Detrazioni familiari a carico nel 2026, nuove istruzioni: quando scatta il rigetto

Ecco la mappa completa delle novità e le regole aggiornate per evitare errori e sanzioni.

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I contribuenti hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per trasmettere il 730 2026 all’Agenzia delle Entrate, usufruendo delle detrazioni d’imposta per i familiari risultati fiscalmente a carico. Tuttavia, commercialisti, consulenti del lavoro e le PMI che supportano i propri dipendenti sono tenuti ora ad adattarsi alle nuove istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, che ha chiarito le modalità di riconoscimento dopo un errore emerso nella prima fase di invio delle dichiarazioni.

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Chi ha diritto alle detrazioni per familiari a carico nel 2026

Nel 2026 il diritto alle detrazioni IRPEF per i familiari a carico spetta ai contribuenti che sostengono economicamente determinati membri del proprio nucleo familiare. Tuttavia, a seguito delle recenti riforme fiscali, la platea dei beneficiari si è ristretta, introducendo rigidi paletti anagrafici, reddituali e di convivenza.

I soggetti che il contribuente può effettivamente considerare a carico ai fini dello sconto sulle tasse si limitano esclusivamente a tre categorie e sono:

  • il coniuge, purché non sia legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, per i quali la detrazione scatta dal mese di compimento dei 21 anni e cessa al compimento dei 30 anni, a meno che non abbiano una disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104, che ammette la detrazione senza limiti di età;
  • gli ascendenti (genitori e nonni), ma solo se conviventi, in linea con la Legge 207/2024 e le ultime istruzioni corrette dall’Agenzia delle Entrate.

Cosa cambia nel 2026

Nel 2026 sono state completamente abolite le detrazioni IRPEF per i cosiddetti altri familiari collaterali o affini (come fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e nipoti discendenti), i quali non possono più generare alcuno sconto d’imposta diretto, indipendentemente dalla convivenza.

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Requisiti e i limiti di reddito

Per poter considerare un familiare fiscalmente a carico, la regola generale prevede che il reddito annuo debba essere pari o inferiore a 2.840,51 euro. Questo limite si applica alla maggior parte dei familiari, come il coniuge, i genitori o i nonni, e i figli di età compresa tra i 21 e i 30 anni.

Tuttavia, è prevista un’eccezione per i figli più giovani. Per questi ultimi, se non hanno ancora compiuto i 24 anni, la soglia di reddito entro la quale possono essere considerati a carico sale a 4.000 euro.

Tipologia di familiareEtàLimite di reddito complessivo annuo
FigliMinore di 24 anni4.000,00 euro
FigliTra i 21 e i 30 anni2.840,51 euro
ConiugeQualsiasi età2.840,51 euro
Altri familiari (es. genitori, nonni)Qualsiasi età2.840,51 euro

Quali redditi concorrono al calcolo del limite

I professionisti devono prestare attenzione alla determinazione del reddito complessivo del familiare. Oltre al reddito imponibile ordinario, vanno infatti computate le seguenti voci:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari, missioni, Santa sede (compresi gli enti gestiti direttamente da essa e gli enti centrali della chiesa cattolica);
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato all’estero dai lavoratori frontalieri in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato all’imposta sostitutiva del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011);
  • il reddito di lavoro autonomo assoggettato al regime forfettario (art. 1, commi da 54 a 89, legge 23 dicembre 2014).
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Le nuove istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Il 28 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta chiarendo una regola importante che riguarda la possibilità di portare in detrazione le spese per i genitori o i nonni (definiti tecnicamente ascendenti) a proprio carico.

In base alle ultime novità normative introdotte dalla legge n. 207/2024, per poter usufruire dello sconto sulle tasse (la detrazione IRPEF) per questi familiari, non basta più che siano fiscalmente a carico, ma è diventato obbligatorio che vivano stabilmente sotto lo stesso tetto del contribuente.

La pubblicazione di queste nuove istruzioni è stata necessaria perché le prime fornite per la compilazione del modello 730 2026 contenevano un errore di testo. Questo refuso creava confusione, poiché sembrava concedere il beneficio fiscale anche a chi versava assegni alimentari a genitori o nonni non conviventi.

Per eliminare ogni dubbio, quindi, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per correggere i moduli ufficiali e nelle istruzioni di pagina 19 è stata inserita una frase per specificare che chi versa assegni alimentari a familiari non conviventi non deve compilare lo spazio relativo alla percentuale di carico, in quanto la detrazione non spetta. Inoltre, a pagina 20, la parola “conviventi” è stata aggiunta espressamente accanto alla voce relativa ai genitori e ai nonni.

Attraverso queste modifiche tecniche, viene stabilito in modo definitivo che le detrazioni per questa categoria di familiari sono riconosciute solo ed esclusivamente in presenza di una convivenza dimostrata.

Il quadro completo degli altri aggiornamenti

Oltre alla correzione focalizzata sui carichi familiari, il testo dell’Agenzia delle Entrate modifica le istruzioni sulla certificazione unica (CU). Viene chiarito che il codice indicato al punto 718 della CU deve essere riportato nel campo 5 del rigo C14 seguendo il paragrafo dedicato, mentre solo l’importo segue le regole standard (sostituendo la precedente indicazione che escludeva in toto i punti 718 e 725 dal rigo). Viene poi esplicitato che i dati dei figli vanno inseriti nel prospetto anche se non si ha diritto alla detrazione. Nel passaggio relativo all’assenza di disabilità per figli di età inferiore a 21 anni o superiore a 30 anni, vengono aggiunte le parole “pari o” prima di “superiore a 30 anni”. Di riflesso, cambiano i punti elenco degli esempi di compilazione a pagina 21.

In tutte le istruzioni e nelle appendici del modello, l’Agenzia ha aggiornato la terminologia per adeguarla ai decreti vigenti:

  • la dicitura “condizione di disabilità” sostituisce la parola “handicap”;
  • la dicitura “persona con disabilità” sostituisce i termini “portatore di handicap” e/o “disabile”;
  • la dicitura “persona con necessità di sostegno intensivo” sostituisce il termine “disabilità grave”.
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Quanto spetta nel 2026 per ogni familiare a carico

Nel 730 2026, per ogni figlio di età compresa tra 21 e 30 anni spetta una detrazione di base pari a 950 euro. L’importo effettivo che si abbatte sull’IRPEF diminuisce però man mano che il reddito del contribuente sale. La detrazione IRPEF:

  • spetta senza alcun limite di età e sale di 400 euro in caso di figli con disabilità riconosciuta;
  • è pari a zero per i figli sotto i 21 anni, in quanto interamente sostituita dall’assegno unico e universale erogato dall’INPS.

Per il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato), la detrazione base massima varia a seconda dello scaglione di reddito del contribuente. Per gli altri familiari previsti dall’articolo 433 del Codice Civile – per i quali, in base alle ultime istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, sussiste il vincolo obbligatorio di convivenza con il contribuente per l’accesso al beneficio fiscale – l’importo teorico di partenza è di 750 euro, ma anche in questo caso va verso lo zero all’aumentare del reddito del contribuente, annullandosi superati gli 80.000 euro.

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Come ottenere le detrazioni

Per ottenere la detrazione per i familiari a carico nel 2026 è possibile scegliere se ricevere il beneficio mese per mese direttamente nello stipendio oppure recuperarlo in un’unica soluzione alla fine dell’anno.

Detrazioni in busta paga

Se si desidera che lo sconto fiscale venga applicato direttamente sulla busta paga mensile durante l’anno, è necessario fare richiesta al proprio datore di lavoro (o ente pensionistico), che agisce come sostituto d’imposta.

In questo caso bisogna compilare e consegnare il modulo di richiesta delle detrazioni d’imposta (solitamente fornito dall’ufficio risorse umane o disponibile sul portale aziendale). Nel modulo vanno inseriti i dati anagrafici e i codici fiscali dei familiari per i quali si richiede il carico, specificando la percentuale di detrazione spettante (es. 50% o 100% per i figli).

La comunicazione va presentata al momento dell’assunzione, oppure all’inizio dell’anno fiscale. Se la situazione familiare cambia in corso d’anno (ad esempio per una nascita o se un familiare supera i limiti di reddito), è obbligatorio presentare un modulo di variazione tempestivo.

Tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o redditi PF)

Se non si è richiesta la detrazione in busta paga, o se si ha la necessità di effettuare un conguaglio (perché ad esempio i calcoli mensili del datore di lavoro erano basati su stime), si può ottenere la detrazione presentando la dichiarazione dei redditi.

All’interno del modello 730 2026 o del modello Redditi PF, bisogna compilare la sezione specifica denominata “prospetto dei familiari a carico”. Per ogni familiare a carico vanno indicati:

  • il codice fiscale;
  • la relazione di parentela (coniuge, figlio, altro familiare);
  • il numero di mesi a carico dell’anno precedente (2025);
  • la percentuale di detrazione applicata.

Se dalla dichiarazione emerge un credito (grazie alle detrazioni), l’importo verrà accreditato direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, solitamente a partire dal mese di luglio.

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