Riforma fiscale, cambiano deduzioni e detrazioni: tutte le novità

Deduzioni e detrazioni saranno al centro della riforma fiscale: ecco come cambieranno per lavoratori dipendenti, autonomi e imprese.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Riforma fiscale deduzioni e detrazioni
  • Con la riforma fiscale si ipotizza un cambio di rotta per deduzioni e detrazioni, che sono le prime agevolazioni fiscali per lavoratori dipendenti e Partite Iva.
  • Il governo ipotizza l’introduzione di un sistema di deduzioni fiscali anche per i lavoratori dipendenti.
  • La riforma fiscale andrà a modificare alcune delle principali tasse in Italia, come quelle sul lavoro dipendente e autonomo.

Continuano ad emergere ipotesi sulle nuove misure del governo a proposito della riforma fiscale. In attesa del testo definitivo della riforma, il governo ha già annunciato diversi interventi che vanno a modificare il sistema di tassazione italiano, riorganizzandolo e semplificandolo.

La riforma inciderà molto sulle tasse normalmente corrisposte da lavoratori dipendenti e autonomi allo stato, andando a modificare l’attuale sistema Irpef riducendo le aliquote a tre, e rivedendo l’Ires e l’Irpef anche per le imprese.

Mentre arrivano i primi pareri contrastanti da parte dei sindacati che tutelano i lavoratori dipendenti, il governo ipotizza nuovi sistemi di deduzioni e detrazioni per i lavoratori.

Riforma fiscale: le nuove tasse sul lavoro

Al centro della riforma c’è l’obiettivo di semplificare il sistema di tassazione italiano, soprattutto per ciò che riguarda lavoro e imprese. Perseguendo questo obiettivo infatti, il governo intende muoversi in alcune direzioni principali:

  • riduzione delle aliquote Irpef a tre scaglioni;
  • estensione della flat tax a tutti entro 5 anni;
  • rimodulazione di detrazioni fiscali e deduzioni fiscali;
  • flat tax incrementale estesa anche ai lavoratori dipendenti;
  • revisione dell’Ires con un sistema a due aliquote;
  • accantonamento dell’Irap.

Queste sono alcune delle principali direzioni che il governo intende prendere per riorganizzare il sistema di tassazione italiano in ambito lavoro e imprese, tuttavia con la riforma saranno confermati anche alcuni interventi di semplificazione delle imposte applicate a livello di immobili e arriveranno alcune modifiche sulle cartelle esattoriali, che potrebbero del tutto scomparire.

Questa riforma del fisco prevede di applicare diverse modifiche alla tassazione che influiranno in modo decisivo sul lavoro, coinvolgendo dipendenti, autonomi e imprese. I sindacati tuttavia iniziano a presentare i primi pareri contrastanti su alcuni punti della riforma.

Riforma fiscale: il parere dei sindacati

Il parere dei sindacati si è mosso nella direzione contraria di alcune delle modifiche all’attuale sistema di tassazione. Cgil, Cisl e Uil si dichiarano contrari soprattutto all’obiettivo del governo di introdurre una flat tax estesa a tutti.

Il motivo è piuttosto semplice: secondo queste parti sociali, un sistema di tassazione piatto favorirebbe maggiormente i redditi medio alti, e non seguirebbe i principi di progressività delle tasse previsti dalla Costituzione.

Per lo stesso motivo, anche la revisione delle aliquote Irpef, con riduzione a tre scaglioni di tassazione, è vista come un allontanamento dalle regole cardine del sistema fiscale italiano. I sindacati chiedono una revisione di questi interventi anche a favore dei redditi più bassi, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

I sindacati chiedono anche di rivedere la tassazione sugli aumenti contrattuali previsti per i lavoratori, e una revisione del welfare aziendale, che successivamente al termine della pandemia ha visto un ribasso dei fringe benefit detassati a 258 euro.

I sindacati chiedono anche un taglio fiscale marcato, da applicare subito, di 5 punti percentuali per i dipendenti, e contestano le diverse misure di agevolazione nel pagamento dei debiti introdotte dal governo in materia di pace fiscale. Il governo si apre al confronto, tuttavia rimane presente il problema delle risorse da destinare a questa mole di interventi.

Riforma fiscale lavoro

Riforma fiscale: come cambieranno le detrazioni

Al centro delle modifiche introdotte con la riforma fiscale ci saranno anche le detrazioni, che costituiscono le principali agevolazioni sui redditi. L’obiettivo generale è quello di ridurre al minimo queste detrazioni per i lavoratori, lasciando invariate solo le principali, ovvero:

  • detrazioni fiscali sulle spese sanitarie;
  • detrazioni sulle spese per il mutuo della prima casa;
  • detrazioni sulle spese scolastiche.

Tutte le altre detrazioni attualmente presenti potrebbero essere assorbite dalle nuove revisioni agli scaglioni Irpef, per cui si prevede una netta diminuzione di questi sostegni fiscali.

Si prevede un taglio sulle detrazioni con metodo forfettario, in base ai redditi e ai nuovi scaglioni Irpef, per cui si prevede una percentuale del 4% per lo scaglione Irpef inferiore, 3% per lo scaglione intermedio e 2% per lo scaglione più alto.

La motivazione per cui il governo intende tagliare queste detrazioni è la necessità di introdurre un sistema Irpef a tre aliquote, con l’obiettivo di semplificare l’intero sistema. Si parla anche di un risparmio per le casse dello stato su almeno 600 detrazioni fiscali che comportano almeno 165 miliardi di euro di spesa.

Nuove deduzioni per i lavoratori dipendenti

Secondo una recente proposta, con la riforma fiscale potrebbero arrivare nuove deduzioni a favore dei lavoratori dipendenti. A questo proposito non sono ancora stati delineati i dettagli, tuttavia se la misura verrà confermata, i lavoratori dipendenti potranno accedere a queste agevolazioni per le spese sostenute per lavorare.

In questo senso potranno essere dedotte dal reddito le spese per gli spostamenti per recarsi al lavoro, come quelle per il trasporto pubblico. Si parla quindi si deduzioni che potranno essere molto simili a quelle attualmente applicate sui redditi da lavoro autonomo e sulle imprese.

Una misura di questo tipo consentirebbe di equalizzare le norme fiscali tra lavoratori autonomi e dipendenti sul risparmio fiscale, tuttavia devono ancora essere chiariti i dettagli dell’intervento.


Riforma fiscale: come cambieranno le tasse per le imprese

Anche per ciò che riguarda le imprese, ci sarà una netta revisione delle imposte. Anche per le PMI il nuovo sistema Irpef introdurrà alcuni vantaggi, accorpando i due scaglioni centrali in un’unica aliquota. Questo comporterà un risparmio decisivo sulle imposte per le piccole imprese e le ditte individuali.

Nulla cambierà per il regime fiscale forfettario, per cui attualmente è già stato esteso il limite massimo di accesso all’agevolazione, a 85.000 euro. Tuttavia la riforma del fisco andrà ad agire su Irap e Ires, con la scomparsa della prima imposta e una suddivisione in due aliquote per la seconda.

L’aliquota più agevolata sarà applicata alle imprese che intendono assumere o compiere investimenti per lo sviluppo. Generalmente si assisterà ad una diminuzione delle tasse a carico delle imprese, che secondo il governo darà una spinta decisiva all’economia.

Riforma fiscale, deduzioni e detrazioni – Domande frequenti

Come funzioneranno deduzioni e detrazioni con la riforma fiscale?

Con la riforma fiscale verranno introdotte alcune deduzioni anche per i lavoratori dipendenti, mentre si prospetta un taglio decisivo delle detrazioni fiscali.

Cosa prevede la riforma fiscale sulle detrazioni?

Ci sarà un taglio delle detrazioni fiscali attualmente presenti, che sono almeno 600. Si manterranno quelle principali: ecco quali sono.

Come cambieranno le tasse su lavoro e imprese con la riforma fiscale?

Con la riforma fiscale le tasse sul lavoro subiranno diversi cambiamenti: dalla diminuzione delle aliquote Irpef ad un sistema a tre scaglioni, fino ad una rivalutazione delle tasse Irap e Ires.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 28 Marzo 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

© Riproduzione riservata

2 commenti su “Riforma fiscale, cambiano deduzioni e detrazioni: tutte le novità”

  1. Quindi di fatto se passa la riforma irpef che prevede il 27% per la seconda fascia
    Tutti quelli che hanno un reddito fino a 28mila
    Che ora pagano meno si troveranno a pagare più tasse e non solo avranno anche meno detrazioni da spese,,
    Praticamente pagheranno di piu per permettere ai redditi alti di guadagnare ancora di più..
    Sbaglio o la nostra costituzione stabilisce che i cittadini paghino le tasse in base alle loro possibilità allias reddito

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il principio di capacità contributiva è di carattere generale. Nella pratica la semplificazione del sistema tributario (es. riduzione delle aliquote) aumenta, ad una prima analisi, le sperequazioni. La valutazione della riforma, in ogni caso, sarà possibile solo alla fine dell’iter parlamentare, avendo riguardo al quadro complessivo.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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