Chi sono gli avvocati che in Italia guadagnano di più?

Quanto guadagna mediamente un avvocato in Italia? Scopriamolo attraverso i dati di Aiga e l’analisi delle differenze tra dipendenti e liberi professionisti con Partita IVA.

Chi sono gli avvocati che in Italia guadagnano di più?
  • Fare l’avvocato in Italia non significa necessariamente guadagnare stipendi elevati. 
  • La media nazionale dei guadagni di un avvocato in Italia, soprattutto sotto i 45 anni, è inferiore ai 30.000 euro lordi
  • Ci sono differenze notevoli tra gli avvocati che lavorano come dipendenti e quelli che svolgono la libera professione. 

Quanto guadagna un avvocato? Si tratta di una domanda che, chi ambisce a intraprendere questa professione nella propria vita, si sarà sicuramente posto. 

Il percorso per diventare avvocato non è semplice: dopo aver frequentato la facoltà di Giurisprudenza, che ha una durata di 5 anni, seguirà un periodo di tirocinio formativo e il superamento di un esame di abilitazione. 

Non è facile riuscire a dare una risposta a tale domanda in quanto ci sono comunque delle differenze a seconda della tipologia di avvocato (d’ufficio, penalista, civilista, libero professionista, dipendente, e così via). 

Faremo dunque riferimento ai dati di Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) relativi al 2020, anno che, proprio a causa della pandemia, è stato abbastanza difficile per i professionisti della legge. 

Quanto guadagna un avvocato: i dati Aiga

Al termine di un percorso di studi e di formazione piuttosto complesso e articolato, ci si aspetterebbe che il lavoro di un avvocato debba essere davvero ben retribuito. Ovviamente, pur con le dovute eccezioni, i numeri della media nazionale dicono ben altro. 

Nel periodo compreso tra il 1995 e il 2017, si è verificata una crescita esponenziale del numero di avvocati, pari al 190%: di conseguenza, per la legge della domanda e dell’offerta, c’è stata una diretta riduzione dei costi delle prestazioni

Ne è conseguito che:

  • la retribuzione media di un avvocato che ha meno di 45 anni sia inferiore ai 30.000 euro lordi annui;
  • lo stipendio mensile oscilla tra i 700 euro (per i neo iscritti all’Albo) e i 1.500 euro
Albo avvocati

Quanto guadagna un avvocato non iscritto all’albo

Gli avvocati che scelgono di intraprendere la libera professione – e che devono dunque aprire la partita IVA – sono quelli obbligati a iscriversi all’Albo degli avvocati. Diverso è il discorso per gli avvocati che scelgono il lavoro da dipendente, come quello del giurista d’impresa in un’azienda. 

In questo caso:

  • non sarà necessaria l’iscrizione all’Albo degli avvocati;
  • i guadagni mensili saranno di circa 2.000 euro netti, con una RAL pari a 48.000 euro. 

In questa ipotesi, gli stipendi possono partire da una base di 22.000 euro lordi annui, per un giovane alla sua prima esperienza, fino a una RAL di 120.000 euro annui, per chi riesce a raggiungere i vertici aziendali. 

Stipendio avvocati: differenze tra Nord e Sud

Lo stipendio di un avvocato presenta anche notevoli differenze sulla base di fattori quali:

  • il genere;
  • la residenza. 

Gli avvocati del Nord Italia hanno un reddito medio superiore a 54.000 euro annui, mentre le colleghe avvocatesse arrivano soltanto a 25.000 euro. Le differenze nei guadagni a seconda della Regione sono stati raccolti nella tabella che segue. 

Area geograficaGuadagno medio annuale
Nord Italia55.000 euro
Centro Italia41.000 euro
Sud Italia22.000 euro

I dati di Aiga riportano inoltre che:

  1. i professionisti che hanno appena iniziato e si sono appena iscritti all’Albo forense, registrano fatturati di appena 10.000 euro annui;
  2. gli avvocati che guadagnano di meno sono quelli d’ufficio: i neolaureati, per esempio, ricevono retribuzioni comprese tra i 500 e gli 800 euro al mese;
  3. gli avvocati che lavorano in aziende di tipo Finance o IT, e hanno almeno 10 anni di esperienza, possono anche ambire a guadagni di 100.000 euro all’anno

Quanto guadagna un avvocato nel mondo?

In Italia troviamo circa 4 avvocati ogni 1.000 abitanti (si tratta di uno dei rapporti più alti a livello internazionale) e, dunque, non c’è da stupirsi del calo che ha contrassegnato lo stipendio di molti legali. 

Il nostro Paese è superato soltanto da:

  • Liechtenstein, dove troviamo 6 avvocati per 1.000 abitanti;
  • Spagna, in cui sono presenti 5 avvocati ogni 1.000 abitanti. 

Ecco quali sono i guadagni medi di un avvocato in alcuni dei Paesi più vicini all’Italia e negli Stati Uniti. 

StatoGuadagno medio avvocato in un anno
Spagna30.000 euro
Francia33.000 euro
Svizzera150.000 euro
Germania50.000-100.000 euro
Regno Unito50.000 sterline (a Londra la media raggiunge le 71.000 sterline)
Stati Uniti92.700 dollari

Avvocato e iscrizione cassa forense: quando la partita IVA è obbligatoria

Qualora si decidesse di intraprendere la libera professione di avvocato, si dovrà aprire la partita IVA e ci si dovrà iscrivere all’Albo degli avvocati: i contributi dovranno essere versati in quella che prende il nome di Cassa Forense

L’apertura della partita IVA prevede la scelta di un Codice Ateco: quello legato allo svolgimento di attività legale, giuridica e forense è 69.10.10 (Attività degli studi legali). Tale codice permetterà di:

  • prestare assistenza e rappresentanza nei processi civili, nei processi penali, e in materia di controversie del lavoro;
  • svolgere attività di consulenza giuridica e legale.

L’iscrizione alla Cassa Forense sarà necessaria per il pagamento dei contributi previdenziali. Nello specifico, si tratta di:

  1. un contributo minimo soggettivo, pari a 2.875 euro;
  2. un contributo di maternità di 79 euro;
  3. un contributo integrativo, pari al 4% del volume d’affari IVA dichiarato.
Quanto guadagna un avvocato

Quando scegliere il regime forfettario per avvocati

La partita IVA prevede anche la scelta del regime fiscale nel quale esercitare la propria professione: nel caso in cui non si dovesse superare la cifra di 65.000 euro di fatturato annuo, allora si potrà scegliere il regime forfettario, con imposta sostitutiva agevolata al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di attività). 

Attualmente, il regime forfettario si caratterizza per i seguenti vantaggi:

  • pagamento dei contributi integrativi e delle imposte proporzionali al proprio fatturato annuale;
  • esonero dalla fatturazione elettronica obbligatoria (almeno per il momento) e dall’esterometro. 

Costituiscono, invece, cause di esclusione da questo regime il possesso di quote di partecipazione a società e il controllo (diretto o indiretto) di società a responsabilità limitata.

Agevolazioni per i nuovi iscritti 

I nuovi iscritti alla Cassa Forense avranno inoltre diritto alla riduzione del 50% del contributo minimo soggettivo per i primi 6 anni, qualora l’iscrizione sia avvenuta prima del compimento dei 35 anni

Per i primi 8 anni di iscrizione alla Cassa, coincidenti con l’iscrizione all’Albo, a prescindere dall’età del professionista, la riscossione avverrà per metà tramite M.Av. nell’anno di competenza (con riconoscimento di soli 6 mesi di anzianità contributiva), e per l’altra metà residua (con riconoscimento di ulteriori 6 mesi) nei 2 modi indicati di seguito:

  • in via facoltativa, entro l’ottavo anno di iscrizione, nei casi in cui il reddito sia inferiore a 10.300 euro, da versare con bollettino M.Av. (con scadenza al 31 dicembre);
  • in via obbligatoria, in autoliquidazione nell’anno successivo, qualora il reddito professionale prodotto sia pari o superiore a 10.300 euro;

Il contributo integrativo minimo non deve essere versato sia durante il periodo di praticantato, sia nei primi 5 anni di iscrizione alla Cassa Forense, che coincidono con l’iscrizione all’Albo. 

In aggiunta, sarà possibile integrare la quota versata ai fini del trattamento pensionistico:

  • aggiungendo un contributo soggettivo modulare, di percentuale compresa tra l’1% e il 10% del reddito professionale netto dichiarato;
  • dichiarando tale scelta con la compilazione del mod.5, con il quale si specifica anche la percentuale scelta.
Contributi avvocato

Come cambiano i contributi per i praticanti avvocati

L’iscrizione alla Cassa Forense, che è obbligatoria nel momento in cui si apre la partita IVA da avvocati per esercitare la libera professione, non è obbligatoria per i praticanti avvocati. 

Questi ultimi, infatti, potranno:

  • iscriversi alla Gestione Separata INPS;
  • una volta concluso il praticantato, entro 6 mesi di tempo dall’abilitazione (quindi dopo aver superato l’esame per diventare avvocati) potranno retrodatare la loro iscrizione alla Cassa Forense

In questa ipotesi, dovranno versare, in un’unica soluzione, i contributi previdenziali relativi agli anni precedenti, oppure avranno la possibilità di rateizzare il pagamento in 3 anni. 

Si ricorda che gli avvocati non ancora abilitati – quindi che non hanno ancora superato o svolto l’esame di abilitazione – potranno soltanto lavorare come consulenti in ambito extragiudiziale. Potranno pertanto aprire la partita IVA, ma dovranno iscriversi alla Gestione separata INPS. 

Quanto guadagna un avvocato – Domande frequenti

Qual è lo stipendio di un avvocato?

Lo stipendio di un avvocato in Italia dipende dal livello di esperienza e dal fatto che scelga di lavorare come dipendente o come libero professionista. Si possono guadagnare dai 20.000 ai 70.000 euro annui.

Quanto guadagna un avvocato d’ufficio?

Gli avvocati d’ufficio sono i professionisti che guadagnano di meno in questo settore: scopri quali sono gli stipendi previsti leggendo la nostra guida.

Un avvocato non iscritto all’Albo deve aprire la partita IVA?

Un avvocato che intenda esercitare la libera professione dovrà aprire la partita IVA, ma potrà iscriversi alla Cassa Forense soltanto nel caso in cui sia abilitato. 

Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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