Conservare le fatture elettroniche: come fare, tempistiche e consultazione online

La conservazione della fatture elettroniche è un obbligo di legge per tutti coloro che dispongono di una Partita IVA, salvo alcune eccezioni. Scopri come funziona e quali sono le tempistiche da rispettare.

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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conservare fatture elettroniche
  • Conservare le fatture elettroniche è un procedimento obbligatorio per tutte le Partite IVA, effettuato attraverso un servizio apposito.
  • Puoi valutare di utilizzare il sistema di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate, con la nuova modalità di accesso libero, oppure quello di un soggetto terzo, a pagamento.
  • La conservazione è da effettuare entro tre mesi dalla scadenza della dichiarazione dei redditi annuale ed è necessario mantenere le fatture nel database per almeno 10 anni.

Ti stai domandando come conservare le fatture elettroniche? Si tratta di un procedimento digitale attraverso cui vengono custoditi e salvati i file nel formato previsto per questa tipologia di documento. Non si deve confondere con il semplice salvataggio sul PC, ma prevede un processo tecnico che ha il fine di attribuire autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità al documento fiscale emesso digitalmente.

Dal 1° luglio 2022 questo sistema è obbligatorio per tutti coloro che dispongono di una Partita IVA, compresi i soggetti con una sistema fiscale agevolato, salvo alcune eccezioni di transito. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato alcune novità che automatizzano ulteriormente la conservazione e la consultazione delle fatture elettroniche.

Se svolgi l’attività di libero professionista, hai un’impresa o appartieni alla categorie dei regimi agevolati, di seguito disporrai di tutte quelle informazioni utili per conservare le fatture digitali.

Come conservare le fatture elettroniche

Fatture elettroniche Agenzia delle Entrate

La fattura è un documento fiscale che attesta una specifica transazione tra due soggetti. In base alla art. 39 del DPR n. 633/1972, sia chi emette la fattura, sia chi la riceve, deve conservarla obbligatoriamente per un determinato periodo di tempo.

Inoltre, l’art 23 del Dlgs n. 82 del 2005, stabilisce che le copie e gli estratti informatici di un documento fiscale, sono considerati conformi all’originale, se vengono convalidati attraverso un sistema autorizzato.

Con l’arrivo della fatturazione elettronica obbligatoria anche per i forfettari, prevista dalla Legge di Bilancio 2018, tutti i soggetti che dispongono di Partita IVA devono conservare le fatture elettroniche, in base ai regolamenti previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Quindi è necessario aderire al sistema di conservazione sostitutivo che prevede una tecnologia specifica per permettere il salvataggio dei documenti digitali.

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Come funziona la conservazione delle fatture elettroniche

Il processo per conservare le fatture elettroniche viene effettuato in un luogo specifico, ovvero un software gestito da un soggetto abilitato e prevedendo il rispetto di alcune procedure. In questo modo si garantisce:

  1. identificazione certa di chi è preposto al salvataggio;
  2. l’integrità del documento;
  3. presenza della firma elettronica qualificata;
  4. numerazione progressiva delle fatture;
  5. reperibilità dei documenti  anche a distanza di tempo;
  6. creazione del pacchetto di versamento.

Il processo inizia nel momento in cui emetti una fattura elettronica. A questo punto viene realizzato un pacchetto di versamento, ovvero un luogo in cui sono inserite le varie ricevute fiscali emesse. Questo spazio sarà sottoposto a verifiche del sistema.

In questo modo verrà generato il cosiddetto rapporto di versamento, un documento digitale che viene aggiornato continuamente che dimostra, ai fini di legge, l’utilizzo di un sistema di conservazione. Come specificato dalla direttiva dell’Agenzia delle Entrate 13/e del 20181, la conservazione di una fattura elettronica potrà avvenire in due modalità:

  1. servizio di conservazione dell’Agenzia delle Entrate;
  2. servizi da parte di soggetti terzi.

Conservare le fatture elettroniche con l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate prevede un sistema di conservazione gratuito. Recentemente l’Agenzia ha confermato che l’adesione a tale sistema, che una volta prevedeva di seguire dei passaggi precisi, adesso è automatica.

Sul portale dell’Agenzia delle Entrate è infatti possibile visionare le fatture elettroniche, sia da parte di privati che di partite Iva, secondo le novità introdotte dal Decreto Anticipi. In sostanza dal 20 marzo 2024 la consultazione delle fatture è libera e con accesso automatico per due anni dall’emissione.

Tutte le fatture elettroniche che andrai ad emettere verranno infatti automaticamente salvate all’interno dell’apposita sezione. Potrai accedere in ogni momento e da qualunque Pc per controllare o verificare una fattura. Ciò vale anche per quelle che hai ricevuto come quietanza di un pagamento.

Per accedere alla consultazione non è quindi più necessario un accordo di servizio specifico, come accadeva invece in un momento precedente.

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Conservare le fatture elettroniche con Aruba

Un’alternativa al sistema di conservazione previsto dell’Agenzia delle Entrate è quella di rivolgersi a un soggetto terzo, come il sito Aruba. Può essere utile se hai aderito al servizio di fatturazione digitale della piattaforma e vuoi integrare anche quello di conservazione. Questa proposta è tra i migliori software di fatturazione elettronica.

Il sistema di Aruba prende il nome di DocFly e si caratterizza per un pratico pannello a cui avrai accesso da qualunque dispositivo previa autenticazione. Il servizio è a pagamento partendo da un costo di 25€ all’anno, in base alla quantità di spazio che avrai a disposizione.

Conservazione fatture elettroniche Aruba

Puoi caricare i tuoi documenti se sono presenti sul web, se li hai salvati in una cartella apposita, oppure se disponi di un archivio online. Si tratta di un sistema molto vantaggioso e soprattutto intuitivo. Ecco cosa potrai fare:

  1. trasferire i file nel relativo pacchetto di versamento;
  2. organizzare le ricevute in fascicoli;
  3. creare permessi per profili utenti al fine di consultare i file;
  4. gestire tutte le fasi delle conversioni.

Per accedere, ti basterà effettuare l’iscrizione dall’apposita home page, un processo facilitato se già disponi di un account PEC oppure quello di fatturazione elettronica Aruba.

Conservazione fatture elettroniche forfettari

Come comportarti se hai aperto Partita IVA con un regime forfettario? Fino al 1° luglio 2022, avevi l’opzione di emettere fattura cartacea oppure scegliere di utilizzare il Sistema di Interscambio.

Dal 2024 è scattato l’obbligo di passare alla versione elettronica anche per i regimi agevolati, senza eccezioni. Dal punto di vista della conservazione delle fatture dovrai quindi procedere in digitale.

Se rientri tra le Partite IVA forfettarie dovrai emettere la fattura elettronica e aderire ad un sistema di conservazione, valutando tra quello gratuito dell’Agenzia delle Entrate oppure scegliendone uno tra quelli dei soggetti terzi come Aruba.

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Scadenze da ricordare per le fatture elettroniche

Entro quando si deve effettuare il processo di conservazione di una fattura? Devi considerare che è prevista una scadenza. Infatti, dovrai inserire il documento nell’apposito sistema entro 3 mesi dalla data di scadenza della dichiarazione dei redditi annuale. Ad esempio, se il periodo d’imposta coincide con l’anno solare, dovrai salvare le fatture entro il 31 dicembre.

Invece, se la dichiarazione dei redditi è posticipata, come avvenuto negli ultimi anni, dovrai prendere come riferimento la nuova data. Per quanto riguarda il tempo di conservazione delle fatture, il codice civile stabilisce una regola valida sia per quelle cartacee, sia per le elettroniche. Avrai l’obbligo di mantenerle in archivio per 10 anni.

Conservare le fatture elettroniche – Domande frequenti

Come si conservano le fatture elettroniche?

Le fatture elettroniche vengono archiviate attraverso un sistema di conservazione sostitutivo predisposto dall’Agenzia delle Entrate o da un altro soggetto terzo abilitato.

Quanto tempo si devono conservare le fatture elettroniche?

Le fatture elettroniche devono essere conservate per almeno 10 anni dalla loro emissione.

Chi ha l’obbligo di conservare le fatture elettroniche?

Sono obbligate ad utilizzare il servizio di conservazione delle fatture tutte le Partite IVA, comprese quelle forfettarie, dal 1°luglio 2022.

  1. Circolare n.13/E del 2 luglio 2018, Agenzia delle Entrate, agenziaentrate.gov.it ↩︎
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Agosto 2022
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

2 commenti su “Conservare le fatture elettroniche: come fare, tempistiche e consultazione online”

  1. buongiorno, ma se io voglio cambiare l ‘azienda con cui sto facendo la fatturazione elettronica e la conservazione delle fatture emesse, intendo anche le fatture elettroniche emesse sin dalla data di inizio della fatturazione elettronica e possibile che mi chiedano un canone annuale da pagare per dieci anni dall’emissione dell’ultimo documento? le aziende non sono obbligate a fare la conservazione per 10 anni? grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      dipende dalle condizioni contrattuali. E’ possibile che le chiedano il pagamento di un canone annuale fino alla conclusione del contratto.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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