Il diritto all’immagine diventa lavoro autonomo: la questione degli influencer

Dal campo di calcio alle piattaforme digitali: il viaggio della fiscalità nell'era degli influencer, tra diritti d'immagine e complessità transfrontaliere. Il caso Ronaldo come esempio emblematico di una nuova sfida fiscale.

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  • Cristiano Ronaldo è stato al centro di un dibattito fiscale in Italia per i guadagni dal diritto d’immagine.
  • Gli influencer sono veri e propri professionisti, perché monetizzano attraverso pubblicità e collaborazioni.
  • La tassazione dei guadagni da immagine è complessa e dipende da vari fattori come residenza e natura del reddito.

Il fenomeno degli influencer è esploso negli ultimi anni, portando alla luce nuove dinamiche di comunicazione, marketing e, ovviamente, guadagno. Ma insieme a questo trend è emersa anche una serie di questioni legate alla fiscalità.

In Italia, come nel caso di Cristiano Ronaldo, le sfide legate alla definizione e tassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento dell’immagine stanno diventando sempre più complesse. Ma cosa c’è dietro questi guadagni e come vengono considerati dal punto di vista fiscale? Cerchiamo di fare chiarezza.

Fiscalità dell’immagine: il caso specifico

Un recente caso specifico ha fatto emergere la tematica della fiscalità dell’immagine. Cristiano Ronaldo, noto calciatore portoghese e icona globale del calcio, si è ritrovato al centro di un dibattito fiscale in Italia legato ai guadagni derivanti dallo sfruttamento del suo diritto d’immagine.

La questione ha messo in evidenza le sfide e le ambiguità legate alla fiscalità dei redditi derivanti da attività di promozione dell’immagine personale, soprattutto quando queste attività si svolgono su scala internazionale.

Ronaldo, fiscalmente residente in Italia durante il suo periodo come calciatore Juventus, ha esercitato l’opzione per il regime di imposizione sostitutiva dei redditi prodotti all’estero, come previsto dall’articolo 24-bis del Tuir.

In sostanza, il calciatore ha cercato di applicare un regime fiscale agevolato ai redditi derivanti dallo sfruttamento del suo diritto d’immagine ottenuti fuori dall’Italia.

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Ronaldo ha poi chiesto all’Agenzia delle Entrate conferma della possibilità di applicare tale regime ai redditi ottenuti dalla concessione del diritto di sfruttamento della propria immagine per scopi commerciali.

Nel frattempo, Ronaldo ha ordinariamente versato le imposte e presentato la dichiarazione fiscale presumendo che il regime non potesse essere applicato a tali redditi. In seguito, ha chiesto il rimborso delle imposte versate.

Tuttavia, la Commissione tributaria provinciale di Torino e successivamente la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, con la sentenza 219/2/2023, hanno negato il rimborso delle imposte versate, ritenendo che i guadagni derivanti dallo sfruttamento del diritto d’immagine di Ronaldo fossero da considerare come redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia.

Questa decisione è basata sull’assunto che l’attività di gestione dell’immagine fosse strettamente legata alla persona di Ronaldo e, quindi, presumibilmente condotta in Italia, dove il calciatore ha la sua residenza fiscale e dove svolge la sua attività di lavoro dipendente.

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L’evoluzione degli influencer nel panorama digitale

Tuttavia, la vicenda che ha coinvolto Ronaldo non è altro che la punta di un iceberg considerando l’indotto generato dal settore dell’influencer marketing.

Iniziando dai primi blog, agli albori del web 2.0, passando per YouTube e, più recentemente, tramite TikTok e Instagram, gli influencer hanno guadagnato una posizione di rilievo nel panorama mediatico. La loro capacità di attrarre e influenzare ampie fasce di pubblico li ha resi indispensabili per molte aziende che cercano di promuovere prodotti e servizi.

Spesso sono individui che, partendo da una passione personale o da un talento particolare, hanno saputo costruire una base di follower e fans devoti. Grazie alle piattaforme social, queste figure sono riuscite a trasformare la propria immagine e voce in una vera e propria professione.

Il guadagno deriva principalmente dalla pubblicità e dalle collaborazioni con brand e aziende. Un post su Instagram, un video su YouTube o una storia su TikTok possono generare migliaia, se non milioni, di visualizzazioni. E dove ci sono occhi, c’è anche la possibilità di monetizzare.

Redditi e fiscalità: una questione complessa

Ma come vengono tassati questi guadagni? La risposta non è semplice e dipende in gran parte dal contesto geografico e legislativo. Prendendo l’esempio italiano, come menzionato in precedenza, la questione è divenuta particolarmente delicata.

Innanzitutto, bisogna distinguere tra diversi tipi di reddito:

  • se un influencer guadagna vendendo un proprio prodotto, come un libro o un corso online, il guadagno potrebbe essere considerato reddito d’impresa;
  • se i guadagni derivano dalla promozione di un prodotto di un’azienda terza, la natura del reddito cambia. Come visto nel caso di Ronaldo, la gestione del diritto d’immagine e i guadagni da essa derivanti possono essere considerati come redditi da lavoro autonomo.

Tale distinzione è fondamentale dal punto di vista fiscale, poiché, come ben sappiamo, i redditi d’impresa sono soggetti a differenti tassazioni rispetto ai redditi da lavoro autonomo. Inoltre, gli influencer spesso operano su una scala globale, con follower e collaborazioni che vanno oltre i confini nazionali.

Questo introduce un ulteriore livello di complessità: dove vengono prodotti questi redditi? E dove devono essere tassati?

Il luogo di residenza fiscale dell’influencer gioca un ruolo chiave in questo contesto. Come evidenziato dalla Corte di giustizia tributaria piemontese, l’attività di gestione dell’immagine è strettamente legata alla persona e, pertanto, è possibile presumere che tale attività venga esercitata nel paese di residenza fiscale.

Tuttavia, con influencer che spesso si spostano e collaborano con brand internazionali, la determinazione precisa della sorgente del reddito può diventare un vero rompicapo.

Diritto all’immagine e lavoro autonomo – Domande frequenti

Come funzionano i diritti di immagine?

I diritti di immagine permettono a un individuo di controllare e monetizzare l’uso della propria immagine.

Quanto durano i diritti di immagine?

La durata dei diritti di immagine varia a seconda delle legislazioni, ma spesso dura per tutta la vita dell’individuo e può estendersi anche dopo la morte.

Come viene tutelato il diritto all’immagine?

Il diritto all’immagine è tutelato dalla legge, e violazioni possono portare a cause legali e risarcimenti. Ecco le ultime sentenze a tema influencer.

Autore
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Francesca Di Feo

Redattrice Partitaiva.it

Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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