie agli utili collegati alla propria attività d’impresa si potranno finanziare le iniziative collegate al benessere sociale e ambientale, oltre a soddisfare le esigenze dei soci con una distribuzione dei profitti.

Non va confusa quindi una società benefit di questo tipo con una non profit, che come indica anche il termine, non prevede l’accumulo di profitto nello svolgimento dell’attività. Per una società benefit, lo svolgimento di un’attività a fini di lucro è fondamentale.

2. Presenza di un beneficio comune

La definizione di beneficio comune è data dal paragrafo 378 dell’art 1 della legge 208/2015. Viene definito come il perseguimento di effetti positivi o la riduzione di quelli negativi sia nei confronti dei soggetti, sia per quanto riguarda l’ambito della biosfera.

Chiariamo questo concetto. La società benefit avrà come mission il perseguimento di una reale esigenza della collettività, che dovrà coincidere con l’oggetto sociale della società stessa. Il beneficio dovrà essere concreto e non deve per forza coincidere con un aspetto economico. Si distingue tra:

  • impatto positivo: creare un vantaggio sociale e ambientale come un sostegno economico, un miglioramento delle condizioni ambientali, promuovere la cultura e lo sport;
  • riduzione degli impatti negativi: ridurre l’inquinamento, i rischi per i lavoratori, il consumo energetico.

In ambedue i casi è richiesta un’attività concreta e specifica che deve avere come destinatari persone, comunità, l’ambiente o beni di attività culturale e sociale. Inoltre, i benefici potranno andare anche ai lavoratori, ai fornitori, o a qualunque altro soggetto che può essere collegato in maniera diretta o indiretta con l’attività della società benefit in Italia.

3. Bilanciamento dell’oggetto sociale

L’oggetto sociale della società benefit deve essere doppio:

  • prevedere il profitto;
  • definire l’obiettivo di un benefico comune.

Questi due elementi devono essere in perfetto equilibrio. Infatti, il comma 380 della legge di Stabilità 2016, ribadisce che la gestione da parte della governance deve avvenire in modo da equilibrare questi due elementi. È un presupposto necessario per soddisfare il diritto dei soci a ottenere un vantaggio economico dall’attività d’impresa  e al contempo perseguire gli obiettivi comuni.

Obblighi società benefit

4. Obbligo di trasparenza e responsabilità

L’obbligo di trasparenza prevede che tutte le attività economiche e quelle collegate al perseguimento del benefico comune, avvenute nel corso dell’anno, dovranno essere relazionate ai soci e visibili anche a soggetti terzi. La pubblicazione di questi documenti dovrà essere effettuata sul sito Internet aziendale.

La normativa stabilisce alcuni criteri per redigere questa auto-valutazione dell’operato dell’impresa. Ecco quali sono le sezioni da includere:

  1. la descrizione degli obiettivi raggiunti;
  2. valutazione dell’impatto dell’attività aziendale sul beneficio comune;
  3. indicazione dei nuovi obiettivi per l’anno in corso.

Nella prima sezione, vengono elencate tutte le iniziative eseguite per raggiungere l’obiettivo del bene comune. Inoltre, si deve evidenziare qual è stato l’impatto dell’azienda sulla comunità e l’ambiente, andando ad auto-valutare quello positivo o l’eventuale riduzione di un evento negativo. In particolare, si devono considerare 4 aree di competenza:

  • governance: viene analizzata la trasparenza e la responsabilità dell’amministrazione nel raggiungere il beneficio comune;
  • lavoratori: si valutano le relazioni con i dipendenti e i collaboratori, considerando le retribuzioni, i benefit, la formazione e l’opportunità di carriera;
  • ambiente: viene effettuata un’analisi sui vantaggi dell’attività d’impresa sul benessere ambientale, oppure la riduzione di un impatto negativo;
  • altre tipologie di interessi: si vanno a evidenziare anche i rapporti con i fornitori, il territorio, le comunità.

Società benefit: i vantaggi fiscali per il 2022

Non sono presenti ad oggi delle agevolazioni fiscali specifiche per le società benefit. Quindi in base alla tipologia di società costituita e al regime fiscale, viene applicata la relativa tassazione, con aliquote IRAP, IRES e IRPEF.

Nel Decreto Rilancio è stato però previsto un credito d’imposta pari al 50% con riferimento alle spese per la costituzione e trasformazione di un’azienda in benefit fino a un massimo di 10 mila euro. Ciò vuol dire che in base alla tipologia di regime societario, è garantita la possibilità di sottrarre questa somma ai fini delle tassazione annuale. I fondi stanziati per il 2022 equivalgono a 10 milioni di euro.


Società benefit e BCorp: differenze

Al fine di offrire una visione completa del mondo della società benefit, può essere utile chiarire la distinzione tra aziende benefit e BCorp. Oggi in Italia sono presenti ambedue queste realtà. Dal punto di vista dell’oggetto sociale non vi è distinzione, dato che ambedue sono attività innovative finalizzate a combinare il guadagno con il raggiungimento di uno scopo benefico comune.

La differenza sostanziale è collegata alla presenza di una certificazione. Infatti, le BCorp o anche definite B-Corporation, hanno ottenuto un certificato che le definisce tali, basato sulla valutazione della loro attività. Viene rilasciato ogni anno dalla società B-Lab, un ente no-profit con sede in Pennsylvania, negli Stati Uniti, che ha lo scopo di promuovere la formazione e lo sviluppo della società benefit.

Viene attribuito un punteggio per ogni tipologia di sezione, dalla governance alla rapporto con i lavoratori e il territorio, stilando una classifica delle aziende benefit. A cosa serve? Può essere un valido strumento per certificare, anche online, la qualifica di società benefit.

Perché diventare una società benefit

La creazione di una società benefit in Italia porta una serie di vantaggi per tutti coloro che direttamente e indirettamente sono legati a questa attività d’impresa. Infatti, per i soci e gli investitori si avranno elevate garanzie sul proprio investimento, dato che l’oggetto sociale rimarrà immutato anche in caso di vendita.

Inoltre, la responsabilità degli amministratori finalizzata a perseguire l’obiettivo di far crescere l’impresa è maggiore, rispetto ad una impresa profit, data la necessità di bilanciare il beneficio comune con il profitto. A questo si deve aggiungere che l’obbligo di trasparenza e di autovalutazione permettono di creare una reputazione di solidità per l’azienda, favorendo eventuali investimenti, la ricerca di nuovi talenti e i rapporti con fornitori.

Infine, si persegue un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, contribuendo a migliorare la qualità di vita, tutelare la biosfera e delineare una nuova idea delle aziende del futuro, le quali dovranno essere perfettamente integrate con il territorio.

Società benefit – Domande frequenti

Cosa vuol dire essere una società benefit?

La società benefit viene definita un’azienda a fine di lucro che prevede nel suo oggetto sociale il perseguimento di un benefico comune a vantaggio delle persone o del territorio. Scopri come funziona qui.

Come si diventa una società benefit?

Per creare una società benefit è necessario aprire Partita IVA, scegliendo tra le tipologie di regimi societari previsti dalla legge di Stabilità 2016 e rispettando i requisiti indicati nel nostro articolo.

Cosa sono le benefit BCorp?

Le BCorp o definite anche Benefit Corporation, sono società benefit che hanno ottenuto una certificazione da parte dell’ente no profit americano B-Lab, specializzato nella promozione di questo tipologia di modello di azienda.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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