E-commerce: spesi 45 miliardi online nel 2022. E il trend continua

L'eCommerce cresce anche nel 2022 ed è destinato a raggiungere numeri sempre più importanti. Scopriamo come cambiano le abitudini.

  • Anche nel 2022 i numeri dello shopping online aumentano rispetto al 2021;
  • Il settore più dinamico si dimostra essere quello legato al cibo;
  • La vera sfida per il futuro è la generazione Z e le sue nuove abitudini.

L’e-commerce, in Italia, è esploso prepotentemente nel 2020 e si è confermato nel 2021: complice la pandemia, molte persone hanno preferito fare i propri acquisti online.

Gli Italiani hanno scoperto un nuovo modo di acquistare e fare la spesa: l’e-commerce non era sicuramente un perfetto sconosciuto nemmeno prima del diffondersi del Covid 19, ma sicuramente nel corso degli ultimi due anni hanno utilizzato questo modo per fare la spesa un po’ tutti.

Ma quali sono le sfide per il futuro per le imprese che operano in questo settore? In quale contesto si devono muovere gli operatori? Netcomm ha presentato una ricerca nella quale sono messe in evidenza le abitudini degli Italiani e dove sono analizzati i numeri del mercato dell’e-commerce in Italia. Scopriamoli insieme.

E-commerce: i numeri del 2022

Stando ai numeri presentati dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, il commercio online verso i consumatori finali supererà i 45 miliardi di euro nel 2022, registrando un incremento del 14% rispetto al 2021. Il comparto che si dimostra più dinamico di tutti è quello Food&Grocery, che ha registrato un +17%.

Cresce anche il mercato dei servizi, il quale registra un +28% rispetto allo scorso anno, anche se i numeri sono ancora lontani da quelli del 2019. A trainare questo comparto ci pensano i buoni risultati del segmento Turismo e Trasporti, con un +33%.

Bene anche i numeri di Altro Servizi, con un buon +35%, segmento trascinato dalle performance del Ticketing per eventi. Supera l’11%, invece, la penetrazione dell’e-commerce sul totale acquisti Retail.


Gli Italiani sono innamorati dell’e-commerce

Gli Italiani che hanno effettuato un acquisto online – stando ai numeri della ricerca NetRetail di Netcomm – sono almeno 33,3 milioni, superando di 9,6 milioni di unità quelle del periodo pre-pandemia.

Il 90% dei pagamenti è stato effettuato tramite un sistema di pagamento digitale, inserito nel momento dell’ordine. In netto calo, invece, l’uso del contante (contrassegno) o del bonifico: una tendenza che coinvolge sia l’e-commerce che i negozi fisici.

Un capitolo importante deve essere dedicato al Live streaming Commerce, che ormai è un fenomeno conosciuto ed utilizzato almeno da un italiano su dieci, il quale ha anche provveduto ad acquistare tramite questo canale.

Un italiano online su tre conosce il fenomeno, ma non ha mai assistito a una diretta; il 6,9% ha partecipato a un evento senza acquistare; l’11% ha anche acquistato.

Nel corso di quest’anno, gli Italiani arriveranno ad acquistare online qualcosa come 45,9 miliardi di euro, con una crescita del 14% rispetto allo scorso anno. A segnare una buona crescita sono i prodotti, per i quali sono stati spesi 34 miliardi di euro, con una crescita del 10% rispetto al 2021. I servizi, invece, valgono qualcosa come 11,9 miliardi di euro, con una crescita del 28% rispetto al 2021.

Generazione Z: come cambiano le abitudini d’acquisto

Le abitudini d’acquisto stanno cambiando e anche il ruolo dei negozi si sta adeguando. I punti vendita si trasformeranno in centri di evasione ordini per l’e-commerce: questa è una delle ipotesi, che stanno stilando gli esperti. Una riflessione molto particolare sarà necessario fare per la cosiddetta generazione Z, che oggi è diventato un target chiave e che lo rimarrà per i prossimi 20 anni.

La generazione Z sta migrando su piattaforme in grado di garantire privacy e linguaggi più nuovi e personalizzati. Ma soprattutto non pone un netto confine, almeno mentale, tra l’online e l’offline.

I più giovani cercano prodotti, ma soprattutto le raccomandazioni degli amici per fare gli acquisti. Quando si reca in un punto vendita fisico si aspetta di trovare un’esperienza particolarmente avanzata e vuole toccare i prodotti con mano. Stiamo parlando di una generazione video first e multimediale che si muove tra le piattaforme ed è già pronta per il Metaverso come arricchimento del fisico.

e-commerce generazione z

Metaverso ed e-commerce

Sarà il Metaverso la vera rivoluzione. Almeno il 25% delle persone trascorrerà entro il 2026 almeno un’ora al giorno nel Metaverso per shopping, lavoro ed istruzione. Per non dimenticare l’intrattenimento ed i social media,

Sarà proprio grazie al Metaverso che si potrà puntare ad una maggiore personalizzazione dei prodotti ed i marchi dovranno pensare a delle esperienze sempre più personalizzate. Secondo le previsioni di Netcomm, inoltre, il divario tra social media ed eCommerce continuerà a ridursi e il social commerce risulterà rilevante.

Siamo ormai andati ben oltre l’accezione dell’e-commerce inteso come ‘shopping online’. Stiamo vedendo come questo settore abbia un impatto decisivo, non tanto in termini di penetrazione sul totale retail, bensì in quanto volano indispensabile per lo sviluppo dell’economia italiana. Per questo l’e-commerce rappresenta oggi un vero e proprio ecosistema, e come tale va trattato e regolamentato, secondo un approccio che tenga conto sia del contesto globale nel quale le imprese italiane operano, sia delle peculiarità che caratterizzano lo scenario digitale globale.

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

E-commerce in Italia – Domande frequenti

Quali sono i segmenti nei quali gli Italiani stanno spendendo più soldi nello shopping online?

In testa alla classifica vi è il cibo. Seguono i servizi ed il turismo.

Quale sarà il ruolo dei negozi nel futuro?

Alcuni esperti ritengono che possano diventare dei punti di smistamento degli ordini.

Perché è così importante la generazione Z?

Perché utilizzerà sempre di più il Metaverso e cercherà dei prodotti altamente personalizzati.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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