È arrivato il via libera definitivo per la parte economica del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2025-2027. Nel pomeriggio del 1° luglio, presso la sede dell’Aran, è stata siglata l’intesa formale che introduce significativi ritocchi all’insù per le buste paga di circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici, suddivisi tra il mondo della scuola, delle università, degli enti di ricerca e delle istituzioni Afam.
L’accordo ha incassato l’approvazione unanime del presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, e di tutte le sigle sindacali rappresentative del settore, formalizzando così l’ipotesi di accordo che era stata inizialmente raggiunta il 1° aprile scorso. Ecco tutto quello che c’è da sapere su aumenti stipendiali, arretrati e tempistiche per docenti e personale ATA.
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CCNL istruzione e ricerca 2025-2027: quanto aumenta lo stipendio di docenti e personale ATA
Il piano di rivalutazione prevede una progressione degli stipendi tabellari che si articolerà su tre step annuali, a partire dal 1° gennaio 2025, per poi proseguire dal 1° gennaio 2026 e raggiungere il pieno regime dal 1° gennaio 2027.
Per comprendere l’impatto economico sui diversi profili professionali a regime (dal 2027), ecco uno schema riassuntivo degli incrementi medi mensili.
| Profilo professionale | Aumento medio mensile (lordo) | Note sulla distribuzione |
| Intero comparto | 137 euro | Calcolato su 13 mensilità |
| Personale docente | 143 euro | Valore medio mensile |
| Personale ATA | 107 euro | Valore medio mensile |
Il quadro storico dei rinnovi
Se si allarga lo sguardo agli ultimi tre rinnovi contrattuali consecutivi (ovvero i trienni 2019-2021, 2022-2024 e l’attuale 2025-2027), la crescita complessiva delle retribuzioni si fa ancora più consistente. In media, gli incrementi complessivi cumulati raggiungono:
- 395 euro per l’intero comparto;
- 412 euro specificamente per il personale docente.
Arretrati in busta paga: importi stimati e calendario NoiPA
Dato che la firma definitiva del testo arriva nel corso del secondo anno di validità del triennio di riferimento, i lavoratori riceveranno anche le somme maturate a titolo di arretrati.
I calcoli elaborati dall’Aran, aggiornati al 30 giugno 2026, stimano importi complessivi variabili a seconda del ruolo, con oscillazioni generali comprese tra gli 815 e i 1.250 euro circa.
Le proiezioni specifiche per ciascuna categoria evidenziano i seguenti tetti massimi o valori medi:
- enti di ricerca, fino a 1.253 euro;
- personale Afam, circa 1.034 euro;
- insegnanti/Docenti, fino a 855 euro;
- personale universitario, fino a 854 euro;
- personale ATA, circa 633 euro.
Secondo quanto segnalato dalla Flc Cgil, per il personale della scuola e dell’Afam l’accredito di queste somme tramite la piattaforma NoiPA potrebbe concretizzarsi in tempi brevi, potenzialmente già nel mese di agosto.
Trattative aperte: adesso si passa alla parte normativa
Se il capitolo economico e retributivo può dirsi concluso, resta ancora da definire la componente normativa del CCNL 2025-2027. I negoziati tra l’Aran e le parti sociali proseguiranno per regolamentare istituti fondamentali per la gestione del personale e l’organizzazione del lavoro. La discussione adesso si sposterà su permessi, welfare e profili professionali.
Tra le richieste c’è quella dei buoni basto, perché, ad oggi, il personale della scuola è l’unico della pubblica amministrazione a non riceverli. I sindacati chiedono anche le revisioni delle modalità dello smart working e il riconoscimento dei buoni pasto anche per chi lavora da remoto, nonché l’introduzione di nuovi strumenti per valorizzare il lavoro di chi opera in università, ricerca e AFAM. Il calendario dei lavori è già fitto, il prossimo confronto ufficiale tra l’Aran e i sindacati è in programma per il 22 luglio.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it