Diventare avvocato: formazione, requisiti, adempimenti e guadagni

Per diventare avvocato è necessario seguire prima di tutto un iter formativo ben preciso, un tirocinio e superare l’esame. Ma quali sono gli altri adempimenti per accedere alla professione? Leggi la guida per sapere tutto il necessario per intraprendere la carriera da avvocato.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • Per diventare avvocato è necessario effettuare l’iscrizione all’Albo degli avvocati rispettando i requisiti dell’effettivo esercizio della professione.
  • Quando un avvocato esercita la professione in modo continuativo e abituale è obbligato ad aprire la Partita Iva.
  • Gli avvocati all’inizio della carriera guadagnano in media 13.000 euro annui, mentre a carriera avviata il reddito può arrivare a 40.000 euro.

Una delle professioni legate alla legge è quella dell’avvocato, ma come diventare avvocato e, soprattutto, quanto tempo ci vuole? L’iter per diventare avvocati è piuttosto lungo e richiede il conseguimento di titoli di studio specifici oltre a esami e tirocini obbligatori.

La professione di avvocato suscita grande interesse nei giovani, ma studiare legge è un percorso lungo e non sempre semplice. Nel nostro Paese, soprattutto in alcuni territori, si registra una sovrabbondanza di avvocati, tanto che l’Italia si piazza al terzo posto in Europa tra i Paesi con più avvocati. Non sorprende, quindi, che questa sia tra le professioni più ambite tra i giovani studenti che scelgono di intraprendere questo percorso.

In questa guida vedremo qual è l’iter previsto per diventare avvocato, con titoli di studi e requisiti necessari per intraprendere questa professione, ma affronteremo anche temi burocratici e pratici come l’apertura della Partita Iva per avvocati.

Cosa fa l’avvocato

L’avvocato è un professionista che si occupa di interpretare le norme giuridiche per dare consulenza e assistenza ai clienti. I clienti dell’avvocato possono essere di diverso genere, come:

  • privati cittadini;
  • imprese;
  • enti;
  • organizzazioni.

Le attività degli avvocati si possono suddividere in:

  • giudiziale: assistenza, rappresentanza e difesa di fronte a un giudice o ad un arbitro;
  • stragiudiziale: assistenza, consulenze, stesure di pareri, redazione di contratti.

Inoltre, chi svolge tale professione può rappresentare gli interessi di enti ed amministrazioni pubbliche, come nel caso dell’avvocato dello Stato. Ma quanti anni ci vogliono per diventare avvocato? Per dare una risposta breve a questa domanda possiamo dire che sono necessari almeno cinque anni dall’inizio del percorso universitario.

Tuttavia, dopo la laurea è richiesto anche un periodo di tempo per il praticantato oltre all’esame d’ingresso all’Albo. Di conseguenza, per diventare avvocato a tutti gli effetti sono necessari dai sei ai sette anni circa. Ma vediamo nel dettaglio qual è l’iter da seguire per diventare avvocato e l’istruzione necessaria per avere tutti i requisiti.

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Diventare avvocato: l’iter formativo

Si può diventare avvocati indipendentemente dal liceo che è stato scelto. Infatti, erroneamente si pensa che per intraprendere questa carriera si debba frequentare esclusivamente il liceo classico. Le discipline umanistiche possono aiutare, ma non rappresentano un percorso di studi obbligatorio.

Per accedere alla professione da avvocato è, invece, obbligatorio conseguire una Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Ciclo Unico. Alcuni Atenei non prevedono test di ingresso e non hanno il numero chiuso, per cui è sufficiente fare domanda di iscrizione.

In altri casi, invece, con le facoltà di Giurisprudenza a numero chiuso, bisognerà fare un test di ingresso o entrare in graduatoria con il voto del diploma. Il voto di laurea tuttavia è ininfluente per l’abilitazione alla professione.

Il praticantato

Dopo aver conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, per diventare avvocato è obbligatorio svolgere il tirocinio legale, anche noto come praticantato. Il praticantato deve esser svolto presso lo studio di un avvocato, iscritto all’Albo da almeno 5 anni.

Il tirocinio ha una durata di 18 mesi, e non esistono strade specifiche per chi vuole diventare avvocato civilista o penalista. È prevista, inoltre, l’iscrizione al registro dei praticanti. Il praticantato deve essere svolto con:

  • assiduità: per una durata di almeno venti ore settimanali;
  • diligenza: facendo attenzione allo svolgimento delle attività;
  • riservatezza: con il massimo riserbo sulle notizie sensibili apprese durante il tirocinio.

È, inoltre, richiesta la partecipazione a 20 udienze per semestre e la presenza del praticante in udienza andrà indicata nel verbale redatto dal cancelliere o dagli stessi avvocati.

L’abilitazione

Una volta concluso il praticantato, lo step successivo per diventare avvocato a tutti gli effetti è lo svolgimento dell’esame di abilitazione professionale. Non c’è un numero massimo di tentativi in caso di bocciatura o limiti di età.

L’esame è composto da tre prove scritte e una orale. Tuttavia, dal 2020 è stato introdotto il doppio esame orale, ossia in modalità semplificata.

A questo punto, una volta superato l’esame di abilitazione, per poter esercitare l’attività professionale e partecipare alle udienze, l’avvocato dovrà iscriversi al consiglio dell’ordine degli avvocati del proprio circondario. Di conseguenza, sarà anche obbligatoria l’iscrizione alla Cassa di Previdenza degli Avvocati.

Alternative all’esame di abilitazione

Vi sono alcuni casi specifici che prevedono l’iscrizione all’Albo senza l’obbligo di sostenere l’esame di abilitazione. Ciò vale per:

  • i professori universitari di ruolo in materie giuridiche per cinque anni;
  • i magistrati ordinari, militari, amministrativi o contabili;
  • gli Avvocati dello Stato.

In più, se non si supera l’esame di abilitazione è comunque consentito esercitare come avvocato senza abilitazione all’attività stragiudiziale. Ciò comprende, ad esempio, la redazione di contratti e di pareri, le consulenze, le messe in mora o gli arbitrati, ricoprendo quindi il ruolo di consulente legale.

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Diventare avvocato: sbocchi lavorativi

Diventare avvocato è solo il primo passo per avviare la carriera, scegliendo l’ambito di specializzazione. Infatti, esistono vari tipi di avvocati, tra cui:

  • penalista, si occupa delle cause penali;
  • civilista, si occupa delle cause civili;
  • tributarista: esperto in tributi;
  • giuslavorista, esperto di diritto del lavoro;
  • matrimonialista, specializzato in cause matrimoniali.

L’avvocato può esercitare come libero professionista presso uno studio legale in forma singola o associata. In alternativa può lavorare per imprese private, ma in tal caso il professionista non potrà essere iscritto all’albo.

Infatti, farà gli interessi dell’azienda gestendo i rischi legali e facendo da tramite con studi professionali esterni, senza occuparsi in modo diretto della difesa dell’impresa privata.

La terza via è quella degli enti pubblici superando un concorso, e sempre tramite concorso può entrare nell’Avvocatura dello Stato, svolgendo così il ruolo di legale dell’Ente. Tuttavia, l’avvocato non può diventare:

  • notaio;
  • commerciante in nome proprio o per conto di altri;
  • giornalista professionista;
  • direttore di banca, di agente di cambio, ricevitore del lotto, appaltatore di un pubblico servizio o di una pubblica fornitura;
  • lavoratore dipendente pubblico o privato, anche se consistente nella prestazione di opera di assistenza o consulenza legale, che non abbia carattere scientifico o letterario.

Diventare avvocato: guadagni

Uno dei motivi principali che spinge le persone ad intraprendere il percorso per diventare avvocato è proprio la prospettiva del guadagno. Ma quanto guadagna realmente un avvocato?

Già dal momento del praticantato, il praticante guadagna un “rimborso spese” assegnato in base all’impegno e al concreto lavoro svolto. Ma il guadagno vero e proprio arriva nel momento in cui l’avvocato inizia ad esercitare a tutti gli effetti.

Generalmente, all’inizio della carriera il guadagno è piuttosto contenuto, e si aggira intorno ai 15.000 euro l’anno. Con il tempo, invece, sale a circa 30.000 euro annui, fino a raggiungere e, in alcuni casi, superare i 40.000 o 50.000 euro all’anno.

Il guadagno di un avvocato, tuttavia, dipende da diversi fattori. Infatti, bisogna considerare che è le avvocatesse o gli avvocati che esercitano al Sud in genere non arrivano a numeri importanti come i sopracitati 50.000 euro.

Bisogna, inoltre, considerare che anche in questo settore si assiste ad un gender pay gap importante. Infatti, secondo le statistiche, a parità di età e di localizzazione una donna avvocato ha un reddito dichiarato inferiore alla metà dell’avvocato uomo. Di conseguenza, anche in questo caso le donne raggiungono un reddito inferiore a quello degli uomini di circa il 58%.

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Diventare avvocato: Partita Iva

Come abbiamo anticipato, gli avvocati possono esercitare la libera professione, e se la professione è svolta in modo continuativo e abituale è obbligatoria l’apertura della Partita Iva.

La Partita Iva consente sia di emettere fattura ma anche di versare imposte e contributi. Per aprire la Partita Iva non sono previsti costi elevati, ma è necessario compilare e inviare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. In questo modello vanno inseriti i dati relativi al professionista e alla professione esercitata, come:

  • codice Ateco;
  • regime contabile da adottare;
  • cassa previdenziale.

Codice Ateco Avvocati

Il codice Ateco degli avvocati è: “69.10.10 – Attività degli studi legali”.

Con questo codice sono incluse le seguenti attività:

  • difesa degli interessi di una parte nei confronti di un’altra parte effettuata da (o sotto la direzione di) persone abilitate ad esercitare la professione forense, innanzi a un tribunale o altro organo giudiziario, e in particolare: l’assistenza e rappresentanza nei processi civili, l’assistenza e rappresentanza nei processi penali, l’assistenza e rappresentanza in materia di controversie del lavoro;
  • consulenza legale stragiudiziale;
  • studio legale associato;
  • attività di consulenza giuridica e legale.

Regime contabile per avvocati

I regimi contabili che si possono adottare sono tre, e presentano requisiti diversi:

A differenza del regime ordinario, quello forfettario è quello più conveniente perché per il pagamento delle imposte prevede un’aliquota sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni) sulla base imponibile. Invece, i regimi semplificato e ordinario prevedono un’aliquota IRPEF a scaglioni.


Iscrizione all’Albo degli Avvocati e Cassa forense

Per diventare avvocato è necessario iscriversi all’Ordine degli Avvocati e alla cassa forense, o Cassa degli Avvocati. Quest’ultimo è un ente che si occupa della previdenza degli avvocati iscritti all’Albo.

Per quanto concerne l’ammontare dei contributi versati dagli avvocati, il contributo minimo soggettivo è di € 2.945 per il 2022. Il versamento è obbligatorio per avvocati e praticanti avvocati, a cui si aggiungono € 95 di contributo di maternità. Invece, il contributo integrativo è pari al 4% del volume d’affari dichiarato.

A questi contributi gli avvocati possono aggiungere in modo facoltativo il versamento del contributo soggettivo modulare in una percentuale che può andare dall’uno al 10% del reddito netto dichiarato.

Requisiti per rimanere iscritti all’Albo

Per poter rimanere iscritti all’Albo degli Avvocati è necessario rispettare alcuni requisiti. Che sono:

  • avere una Partita Iva attiva;
  • utilizzare un locale adibito e avere almeno un’utenza telefonica per svolgere l’attività professionale;
  • trattare almeno cinque affari all’anno;
  • essere titolari di una PEC;
  • partecipare ai corsi di aggiornamento professionale;
  • sottoscrivere una polizza assicurativa;
  • pagare i contributi al consiglio dell’ordine;
  • pagare i contribuiti alla Cassa Forense.

Diventare avvocato – Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per diventare avvocato?

Per diventare avvocato sono necessari almeno cinque anni per conseguire la laurea Magistrale in Giurisprudenza a cui si aggiunge un altro anno e mezzo di tempo per il praticantato, prima di sostenere l’esame d’ingresso all’Albo, per un totale di circa sei o sette anni.

Che tipi di avvocati ci sono?

Le tipologie di avvocati si dividono principalmente in civilista e penalista, ma vi sono anche altri campi come l’amministrativo, il tributario e altri indirizzi di specializzazione elencati all’interno della guida.

È obbligatorio per un avvocato aprire la Partita Iva?

L’apertura della Partita Iva per avvocati è obbligatoria quando l’attività viene svolta in modo abituale e continuativo, ed è uno dei requisiti previsti per rimanere iscritti all’Albo degli Avvocati.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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