Pagamenti POS, ok a tariffe agevolate e canoni tutto compreso: come cambiano i costi delle transazioni

L'obiettivo principale è incentivare lo sviluppo dei pagamenti digitali, garantendo contemporaneamente una concreta riduzione delle spese per le imprese.

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Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha siglato il nuovo protocollo d’intesa mirato a ridurre, rendere più chiari, trasparenti e confrontabili i costi di accettazione dei pagamenti elettronici (POS) a carico degli esercenti. Il nuovo accordo interviene direttamente sull’impatto delle commissioni bancarie, introducendo tutele e promozioni differenziate in base al volume d’affari dell’attività.

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Pagamenti POS, quali sono le nuove tariffe

Per i piccoli negozianti e gli esercenti con un fatturato annuo che non supera i 400.000 euro, il piano introduce tariffe promozionali che servono a ridurre l’impatto delle commissioni sulle transazioni più piccole, nello specifico quelle per importi fino a 30 euro (i cosiddetti micro-pagamenti), che spesso risultano le più penalizzanti per chi vende.

Per le imprese con fatturato superiore a 400.000 euro e fino a 750.000 euro, invece, sono previste formule commerciali dedicate. Non si parla in questo caso di agevolazioni specifiche sui micro-pagamenti, ma di pacchetti e condizioni su misura strutturati dalle banche e dai gestori dei servizi di pagamento per rispondere alle necessità di questa specifica categoria di aziende.

Le principali tipologie di formule commerciali dedicate a questa categoria includono, proposte da banche e prestatori di servizi di pagamento (come previsto dagli allegati tecnici ABI per la trasparenza), solitamente comprendono:

  • canoni tutto compreso (FLAT), che prevedono un pagamento mensile fisso per un determinato volume di transazioni (ad esempio, fino a un certo ammontare di euro all’anno gestiti via POS). Le commissioni sulle singole vendite scattano solo se si supera quella soglia;
  • commissioni ridotte sul volume totale, che invece di concentrarsi sul valore del singolo scontrino si applicano ricorrendo a una percentuale unica e generalmente più bassa rispetto a quella standard, calcolata sull’intera massa dei pagamenti elettronici mensili o annuali dell’azienda;
  • tariffe differenziate per tipologia di carta, con condizioni ottimizzate a seconda che il cliente paghi con carte di debito nazionali (come il circuito PagoBancomat), carte di credito o carte aziendali, che offrono costi più competitivi sui circuiti maggiormente utilizzati dai clienti di quella specifica attività.
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Arrivano i modelli standard sul sito del CNEL per le tariffe

Oltre alla riduzione economica, per facilitare la comparazione dei costi applicati per l’accettazione dei micro-pagamenti con carta, il protocollo impone agli operatori finanziari e ai prestatori di servizi di pagamento l’obbligo di mostrare i costi delle proprie offerte commerciali utilizzando un formato uguale per tutti, chiaro e confrontabile.

Per garantire la massima uniformità, verranno impiegati dei modelli standard, che saranno liberamente consultabili e pubblicati online direttamente sul sito internet del CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro). In questo modo, professionisti e PMI potranno confrontare le tariffe in modo immediato e scegliere l’opzione più conveniente senza zone d’ombra.

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Chi ha firmato l’accordo?

L’intesa è il risultato di una forte sinergia tra le parti coinvolte nel mercato dei pagamenti digitali. Il documento è stato firmato dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei prestatori di servizi di pagamento e dei gestori di schemi di pagamento insieme alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative degli esercenti.

    Tuttavia, il ministero ha specificato che l’accordo resta aperto all’adesione successiva di ulteriori associazioni di categoria, così come di singoli operatori che non risultano iscritti ad alcuna associazione, ampliando così la portata e l’efficacia della misura su tutto il territorio nazionale.

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