Aitho scommette sui professionisti digitali: bonus rientro da 5.000 euro per chi torna in Sicilia

L'azienda catanese investe nel rientro dei cervelli con un bonus da 5.000 euro per i professionisti digitali.

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Cinquemila euro per fare le valigie e andare in Sicilia: non per partire, ma per tornare. È quello che offre Aitho, la tech company catanese fondata nel 2016 dai fratelli Davide e Giambattista Pisasale, ai professionisti digitali siciliani che scelgono di riportare la propria residenza sull’isola. Un incentivo privato, senza burocrazia regionale né fondi europei: lo paga direttamente l’azienda. Oltre all’incentivo per il rientro dei cervelli è allo studio un Impact Bond triennale, ovvero uno strumento finanziario innovativo basato sui risultati aziendali (pay-for-success). Potrebbe essere questa la chiave per risolvere uno dei problemi più gravi per l’Italia?

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Aitho lancia un bonus per il rientro dei cervelli in Sicilia

Secondo SVIMEZ, tra il 2002 e il 2024 quasi 350.000 giovani qualificati hanno lasciato il Mezzogiorno: al netto dei rientri, la perdita reale è di 270.000 persone. La percentuale di laureati meridionali che emigra è quasi triplicata in vent’anni: dal 20% del 2002 a circa il 60% nel 2024. Il costo per il Sud non è solo demografico: il rapporto stima in 6,8 miliardi di euro l’anno il valore della mobilità interna di laureati dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord.

La Sicilia è tra le regioni più colpite dalla cosiddetta “fuga di cervelli“: nell’anno accademico 2024/2025, quasi 70.000 studenti meridionali studiano in atenei del Centro-Nord. Davanti a questi numeri, che cosa fanno le aziende?

Aitho, azienda specializzata in intelligenza artificiale e sviluppo software, ha deciso di offrire un bonus rientro di 5.000 euro ai professionisti del digitale che scelgono di trasferire nuovamente la propria residenza in Sicilia per lavorare con loro. È previsto anche un premio da 3.000 euro per chi invece segnala all’aziende delle risorse che rientrano e vengono assunte.

L’iniziativa nasce da una riflessione che, secondo il co-founder e CTO Giambattista Pisasale, va oltre il semplice recruiting: “Il successo di un’azienda non si misura soltanto attraverso i risultati economici, ma anche dalla sua capacità di generare valore per il territorio in cui opera”, spiega a Partitaiva.it. Per la società catanese, contribuire al rientro di professionisti qualificati significa investire sul futuro dell’isola e sul rafforzamento dell’ecosistema tecnologico locale.

Giambattista Pisasale
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Chi è Aitho: una PMI innovativa che ha scelto di restare

Aitho nasce nel 2016 quando, dopo un’esperienza lavorativa all’estero, i fratelli fondatori decidono di riportare il modello di “factory digitale” in Italia. Oggi Aitho è una srl società benefit e PMI innovativa che si avvicina ai 5 milioni di euro di fatturato nel 2026 e conta oltre 60 dipendenti. La sede è a Catania, ma i clienti sono ovunque.

La scelta di restare in Sicilia non è casuale. L’azienda è nata proprio con l’obiettivo di dimostrare che è possibile costruire una realtà tecnologica competitiva anche lontano dai grandi hub dell’innovazione. “Molti professionisti che hanno studiato o lavorato fuori dall’isola iniziano a chiedersi se sia possibile tornare – osserva Pisasale -. Il punto non è soltanto economico: contano le opportunità professionali, le prospettive di crescita e la possibilità di lavorare su progetti ambiziosi”.

Secondo il manager, le imprese innovative possono contribuire a creare queste condizioni, offrendo percorsi professionali di alto livello senza costringere i talenti a lasciare definitivamente il territorio.

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Il bonus rientro in Sicilia da 5.000 euro: come funziona

La misura di Aitho è semplice: vengono erogati 5.000 euro a chi trasferisce la propria residenza in Sicilia per lavorare nel settore digitale. Secondo quanto dichiarato da Giambattista Pisasale, Aitho è l’unica azienda del territorio ad aver introdotto un incentivo di questo tipo.

L’importo è stato scelto per avere un valore concreto senza trasformarsi in una misura assistenziale. “Abbiamo cercato un equilibrio tra valore simbolico e impatto reale – spiega Pisasale -. Cinquemila euro non cambiano la vita e non abbiamo mai pensato che potessero essere l’unico motivo per tornare. Volevamo però che fossero sufficientemente rilevanti da trasformare un messaggio in un aiuto concreto”.

Per l’azienda il bonus rappresenta soprattutto un segnale culturale. “Il rientro di un professionista qualificato genera valore per l’azienda e per il territorio. Quando qualcosa genera valore, è giusto investirci”, aggiunge. Nonostante il nuovo incentivo sia stato appena lanciato, Aitho può già contare su diverse esperienze di rientro maturate negli anni. Professionisti siciliani che, dopo percorsi di studio o lavoro fuori regione, hanno scelto di tornare sull’isola per proseguire la propria carriera.

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Il piano più ambizioso: l’Impact bond triennale

Il bonus rientro è la misura immediata, ma Aitho sta lavorando a qualcosa di più strutturato: un Impact Bond triennale, attualmente in trattativa con un primario istituto bancario, per sostenere su scala più ampia il rientro di professionisti tech in Sicilia. L’obiettivo è trasformare il rientro dei talenti in un progetto finanziabile e misurabile nel tempo. “Se il rientro dei talenti genera valore misurabile, allora quel valore può essere finanziato, non soltanto incentivato”, suggerisce Pisasale.

Il meccanismo prevede che il rendimento per gli investitori sia legato a risultati concreti, come il numero di professionisti che rientrano, la loro permanenza sul territorio e la crescita professionale raggiunta durante il percorso. Secondo il co-founder di Aitho, il vero tema non è soltanto attrarre talenti ma riuscire a trattenerli. “La retention si costruisce con il progetto professionale, non con un vincolo contrattuale”, precisa. Per questo l’Impact bond non si limiterebbe a finanziare l’assunzione, ma includerebbe attività di formazione, mentoring e sviluppo delle competenze.

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Una risposta privata a un problema pubblico

Il punto più interessante è il fatto che un’azienda privata stia facendo quello che le politiche pubbliche non riescono ancora a fare in modo efficace: convincere qualcuno a tornare. Per Pisasale, tuttavia, le aziende da sole non possono risolvere il problema della fuga dei cervelli. “La Sicilia ha qualità della vita, università che formano ottimi professionisti e una comunità tecnologica sempre più vivace. Quello che manca è la competitività del sistema”, fa sapere. Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, università e istituzioni.

Ma serve anche un cambiamento culturale. “Per troppo tempo abbiamo raccontato la Sicilia come un luogo da cui partire. Noi vorremmo contribuire a raccontarla come un luogo in cui è possibile tornare e costruire una carriera di alto livello”, conclude. Una sfida che va oltre il singolo bonus e che punta a cambiare la percezione stessa del lavoro qualificato nel Mezzogiorno.

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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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