Gestire lโuscita dei lavoratori senior senza perdere competenze interne e senza aumentare eccessivamente il costo del lavoro, favorendo al tempo stesso il ricambio generazionale. ร su questo equilibrio che si gioca il nuovo part time agevolato previsto dalla legge annuale per le PMI per il biennio 2026-2027.ย Per le imprese, al di lร dellโaspetto previdenziale, il nuovo meccanismo incide direttamente su organizzazione del personale, trasferimento delle competenze, sostenibilitร del turnover e pianificazione dei costi.
Part time agevolato, misura sperimentale in un contesto di crescita debole
Il nuovo part time agevolato si colloca in un contesto di crescita economica debole e inflazione moderata. A marzo 2026 lโIstat ha rilevato un aumento tendenziale dei prezzi al consumo dellโ1,7%, mentre lโOcse stima per lโItalia unโinflazione media annua intorno al 2,4%.
Sul fronte dei conti pubblici, Eurostat ha indicato per il 2025 un deficit/PIL del 3,1%, sopra la soglia europea del 3%.
La misura si inserisce in un quadro di interventi previdenziali selettivi e di contenimento dei costi. Il part time incentivato infatti รจ una misura sperimentale, destinata a un massimo di 1.000 lavoratori del settore privato con contratto full-time a tempo indeterminato in aziende fino a 50 dipendenti, che consente ai dipendenti vicini alla pensione di ridurre lโorario tra il 25% e il 50%, mantenendo la copertura contributiva figurativa sulle ore non lavorate.
Diversi sono stati nel corso degli anni gli interventi normativi di accompagnamento alla pensione, tra cui lโart. 1, commi 284-286 della legge n. 208/2015, oltre naturalmente alla disciplina generale del lavoro a tempo parziale prevista negli artt. 4-12 del D.Lgs. 81/2015, con particolare attenzione agli artt. 5 e 8 relativi rispettivamente alla forma del contratto e alla trasformazione del rapporto da full time a part time.
Come funziona
La misura riguarda i lavoratori con anzianitร contributiva precedente al 1996 e requisiti per la pensione maturabili entro il 1ยฐ gennaio 2028. Si tratta quindi di lavoratori senior giร inseriti in azienda e prossimi alla fine della carriera.
Rispetto a un part time ordinario, perรฒ, la novitร principale sta nel trattamento previdenziale: sulle ore non lavorate interviene infatti la contribuzione figurativa, che evita โbuchiโ nel montante contributivo e consente di non penalizzare lโassegno pensionistico.
Anche sul piano retributivo, il meccanismo si differenzia dal part time tradizionale e la busta paga segue un altro schema. Il dipendente riceve lo stipendio per le ore effettivamente lavorate, ma ottiene anche una somma pari ai contributi previdenziali che il datore di lavoro non versa piรน allโINPS sulla quota di orario ridotta.
In pratica, la parte di contributi che lโazienda avrebbe dovuto pagare allโente previdenziale si versa direttamente al dipendente sotto forma di stipendio. Il risultato รจ che, a fronte di una riduzione del 25โ50% dellโorario, il taglio in busta paga รจ meno drastico proprio perchรฉ incorpora una fetta dei contributi โrisparmiatiโ dallโimpresa, rendendo il part time agevolato piรน conveniente per il lavoratore rispetto al calcolo dello stipendio netto in part time ordinario.
Quanto costa davvero alle aziende? Busta paga e obbligo di assumere un under 34
Come da articolo 4 della legge annuale sulle PMI 2026, legge 11 marzo 2026 n. 34, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026, lโaccesso al part time agevolato richiede, per ogni lavoratore senior coinvolto, lโassunzione contestuale di un giovane under 34 con contratto a tempo pieno e indeterminato. La misura collega quindi la riduzione dellโorario del dipendente prossimo alla pensione a un nuovo ingresso stabile in organico.
Sul piano del costo del personale, la norma modifica lโoperazione su due piani: da un lato riduce le ore retribuite del senior; dallโaltro trasferisce in busta paga lโimporto corrispondente alla quota di contributi previdenziali che il datore di lavoro non versa piรน allโINPS sulle ore non lavorate. La legge, perรฒ, non definisce un vantaggio economico automatico per lโazienda: lโeffetto complessivo dipende dalla retribuzione del lavoratore interessato, dalla riduzione dellโorario e dal costo del nuovo assunto.
La misura si configura quindi come una staffetta generazionale, perchรฉ la riduzione dellโimpegno orario del senior si accompagna allโingresso di un dipendente piรน giovane con contratto stabile.
Quando il part time agevolato puรฒ funzionare per le PMI
Il part time agevolato trova applicazione soprattutto nelle imprese in cui competenze tecniche, relazioni commerciali, gestione di clienti e commesse restano concentrate su poche figure senior. ร una situazione frequente nella manifattura specializzata, imprese artigiane, aziende B2B e studi tecnici o professionali, dove il pensionamento di un lavoratore esperto rischia di creare un vuoto difficile da colmare rapidamente, tanto piรน che le imprese continuano a segnalare difficoltร nel reperire personale qualificato. Secondo il sistema Excelsior di Unioncamere, nel 2025 quasi una figura professionale su due risulta di difficile reperimento, con percentuali ancora piรน alte nei comparti manifatturieri, nelle costruzioni, nella meccatronica e nelle lavorazioni specializzate.
In questo contesto, la riduzione graduale dellโorario del lavoratore senior consente alle aziende di mantenere per un periodo una continuitร operativa interna mentre il nuovo assunto si integra e si forma, favorendo quindi una fase di affiancamento tra lavoratore esperto e giovane assunto.
La situazione cambia invece nei settori caratterizzati da attivitร piรน standardizzate e da una rotazione del personale giร elevata. In questi casi il turnover tradizionale puรฒ risultare piรน lineare sul piano organizzativo e piรน prevedibile sotto il profilo dei costi, soprattutto quando lโazienda non necessita di una lunga fase di trasferimento delle competenze.
Secondo i dati Excelsior, le difficoltร di reperimento restano particolarmente elevate proprio nei profili tecnici e operai specializzati, mentre risultano generalmente piรน contenute nelle mansioni a minore specializzazione e maggiore sostituibilitร .
Cosa succede se piรน lavoratori chiedono il part time agevolatoย
Cosa accade nellโipotesi in cui piรน lavoratori senior, in possesso dei requisiti, chiedono nello stesso periodo lโaccesso al part time agevolato?
In una PMI con etร media elevata potrebbero infatti presentarsi piรน richieste nello stesso periodo. Secondo lโISTAT, negli ultimi dieci anni la quota di occupati over 50 in Italia รจ cresciuta in modo costante, mentre la fascia under 35 si รจ ridotta sul totale della popolazione attiva. In tal caso, lโimpresa si trova a gestire contemporaneamente piรน riduzioni di orario tra figure esperte e, parallelamente, nuovi ingressi di under 34 assunti a tempo indeterminato. La composizione dellโorganico puรฒ quindi cambiare rapidamente: diminuiscono le ore garantite dai senior e aumenta il numero di lavoratori junior da inserire e formare.
La legge non prevede automatismi nel caso di richieste multiple: lโaccesso alla misura resta legato allโaccordo individuale con il datore di lavoro e alla possibilitร per lโimpresa di sostenere contemporaneamente riduzioni di orario e nuove assunzioni.
Part time agevolato: errori frequenti
Secondo Alban Dingo, consulente del lavoro dell’Ordine dei CdL di Milano, uno degli errori piรน frequenti che le PMI rischiano di commettere รจ trattare il part time agevolato come una semplice trasformazione contrattuale. โNon รจ solo un passaggio da full time a part time, ma una struttura che va impostata con attenzione perchรฉ tocca aspetti lavoristici, previdenziali ed economici molto delicatiโ, spiega a Partitaiva.it.
Secondo il consulente, un calcolo errato o un monitoraggio incompleto possono portare ad anomalie contributive, contestazioni sindacali o future problematiche previdenziali per il lavoratore. “Per questo motivo, รจ fondamentale che le PMI siano accompagnate da consulenti del lavoro sia nella fase di impostazione dellโaccordo sia nella gestione successiva delle buste paga e dei flussi contributiviโ, suggerisce.
Verifiche preventive e monitoraggio
Alban Dingo indica gli aspetti a cui prestare maggiore attenzione. โConsiglio sempre una verifica preventiva dellโestratto contributivo, il controllo dei requisiti pensionistici e il monitoraggio dei flussi UniEmens, perchรฉ il tema previdenziale in questo percorso resta centrale – afferma il consulente del lavoro -. Nelle piccole e medie imprese italiane, le competenze tecniche spesso sono concentrate in poche figure storiche. Unโuscita improvvisa puรฒ avere un impatto molto piรน pesante del semplice costo economico del lavoroโ.
โGli errori possono riguardare il calcolo del TFR, di ferie, permessi, tredicesima, quattordicesima, premi variabili, welfare aziendale e straordinari. Tutti questi elementi dipendono dalla tipologia del rapporto di lavoro e quindi cambiano quando si passa a un part time agevolatoโ.
Da qui il consiglio finale alle aziende: โPrima di scegliere tra part time agevolato e turnover tradizionale bisogna valutare bene il contesto aziendale e costruire insieme al consulente del lavoro un piano di accompagnamento allโuscita del lavoratore senior, evitando vuoti organizzativi e trasferendo correttamente il know-how alle nuove risorseโ.
Il part time agevolato conviene di piรน del turnover tradizionale?
Secondo il consulente, il primo elemento che una PMI dovrebbe valutare prima di scegliere tra part time agevolato e turnover tradizionale รจ il reale livello di sostituibilitร delle competenze del lavoratore senior. โLa chiave per lโazienda รจ capire quanto il patrimonio di competenze della figura in uscita sia realmente sostituibile nel breve periodo – precisa -. Il part time agevolato puรฒ diventare uno strumento estremamente efficace perchรฉ consente unโuscita graduale dal mondo del lavoro e il trasferimento progressivo della professionalitร alle nuove risorseโ.
I primi indicatori da analizzare sono il costo residuo del lavoratore senior, gli eventuali incentivi contributivi, lโimpatto previdenziale e anche tutti i costi indiretti che spesso vengono sottovalutati. “Molte aziende guardano solo al possibile risparmio economico, ma bisogna considerare anche recruiting, onboarding e affiancamento, passaggio di consegne e formazione interna. Tutto questo ha un costo organizzativo e produttivo”, aggiunge.
Il turnover tradizionale puรฒ risultare piรน sostenibile soprattutto nelle aziende che stanno giร riorganizzando processi interni o introducendo nuove competenze digitali. โIn molti settori trovare figure specializzate รจ sempre piรน difficile e perdere improvvisamente una figura senior senza un adeguato passaggio di competenze puรฒ creare problemi operativi molto importantiโ, osserva Dingo.
Per scegliere nel modo giusto occorre dunque prestare attenzione alla concentrazione del know-how interno, al numero di senior in uscita negli anni successivi e alla strategia futura sullโorganico. โNel primo caso lโazienda sostiene per un periodo il costo sia del senior sia del junior, ma guadagna continuitร operativa e trasferimento graduale delle competenze; nel turnover classico, invece, i costi restano piรน prevedibili ma aumenta il rischio di perdita immediata di know-howโ, conclude.













Natalia Piemontese
Giornalista