Scatta dal 5 marzo, per commercianti e professionisti, l’obbligo di collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico (POS) e i dispositivi di certificazione dei corrispettivi (registratori telematici o procedura web “documento commerciale on line”). Con la pubblicazione della guida operativa e le FAQ dedicate di febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità d’invio. L’adempimento prevede tre diversi percorsi procedurali: una procedura puntuale semplificata per chi possiede fino a 5 RT, una standard per realtà più grandi e una procedura massiva tramite file CSV per l’invio di fino a 1.000 collegamenti simultanei.
Ecco come organizzarsi per l’adempimento.
Indice
- Collegamento POS-RT: in cosa consiste
- Come collegare il POS al registratore di cassa telematico: la guida
- Esclusioni dall’obbligo e casi particolari
- Le scadenze da rispettare
- Deleghe e soggetti abilitati al collegamento conto terzi
- Le sanzioni per chi non collega il POS al registratore di cassa
- FAQ: le risposte ai dubbi più comuni
Collegamento POS-RT: in cosa consiste
La prima cosa da chiarire è che non si tratta di un collegamento fisico (cavi, connessioni dirette) tra POS e registratore telematico. Si tratta invece di un collegamento di tipo logico, ovvero una comunicazione telematica da effettuarsi attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, l’esercente deve associare la matricola del proprio RT ai dati identificativi di ciascun POS utilizzato per incassare i corrispettivi. Per chi utilizza la procedura web “Documento Commerciale on line”, il collegamento avviene all’interno della medesima procedura.
I dati necessari per il collegamento di POS fisici e POS virtuali
Per ogni collegamento occorre disporre di alcune informazioni fondamentali. Per i POS fisici (dispositivi hardware, inclusi i SoftPOS installati su smartphone o tablet), l’identificativo univoco è costituito dalla combinazione di tre elementi:
- il terminal ID (matricola del POS);
- il codice fiscale dell’acquirer;
- la denominazione dell’acquirer con cui è stato stipulato il contratto di convenzionamento.
Per i POS virtuali (piattaforme web, app per pagamenti online), l’identificativo è costituito dal solo codice fiscale e denominazione dell’acquirer. Non è richiesto il terminal ID.
Queste informazioni sono generalmente presenti nel contratto di convenzionamento, nei report mensili dell’operatore finanziario o nell’area web dedicata messa a disposizione dall’acquirer. In caso di dubbio, si consiglia di contattare il servizio clienti dell’operatore finanziario.
Come collegare il POS al registratore di cassa telematico: la guida
La procedura web “gestione collegamenti”, disponibile nel portale “fatture e corrispettivi”, espone automaticamente gli elenchi delle matricole degli RT attivi e i dati dei POS risultanti dalle comunicazioni degli operatori finanziari. Per effettuare il collegamento, occorre:
- selezionare l’RT dall’elenco delle matricole attive nel mese di riferimento;
- selezionare il POS da collegare al RT appena scelto;
- indicare l’indirizzo dell’unità locale presso la quale i due strumenti vengono utilizzati.
Il collegamento può essere multiplo, quindi un singolo POS può essere collegato a più RT. Viceversa, più POS possono essere collegati a un singolo RT. Per i POS fisici, se già oggetto di precedente collegamento, l’indirizzo viene acquisito automaticamente.
Procedura semplificata
Per le piccole attività e gli esercenti che possiedono fino a un massimo di 5 registratori telematici attivi, il sistema presenta una schermata facilitata che elenca automaticamente i pochi RT in possesso dell’utente. Questo permette di completare l’associazione con i POS rilevati dal sistema in pochi clic, senza dover effettuare ricerche complesse tra i dispositivi.
Procedura puntuale standard
C’è poi la procedura dedicata agli esercenti con una struttura più articolata ( più di 5 RT). In questo caso, a differenza della semplificata, l’utente deve prima utilizzare dei filtri di ricerca (per matricola, stato o unità locale) per individuare i dispositivi da collegare. La maggiore flessibilità consente di gestire volumi maggiori di dispositivi mantenendo un controllo visivo su ogni singola associazione.
Procedura massiva (tramite file CSV)
Diversa è la modalità tecnica rivolta alle grandi aziende o agli intermediari che devono gestire un numero elevato di collegamenti contemporaneamente, che prevede il caricamento di un file in formato CSV (che può contenere fino a 1.000 collegamenti per ogni invio). Il portale permette di scaricare un file precompilato (in formato ZIP) contenente l’elenco dei POS già noti all’Anagrafe Tributaria, per agevolare la compilazione del file da trasmettere. Mentre una sezione specifica (“Ssorico richieste massive”) permette di verificare se il file è stato elaborato correttamente o se è stato scartato per errori formali.
Procedura per “documento commerciale on line”
Per chi non possiede un registratore fisico ma certifica i corrispettivi tramite il servizio web gratuito dell’Agenzia delle Entrate, il collegamento si effettua direttamente all’interno dell’interfaccia dedicata alla generazione dello scontrino web. A differenza delle altre tre procedure, questa operazione non può essere delegata al commercialista o ad altri intermediari; deve essere eseguita personalmente dall’esercente tramite le proprie credenziali.
Inserimento manuale
In tutte le procedure (eccetto la massiva), se un POS o un operatore finanziario (acquirer) non compare negli elenchi automatici del portale, è possibile procedere con l’inserimento manuale. In questo caso, l’esercente dovrà digitare i dati identificativi del terminale e il numero del contratto di convenzionamento.
Esclusioni dall’obbligo e casi particolari
Non sono soggetti al nuovo obbligo di collegamento i corrispettivi certificati tramite distributori automatici, quelli relativi alla cessione di carburante e quelli per la ricarica di veicoli elettrici, anche se incassati elettronicamente. Allo stesso modo, sono esclusi i corrispettivi esonerati dall’obbligo di memorizzazione elettronica (tabacchi, generi di monopolio, vendite a distanza, ecc.). Tuttavia, la casistica si complica nei casi misti. Ecco alcune regole pratiche.
| Situazione | Utilizzo POS | Obbligo |
| Solo vendite con documento commerciale | Qualsiasi | SÌ |
| Vendite miste: doc. commerciale + fatture | POS usato per entrambi | SÌ |
| Solo vendite certificate con fattura | Qualsiasi | No |
| Vendite miste: doc. commerciale + operazioni esonerate | Stesso POS per tutti i tipi | SÌ |
| Solo vendite esonerate (tabacchi, vending, carburanti, ecc.) | POS dedicato esclusivamente | No |
Per esempio, il tabaccaio che usa un unico POS sia per vendere tabacchi (operazione esonerata), sia per vendere caramelle e cartoleria (documento commerciale), è obbligato al collegamento perché il POS serve anche per incassi soggetti a certificazione.
Al contrario, il distributore di carburante che tiene un POS riservato esclusivamente ai rifornimenti non è tenuto a collegare quel POS. Può però dichiararne l’uso esclusivo per operazioni esonerate nella procedura web, così da eliminarlo dall’elenco dei POS da collegare.
Le scadenze da rispettare
La procedura web è disponibile dai primi giorni di marzo 2026. Gli esercenti hanno 45 giorni per comunicare i collegamenti relativi ai POS attivi nel mese di gennaio 2026. Questa è la comunicazione più consistente e va mappata tutta la situazione esistente.
Per i POS attivati nei mesi successivi a gennaio 2026, o per le variazioni intervenute, il collegamento va registrato tra il 6° giorno e l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello dell’attivazione o della variazione.
| Mese attivazione/variazione | Finestra per il collegamento | Data di collegamento registrata |
| Gennaio 2026 | Entro 45 gg dall’apertura procedura | Gennaio 2026 |
| Marzo 2026 | 6 – 31 maggio 2026 | Marzo 2026 |
| Aprile 2026 | 6 – 30 giugno 2026 | Aprile 2026 |
| Settembre 2026 | 6 – 30 novembre 2026 | Settembre 2026 |
L’aggiornamento si rende necessario in caso di: spostamento di un POS già collegato a un altro RT, attivazione di un nuovo RT collegato a POS esistenti, attivazione di un nuovo POS collegato a RT esistenti, oppure dismissione di un POS o RT.
Deleghe e soggetti abilitati al collegamento conto terzi
Le operazioni di collegamento POS-RT possono essere effettuate sia dall’esercente in prima persona, sia dai soggetti delegati al servizio “accreditamento e censimento dispositivi” del portale “fatture e corrispettivi”. Questo significa che il commercialista o altro intermediario con delega attiva può gestire l’adempimento per conto del cliente, fatta accezione per il collegamento dei POS alla procedura web “documento commerciale on line”, che non è delegabile e può essere effettuato esclusivamente dall’esercente.
Le sanzioni per chi non collega il POS al registratore di cassa
Il mancato collegamento tecnico tra terminale di pagamento (POS/SoftPOS) e RT è punito con una sanzione che varia da 1.000 a 4.000 euro. Per ogni operazione di pagamento elettronico non correttamente memorizzata o trasmessa, invece, la sanzione è di 100 euro, con un tetto massimo di 1.000 euro per trimestre, a condizione che la violazione non incida sulla corretta liquidazione dell’imposta. Infine, se il disallineamento tra incasso POS e scontrino nasconde un’omissione fiscale, la sanzione è pari al 70% dell’IVA dovuta (precedentemente 90% prima della riforma fiscale), con un importo minimo di 300 euro per singola operazione.
Sanzioni accessorie
In presenza di violazioni ripetute o di particolare entità, qualora vengano accertate 4 violazioni distinte in giorni diversi nell’arco di un quinquennio, scatta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo compreso tra 15 giorni e 2 mesi. Se il totale dei corrispettivi non documentati correttamente supera la soglia di 50.000 euro tale sospensione può essere estesa fino a 6 mesi.
Chi rischia
A rischiare una verifica fiscale sono soprattutto gli operatori che registrano uno scostamento significativo tra i pagamenti tracciati dai circuiti finanziari e i corrispettivi trasmessi telematicamente. Il Fisco può ora confrontare automaticamente le somme transitate sul POS con quelle dichiarate telematicamente alla chiusura della cassa. Grazie a un sistema di monitoraggio attivo già dal 2022, l’Agenzia delle Entrate riceve dalle banche i dati di tutti i pagamenti digitali ricevuti dagli esercenti. Quindi, se i conti non tornano e si registra una differenza significativa, scatta la segnalazione per verificare l’anomalia. Questo può avvenire, per esempio, se si incassano pagamenti con carta o bancomat senza emettere il relativo scontrino elettronico.
Per evitare contestazioni e mettersi in regola, commercianti e professionisti possono procedere alla verifica dei propri strumenti di pagamento sul sito dell’AdE. Accedendo al portale, nella sezione “fatture e corrispettivi”, sarà possibile prendere visione di una lista – già pronta – che riporta i POS utilizzati e il totale degli incassi registrati. Dal 2022, le banche e le società che gestiscono i POS (gli acquirer) inviano all’Agenzia delle Entrate i dati di ogni pagamento con carta o bancomat. Il compito dell’esercente è quindi verificare che queste informazioni siano esatte, confermandone il collegamento con il terminale POS e il relativo registratore di cassa telematico.
Se si procede al censimento, eventuali piccole differenze tra scontrini e pagamenti POS possono essere giustificate o corrette facilmente. Se si ignora la scadenza, il sistema etichetta automaticamente l’attività come “irregolare”, facendo scattare l’invio di una lettera di compliance.
FAQ: le risposte ai dubbi più comuni
Ecco di seguito le risposte alle domande frequenti degli esercenti.
Il bonifico bancario va collegato?
No. Il bonifico bancario non rientra tra gli strumenti di pagamento elettronico da collegare. Tuttavia, se il pagamento avviene tramite bonifico, il documento commerciale deve comunque indicare che si tratta di pagamento elettronico.
Devo cambiare o adeguare il registratore telematico?
No. Il collegamento è esclusivamente logico e si effettua attraverso la procedura web. L’RT non necessita di alcun aggiornamento né di essere collegato fisicamente al POS.
Se non trovo un POS nella procedura web?
La procedura consente di inserire manualmente i dati identificativi. Sarà necessario indicare anche il numero del contratto di convenzionamento stipulato con l’operatore finanziario.
Se la procedura mostra un POS non mio?
Si può segnalare la non titolarità attraverso la funzionalità “POS non collegati”. Il POS verrà rimosso dall’elenco dei POS da collegare.
Sono un ambulante: quale indirizzo inserisco?
Nessuno. La procedura prevede la casella “Dispositivo ambulante” che esenta dalla compilazione dei campi relativi all’indirizzo.
Posso collegare più POS a un solo RT?
Sì, il collegamento può essere multiplo in entrambe le direzioni. Un POS fisico può essere collegato a più RT purché l’indirizzo sia lo stesso; un POS virtuale può essere collegato a più RT anche in punti vendita diversi.
















Giovanni Emmi
Dottore Commercialista