Iscrizione INPS: come fare e quando è obbligatoria, la guida completa

Per i lavoratori dipendenti è obbligatorio iscriversi all’INPS, e per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti? Leggi la guida per sapere quando è necessario effettuare l’iscrizione e quali sono i contributi da versare.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • L’INPS è un istituto che si occupa della gestione dei contributi pensionistici e dell’erogazione delle pensioni e altri tipi di indennità.
  • Hanno l’obbligo di iscriversi all’INPS tutti i lavoratori dipendenti, ma anche i lavoratori autonomi e le ditte individuali, ad eccezione dei liberi professionisti che hanno una cassa di previdenza specifica.
  • L’iscrizione all’INPS si può effettuare online sul sito dell’ente pubblico utilizzando lo SPID,  la CNS o con il servizio ComUnica.

Quando si inizia a lavorare sorgono diritti e doveri, come il dovere di pagare le imposte sul reddito, o il diritto alla pensione. E proprio per quest’ultima i lavoratori, salvo le eccezioni che vedremo di seguito, devono effettuare l’iscrizione all’INPS.

La pensione di anzianità, però, è solamente uno degli aspetti di cui si occupa l’INPS, ossia l’istituto nazionale di previdenza sociale. Ma quando e come bisogna iscriversi all’INPS? In questa guida vedremo quando è obbligatoria l’iscrizione all’INPS, come iscriversi e tutto ciò che c’è da sapere sull’istituto.

Cos’è l’INPS

Inps

L’INPS è l’istituto nazionale della previdenza sociale, ed è il principale ente di previdenza del sistema pensionistico italiano. L’istituto si occupa principalmente di:

  • gestione ed erogazioni pensioni di natura previdenziale;
  • prestazioni di natura assistenziale;
  • gestione delle prestazioni a sostegno del reddito.

Essendo il principale ente previdenziale italiano, la maggior parte dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi sono assicurati presso l’INPS. L’istituto, nell’esercizio delle sue funzioni è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

A questo istituto si iscrivono tutti i lavoratori che non hanno una cassa previdenziale autonoma. Gli iscritti, quindi, versano i contributi previdenziali in modo diretto per i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e le ditte individuali, o in modo indiretto come nel caso dei lavoratori dipendenti.

Infatti, in questo caso in genere è il datore di lavoro che, in quanto sostituto d’imposta, versa i contributi per conto del dipendente. Questo adempimento in Italia è obbligatorio, e il datore che non segue questa regola può incorrere in sanzioni in denaro non indifferenti.


Iscrizione INPS: quando è obbligatoria

Hanno l’obbligo di iscriversi all’INPS i seguenti soggetti:

  • i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
  • i lavoratori autonomi che non hanno un ente previdenziale per la propria categoria professionale.

Ne consegue, quindi, che tutti i lavoratori autonomi e le ditte individuali che non fanno parte di un albo devono informarsi per procedere con l’iscrizione all’ente previdenziale italiano.

Iscrizione INPS datori di lavoro

Quando un’azienda assume un dipendente, il datore di lavoro ha l’obbligo di fare richiesta all’INPS dell’apertura di una posizione contributiva. In tal modo, l’azienda ottiene il numero di matricola INPS per versare i contributi previdenziali per il personale assunto.

Sarà poi lo stesso datore di lavoro che, in qualità di sostituto d’imposta, verserà i contributi previdenziali per conto dei suoi dipendenti. Tale obbligo, se non rispettato, come visto prima porta a sanzioni pecuniarie.

I lavoratori dipendenti lavorando accumulano una quota di contributi utile ad accedere alla pensione raggiunta l’età, secondo la legge Fornero, di 67 anni, oppure per accedere a misure di prepensionamento specifiche.

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Obbligo di iscrizione all’INPS per lavoratori autonomi e imprenditori

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, vige l’obbligo di iscrizione all’INPS, anche per i lavoratori occasionali. Tuttavia, per quanto riguarda i lavoratori autonomi occasionali questi hanno l’obbligo di iscriversi all’INPS se guadagnano in un anno più di €5.000.

Invece, per i lavoratori autonomi che svolgono l’attività lavorativa in modo abituale o continuativo è sempre obbligatorio iscriversi all’INPS, indipendentemente dal reddito annuo.

Invece, i liberi professionisti che hanno una cassa di previdenza specifica, come nel caso di avvocati, architetti, psicologi e medici, non devono iscriversi all’INPS. Infatti, i contributi li verseranno direttamente alla cassa di appartenenza.

I liberi professionisti che non hanno una cassa di previdenza specifica, verranno iscritti all’INPS. I lavoratori autonomi possono iscriversi alla Gestione Separata INPS oppure alla Gestione Commercianti e Artigiani, in base alla professione svolta.

I lavoratori autonomi professionisti si devono iscrivere alla Gestione Separata, mentre chi un’attività commerciale o un’attività di impresa artigiana deve iscriversi alla Gestione Commercianti e Artigiani.

La Gestione Separata INPS

I lavoratori autonomi che non devono iscriversi alla Gestione Commercianti e Artigiani e che non hanno una propria cassa previdenziale specifica, hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata, la cassa pensionistica dei lavoratori autonomi.

Qui si iscrivono, ad esempio:

  • consulenti;
  • freelance;
  • collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co);
  • lavoratori autonomi occasionali, il cui reddito sia superiore ai 5.000 euro;
  • lavoratori parasubordinati;
  • prestatori di lavoro occasionale accessorio;
  • venditori a domicilio con un reddito superiore ai 5.000 euro;
  • beneficiari di assegni di ricerca e di borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca;
  • medici con contratto di formazione specialistica;
  • spedizionieri doganali non dipendenti;
  • amministratori locali;
  • volontari del servizio civile nazionale.

Si tratta di un fondo pensionistico finanziato dai contributi previdenziali obbligatori versati dagli stessi iscritti e che garantisce una tutela previdenziale ai lavoratori autonomi senza cassa previdenziale.

La Gestione Separata INPS garantisce:

  • pensione anticipata;
  • indennità di malattia;
  • pensione supplementare;
  • pensione di vecchiaia.

La Gestione separata INPS prevede aliquote differenti in base all’attività svolta e della specifica situazione previdenziale. L’aliquota in questo caso è del 33%, e non è presente una quota fissa obbligatoria da versare annualmente, come accade invece per la Gestione Commercianti e Artigiani.


Come iscriversi all’INPS

Come abbiamo anticipato, per effettuare l’iscrizione all’INPS è prevista una procedura telematica. I datori di lavoro devono effettuare l’iscrizione all’INPS nella seguente modalità:

  • con la Comunicazione Unica al Registro delle Imprese per le aziende che avviano l’attività e contemporaneamente assumono personale dipendente;
  • con Comunicazione Unica o procedura online sul sito dell’INPS per aziende già avviate e successiva assunzione di personale dipendente.

Per i lavoratori dipendenti che desiderano accedere ai servizi previdenziali è possibile effettuare l’iscrizione online sul portale INPS. La procedura telematica è molto semplice e basta utilizzare il Sistema Pubblico di Identità Digitale, o SPID, o in alternativa con la Carta Nazionale dei Servizi, o CNS.

Un’altra modalità di accesso all’INPS è quella di inserire il proprio codice fiscale e un PIN che può essere generato attraverso una semplice procedura online sul portale INPS.

Autenticazione INPS

Come iscriversi alla Gestione Separata INPS

Per quanto riguarda, invece, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, il lavoratore dovrà compilare il modulo Gestione Separata reperibile sul sito nella sezione modulistica.

La richiesta di iscrizione può essere presentata:

  • online per via telematica;
  • telefonicamente, chiamando il numero verde 803 164;
  • presso lo sportello delle sedi Inps sul territorio.

Per presentare la domanda online il lavoratore deve essere in possesso di un pin dispositivo, vale a dire di un codice alfanumerico rilasciato dall’istituto previdenziale per avere accesso alle pagine con l’autenticazione.

Gestione INPS e regime forfettario

I contributi INPS dei lavoratori autonomi devono essere versati in autonomia, e sono inclusi coloro che lavorano con una Partita Iva a regime forfettario. Per calcolare i contributi INPS che il titolare di Partita Iva deve versare bisogna tenere presente alcuni aspetti, tra cui:

  • regime contabile adottato;
  • in quale cassa si è iscritti.

Infatti, con il regime forfettario la base imponibile su cui si calcolano i contributi INPS dipende dal coefficiente di redditività, stabilito in base al codice Ateco. Infatti, in base al tipo di attività svolta è previsto un differente coefficiente di redditività che dal fatturato totale permette di calcolare la base imponibile.

Chi lavora con regime fiscale forfettario, senza cassa specifica, deve scegliere se iscriversi alla Gestione Separata INPS oppure alla Gestione Commercianti e Artigiani INPS, in base all’attività svolta.


La Gestione Commercianti e Artigiani INPS

Per la cassa previdenziale Gestione Commercianti e Artigiani è prevista un’aliquota del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. La Gestione Commercianti e Artigiani prevede un minimo contributivo da versare ogni anno, indipendentemente dal reddito, di circa 3.900 euro.

Tale costo si può ridurre in alcuni casi se si è in possesso di alcuni requisiti. Ad esempio, i giovani di età non superiore a 21 anni che collaborano con un’impresa di cui non sono titolari hanno pagano contributi calcolati con l’aliquota del 22,80% se sono artigiani o del 23,28% se  commercianti.

Ulteriore riduzione si applica ai titolari di Partita Iva che hanno adottato il regime fiscale forfettario che godono di una riduzione del 35% sui contributi INPS, che tuttavia deve essere richiesta per tempo ogni anno dal lavoratore.

Iscrizione INPS – Domande frequenti

Quando è obbligatoria l’iscrizione all’INPS per chi ha Partita Iva?

L’iscrizione all’INPS è obbligatoria per i lavoratori autonomi occasionali che superano i 5.000 euro lordi annui e per i lavoratori autonomi che svolgono un’attività di tipo continuativo e abituale che non hanno una cassa previdenziale dedicata alla professione svolta.

Chi non paga l’INPS?

I lavoratori autonomi e gli imprenditori devono iscriversi all’INPS e versare i contributi previdenziali. L’unica eccezione è rappresentata dai professionisti dotati di Partita Iva con cassa autonoma e dagli iscritti alla gestione separata INPS che non hanno prodotto redditi in un anno.

Quanto costa l’iscrizione all’INPS?

L’iscrizione all’INPS non prevede alcun costo. Invece, i contributi previdenziali da versare annualmente dipendono dalla Gestione a cui il lavoratore autonomo è iscritto. La percentuale può andare dal 24% per gli artigiani fino al 33% per la Gestione Separata INPS. Ecco i dettagli.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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