Decreto fisco 2026, dalla rottamazione al concordato preventivo biennale: cosa cambia per le partite IVA

Il decreto fiscale entra nel vivo dell’esame al Senato: dalle riaperture della rottamazione delle cartelle alle nuove regole per i pagamenti dei consulenti della P.A. Ecco cosa devono sapere professionisti e PMI.

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Bonus imprese con settimana corta, proposta di legge arriva alla Camera

Il decreto fisco si appresta ad affrontare il voto decisivo in commissione Finanze al Senato. Con oltre 400 emendamenti sul tavolo e l’obiettivo della conversione in legge entro il 26 maggio, il provvedimento promette cambiamenti significativi per il tessuto produttivo italiano. Professionisti e PMI seguono con attenzione le proposte di modifica che potrebbero rivoluzionare la gestione dei debiti fiscali e le scadenze dei prossimi mesi.

Rottamazione quater e quinquies: le novità per le cartelle esattoriali

Uno dei temi più caldi per le partite IVA riguarda il pacchetto di emendamenti volto a estendere i termini della pace fiscale.

La proposta principale punta a venire incontro a chi è decaduto dal beneficio: si chiede la riapertura della rottamazione quater per i contribuenti che non hanno saldato le rate di novembre e febbraio. Per quanto riguarda la nuova rottamazione quinquies, il dibattito si concentra sull’estensione del perimetro, con l’inclusione degli accertati e delle cartelle emesse dai Comuni e dalle Casse di previdenza professionali, e sulla tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate, come già previsto per le precedenti edizioni.

Professionisti e P.A.: pagamenti subordinati alla compensazione

Una misura di grande impatto per i consulenti professionisti riguarda il rapporto con la pubblica amministrazione. Secondo quanto previsto, dal 15 giugno i professionisti che hanno svolto consulenze per la P.A. riceveranno i pagamenti solo dopo la compensazione dei loro eventuali debiti fiscali. Una norma che punta a ridurre l’evasione ma che impone una gestione rigorosa della propria posizione tributaria per non subire ritardi negli incassi.

Agevolazioni per PMI: credito d’imposta e sanzioni

Il decreto non trascura il sostegno alla competitività e la gestione del personale. Per le imprese energivore si propone lo stanziamento di 30 milioni di euro destinati al credito d’imposta.

Forza Italia preme per una riduzione delle sanzioni per i datori di lavoro che non hanno versato contributi e premi, una misura che ha però acceso il dibattito politico in commissione. Sull’iperammortamento viene invece rimosso il vincolo dei beni prodotti esclusivamente nell’UE per beneficiare dell’agevolazione.

Concordato preventivo biennale e rientro dei pensionati

Il governo punta ad allargare le maglie del concordato preventivo biennale. La proposta di Fratelli d’Italia prevede di estendere l’accesso al patto con il fisco anche ai contribuenti con un punteggio di affidabilità fiscale (ISA) inferiore a 8, includendo di fatto anche chi ha pagelle insufficienti.

Per favorire il rientro dei capitali umani, si valuta inoltre una maxiagevolazione per i pensionati residenti all’estero: un’imposta sostitutiva sui redditi al 4% per chi decide di riportare la residenza in Italia.

Altre misure: telemarketing, accise e mini-pacchi

Il testo contiene anche correzioni a norme vigenti e tutele per i consumatori:

  1. stop al telemarketing selvaggio, con l’estensione della stretta introdotta nel settore energia anche ai servizi di telecomunicazione;
  2. taglio accise, con la conferma della proroga del taglio dei prezzi dei carburanti (decreto accise bis), inizialmente fino al 1° maggio e poi estesa al 22 maggio;
  3. differimento al 1° luglio della la tassa di 2 euro sui mini pacchi provenienti da paesi fuori dall’Unione europea.

Il voto in commissione dovrebbe chiudersi entro martedì, con l’approdo in aula al Senato previsto tra martedì pomeriggio e giovedì. Successivamente, il testo passerà alla Camera per la seconda lettura definitiva. La data ultima per non far decadere il decreto è fissata al 26 maggio 2026.

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