Bonus ZES unica Mezzogiorno, slitta la comunicazione: nuovi termini per la prenotazione e come evitare lo scarto

Ammesse le imprese di ogni forma giuridica e dimensione, purché operanti nelle regioni appartenenti alla cosiddetta "zona economica speciale".

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Bonus zed unica mezzogiorno

Entro lunedì 1° giugno 2026, le imprese del Mezzogiorno che vogliano accedere al credito d’imposta ZES devono inviare la comunicazione preventiva degli investimenti che intendono effettuare. L’agevolazione è stata estesa ma, per accedervi, bisogna rispettare specifiche scadenze e requisiti.

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Come funziona il bonus ZES unica per il Mezzogiorno

La proroga di questa misura, arrivata con la manovra 2026, mira a mantenere attivo l’incentivo fiscale per le imprese che operano o intendono insediarsi nelle regioni del Sud Italia. Il credito d’imposta si applica agli investimenti che rientrano in un progetto di investimento iniziale, ovvero che facciano parte di un piano più ampio che porti a un aumento della capacità produttiva dell’impresa e all’introduzione di nuovi prodotti o servizi.

Gli investimenti agevolabili riguardano l’acquisto di beni strumentali come macchinari, impianti e attrezzature varie, anche mediante contratti di locazione finanziaria, destinati a strutture produttive situate nella ZES unica.
Rientrano tra le spese ammesse anche quelle per l’acquisto di terreni e l’acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’investimento. Il valore dei terreni e degli immobili non può però superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

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Chi può beneficiarne

Possono beneficiare del bonus le imprese del Mezzogiorno, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato. Devono essere imprese – già operative o che si insediano ex novo all’interno della ZES unica, che comprende le regioni: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Molise, Abruzzo e Sardegna.

La misura sostiene gli investimenti in beni strumentali nuovi avviati e realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Tuttavia, non è universale, poiché sono escluse le imprese che si trovano in stato di liquidazione o scioglimento e/o che operano nei settori dell’industria siderurgica, del carbonifero, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche e della banda larga.

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Come accedere al bonus ZES unica per il Mezzogiorno

Per poter beneficiare del tax credit, l’investimento complessivo non può essere inferiore a 200.000 euro. Sotto questa cifra, l’accesso al bonus è escluso. Il tetto massimo agevolabile, invece, è fissato a 100 milioni di euro per ciascun progetto.

Per accedere al credito d’imposta, i soggetti in possesso dei requisiti devono realizzare e certificare i costi sostenuti entro il 31 dicembre 2026. Successivamente, tutte le spese devono essere certificate da un revisore legale dei conti iscritto al registro. La certificazione deve attestare l’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza con le scritture contabili. Una prima comunicazione serve a prenotare le risorse, mentre la seconda serve a rendicontare e sbloccare i soldi.

Inviata la prima comunicazione, l’iter segue scadenze differenziate in base all’annualità dell’investimento. In particolare, per i nuovi progetti avviati dal 1° gennaio 2026, la finestra per l’invio della documentazione integrativa a consuntivo è fissata nei primi giorni dell’anno successivo, precisamente dal 3 gennaio al 17 gennaio 2027.

Comunicazione preventiva

Durante la fase di prenotazione bisogna comunicare, tramite l’invio della comunicazione preventiva, il bilancio di previsione dell’investimento. Entro il 1° giugno 2026, l’impresa deve indicare le spese già sostenute dall’inizio dell’anno e, soprattutto, quelle che stima di sostenere fino al 31 dicembre. La proroga del termine, originariamente fissato al 30 maggio, è dovuta alla coincidenza con un giorno festivo.

Sulla base di tutte le comunicazioni preventive ricevute, l’Agenzia delle Entrate calcola la percentuale effettiva di credito d’imposta attribuibile a ciascun progetto per non sforare il budget complessivo dello Stato. Fino alla scadenza, la comunicazione preventiva è modificabile e si può inviare un nuovo modello che sostituisce il precedente o annullarlo.

Realizzazione e certificazione investimenti

Tra la prima e la seconda comunicazione si colloca la fase strettamente operativa, che dura fino al 31 dicembre. L’azienda deve materialmente comprare i macchinari, i terreni o i software. Prima di passare alla fase successiva, le spese devono essere certificate. Un revisore legale dei conti (o una società di revisione) deve verificare le fatture, i bonifici e la contabilità aziendale, rilasciando una relazione formale che attesti che l’investimento è reale e conforme.

Comunicazione integrativa

Infine, a chiusura di tutti gli adempimenti, va inviata la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio dell’anno successivo (quindi per gli investimenti 2026, la finestra sarà a gennaio 2027). Si tratta di una sorta di consuntivo con il quale i beneficiari del credito d’imposta ZES confermano di aver realizzato gli investimenti promessi. In questo caso, bisognerà autocertificare i dati dei documenti di spesa e inserire gli estremi della certificazione del revisore.

La comunicazione integrativa può solo confermare la cifra indicata nella preventiva o indicare una cifra inferiore. Non è mai possibile aumentare l’importo richiesto all’inizio. Se nella preventiva avevi ipotizzato 500.000 euro di investimenti e poi ne hai spesi 600.000 euro, il bonus ti verrà calcolato solo su 500.000 euro. Se invece ne hai spesi 400.000 euro, il bonus si adeguerà al ribasso sui 400.000 euro effettivi.

Una volta inviata l’integrativa e superati i controlli (inclusi quelli antimafia se previsti), l’Agenzia delle Entrate rilascia l’autorizzazione all’uso del credito d’imposta in F24.

Utilizzo del credito e adempimenti successivi

Superata la fase di invio e ricevuta la conferma di accettazione, il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, presentando il flusso tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

In fase di compilazione del modello F24, i contribuenti dovranno indicare l’apposito codice tributo istituito per la misura. Si ricorda, infine, che per gli importi che superano le soglie di legge scattano le preventive verifiche antimafia, e che le imprese beneficiarie hanno l’obbligo di mantenere l’attività e la destinazione dei beni all’interno della struttura produttiva per almeno cinque anni successivi al completamento dell’investimento, pena la decadenza retroattiva dal bonus.

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Quanto spetta

L’importo del credito d’imposta ZES unica 2026 a cui si ha diritto non è fisso, ma dipende da tre fattori: la regione in cui si investe, la dimensione dell’impresa e il volume totale delle richieste a livello nazionale.

La normativa stabilisce delle aliquote massime teoriche (fino al 70%), ma l’effettivo ammontare spettante sarà calcolato dall’Agenzia delle Entrate applicando un meccanismo di riparto proporzionale basato sul budget di 2,3 miliardi di euro stanziato per il 2026.

Le percentuali si applicano sul costo complessivo dei beni strumentali acquistati (con il limite dei 100 milioni di euro a progetto e la soglia minima di 200.000 euro). Per i progetti oltre i 50 milioni di euro, si applicano sempre le aliquote delle grandi imprese. Di seguito una tabella riepilogativa delle aliquote.

RegioniPiccola impresa (investimenti ≤ 50 mln)Media impresa (investimenti ≤ 50 mln)Grande impresa(o progetti > 50 mln)
Calabria, Campania, Puglia, Sicilia60%50%40%
Basilicata, Molise, Sardegna50%40%30%
Abruzzo, Marche*, Umbria* (solo zone assistite)35%25%15%

Alcune aree specifiche coinvolte nella transizione energetica e industriale beneficiano di aliquote ancora più elevate grazie al sostegno del Fondo per la transizione giusta. Nel dettaglio, in Puglia e Sardegna le aliquote sono quelle riportate di seguito.

Area geograficaPiccole impreseMedie impreseGrandi imprese
Puglia (Area di Taranto)70%60%50%
Sardegna (Area del Sulcis Iglesiente)60%50%40%

Le percentuali indicate riflettono le intensità massime stabilite dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, approvata dalla Commissione europea (Decisione C/2021/8655 e successive modifiche per l’integrazione del JTF). Le aliquote per l’area del Sulcis sono invece calcolate partendo dalla base regionale della Sardegna (rispettivamente 50%, 40% e 30%) a cui viene sommata la maggiorazione del 10% prevista specificamente per i territori individuati nei Piani territoriali per la transizione giusta.

Il meccanismo del riparto: quanto si incassa davvero

Le percentuali indicate nelle tabelle corrispondono al tetto massimo prenotabile, non la cifra che si troverà automaticamente in F24. Lo Stato ha messo sul piatto 2,3 miliardi di euro per il 2026 e, sla somma di tutte le agevolazioni richieste dalle imprese italiane tramite le comunicazioni (preventive e poi integrative) rimarrà entro questa cifra. le imprese otterranno il 100% della percentuale teorica (es. il 60% pieno in Sicilia).

Se, invece, le richieste supereranno il budget (come già accaduto nelle passate edizioni), l’Agenzia delle Entrate pubblicherà un provvedimento nei primi mesi del 2027 definendo la percentuale di riparto.

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