Come diventare notaio: formazione, concorso e apertura Partita Iva

Cosa serve per diventare notaio? Tra formazione e pratica, ecco qual è il percorso per avviare questa professione, che include l'apertura di una Partita IVA.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Come diventare notaio: formazione, concorso e apertura Partita Iva
  • Quella del notaio è una delle professioni più antiche e redditizie. 
  • Per diventare notaio è necessario seguire un percorso ben preciso. 
  • Il percorso termina con il superamento di un concorso nazionale, costituito da una prova scritta e una orale, e con la successiva apertura di una Partita Iva. 

La professione del notaio in Italia (e non solo) gode di grande prestigio, riconosciuta non solo per una questione prettamente economica, ma soprattutto dal punto di vista sociale.

Tra i falsi miti che aleggiano attorno a questo professionista, troviamo quello per il quale lo studio notarile si eredita: in realtà non è affatto così e generalmente la maggior parte dei notai in Italia non sono figli di notai

Il percorso per diventare notaio presenta un iter ben preciso: di seguito presenteremo nel dettaglio come si articola, dalla formazione al concorso, ovvero l’esame di Stato che abilita allo svolgimento della professione, fino all’apertura della Partita Iva.

Cosa fa il notaio?

La figura del notaio è storica: è stata infatti introdotta con la Legge notarile n. 89 del 1913. Il suo potere consiste nel conferire efficacia e valore legale (si parla di pubblica fede) agli atti dei quali si occupa. Vi rientrano, per esempio:

  • le compravendite immobiliari;
  • le costituzioni di società;
  • i testamenti. 

Il notaio ha anche il compito di riscuotere e versare allo Stato le tasse che sono collegate agli atti. Nello svolgere la sua professione, il notaio deve avere un atteggiamento imparziale e fare in modo di tutelare tutte le parti contraenti.

Rappresenta. infatti, il garante della veridicità e della legalità e, pertanto, è sottoposto a regolari verifiche dallo Stato. Gli atti pubblici vengono infatti controllati:

  • ogni 2 anni dal Ministero della Giustizia;
  • ogni 4 mesi dall’Agenzia delle Entrate.
Diventare notai

Cosa si studia per diventare notaio?

Chi intende provare a diventare notaio deve assolutamente iscriversi e completare la laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG/01), la cui durata è pari a 5 anni. Al termine degli studi, seguirà la pratica notarile, che comporta un periodo di pratica presso uno studio notarile. Per farla è possibile:

  1. svolgerla in autonomia;
  2. rivolgersi al Consiglio Notarile locale, richiedendo l’assegnazione di una sede presso la quale poter fare un periodo di praticantato. 

Durante la pratica, ci si dovrà iscrivere al Registro praticanti notai, tenuto del Consiglio Notarile locale: il praticante dovrà fornire a tale ente, ogni 2 mesi, un certificato (rilasciato dallo stesso studio) che dimostri il reale svolgimento del praticantato notarile. 

La durata del praticantato è pari a 18 mesi, 6 dei quali si possono anche svolgere nel corso dell’ultimo anno di Università. È molto importante, per diventare notai, fare in modo che il praticantato sia terminato entro 30 mesi dall’iscrizione nel registro praticanti

Nell’ipotesi in cui si dovesse superare tale termine, non sarebbe conteggiato il periodo di pratica effettuato durante il percorso di studi universitari. Per chi invece svolgesse la professione di avvocato o è impiegato nell’ordine giudiziario, e fosse in esercizio da almeno un anno, la pratica notarile dovrebbe svolgersi in maniera continuativa per 8 mesi

Come funziona il concorso notarile

Per diventare notaio, sarà necessario superare un concorso pubblico nazionale, che viene indetto ogni anno dal Ministero della Giustizia. Tale concorso:

  • viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
  • ha Roma come sede di svolgimento;
  • consente di assegnare un numero prestabilito di sedi notarili

Si potrà essere ammessi al concorso pubblico se si rispettano le condizioni seguenti:

  1. è stata conseguita una laurea in Giurisprudenza;
  2. è stato completato il periodo di praticantato;
  3. non si abbiano più di 50 anni
Concorso notaio

Esame notarile: le prove

Risulta possibile partecipare al concorso soltanto 5 volte. La prova consiste in due esami:

  1. uno scritto;
  2. uno orale, al quale si accede soltanto se si supera lo scritto

Lo scritto sarà a sua volta composto da 3 prove teorico-pratiche, che consisteranno in:

  • un atto di ultima volontà (quindi un testamento);
  • un atto tra vivi di diritto civile;
  • un atto tra vivi di diritto commerciale

Le 3 prove scritte, così come l’esame orale, sono esaminate da una commissione apposita, formata da:

  • un presidente, che sarà un magistrato di Cassazione;
  • un vice presidente, che sarà un  magistrato idoneo alla nomina in cassazione;
  • 7 magistrati di appello;
  • 6 professori universitari, ordinari o associati, di  materie giuridiche;
  • 9 notai con almeno 10  anni di anzianità nella professione.

Anche l’orale è composto da 3 diverse prove, sui seguenti gruppi di materie:

  1. diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione, con particolare riferimento agli istituti giuridici in rapporto ai quali si svolge l’ufficio di notaio;
  2. disposizioni sull’ordinamento del Notariato e degli archivi notarili;
  3. disposizioni riguardanti le imposte indirette.
Come diventare notaio

Nomina a notaio

Al termine del concorso e della correzione delle prove, ci sarà una graduatoria: il Ministero della Giustizia assegnerà ai vincitori la sede presso la quale dovranno avviare, entro 3 mesi di tempo, uno studio in cui dovranno essere conservati gli atti, i registri e i repertori notarili. 

Tale assegnazione:

  • avverrà tramite decreto del Direttore Generale della Giustizia Civile del Ministero;
  • sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il neo notaio riceverà, dal Ministero di Giustizia, il sigillo e lo strumento per apporre la firma digitale: per tale motivo, sarà tenuto ad apporre la propria firma autografa con l’impronta del sigillo presso il Consiglio Notarile al quale appartiene.

La nomina a notaio avviene, dunque, nel momento in cui si supera il concorso notarile. Per esercitare le funzioni notarili:

  • non sarà necessario iscriversi a un albo professionale;
  • si sarà assegnati presso una determinata sede in base alla posizione della graduatoria nazionale. 

I notai sono distribuiti sul territorio nazionale in Distretti, la cui estensione territoriale coincide con la circoscrizione territoriale del Tribunale. I notai residenti con sede nel Distretto compongono il Collegio notarile: per ogni Collegio è presente un Consiglio notarile. 

I distretti in cui siano presenti meno di 15 notai potranno essere uniti a un distretto limitrofo: in tale ipotesi, vi sarà un solo Consiglio notarile. L’ordine professionale di categoria a livello nazionale si chiama Consiglio Nazionale del Notariato: lo compongono 20 notai, che vengono eletti da tutti i notai in esercizio. 

Consiglio Nazionale del Notariato

Quanto guadagna un notaio?

Il notaio è un libero professionista, quindi non è un dipendente statale: può lavorare nel suo studio notarile da solo, oppure assieme ad altri professionisti. I suoi guadagni possono dipendere da fattori differenti, come per esempio:

  • il numero di clienti;
  • la notorietà dello studio notarile;
  • la sede in cui si trova;
  • la tipologia di atti che vengono eseguiti. 

Nel caso di un atto di compravendita immobiliare, il costo del notaio è molto variabile, in quanto dipende dalla tipologia di immobile per il quale si fa il rogito e dal valore dello stesso.  

Quello del notaio è comunque uno dei mestieri più redditizi tra quelli in circolazione, con una media annuale che si aggira intorno ai 200.000 euro. Quali sono i costi medi da spendere per i principali atti per i quali potrebbe essere necessario il notaio? Li abbiamo raccolti nella tabella che segue. 

Tipologia di atto notarileCosto
testamentotra 800 e 2.000 euro
pratiche di usucapionetra 2.000 e 6.000 euro
atto di successione300-400 euro
rogito di una casa2.000-3.000 euro

Notaio e partita IVA

Come anticipato nelle righe precedenti, il notaio è un libero professionista: di conseguenza dovrà procedere, per poter guadagnare come tale, con l’apertura della partita IVA. Quale è il regime fiscale più conveniente? 

Intanto, prima ancora di aprire la partita IVA, si dovrà individuare il proprio codice Ateco, che per le Attività degli studi notarili è il seguente: 69.10.20. Le considerazioni da fare sono legate al fatturato. 

Il regime forfettario, con imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività) potrà essere scelto soltanto nel caso in cui il proprio fatturato annuo non superi i 65.000 euro. Per un notaio alle prime armi, con poca fama e clienti, potrebbe essere la soluzione ideale. 

Allo stesso modo, per un notaio che ha già diversi clienti perché si affianca a uno studio già avviato, sarebbe preferibile scegliere la partita IVA ordinaria, per la quale è già in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica e che presenta la possibilità di accedere a diverse detrazioni fiscali. 

Il parere di un esperto in materia, soprattutto se si tratta di muovere i primi passi in questo settore, è comunque sempre consigliato. 

Come diventare notaio – Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per diventare notaio?

Il percorso per diventare notaio prevede 5 anni di giurisprudenza, un praticantato di 18 mesi e il superamento di un concorso nazionale.

Quanto guadagna in media un notaio?

I notai che operano da diverso tempo possono arrivare a guadagnare anche 200.000 euro all’anno. Il guadagno comunque è determinato sulla base di diversi fattori: ecco quali.

Chi può fare il notaio?

Tutti possono aspirare a diventare notai, cominciando da una laurea in giurisprudenza, superando un periodo di praticantato, nel rispetto di alcune scadenze, e il concorso nazionale, prima di aver compiuto 50 anni. 

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 7 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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