Il fisco sbaglia spesso: i dati della recente ricerca

La Corte dei Conti ha pubblicato un resoconto che evidenzia le criticità del sistema tributario. Ciò fa in modo che il fisco sbaglia spesso e commetta errori a danno dei contribuenti. Ecco quali sono le principali criticità del sistema tributario.

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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il fisco sbaglia spesso
  • La relazione sul rendiconto generale dello Stato 2022 della Corte dei Conti dimostra che il fisco sbaglia spesso gli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi ed Iva.
  • Secondo questo documento, quasi il 12% degli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi ed Iva ha dato esito negativo o è stato annullato in autotutela.
  • Dal 2020 al 2022 è triplicato il numero degli annullamenti degli avvisi bonari che dall’1,7% è passato al 6,1%.

La Corte dei Conti ha pubblicato nelle scorse settimane la relazione sul rendiconto generale dello Stato 2022, evidenziando che il fisco sbaglia spesso, e i numeri sono preoccupanti.

Ma non solo. Infatti, anche il rapporto Eurispes ha raccolto i numerosi errori commessi dal fisco. Tra i più comuni ci sono le cartelle esattoriali notificate erroneamente a soggetti sbagliati, ma anche i regimi di tassazione errati o informazioni insufficienti.

Insomma, sembrerebbe proprio che il fisco sia molto incline all’errore, ma a pagarne le spese spesso sono i contribuenti che sono costretti a portare avanti cause o segnalare gli errori. Ma è altrettanto vero che quando è lo Stato a sbagliare, restituisce quanto dovuto. Ecco i risultati della ricerca.

Il fisco sbaglia spesso: la relazione della Corte dei Conti

Dalla relazione sul rendiconto generale dello Stato 2022 della Corte dei Conti scaturiscono importanti dati sui controlli effettuati dal Fisco. Il rendiconto è stato pubblicato il 28 giugno 2023.

Infatti, pare che quasi il 12%, e più precisamente l’11,9% degli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi ed Iva ha dato esito negativo o è stato annullato in autotutela.

Tra il 2020 e il 2022 risulta, invece, triplicato il dato degli annullamenti degli avvisi bonari che dall’1,7% in media nelle annualità 2020 e 2021 è arrivato al 6,1% nel 2022.

Secondo i dati emersi dalla relazione, si è ridotta anche l’attività di recupero dai controlli documentali prevista dall’articolo 36-ter del dpr 600/1973.

Per questi controlli, infatti, di un totale di 586.752 comunicazioni emesse, solamente poco più del 30%, vale a dire 189.193 atti, hanno avuto esito positivo e, di conseguenza, hanno portato ad un incasso. In questo caso i dati fanno riferimento al periodo d’imposta 2019.

Secondo i dati forniti dalla Corte dei Conti, questi risultati evidenziano la necessità di una approfondita riflessione sulle cause del fenomeno. Solamente così, infatti, sarà possibile ottenere un utilizzo efficiente delle potenzialità accertative, in modo da prevenire gli errori. E ciò vale anche per le posizioni marginali e di modesta o nulla proficuità.

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Avvisi bonari errati

Per quanto concerne gli avvisi bonari, la Corte dei Conti ha rilevato dati interessanti. Si registra, infatti, un importante incremento degli annullamenti a seguito di istanza in autotutela da parte dei contribuenti. Questo dato evidenzia una criticità nelle procedure di controllo automatizzato.

La prova di questa criticità è anche data dal dato pubblicato del numero di comunicazioni di irregolarità annullate o rettificate tramite i canali di assistenza.

Infatti, nonostante si sia registrato un forte incremento del numero delle comunicazioni emesse nel 2022, è stato anche raggiunto il numero record di quasi un milione di avvisi annullati o parzialmente rettificati.

Stiamo parlando di ben 994.698 avvisi. Un numero preoccupante, soprattutto considerando il fatto che la media degli anni precedenti si ferma a circa mezzo milione di atti l’anno. Questi numeri, in crescita, sono un sintomo delle persistenti criticità generate dalla complessità del sistema normativo di riferimento.

Annullamenti record degli avvisi bonari

Nel 2022 è stato registrato un importante aumento del numero di comunicazioni di irregolarità. Si tratta di comunicazioni inoltrate a seguito delle procedure di liquidazione automatizzata delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva rispetto all’anno precedente.

Il numero delle comunicazioni è salito da quasi 4,4 milioni nel 2020 a 6,9 milioni nel 2021 ed è arrivato a 7,3 milioni nel 2022.

Il report della Corte dei Conti evidenzia, inoltre, due dati interessanti. Il primo riguarda la percentuale degli annullamenti, che è arrivata al 6,1% rispetto al numero degli avvisi emessi. Questo sarebbe un sintomo, secondo la Corte, di grandi criticità nelle procedure di controllo automatizzato.

Il secondo dato da analizzare con attenzione è quello relativo al numero di comunicazioni iscritte a ruolo e di atti che non vengono saldati dai contribuenti e che quindi passano alla riscossione.

Nel 2022, secondo i dati sono state ben 4.2 milioni le comunicazioni iscritte a ruolo rispetto al 1,6 milioni incassate nell’annualità. Questo è un chiaro segno che molti di questi atti hanno esito negativo e questo va, quindi, poi a caricare e appesantire il magazzino delle cartelle esattoriali.

Tuttavia, è interessante apprendere che l’introito complessivo conseguito nell’anno 2022 con gli avvisi bonari ammonta a 11,2 miliardi di euro. Si è, quindi, registrato un incremento di quasi 3 miliardi di euro rispetto ai due anni precedenti, con un aumento del +35,6 per cento, un risultato in linea con i risultati ante pandemia. Alcuni dati precedenti rilevano dati positivi anche al contrasto dell’evasione fiscale.

Il fisco sbaglia spesso: il rapporto di Eurispes

Altri dati interessanti relativi agli errori commessi dal Fisco sono contenuti all’interno del rapporto di Eurispes dal nome “Fisco impossibile”. L’Eurispes è L’Istituto di Ricerca degli italiani, un ente privato che si occupa studi sulla politica, sull’economia e sulla società.

Lo studio “Fisco impossibile, storie di imposte, tasse, cittadini ed imprese” si concentra sulla realtà tributaria del nostro Paese. Fornisce, quindi, una fotografia dell’attuale situazione tributaria. Il rapporto è coordinato dall’Avvocato Giovanbattista Palumbo, direttore dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche Fiscali.

L’Avvocato ha identificato quali sono le principali criticità del sistema fiscale. In merito alla revisione delle sanzioni tributarie, è stato ricordato che abbiamo sanzioni amministrative che oscillano dal 120 al 200% rispetto all’imposta dovuta, fuori linea rispetto agli altri partner europei.

Si tratta di sanzioni che sono di molto superiori rispetto a quelle applicate negli altri stati in Europa, senza parlare della pressione fiscale esistente.

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Le criticità del sistema tributario

Lo studio di Eurispes cita i primi rapporti, che risalgono ormai a quasi trent’anni fa. Infatti, già nel 1995 si contavano ben 837 leggi in materia fiscale, oltre a 46 tributi erariali, comunali, provinciali e regionali. Numeri elevatissimi, e da allora, la situazione non è decisamente migliorata ma, al contrario, in alcuni casi sembrerebbe persino peggiorata.

Ma lo studio di quest’anno è giunto concomitanza con l’approvazione della legge delega in materia fiscale. Tra le criticità evidenziate dallo studio c’è la questione delle sanzioni tributarie, che vanno dal 120 al 200% dell’imposta dovuta.

Ma appare urgente anche revisionare le sanzioni penali annesse facendo ricadere le omissioni nell’ambito della giustizia amministrativa piuttosto che in quella penale. Questo non solo per la natura della materia, ma anche per contribuire allo smistamento di processi. Infatti, ad oggi circa il 42% di procedimenti pendenti che giungono alla Cassazione è di natura tributaria.  

Ma lasciando da parte le questioni morali relative alle imposte, è appurato che la pressione fiscale in Italia sia troppo alta rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. Ma per abbassare le tasse l’unica strada percorribile è quella di contrastare l’evasione fiscale.

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Se il fisco sbaglia, può risarcire i danni?

Ma quando il Fisco sbaglia, come rimedia? Le sentenze della Cassazione hanno dimostrato in che modo agisce il Fisco quando commette errori. Un esempio è la sentenza n. 18376 del 30/06/2021 che chiarisce alcuni profili in tema di richieste risarcitorie a carico degli Enti locali.

Un esempio di azione intrapresa contro il fisco è la richiesta di risarcimento del danno subito da un amministratore di condominio da parte di un Comune. Secondo le cartelle emesse per tasse comunali degli anni 1998, 1999, 2000 il condominio risultava debitore a titolo personale, invece che nella sua qualità di amministratore condominiale a cui le tasse erano riferite.

La richiesta faceva parte giurisdizione ordinaria, e non tributaria, perché la “materia non era afferente ai tributi bensì alla richiesta del danno”. Così, l’ente pubblico è stato costretto a risarcire il contribuente.

La sentenza n.15 del 4/01/2007delle Sezioni Unite stabilisce quindi:

“la domanda di risarcimento dei danni sia basata su comportamenti illeciti tenuti dall’Amministrazione finanziaria dello Stato… la controversia, avendo ad oggetto una posizione sostanziale di diritto soggettivo del tutto indipendente dal rapporto tributario, è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria”.

Il fisco sbaglia spesso – Domande frequenti

Quanti errori commette il fisco?

Secondo relazione sul rendiconto generale dello Stato 2022 della Corte dei Conti, il Fisco sbaglia spesso gli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi ed Iva e quasi il 12% degli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi ed Iva ha dato esito negativo o è stato annullato in autotutela.

Cosa succede se il fisco commette un errore?

In caso di errore, il contribuente può far valere i suoi diritti, dimostrare l’errore e ottenere un risarcimento del danno. Ecco un esempio pratico.

Quali sono le criticità del sistema tributario?

Tra le maggiori criticità del sistema tributario c’è l’elevata pressione fiscale (più alta rispetto agli altri paesi europei) e le sanzioni tributarie che vanno dal 120 al 200% di quanto dovuto.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 22 Aprile 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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