ISA 2026, in arrivo la revisione di 85 indici: le cause di esclusione

Il decreto del 31 marzo aggiorna i parametri per 1,85 milioni di partite IVA: focus su commercio, servizi e professioni in attesa dei correttivi congiunturali di aprile.

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ISA addio per le Partite Iva

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato l’aggiornamento degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) che troveranno applicazione nel Modello redditi 2026. Il decreto del 31 marzo 2026, approdato in Gazzetta ufficiale lo scorso 16 aprile, segna un passaggio fondamentale per circa 1,85 milioni di partite IVA, ridefinendo i parametri di affidabilità per professionisti, imprese e servizi.

L’aggiornamento non è un semplice atto formale: recepisce l’evoluzione economica degli ultimi otto anni e prepara il terreno ai nuovi modelli basati sulla riclassificazione dei codici ATECO.

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ISA 2026: la mappa delle 85 revisioni ordinarie

La revisione degli 85 ISA riflette l’analisi del trend dei redditi e gli effetti delle recenti crisi economiche. Gli indici aggiornati coprono capillarmente il tessuto produttivo italiano, distribuiti tra i principali comparti economici. Di seguito la ripartizione dei nuovi indici per macro area.

Comparto economicoNumero di indici revisionati
Servizi26 indici
Commercio24 indici
Attività professionali20 indici
Manifatture15 indici

L’obiettivo della revisione è garantire una fotografia più fedele della realtà operativa dei contribuenti, tenendo conto dei mutamenti strutturali avvenuti nei singoli mercati di riferimento.

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Cause di esclusione ISA per la dichiarazione 2026

Il decreto MEF definisce chiaramente i perimetri di applicazione, individuando i soggetti che restano fuori dal campo ISA per l’anno d’imposta di riferimento. La verifica delle cause di esclusione è un passaggio obbligato per consulenti e contribuenti, specialmente in presenza di regimi agevolati o strutture societarie complesse.

Restano esclusi dall’applicazione degli ISA:

  • regime forfettario (i contribuenti che aderiscono al regime agevolato);
  • soggetti di grandi dimensioni, ovvero i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro;
  • multiattività non prevalente (chi esercita due o più attività d’impresa, qualora i ricavi delle attività secondarie superino il 30% del totale);
  • soggetti in gruppo IVA (chi svolge attività d’impresa, arte o professione partecipando a un gruppo IVA);
  • cooperative e consorzi specifici, società cooperative e consortili che operano esclusivamente a favore delle imprese socie, oltre alle cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano solo a favore degli stessi.
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Correttivi congiunturali: attesa per fine aprile 2026

Il quadro normativo per il 2026 non è ancora completo. Sebbene il decreto del 31 marzo fissi la struttura ordinaria, il sistema resta in attesa degli aggiustamenti congiunturali. Questi correttivi, attesi entro la fine di aprile, avranno il compito di neutralizzare le distorsioni economiche causate da fattori esterni straordinari, quali:

  1. tensioni geopolitiche internazionali;
  2. incremento dei costi energetici e delle materie prime;
  3. rincaro dei prodotti alimentari;
  4. andamento dei tassi di interesse.

L’importanza del punteggio e i nuovi codici ATECO

Il punteggio ISA è determinante per l’accesso ai benefici del regime premiale e influenza direttamente le liste di controllo dell’amministrazione finanziaria. La compilazione del Modello redditi 2026 dovrà inoltre tenere conto dei nuovi codici ATECO, che fungono da cornice tecnica obbligatoria per l’inserimento dei dati.

Per agevolare l’adempimento, resta attiva la procedura di acquisizione dei dati ISA tramite delega unica, fondamentale per integrare le informazioni già in possesso dell’anagrafe tributaria.

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