Dl Accise ter, salta il ravvedimento speciale per le partite IVA: il futuro della misura

Stop alla sanatoria per i soggetti ISA del concordato biennale a causa di problemi di copertura. Garavaglia: "La misura sarà oggetto di un ordine del giorno".

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ravvedimento speciale concordato

Stop improvviso alla misura di tregua fiscale che avrebbe dovuto legarsi al concordato preventivo biennale. Durante l’esame del decreto legge Accise ter, è stato infatti ritirato l’emendamento di Forza Italia che puntava a introdurre un ravvedimento speciale per i lavoratori autonomi e le imprese che sceglievano di aderire al nuovo accordo con il Fisco. A bloccare l’iniziativa, di forte interesse per la platea delle partite IVA e delle PMI, sono stati riscontrati problemi di copertura finanziaria.

Cosa prevedeva l’emendamento ritirato

La proposta emendativa, che vedeva come primo firmatario il senatore Lotito, era indirizzata specificamente ai soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale). Nel dettaglio, la misura avrebbe consentito l’accesso a un regime di ravvedimento agevolato per i contribuenti che:

  • avessero aderito al concordato preventivo per il biennio 2026-2027;
  • avessero scelto di rinnovare l’adesione già espressa per il biennio precedente (2024-2025).

I vantaggi fiscali previsti per le PMI

L’obiettivo della norma era permettere ai professionisti e alle imprese di sanare la propria posizione fiscale attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali. L’agevolazione avrebbe coperto anche i versamenti dovuti ai fini dell’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive).

Il futuro della misura: l’impegno del governo

Nonostante il passo indietro forzato dovuto alla mancanza di fondi, il dossier non sembra essere definitivamente archiviato. La strada per un recupero della norma resta aperta, seppur con modalità diverse. Secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione, Massimo Garavaglia, il tema della sanatoria legata al concordato non decadrà totalmente: la misura sarà oggetto di un ordine del giorno e il governo si è impegnato a trovare una soluzione alternativa.

La palla passa quindi ora all’esecutivo, chiamato a individuare le risorse necessarie o strumenti alternativi per rispondere alle aspettative delle partite IVA che guardavano con attenzione a questa finestra di regolarizzazione.

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