Elemento perequativo: cos’è, importo e a chi spetta

L’elemento perequativo è uno strumento economico finalizzato ad assicurare l’uguaglianza dei lavoratori dal punto di vista retributivo. Scopri come funziona, chi lo riceve, e quali sono le alternative.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
  • L’elemento perequativo, o premio a pioggia, corrisponde a una somma di denaro che viene aggiunta in busta paga al lavoratore.
  • Hanno diritto a questo premio tutti i dipendenti che non dispongono di un contratto di secondo livello e che non hanno ricevuto benefit o altri premi di welfare aziendale durante l’anno.
  • L’importo del premio perequativo varia in base alla tipologia di CCNL. Ad esempio, per i lavoratori metalmeccanici è pari a 485€.

Hai sentito parlare dell’elemento perequativo 2022 e ti domandi cos’è e a chi si rivolge? Viene definito anche come premio a pioggia, e consiste in una somma aggiunta nella busta paga a tutti i lavoratori con contratto CCNL.

Si tratta di un sistema che ha il fine di contribuire a ridurre le disuguaglianze economiche tra i dipendenti dei vari settori. Questo strumento di compensazione prevede una serie di regole, dato che non è previsto per tutti i contratti, oltre ad avere una tempistica ben definita.

Se hai aperto una Partita IVA e hai dipendenti, comprendere come funziona l’elemento perequativo è indispensabile al fine di valutare tutte le spese contributive. Inoltre, diventa importante per il lavoratore, dato che se rientra nei requisiti, ha il diritto a questa somma che andrà ad integrare lo stipendio. In questa guida troverai tutte le informazioni utili e quali sono le possibili alternative previste per legge.

Cos’è l’elemento perequativo

Il termine elemento perequativo venne introdotto nel CCNL Istruzione e Ricerca, per il triennio 2016-2019 e confermato con la legge di Bilancio 2020. In cosa consiste? È una voce presente nella busta paga dei lavoratori.

Corrisponderà a una somma di denaro che verrà aggiunta alla retribuzione del mese. L’idea di questo premio economico nasce al fine di abbattere eventuali disuguaglianze lavorative in settori in cui non è prevista l’aggiunta nello stipendio di integrazioni economiche, come benefit, bonus e premi di welfare aziendale. L’importo può variare in base alla tipologia di contratto collettivo.

Cos'è l'elemento perequativo

Elemento perequativo 2022: a chi spetta

La caratteristica di questo strumento economico è quella di essere un importo fisso, applicato indipendentemente all’anzianità del lavoratore o alla sua qualifica professionale. Pe questo viene anche definito come premio a pioggia.

Si differenzia rispetto ai premi individuali, oppure ai bonus che sono previsti in altre tipologie di contratti. In questi casi infatti la somma di denaro in busta paga viene attribuita solo a un singolo soggetto, che ha svolto un’attività integrativa e quindi otterrà un contributo in base al merito o a un obiettivo aziendale raggiunto. Invece, il premio perequativo si applica a tutti i lavoratori, se rientranti in particolari circostanze.

Chiariamo questi concetti. Il contratto collettivo nazionale (CCNL) è un accordo base in cui sono stati posti dei termini precisi, in quanto a orario di lavoro, tipologia di attività e salario minimo. Spesso però le aziende necessitano di avere una maggiore elasticità, oltre alla necessità di offrire ai dipendenti una sorta di incentivo al lavoro.

In questa prospettiva sono stati sviluppati i contratti di secondo livello o definiti anche contratti collettivi aziendali. Prevedono un accordo tra l’impresa e i lavoratori con una serie di deroghe rispetto alle versione del CCNL base. Infatti, presentano una variazione degli orari di lavoro, oltre alla possibilità di aggiungere dei premi o bonus economici che possono essere attribuiti in base alla qualifica del lavoratore e alla sua esperienza.

Queste forme contrattuali vengono spesso applicate nelle grandi aziende, mentre raramente fanno riferimento alle PMI (piccola e media impresa). In questo contesto si applica l’elemento perequativo.

Quando viene erogato?

Il premio a pioggia vene aggiunto in busta paga ogni anno, in base al valore fisso che è stabilito all’interno del contratto. Vi sono però delle eccezioni, come nel caso dei lavoratori pubblici. Inoltre, questo valore si integra con eventuali erogazioni aggiuntive che comunque sono previste dal CCNL di base, come gli straordinari.

Nel caso in cui si determina una risoluzione del rapporto di lavoro, l’erogazione verrà anticipata, aggiungendola alla somma spettante come TFR. Ciò vale sia in caso di eventuale licenziamento, sia per dimissioni volontarie.

Settore metalmeccanico elemento perequativo

Elemento perequativo nel CCNL Metalmeccanici

Tutti i lavoratori che appartengono al settore dei Metalmeccanici hanno diritto all’elemento perequativo in busta paga. Inizialmente era stato considerato come forma di integrazione una tantum, inserito dal Contratto di Federmeccanica nel 2006.

Nel 2008 è stato trasformato in un compenso fisso aggiuntivo per questa tipologia di lavoratori. Se rientri in un CCNL Metalmeccanici, ogni anno troverai in aggiunta nella tua busta paga di giugno l’importo pari a 485€.

Cosa succede se lo stipendio prevede integrazioni o premi individuali? In questo caso verrà comunque concesso l’elemento perequativo, ma come compensazione alla somma ricevuta. Ad esempio, se un lavoratore meccanico riceve ogni anno un’integrazione di 200 euro come premio aggiuntivo, questo valore verrà decurtato dal totale . Quindi nel mese di giugno non si riceverà la quota intera dell’elemento perequativo, ma solo il risultato della differenza.

L’elemento perequativo si applica anche ai contratti part-time? La risposta è affermativa. Infatti, la normativa di legge non  pone una distinzione tra le diverse tipologie di rapporti lavorativi. Quindi un dipendente che lavora con contratto part-time riceverà questo contributo in busta paga come nel caso di quello full time.


Elemento perequativo e enti pubblici

L’elemento perequativo è stato inserito anche nei contratti del settore pubblico prima per il biennio 2016-2018 e successivamente riproposto con la Legge di Bilancio 2019, per il biennio fino a dicembre 2021. L’intenzione era quella di integrare una somma di denaro senza modificare i contratti collettivi di base.

Ad esempio, è stata applicato al settore dell’istruzione e a quello della sanità. È considerato come un premio una tantum e quindi è stato limitato nel tempo. Per esempio l’elemento perequativo per il 2021 è stato inserito in busta paga ai lavoratori appartenenti a queste categorie:

  • Istruzione e Ricerca;
  • Funzioni Centrali;
  • Sanità.

L’importo è stato erogato con scadenza mensile dal mese di marzo a dicembre del 2021, con un valore variabile in base alla tipologia di contratto. Per il 2021 sono stati stanziati circa 15 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio, andando a interessare quasi un milione di dipendenti pubblici.

Elemento perequativo e enti pubblici

Aspetti fiscali e contributivi dell’elemento perequativo

Ai fini fiscali, l’importo corrisposto con questo premio è soggetto a tassazione ordinaria. Ciò significa che andrà a cumularsi nel calcolo IRPEF.  In questa prospettiva, se hai diritto a questo premio, sarà utile rivolgersi a uno studio di commercialisti o a un consulente al fine di effettuate il calcolo preciso delle tasse.

Inoltre, come chiarito da una circolare dell’INPS, l’elemento perequativo va a concorrere anche ai fini previdenziali integrando il contributo IVS.  Invece, non viene calcolato per determinare la prestazione lavorativa nel caso di TFR (trattamento di fine rapporto) o di TFS (trattamento di fine servizio).


Alternative all’elemento perequativo

L’elemento perequativo può essere considerato un valido strumento di uguaglianza tra i lavoratoti, ma sono necessarie delle considerazioni. L’importo è variabile in base alla tipologia di contratto collettivo. Inoltre, il fatto di essere concesso a tutti i dipendenti con CCNL, al di la dell’impegno e del merito, in alcuni casi può non essere la migliore soluzione per un’azienda.

Ad esempio, immagina una start-up innovativa che ha necessità di crescere. L’elemento perequativo sarà concesso sia al lavoratore che fa straordinari e si impegna, sia a colui che svolge solo il suo lavoro senza fare nulla di più.

In questa prospettiva può essere utile valutare quali possono essere le alternative. Infatti, oggi sono presenti diversi sistemi che possono sostituire il premio a pioggia. Ovviamente per valutare cosa è meglio per la tua azienda o in quanto dipendente, sarà necessario rivolgersi a uno studio di commercialisti abilitato. Infatti, le soluzioni sono diverse, ma si dovranno prendere in esame anche fattori come la tipologia di business, la tassazione e gli aspetti fiscali.

Tra le alternative potrai considerare i premi di risultato di welfare aziendale. In questo caso verranno fissati degli obiettivi, e una volta raggiunti, l’azienda aggiungerà alla normale retribuzione del lavoratore una somma di denaro integrativa oppure beni e servizi di welfare. L’altra alternativa può essere i sistema dei benefit, ovvero delle integrazioni alla busta paga di natura economica o in forma di beni e sevizi dell’azienda. Infine, potrai valutare di inquadrare un dipendente con un CCNL di secondo livello.

Elemento perequativo – Domande frequenti

Quando si prende l’elemento perequativo?

L’elemento perequativo viene concesso a giugno di ogni anno a tutti i lavoratori che dispongono di un CCNL di base, un contratto del settore Metalmeccanici e non hanno ricevuto altre forme di bonus o benefit aziendali.

Come si calcola l’elemento perequativo?

L’elemento perequativo viene stabilito in base alla tipologia di CCNL. Ad esempio, per quello dei lavoratori Metalmeccanici è di 485€, mentre per il settore della chimica può variare dai 41€ ai 21€.

Come funziona l’elemento perequativo?

L’importo del premio perequativo verrà  inserito direttamente in busta paga come aggiunta alla retribuzione stabilita. Scopri di più qui.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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