- I contribuenti forfettari iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti possono ottenere una riduzione del 35% sui contributi fissi e variabili. Nel 2026 il risparmio supera i 1.500 euro l’anno;
- Il beneficio può ridurre anche l’accredito pensionistico. Se i contributi versati restano sotto l’importo ordinario calcolato sul minimale, i mesi riconosciuti dall’INPS diminuiscono in proporzione;
- La riduzione del 50% non è stata estesa ai nuovi iscritti del 2026. Continua però ad applicarsi per 36 mesi a chi ha maturato i requisiti nel 2025.
Per gli artigiani e i commercianti in regime forfettario, la riduzione del 35% dei contributi INPS può valere oltre 1.500 euro l’anno. È un risparmio significativo, soprattutto nei primi anni di attività, ma non è privo di conseguenze. Riducendo i versamenti può diminuire anche l’anzianità contributiva accreditata e, nel tempo, l’importo della pensione.
Per capire se l’agevolazione conviene davvero non basta quindi calcolare quanto si paga in meno. Occorre considerare anche la propria storia contributiva, gli anni che mancano alla pensione e l’eventuale possibilità di raggiungere comunque l’accredito pieno grazie alla quota versata sul reddito eccedente il minimale.
Di seguito analizziamo requisiti, importi 2026, procedura e differenze rispetto alla riduzione del 50% introdotta nel 2025.
Il termine per ottenere la riduzione nel 2026 è già scaduto per le attività esistenti. Chi non ha presentato la domanda entro il 28 febbraio 2026 dovrà inviarne una nuova entro il 28 febbraio 2027, così da applicare il beneficio dal 1° gennaio 2027. Le nuove attività devono invece presentare la richiesta con la massima tempestività dopo la comunicazione di iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti.
Indice
Chi può richiedere la riduzione del 35%
L’agevolazione è riservata ai titolari di partita IVA che applicano il regime forfettario e risultano iscritti alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti. Le due condizioni devono essere presenti contemporaneamente.
La misura è prevista dalla legge che ha istituito il regime forfettario (L. 190/2014, commi 77-84) e riguarda sia la quota fissa calcolata sul minimale sia la quota variabile dovuta sulla parte di reddito che supera tale soglia.
La riduzione non riguarda i professionisti iscritti alla Gestione Separata. In quel caso i contributi sono già calcolati esclusivamente in percentuale sul reddito e non è prevista una quota fissa sul minimale.
Quanto si risparmia nel 2026
Chi accede al regime contributivo agevolato versa il 65% della contribuzione dovuta. Nel 2026 il minimale di reddito per artigiani e commercianti è pari a 18.808 euro, secondo la Circolare INPS n. 14/2026. Applicando la riduzione ai contributi fissi, il risparmio supera i 1.500 euro annui.
| Gestione | Contributo fisso pieno 2026 | Con riduzione del 35% | Risparmio annuo |
|---|---|---|---|
| Artigiani | 4.521,36 € | ~2.940 € | ~1.580 € |
| Commercianti | 4.611,64 € | ~3.000 € | ~1.610 € |
Il beneficio si estende anche alla contribuzione calcolata sul reddito che supera il minimale. Per gli artigiani l’aliquota effettiva scende dal 24% a circa il 15,6%. Per i commercianti occorre considerare anche l’aliquota aggiuntiva dello 0,48% destinata all’indennizzo per la cessazione dell’attività, il cui trattamento deve essere verificato nel calcolo definitivo. Il risparmio assoluto aumenta con la crescita del reddito previdenziale.
Dal 3 luglio 2026 è disponibile il simulatore ufficiale INPS per artigiani e commercianti, introdotto con il messaggio n. 2254/2026. Lo strumento è accessibile senza SPID e consente di confrontare la contribuzione ordinaria con quella dovuta nel regime forfettario agevolato. Il risultato resta indicativo, ma offre una prima stima utile prima di presentare la domanda.
Chi non può ottenere la riduzione
Lo sconto contributivo non è previsto per tutte le partite IVA. Restano esclusi i soggetti elencati di seguito.
- i professionisti iscritti alla Gestione Separata, che versano contributi esclusivamente in proporzione al reddito;
- gli iscritti alle casse professionali, come avvocati, medici, ingegneri e psicologi, ai quali si applicano le regole del rispettivo ente previdenziale;
- gli artigiani e i commercianti che non applicano il regime forfettario e operano in contabilità ordinaria o semplificata.
Cosa cambia per la pensione
La riduzione consente di alleggerire i versamenti nell’immediato, ma incide anche sulla posizione previdenziale. Gli effetti riguardano sia l’importo futuro della pensione sia il numero di mesi riconosciuti ai fini dell’anzianità contributiva.
- L’importo della pensione può diminuire. Nel sistema contributivo l’assegno si forma sulla base dei contributi effettivamente versati. Una contribuzione più bassa determina quindi un montante previdenziale inferiore.
- L’anno può non essere accreditato per intero. Quando i versamenti complessivi restano sotto la contribuzione ordinaria calcolata sul minimale, l’INPS riconosce i mesi in proporzione all’importo pagato. L’effetto può essere rilevante soprattutto per chi è vicino ai requisiti pensionistici.
Il rischio di un accredito parziale riguarda soprattutto chi dichiara un reddito vicino o inferiore al minimale. Con redditi più elevati, la quota variabile può portare i contributi complessivi sopra la soglia necessaria per ottenere dodici mesi. La verifica deve essere effettuata sui dati personali, perché il risultato cambia in base al reddito previdenziale e alla posizione individuale.
| Reddito previdenziale | Contributi versati con il 35% | Mesi indicativamente accreditati |
|---|---|---|
| Sotto il minimale di 18.808 € | ~2.993 € (contributo fisso ridotto, dovuto comunque) | ~ 8 mesi |
| Pari al minimale 18.808 € | ~2.993 € | ~ 8 mesi |
| da ~28.935 € | ~4.604 € (a 28.935 €) | 12 mesi – accredito completo |
Il simulatore INPS tiene conto anche del regime forfettario agevolato e segnala quando il numero di mesi accreditati risulta inferiore a dodici. Può quindi essere utilizzato per una prima valutazione, senza sostituire l’analisi della posizione contributiva.
Le differenze tra la riduzione del 35% e quella del 50%
La Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto una seconda agevolazione, più consistente, destinata a chi si iscriveva per la prima volta alla Gestione Artigiani o Commercianti nel corso del 2025. La misura riduce del 50% la contribuzione IVS per 36 mesi continuativi.
L’agevolazione non è stata rinnovata per chi avvia l’attività nel 2026. Continua tuttavia ad applicarsi a chi ha maturato i requisiti nel 2025 e ha ottenuto l’accoglimento della domanda.
| Riduzione del 35% | Riduzione del 50% | |
|---|---|---|
| Beneficiari | Forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti | Soggetti iscritti per la prima volta alla gestione nel 2025 |
| Regime fiscale richiesto | Regime forfettario | Regime forfettario oppure ordinario |
| Durata | Finché restano i requisiti | 36 mesi continuativi |
| Contributi interessati | Contributi fissi e variabili | Quota IVS; maternità e aliquota aggiuntiva dei commercianti restano dovute per intero |
| Domanda nel 2026 | Le nuove attività possono presentarla tempestivamente dopo l’iscrizione. Per le attività già esistenti il termine 2026 è scaduto | Non è più accessibile, salvo che i requisiti siano stati maturati nel 2025 |
| Effetto previdenziale | Possibile riduzione proporzionale dei mesi accreditati | Possibile riduzione proporzionale dei mesi accreditati |
Le due agevolazioni non possono essere applicate contemporaneamente. Al termine dei 36 mesi previsti per il beneficio del 50%, oppure dopo la rinuncia, è possibile presentare la domanda per passare alla riduzione del 35%. L’INPS ha inoltre previsto una disciplina di salvaguardia per chi nel 2025 era passato dal 35% al 50%.
La rinuncia al 50% è definitiva
Dal 1° gennaio 2026 l’INPS consente di rinunciare alla riduzione del 50% attraverso il Portale delle Agevolazioni, secondo quanto indicato nel messaggio n. 3922 del 23 dicembre 2025. La rinuncia produce effetto dal mese successivo alla domanda e non può essere revocata. La perdita del beneficio riguarda anche gli altri componenti del nucleo aziendale inclusi nella richiesta.
La scelta può essere presa in considerazione quando il risparmio contributivo incide troppo sull’anzianità necessaria per la pensione. È il caso, ad esempio, di chi si trova vicino al requisito contributivo e preferisce tornare a versare l’importo pieno. Prima di rinunciare è opportuno verificare l’effetto sulla propria posizione, perché non sarà possibile rientrare nell’agevolazione.
Come presentare la domanda
La riduzione del 35% non viene applicata automaticamente. La richiesta deve essere trasmessa all’INPS per via telematica attraverso il Cassetto previdenziale.
- Chi apre la partita IVA deve presentare la comunicazione con la massima tempestività dopo l’iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, così da applicare il beneficio fin dal primo anno;
- chi aveva già un’attività doveva inviare la domanda entro il 28 febbraio 2026 per ottenere la riduzione nello stesso anno. Per applicarla dal 1° gennaio 2027 sarà necessario presentare una nuova richiesta entro il 28 febbraio 2027. Un’eventuale domanda trasmessa dopo il termine del 2026 non resta sospesa;
- chi beneficia già dell’agevolazione non deve rinnovare la domanda ogni anno. Il regime continua fino alla revoca o alla perdita dei requisiti, come nel caso dell’uscita dal forfettario.
La mancata presentazione nei termini comporta il pagamento dei contributi in misura piena per l’intero anno. Nel 2026 la differenza supera i 1.500 euro e non può essere recuperata retroattivamente.
Quando la riduzione può convenire
Nei primi anni di attività. La riduzione può essere utile quando la liquidità è limitata e il fatturato non si è ancora stabilizzato. Un risparmio superiore a 1.500 euro può alleggerire in modo concreto i costi iniziali. Va però ricordato che i mesi non accreditati non vengono recuperati automaticamente negli anni successivi.
Con un reddito basso e stabile. In questo caso il beneficio immediato deve essere confrontato con l’effetto cumulato sulla pensione. Una contribuzione ridotta per molti anni può incidere sia sul montante sia sull’anzianità riconosciuta.
Quando mancano pochi anni alla pensione. La valutazione richiede particolare prudenza. Se ogni annualità piena è necessaria per raggiungere il requisito, un accredito parziale può rinviare la data di pensionamento e rendere meno conveniente il risparmio ottenuto nell’immediato.
Quale riduzione si può utilizzare nel 2026
- Il forfettario con attività già esistente potrà ottenere la riduzione del 35% dal 2027, presentando una nuova domanda entro il 28 febbraio 2027;
- chi apre nel 2026 e si iscrive alla Gestione Artigiani o Commercianti può richiedere il 35% con la massima tempestività dopo l’iscrizione;
- chi si è iscritto per la prima volta nel 2025 e ha ottenuto il beneficio conserva la riduzione del 50% fino al termine dei 36 mesi;
- i professionisti in Gestione Separata e gli iscritti alle casse professionali non possono accedere a nessuna delle due misure.
La convenienza della riduzione dipende dal reddito, dagli anni contributivi già maturati e dalla distanza dalla pensione. I commercialisti di PartitaIva.it possono aiutarti a valutare l’impatto sulla tua posizione e a capire se il risparmio immediato compensa gli effetti previdenziali.
Domande frequenti
Dipende dal reddito, dalla liquidità disponibile e dalla posizione previdenziale. Il risparmio può essere particolarmente utile nei primi anni di attività, ma richiede maggiore attenzione quando il reddito resta basso per molto tempo o quando mancano pochi anni alla pensione.
Sui contributi fissi il risparmio è di circa 1.580 euro per gli artigiani e di circa 1.610 euro per i commercianti. La riduzione si applica anche alla contribuzione calcolata sul reddito che supera il minimale di 18.808 euro.
No. L’agevolazione è riservata ai contribuenti forfettari iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti. I professionisti in Gestione Separata e gli iscritti alle casse professionali seguono regole previdenziali differenti.
Sì. Una contribuzione più bassa riduce il montante previdenziale e può diminuire l’importo futuro della pensione. Se i versamenti restano sotto la contribuzione ordinaria calcolata sul minimale, l’INPS può inoltre riconoscere meno di dodici mesi per l’anno interessato.
No. La misura era riservata a chi si iscriveva per la prima volta alla Gestione Artigiani e Commercianti nel 2025. Chi ha maturato i requisiti in quell’anno continua a beneficiarne per 36 mesi, mentre i nuovi iscritti del 2026 non possono richiederla.
Per le attività già esistenti il termine per ottenere il beneficio nel 2026 era il 28 febbraio 2026. Per applicarlo dal 1° gennaio 2027 sarà necessario presentare una nuova domanda entro il 28 febbraio 2027. Le nuove attività devono inviare la richiesta con la massima tempestività dopo l’iscrizione alla gestione.










Giovanni Emmi
Dottore Commercialista