Partite IVA, crescono i redditi dei soggetti ISA: ecco chi traina la ripresa per il periodo d’imposta 2024

Per anni descritti attraverso narrazioni stereotipate, i lavoratori autonomi, i professionisti e le piccole e medie imprese mostrano oggi una realtà profondamente diversa

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A tracciare un nuovo quadro sulle partite IVA in Italia arrivano i dati ufficiali sugli indici sintetici di affidabilità (ISA), riferiti alle dichiarazioni presentate nel 2025 per l’anno d’imposta precedente. I numeri emersi dall’analisi delle dichiarazioni mettono in luce un incremento evidente dei redditi dichiarati. Tuttavia, esiste infatti una netta differenziazione interna tra le diverse tipologie di contribuenti.

Di quanto sono cresciuti i redditi delle partite IVA

Su un campione di circa 2,7 milioni contribuenti soggetti a ISA, si è registrata una crescita media degli importi dichiarati dell’8,6%, portando il valore medio a 56.100 euro. Le cifre però sono diverse a seconda del tipo di attività svolta. Se si guarda ai singoli profili, infatti, emerge un forte distacco: da un lato ci sono i lavoratori autonomi e i professionisti, che guidano la classifica con un reddito medio di 67.510 euro, dall’altro si trovano gli imprenditori individuali, che si fermano a una media decisamente più bassa, pari a 28.550 euro.

Il segno positivo caratterizza anche le altre forme di inquadramento e i settori tradizionali. Chi usufruisce dei regimi fiscali agevolati ha visto migliorare la propria posizione con un incremento dei redditi del 3,8%. La spinta maggiore arriva però settore agricolo, che ha registrato un balzo in avanti notevole, con un aumento medio dei guadagni pari al 14,6%.

Affidabilità fiscale: il ruolo degli ISA e la scommessa del CPB

La crescita non riguarda solo i guadagni, ma anche la compliance fiscale. La platea dei contribuenti considerati affidabili – ovvero coloro che hanno ottenuto un punteggio ISA pari o superiore a 8 – è aumentata del 2,2%, portando circa 1,25 milioni di partite IVA nell’area della premialità fiscale.

Resta comunque aperta la partita per il restante 53,3% dei contribuenti soggetti alle pagelle fiscali che ancora non raggiunge la soglia dell’8. È fondamentale sottolineare, tuttavia, che un voto ISA basso non è automaticamente sinonimo di evasione: spesso su questo giudizio pesano fattori territoriali, settoriali e congiunture economiche negative.

A favorire l’ingresso nell’area di affidabilità sta contribuendo anche il nuovo concordato preventivo biennale (CPB), introdotto per incentivare l’adempimento spontaneo. Nonostante sia prematuro valutarne gli effetti strutturali, nella stagione dichiarativa 2025 si contano già oltre 160mila adesioni. Chi sceglie questo percorso ottiene il riconoscimento automatico di un punteggio ISA pari a 8 per il primo anno (che sale a 10 successivamente), blindando la propria posizione e accedendo subito ai benefici previsti.

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I dati per settore: dai picchi dei professionisti alle sofferenze del commercio

L’applicazione degli ISA evidenzia profonde discrepanze tra i diversi comparti economici. Le professioni ordinistiche mostrano performance d’eccellenza, con medici, commercialisti, consulenti del lavoro e ingegneri che superano il 60% di tassi di affidabilità. Al contrario, settori legati al commercio al dettaglio e alla ristorazione continuano a mostrare forti segnali di sofferenza.

Di seguito si riporta uno specchietto riassuntivo dei redditi medi e delle variazioni di affidabilità registrati in alcuni dei settori più significativi:

Settore economicoReddito Medio (euro)Variazione % promossi ISA
Notai337.000
Attività finanziarie286.500
Bar, gelaterie, pasticcerie22.550-2,6%
Coltivazioni agricole5.830
Concia pelli/cuoio4.040
Psicologi+10,0%
Tabaccai-6,3%

I dati evidenziano situazioni particolari: se comparti come la ristorazione si fermano a una percentuale di promossi del 29,2%, il caso delle farmacie (-20,3% di promossi) è emblematico di come le flessioni siano spesso legate a dinamiche di mercato post-pandemiche e non a fenomeni di elusione intenzionale.

Il divario geografico

La mappa dei redditi ISA restituisce anche una chiara fotografia delle asimmetrie socio-economiche del Paese. Il Nord-Ovest, in particolare, guida la classifica con un reddito medio di 65.000 euro (+9,1% su base annua), spinto da contesti produttivi ad alto valore aggiunto.

Il Sud si attesta invece a una media di 44.400 euro (+7%), mentre le isole chiudono il quadro con 42.700 euro (+5,4%).

Un altro fattore cruciale che sta trasformando la demografia delle partite IVA è l’inarrestabile crescita del Regime Forfettario, che conta oggi circa 2 milioni di aderenti (+3,3% rispetto al 2023).

Grazie alla soglia di ricavi elevata a 85.000 euro, alla flat tax al 15% (ridotta al 5% per le nuove attività) e a un carico burocratico ridotto, oltre la metà delle partite IVA individuali in Italia ha scelto questo regime agevolato. Questa forte transizione altera parzialmente le statistiche generali degli ISA, poiché i redditi dei forfettari godono di una tassazione sostitutiva e non confluiscono direttamente nel calcolo del reddito complessivo ai fini Irpef.

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