È stato proclamato uno sciopero del settore ferroviario che prenderà il via la sera del 29 giugno 2026. L’agitazione è stata proclamata da USB lavoro privato, ha carattere nazionale e coinvolge il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal, un’azienda che si occupa dello spostamento dei treni merci e della gestione dei principali snodi logistici italiani. Proprio per questo, potrebbero verificarsi rallentamenti o blocchi nella circolazione in tutto il Paese.
Indice
Date e orari dello sciopero del 29 giugno 2026
La mobilitazione si svilupperà a cavallo tra due giorni, per una durata complessiva di 24 ore: inizierà alle ore 21 di lunedì 29 giugno 2026 e durerà fino alle ore 21 di martedì 30 giugno 2026.
| Dettaglio | Informazioni sullo sciopero |
| Giorno e ora di inizio | Lunedì 29 giugno 2026, ore 21:00 |
| Giorno e ora di fine | Martedì 30 giugno 2026, ore 21:00 |
| Durata complessiva | 24 ore |
Chi sciopera
Questo sciopero non toccherà i treni passeggeri. Chi deve spostarsi in treno per lavoro o per vacanza non subirà alcun blocco o ritardo. I disagi si concentreranno invece sulle attività dei terminal di carico e scarico. Per evitare problemi con le consegne, il consiglio per i commercianti, i negozianti e le aziende che spediscono o ricevono prodotti tramite ferrovia è di contattare i propri corrieri o fornitori di servizi per riorganizzare i ritiri e le spedizioni nelle 24 ore interessate.
L’agitazione riguarderà l’intero territorio italiano. Questo significa che i disagi, i ritardi o i blocchi della movimentazione merci potranno verificarsi in tutti i poli logistici, scali merci e terminal ferroviari d’Italia in cui opera il personale della società.
I motivi della protesta
La mobilitazione nazionale proclamata da USB Lavoro Privato nasce da uno scontro sindacale aperto su temi caldi che colpiscono direttamente l’operatività quotidiana dei lavoratori ferroviari. Le ragioni principali alla base della protesta riguardano:
- sicurezza sul lavoro e salute: quello della manovra ferroviaria (shunting) e della movimentazione merci nei terminal è un settore ad altissimo rischio infortuni. Il sindacato denuncia da tempo carichi di lavoro troppo pesanti e la necessità di investimenti strutturali per garantire standard di sicurezza più elevati nei piazzali e negli scali portuali e interportuali;
- organizzazione del lavoro e turnazioni: al centro della disputa c’è il rifiuto di una flessibilità oraria considerata eccessiva e penalizzante per il personale di terra e di macchina, a scapito del recupero psicofisico e della conciliazione vita-lavoro;
- salari e tutele contrattuali: USB richiede risposte concrete sull’adeguamento dei salari all’inflazione e una strenua difesa dei diritti previsti dal CCNL della Mobilità/Attività Ferroviarie. Il sindacato contrasta fermamente i rischi di dumping contrattuale legati alle esternalizzazioni e alla frammentazione dei servizi logistici.
L’impatto indiretto sulle catene di fornitura aziendali
La rigidità delle posizioni sindacali su salute e salari fa prevedere un’alta adesione allo sciopero. Se non interverranno rinvii dell’ultimo minuto nei tavoli di negoziazione, il rischio di un blocco dei principali nodi logistici d’Italia tra il 29 e il 30 giugno resta elevato.











Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it