Decreto Lavoro e pensioni: le novità 2023, dallo scivolo pensionistico alla riduzione degli orari

Ampliamento del numero di imprese che possono richiedere lo scivolo pensionistico, proroga dei contratti di espansione e riduzione degli orari di lavoro, sono alcune delle novità previste dal Decreto Lavoro 2023: nell'articolo tutti i dettagli.

di Gennaro Ottaviano

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Decreto lavoro e pensioni
  • La bozza del Decreto Lavoro sulle pensioni prevede diverse novità per ciò che riguarda l’applicazione dello scivolo pensionistico.
  • Non sono previste modifiche sulle norme del contratto di espansione, ma si prevede una proroga della misura di esodo fino al 2025.
  • Si ipotizza una riduzione degli orari di lavoro sia per coloro che rientrano nello scivolo pensionistico, sia per i lavoratori che non hanno i requisiti previsti.

Si attende per le prossime settimane l’approvazione del Decreto Lavoro 2023. Per adesso è stato possibile visionare solo una bozza, ma subito si sono evidenziate diverse novità per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, gli incentivi per le assunzioni e sulle pensioni, in particolare sul l’applicazione del contratto di espansione.

Di seguito ci soffermeremo su quali potrebbero essere i cambiamenti riguardanti lo scivolo pensionistico, misura utilizzata dallo Stato italiano negli ultimi anni per favorire l’esodo dei dipendenti che si trovano prossimi al raggiungimento della pensione.

La spesa prevista per supportare il ricambio generazionale sarà pari a circa 500 milioni di euro per il 2024, 540 milioni per il 2025 e 374 milioni per il 2026.

Decreto Lavoro e pensioni: novità 2023

Sono diverse le iniziative presenti nella bozza del Decreto Lavoro per agevolare uno scivolo pensionistico, attraverso strumenti come il contratto di espansione.

Il fine è quello di permettere un esodo dei lavoratori anticipando l’uscita di quei soggetti con un’età contributiva e anagrafica vicina ai requisiti necessari per richiedere la pensione di vecchiaia o anticipata. In questo modo si vuole attuare un ricambio generazionale. Ecco quali dovrebbero essere le novità nel nuovo decreto sul lavoro:

  • un allargamento delle imprese che possono accedere allo scivolo pensionistico;
  • proroga per l’utilizzo del contratto di espansione;
  • prepensionamento a 60 mesi della pensione;
  • incentivi alle grandi imprese per le nuove assunzioni;
  • riduzione della media oraria per gli altri lavoratori.

In questo articolo ci soffermeremo su queste novità. Se vuoi conoscere tutti cambiamenti che si prevedono nel mondo del lavoro, ti invitiamo a leggere la nostra guida completa sul Decreto Lavoro 2023.  

Decreto lavoro contratto di espansione
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Decreto Lavoro: proroga al contratto di espansione

Per allargare le opportunità di un ricambio generazionale, la bozza del Decreto Lavoro dovrebbe modificare i requisiti soggettivi delle imprese che possono attingere alle diverse iniziative di scivolo pensionistico.

Infatti, dalla soglia di accesso di 1000 dipendenti, che andava così a interessare per lo più le grandi aziende, si è passato a un numero di unità pari a 50 per gli anni dal 2023 al 2025.

Questa è una modifica che permette l’accesso anche alle piccole e medie imprese, con profondi cambiamenti nella riorganizzazione aziendale e nei processi collegati a migliorare e far evolvere le capacità professionali dei singoli lavoratori.

Ad essere oggetto di alcune novità è anche il sistema dei contratti di espansione. Si tratta di una misura inserita per permettere ai lavoratori che si trovano a 5 anni dal pensionamento (60 mesi), di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro ottenendo un’indennità mensile.

La bozza del Decreto Lavoro prevede fino al 2025 la possibilità delle aziende di richiedere l’applicazione del contrattato di espansione, previa consultazione e approvazione da parte del Ministero del Lavoro.

Inoltre, per i contratti finalizzati allo scivolo pensionistico e sottoscritti entro il 31 dicembre 2022 e non ancora conclusi, è previsto, previo accordo in sede ministeriale, uno slittamento temporale di 12 mesi per la cessazione dei rapporti di lavoro, azzerando in questo modo le finestre di uscita.

Tuttavia, ciò sarà possibile solo se rimane invariata la spesa complessiva prevista dall’azienda e il numero massimo di lavoratori inseriti all’interno del contratto di espansione originario.

Decreto Lavoro e scivolo pensionistico

Invece, non vi dovrebbero essere cambiamenti per quanto riguarda i percorsi di prepensionamento per i lavoratori che si trovano a 5 anni dal raggiungimento dei requisiti per accedere a:

  • pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne con sistema misto, o 64 anni di età e 20 di contributi per quello contributivo.

La richiesta dovrà essere effettuata in forma scritta, con consenso del lavoratore, previo accordo con sindacati e Ministero del Lavoro, prevedendo da parte del datore di lavoro un’indennità mensile per tutto l’arco dei 60 mesi, di un importo pari al trattamento pensionistico raggiunto al momento della richiesta.

In particolare, se lo scivolo pensionistico permette di accedere con anticipo alla pensione con riferimento al sistema contributivo, è previsto che il datore di lavoro effettuerà i versamenti dei contributi necessari al raggiungimento dei requisiti previsti.

Nel caso in cui si prevede una riduzione oraria dell’attività lavorativa o la sospensione del rapporto di lavoro, per i 18 mesi della teorica NASpI spettante, il versamento dei contributi previdenziali sarà ridotto in rapporto a un valore equivalente alla somma relativa alla contribuzione figurativa.

Insieme alle iniziative sulle pensioni con il Decreto Lavoro, vengono anche presi in considerazione gli incentivi per l’assunzione, collegati all’utilizzo del contratto di espansione, e la riduzione della media oraria.

Assunzioni grandi imprese


1. Incentivi per le assunzioni nelle grandi imprese

Agli incentivi previsti per le assunzioni dalla Legge di Bilancio 2023, si aggiungono anche alcune novità nella bozza del Decreto Lavoro con riferimento allo scivolo pensionistico. Ad esserne interessate saranno per adesso solo le grandi imprese, ovvero quelle che contano un numero di dipendenti pari a o superiore alle 1.000 unità.

Si prevede una proroga della riduzione dei versamenti contributivi a carico del datore di lavoro e degli sgravi sui costi complessivi per i nuovi contratti a tempo indeterminato, che saranno estesi di altri 12 mesi. L’importo dell’incentivo è calcolato sulla base dell’ultima mensilità di un’eventuale NASpI.

Per ottenere gli incentivi fiscali le imprese dovranno:

  • assumere almeno un lavoratore per ogni tre dipendenti che hanno aderito al contratto di espansione;
  • realizzare un piano di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale che abbia un valore elevato dal punto di vista strategico e in linea con i programmi europei.

2. Riduzione della media oraria

Un’altra novità riguarda la riduzione degli orari di lavoro prevista per:

  • soggetti che non rientrano nel programma dello scivolo pensionistico;
  • quelli con contratto di espansione, con applicazione della misura di riduzione della media oraria.

Nel primo caso si prevede la possibilità di beneficiare di una riduzione degli orari giornalieri, settimanali e mensili, pari a un massimo del 30%. Il calcolo viene fatto in base all’orario previsto nel contratto di espansione.

Invece, per i soggetti che rientrano nello scivolo pensionistico con una riduzione degli orari, sarà possibile concordare anche la riduzione fino al 100%, per tutto l’arco temporale per cui è previsto il contratto di espansione.

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Decreto Lavoro e Opzione Donna

Non dovrebbe cambiare nulla per i requisiti con riferimento alla misura Opzione Donna. Infatti, dovrebbe essere confermato l’anticipo pensionistico per le lavoratrici che abbiano raggiunto i seguenti requisiti:

  • 60 anni di età, con una riduzione di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due anni;
  • 35 anni di contributi.

Rimarrà anche la limitazione di applicazione di questa forma di pensione anticipata solo per tre categorie di dipendenti donne: le caregiver, ovvero le donne che offrono assistenza in ambito familiare a soggetti invalidi, le lavoratrici con invalidità pari al 74% e le licenziate o dipendenti di aziende in crisi.

L’unica novità, dovrebbe essere collegata all’età anagrafica, dato che è stata effettuata una proposta di ridurla. Tuttavia si attende la versione definitiva dei provvedimenti.

La rivalutazione svantaggiosa delle pensioni

Oltre alle misure introdotte con il Decreto Lavoro e quelle previste dalla Legge di Bilancio 2023, che hanno segnato recentemente qualche vantaggio per i pensionati, va anche segnalato che viene applicata una rivalutazione a svantaggio di chi entra attualmente in pensione.

Recentemente l’INPS ha comunicato la rivalutazione del montante contributivo per l’anno 2021, e questo vuol dire che chi accede alla pensione quest’anno o nei prossimi si trova davanti ad una rivalutazione svantaggiosa in base all’andamento dell’inflazione, secondo gli ultimi dati Istat.

La ridotta valutazione del montante contributivo del 2021 cambia la base per il calcolo delle pensioni, che sarà di importo ridotto. Le motivazioni sono relative al recupero della mancata crescita del Pil gli anni precedenti. Con il recente messaggio INPS 1165/2023 vengono infatti modificati i coefficienti di rivalutazione.

Questo montante viene modificato ogni anno, con l’obiettivo di proteggere il potere di acquisto, e quest’anno arriva a 0,000215 secondo l’Istat. Una situazione similare era stata registrata nel 2014, tuttavia questa variazione non era stata poi effettivamente applicata. Quest’anno invece viene adottata comportando di fatto una perdita per chi entra in pensione al momento attuale.

Decreto Lavoro e pensioni – Domande frequenti

Quali sono le novità del Decreto Lavoro per le pensioni?

La bozza del Decreto Lavoro dovrebbe portare alcune novità per quanto riguarda lo scivolo pensionistico con riferimento al contratto di espansione, agli incentivi di assunzione e per ciò che concerne la riduzione degli orari di lavoro.

Quali sono le imprese coinvolte nel contratto di espansione?

È prevista la possibilità di accedere al contratto di espansione anche per le imprese con 50 dipendenti, oltre alle grandi aziende.

Il Decreto Lavoro prevede una modifica del prepensionamento a 5 anni?

Non sono presenti novità per quanto riguarda i requisiti di accesso allo scivolo pensionistico che rimane a 60 mesi, ovvero 5 anni. Scopri tutti i dettagli sulle modifiche nell’articolo.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 25 Aprile 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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