Giornata della ristorazione 2026, boom di prenotazioni al ristorante: “Ecco le strategie migliori per crescere”

Qualità del cibo, atmosfera e reputazione online contano più del prezzo: per i professionisti della ristorazione, digitale sempre più decisivo nelle scelte dei clienti.

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Gli italiani non rinunciano alla buona tavola, seppur costretti a ridurre altre spese. E soprattutto non rinunciano al ristorante. È questo il dato più interessante che emerge dal nuovo report diffuso da TheFork in occasione della Giornata della ristorazione del 16 maggio 2026: nel 2025 le prenotazioni nei ristoranti di cucina italiana crescono del 27% rispetto all’anno precedente, mentre le pizzerie registrano un +24% sopra la media generale.

Il segnale che il settore aspettava, dopo anni in cui delivery, rincari e inflazione sembravano aver modificato stabilmente le abitudini degli italiani. Dati che, oltre alla ripresa dei consumi, mettono in evidenza come mangiare al ristorante rappresenti un momento sociale e relazionale non rimpiazzabile in casa. La domanda c’è, ma premierà sempre di più chi riesce a trasformare il locale in un’esperienza autentica e riconoscibile, dove qualità, atmosfera e identità contano ormai più del prezzo stesso.

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Cucina regionale, un vantaggio competitivo per i piccoli locali

Nell’ambito di una crescita generale della cucina italiana a livello nazionale, il dato che attira l’attenzione riguarda il boom delle specialità regionali, sempre più presenti nelle scelte dei clienti. 

Secondo i dati TheFork, nel 2025 le performance migliori arrivano dalla cucina pugliese, che segna un aumento delle prenotazioni del 32% rispetto al 2024, seguita dalla veneziana (+28%) e da quella toscana (+20%).

Laddove ormai “mangiare italiano” è diventato un prerequisito, l’identità territoriale torna a essere un elemento distintivo forte e fa la differenza. Piatti tipici della tradizione, cultura gastronomica legata a quella del territorio locale, ingredienti di stagione e di prossimità vincono su menù troppo ampi, generici o standardizzati.

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Pizza e pasta, ma soprattutto atmosfera e qualità: cosa cercano i clienti oggi

La pizza si conferma il simbolo indiscusso della cucina italiana, che l’82% degli intervistati indica come uno dei propri piatti preferiti in assoluto. Seguono pasta (65%) e lasagne (43%). 

La qualità del cibo resta il primo criterio di scelta per il 65% degli italiani, ma al secondo posto a sorpresa non c’è un buon rapporto qualità/prezzo a influenzare la scelta finale del cliente. Secondo il rapporto infatti, subito dopo arriva l’atmosfera del locale, che il 56% degli intervistati indica come determinante per preferire un locale all’altro. Il costo, invece, resta un fattore decisivo per il 34% e scivola quindi all’ ultima posizione in elenco. 

Ambiente, identità, accoglienza e servizio, reputazione del locale diventano elementi sempre più centrali nella costruzione del valore dell’offerta e del suo posizionamento strategico sul mercato.

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Le recensioni “pesano” quasi come il menù e influenzano le prenotazioni

Oggi circa 8 italiani su 10 dichiarano di consultare piattaforme online prima di scegliere un ristorante e il 94% legge recensioni prima di prenotare. 

La reputazione digitale incide ormai direttamente sul fatturato, nel momento in cui le recensioni influenzano fiducia, conversioni e scelta finale anche più del passaparola tradizionale. Se molti piccoli locali continuano però a sottovalutare questi aspetti, lasciando pagine social inattive, recensioni senza risposta o informazioni incomplete sulle piattaforme di prenotazione, il rovescio della medaglia è un contesto sempre più competitivo e aggressivo, dove la reputazione online può diventare anche terreno di concorrenza sleale e recensioni negative fake fatte apposta per screditare un locale.

La nuova Legge PMI n. 34/2026, entrata in vigore ad aprile, ha acceso i riflettori sulla trasparenza delle recensioni online e le regole per gli utenti e sulla correttezza delle pratiche digitali nei servizi rivolti ai consumatori.

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Dalla presenza online alla qualità: “Ecco le strategie che aiutano i ristoratori a crescere”

Partendo da questi dati, Partitaiva.it ha approfondito il tema con Carlo Carollo, country manager Italia di TheFork.  “In un mercato affollato come quello della ristorazione, non basta più affidarsi solo alla posizione del locale o al classico passaparola -esordisce il manager-. Le strategie digitali stanno diventando sempre più decisive per aiutare le piccole e medie attività a distinguersi e a trasformare la visibilità online in prenotazioni concrete. La prima leva è la cura della presenza online: è essenziale essere raggiungibili e prenotabili su Google, sul proprio sito, su TheFork, sui social e in generale su tutte le vetrine virtuali attraverso cui gli utenti cercano ispirazione”. 

Carlo Carollo

La presenza online riguarda la visibilità ma soprattutto la qualità delle informazioni disponibili: “La presenza online va curata anche attraverso l’aggiornamento di informazioni generali come orari e giorni di apertura, foto del locale, risposte alle recensioni e condivisione di quelle positive per amplificarne la portata – specifica l’esperto -. Strumenti gestionali come TheFork Manager rappresentano un alleato strategico per i professionisti della ristorazione, che così possono presentarsi a milioni di utenti e aumentare le possibilità di ricevere nuove prenotazioni dal sito web, dai social e dal canale telefonico, raccogliendo dati utili sui clienti come preferenze, storico visite e abitudini, per creare comunicazioni e promozioni più personalizzate ed efficaci”.

Secondo Carollo, anche il modo in cui si utilizzano promozioni e offerte sta cambiando rapidamente: “Oggi le promozioni non sono più solo una leva di sconto, ma sempre più utili in ottica di revenue management: se pianificate in modo mirato, possono aiutare a riempire i tavoli nei momenti di minore domanda, migliorando redditività e flussi di prenotazione senza compromettere il posizionamento del ristorante”. 

La reputation online: rispondere anche ai feedback negativi

La reputazione digitale oggi incide direttamente sulle prenotazioni e sulla competitività dei locali. “L’errore più frequente che vediamo fare ai ristoratori è considerare la presenza online come qualcosa di statico e scontato. Vediamo profili incompleti, fotografie non aggiornate, tempi lunghi nelle risposte. È invece fondamentale curare in modo costante la propria identità digitale, rispondere ai feedback (positivi e negativi) e rendere il percorso di prenotazione più immediato possibile”, aggiunge il country manager.

Il peso delle recensioni continua a crescere, prosegue Carollo. “Secondo un nostro recente studio su come gli italiani scelgono il ristorante (aprile 2026), per il 43% degli italiani di almeno 25 anni rappresentano il fattore più influente. Subito dopo, con il 33%, viene la possibilità di valutare personalmente dettagli come foto, menu e atmosfera del locale”. 

“Solo nel 2025 sono state pubblicate oltre un milione di nuove recensioni in Italia: gli utenti trascorrono in media oltre 13 minuti sulle pagine delle recensioni, prima di decidere- conclude Carollo-. Un tema sempre più rilevante anche dal punto di vista normativo, con l’entrata in vigore della Legge PMI n. 34/2026, che rafforzerà ulteriormente l’attenzione su trasparenza digitale e tutela del consumatore”.

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Natalia Piemontese

Giornalista

Giornalista pubblicista con una specializzazione verticale nell'analisi del mercato del lavoro e delle dinamiche HR. Mi occupo di trasformare scenari socio-economici complessi in asset editoriali, basati sul rigore giornalistico e sulla decodifica dei dati.

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