Fondo di garanzia PMI: come funziona e prospettive per il 2024

Con il Fondo di garanzia per le PMI, imprese e professionisti possono accedere a fonti finanziarie godendo della garanzia pubblica. Leggi come funziona e quali sono le novità previste per il 2024.

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  • Il fondo di garanzia per PMI con le regole attuali sarà ancora disponibile fino al 31 dicembre 2023, come confermato dalla Legge di Bilancio 2023.
  • Il fondo è stato prorogato per il 2024 con specifiche caratteristiche, e porterà alcune novità relative ai soggetti a cui è rivolta l’agevolazione.
  • Il nuovo fondo di garanzia per piccole e medie imprese mantiene l’importo massimo garantito di 5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2023 ha prorogato fino a dicembre il Fondo di garanzia per PMI. Il fondo è un tipo di sostegno riconosciuto a piccole e medie imprese come supporto da parte dello stato, in seguito alle difficoltà causate dall’emergenza Covid e dalla crisi in Ucraina.

Il fondo di garanzia è un importante aiuto che permette a micro, piccole e medie imprese di avere accesso al credito grazie alla garanzia pubblica offerta dal Ministero dello sviluppo economico. Tuttavia, l’agevolazione prevede il rispetto di alcune condizioni e di precisi limiti.

Ma come funziona oggi il fondo e quali saranno le novità a partire dal prossimo anno? In questa guida troverai tutti i dettagli sul fondo di garanzia e in che modo cambierà il prossimo anno.

Cos’è il Fondo di garanzia PMI

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Il Fondo di garanzia per le PMI è un’agevolazione riconosciuta dal Ministero dello sviluppo economico. Il fondo, finanziato anche con risorse europee, si rivolge alle micro, alle piccole e alle medie imprese italiane, oltre che ai professionisti, e si propone come supporto per avere accesso a fonti finanziarie.

Una volta effettuata la richiesta, l’agevolazione si attiva a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari. Lo strumento, infatti, consiste in una garanzia pubblica che affianca, o sostituisce del tutto, le garanzie reali richieste dagli istituti e dagli intermediari finanziari.

Il vantaggio del fondo di garanzia è che permette a micro, piccole e medie imprese di ottenere finanziamenti sugli importi garantiti senza fideiussioni o polizze assicurative.

La misura, che era stata introdotta con la Legge di Bilancio 2022, è stata confermata anche dalla Legge di Bilancio 2023 e sarà attiva fino al 31 dicembre 2023.

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Fondo di garanzia PMI 2023: come funziona

Oggi la normativa ordinaria è oggetto di deroghe previste dalla legge di Bilancio 2023. La Legge 197/2022, all’art. 1 comma 392 ha, infatti, prorogato l’applicazione della disciplina sul fondo prevista dalla legge di Bilancio 2022.

Fino alla fine del 2023 l’importo massimo garantito per ogni singola impresa beneficiaria è di 5 milioni di euro. Hanno accesso al fondo le Pmi e i professionisti che, secondo i criteri di valutazione stabiliti dalle Disposizioni operative, si possono considerare economicamente e finanziariamente sani.

Il modello di rating è composto da tre aree informative:

  • modulo economico-finanziario;
  • modulo Andamentale;
  • blocco informativo relativo alla presenza di eventi giudizievoli.

Attraverso questi dati si potrà procedere con la valutazione, che comporterà l’ammissibilità alla garanzia e l’eventuale percentuale di copertura. Tale modello di valutazione non si applica a:

  • start up;
  • start-up innovative;
  • incubatori certificati;
  • operazioni di Microcredito;
  • operazioni finanziarie di importo ridotto;
  • operazioni finanziarie a rischio tripartito;
  • operazioni Resto al Sud.

Fondo di garanzia PMI: a chi si rivolge

Il fondo di garanzia si rivolge a imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI), iscritte al Registro delle Imprese, ma anche ai professionisti titolari di partita IVA. Nella valutazione, però, non viene effettuata la verifica del merito di credito del beneficiario.

Possono beneficiare della garanzia i soggetti che svolgono un’attività economica appartenente a qualsiasi settore, ad esclusione del settore delle attività finanziarie e assicurativo. Tuttavia, per poter beneficiare dell’agevolazione PMI e professionisti devono rispettare alcune condizioni.

1. I requisiti per le PMI

Possono accedere al fondo le medie imprese con meno di 250 occupati che hanno registrato un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure con un totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro.

Le piccole imprese, invece, possono accedere al fondo se contano meno di 50 dipendenti e hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Infine, le microimprese beneficiarie devono avere meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

2. I requisiti per i professionisti

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Il fondo è rivolto anche ai professionisti, ossia i soggetti iscritti agli ordini professionali e aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il requisito principale è quello di essere in possesso di partita IVA.

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Fondo di garanzia PMI: come presentare la domanda

Le PMI e i professionisti che intendono accedere al fondo devono presentare una domanda specifica. Tuttavia, non è possibile inoltrare la domanda direttamente al Fondo.

Occorre, invece, prima rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e poi fare richiesta che su detto finanziamento si ricorra alla garanzia del Fondo. La banca, poi, si occuperà di inoltrare la domanda.

Una seconda strada percorribile è quella di rivolgersi a un Confidi, che si occupa di garantire l’operazione in prima istanza e che successivamente richiederà la controgaranzia al Fondo. Prima di poter accedere al fondo viene effettuato un calcolo in base alle informazioni fornite dall’impresa o dal professionista.

Per effettuare il calcolo necessario per valutare l’affidabilità dell’impresa o del professionista occorre fornire alcune informazioni. Nel dettaglio, per quanto riguarda il modulo economico-finanziario, i documenti da presentare variano in base al regime contabile adottato:

  • contabilità ordinaria: gli ultimi due bilanci depositati o quelli delle ultime due dichiarazioni fiscali;
  • contabilità semplificata: le ultime due dichiarazioni fiscali.

Invece, per quanto riguarda il modulo andamentale i beneficiari dovranno presentare:

  • i dati di accordato e utilizzato del soggetto beneficiario finale relativi agli ultimi sei mesi dei rischi a scadenza e dell’esposizione per cassa;
  • i dati relativi ai contratti rateali, non rateali e carte del soggetto beneficiario finale.

Quali spese copre il fondo

L’accesso al fondo è consentito su tutti i tipi di operazioni finalizzati all’attività di impresa. Queste operazioni possono essere sia a breve sia a medio-lungo termine. Le coperture del fondo sono stabilite dalle Disposizioni operative del Fondo e dall’attuale disciplina transitoria.

È prevista una garanzia diretta dell’80% e riassicurazione all’80% su garanzia dei confidi non superiore all’80% del finanziamento per:

  • operazioni finanziarie a fronte di investimento;
  • operazioni di liquidità in favore di imprese rientranti nelle fasce 3, 4 e 5 del modello di valutazione del Fondo;
  • le tipologie di impresa beneficiaria e di operazione finanziaria alle quali non si applica il modello di valutazione del Fondo.

È, inoltre, prevista una garanzia diretta e riassicurazione al 60% per operazioni di liquidità per le imprese che rientrano nelle fasce 1 e 2 del modello di valutazione del Fondo.

In più, per contrastare gli effetti generati dalla crisi Ucraina sono state prorogate le coperture al 90% per le garanzie dirette al 100% per la riassicurazione per finanziamenti finalizzati all’efficientamento energetico o alla diversificazione della produzione o del consumo energetici.

In più, è stata confermata per tutto il 2023 la gratuità dell’intervento per le imprese che realizzano gli interventi sopracitati e che operano in uno o più dei settori particolarmente colpiti dalla crisi. Questi sono stabiliti dall’allegato I alla comunicazione della Commissione europea 2022/C13 I/01.

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Fondo di garanzia per PMI: le novità previste per il 2024

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Per il 2024 si prevede un’ulteriore proroga del fondo di garanzia PMI. Rimane stabile l’importo massimo garantito per ogni impresa beneficiaria, che rimane fisso a 5 milioni di euro. Si prevede, inoltre, un maggiore coinvolgimento delle Regioni.

Per il nuovo anno si prevede una differenziazione delle coperture per liquidità meno articolata rispetto alla normativa vigente.

Tra le novità previste c’è anche la gratuità dell’intervento sulle microimprese, oltre all’aumento del valore delle “operazioni di importo ridotto” in modo da favorire i piccoli prestiti alle imprese più rischiose. Per quest’ultimo caso è anche esclusa dal modello di valutazione.

La proroga potrebbe, inoltre, prevedere l’estensione del fondo a tutti i soggetti iscritti al Registro unico nazionale del terzo settore. Tuttavia, non è ancora certo che il nuovo fondo sarà disponibile a partire dal 1° gennaio 2024.

Fondo di garanzia per PMI – Domande frequenti

Cos’è il Fondo di Garanzia per le PMI?

Il Fondo di Garanzia per le PMI è un’agevolazione riconosciuta dallo Stato volta a semplificare l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese attraverso la concessione di una garanzia pubblica.

Come si richiede il Fondo di Garanzia per le PMI?

Le imprese e i professionisti che vogliono beneficiare della garanzia pubblica devono prima fare richiesta di un finanziamento presso banche o istituti di finanziamento. Questi ultimi, poi, inoltreranno la domanda al fondo. Scopri di più qui.

Quando è possibile beneficiare del Fondo di Garanzia PMI?

Il fondo è riconosciuto per tutti i tipi di operazioni, purché abbiano come obiettivo l’attività d’impresa, sia nel breve che nel medio e lungo termine. Può essere richiesto da micro, piccole e medie imprese oltre che dai professionisti con partita IVA.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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