Credito alle PMI in Italia, i tassi alti frenano la crescita e le banche sono sempre più selettive: il report

I nuovi prestiti alle piccole e medie imprese crescono, ma restano sotto i livelli del 2022 e il costo del credito è ancora elevato in quasi tutti i Paesi analizzati dall'Ocse. In Italia la contrazione si è accentuata nel 2024. Il punto sulla situazione e sulle prospettive.

Adv

credito imposta beni strumentali 40

Il credito alle piccole e medie imprese è tornato a muoversi, ma non abbastanza. Nel 2024 i nuovi prestiti alle Pmi hanno registrato una crescita mediana del 5,7% nei Paesi monitorati dall’Ocse, ma i volumi restano ancora inferiori del 4% rispetto al 2022 e, soprattutto, lo stock complessivo di prestiti in rapporto al Pil si è ridotto in 25 Paesi su 41. È il quadro che emerge dal report Financing SMEs and Entrepreneurs 2026, pubblicato dall’Ocse e basato su dati relativi a 48 Paesi, con una serie storica che copre il periodo 2007-2024.

Il report è uno degli strumenti più completi a livello internazionale per monitorare l’accesso al credito delle imprese di minori dimensioni: raccoglie indicatori su debito bancario, capitale di rischio e strumenti alternativi come factoring e leasing, oltre alle condizioni di finanziamento applicate dalle banche. Per le piccole e medie imprese italiane, il quadro che ne emerge è tra i più critici dell’area analizzata.

revolut business

Tassi ancora alti: in 34 Paesi su 39 il credito costa più del periodo pre pandemia

Il primo ostacolo è il costo del denaro. Nonostante la fase di riduzione dei tassi avviata dalle banche centrali, le condizioni effettive di finanziamento per le Pmi restano onerose: in 34 Paesi su 39 analizzati dall’Ocse, i tassi applicati alle piccole e medie imprese sono ancora superiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Si tratta di un dato rilevante, perché significa che l’allentamento della politica monetaria non si è ancora trasmesso pienamente alle condizioni reali di accesso al credito per le imprese più piccole. Le grandi aziende, che possono accedere direttamente ai mercati finanziari o negoziare condizioni migliori con le banche, risentono meno di questo problema. Per le PMI, invece, il canale bancario resta spesso l’unica strada, e il suo costo incide direttamente sui margini e sulla capacità di investire.

A complicare il quadro si aggiunge l’instabilità internazionale. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente mantengono elevata l’incertezza sui prezzi dell’energia, con effetti a cascata su inflazione e costi operativi delle imprese.

tot bonifici istantanei

Le banche chiedono più garanzie: il segnale di una maggiore cautela

Ad ogni modo, non sono solo i tassi a pesare. In 10 Paesi su 17 considerati nel report, è aumentata anche la quota di piccole e medie imprese a cui viene richiesta una garanzia per ottenere un prestito. È un chiaro indicatore che racconta la crescente cautela degli istituti di credito: in un contesto percepito come più rischioso, le banche tendono a selezionare con più attenzione i debitori e a chiedere coperture più ampie prima di erogare. Un approccio che trova una buona apertura anche da parte delle stesse PMI, che negli anni sono riuscite ad avere accesso a garanzie pubbliche gratuitamente, o a condizioni molto vantaggiose.

nordvpn

Prestiti PMI a lungo termine in calo: meno investimenti, più liquidità

C’è poi un problema di struttura del credito. Tra i segnali più preoccupanti emersi dal report c’è la riduzione dei prestiti a lungo termine, quelli generalmente destinati a finanziare investimenti in beni strumentali, tecnologia, espansione produttiva. Il credito che cresce è prevalentemente di breve periodo, orientato a sostenere la liquidità operativa più che lo sviluppo.

La distinzione è tutt’altro che irrilevante. Un’impresa che riesce a pagare i fornitori e i dipendenti, ma non a investire in nuovi macchinari o in digitalizzazione, resta competitiva nel breve ma accumula un ritardo strutturale nel medio periodo. Il report Ocse lo evidenzia con chiarezza: “l’incertezza economica e i costi di finanziamento relativamente elevati continuano a contribuire a una crescita debole del credito alle MI.”

Il rimborso dei prestiti concessi durante la pandemia ha contribuito a ridurre ulteriormente lo stock complessivo di credito disponibile, accentuando questa dinamica.

nordvpn

Factoring e leasing: strumenti utili, ma insufficienti da soli

Anche le fonti di finanziamento alternative al credito bancario mostrano un andamento contenuto. Il factoring, utilizzato per anticipare i crediti commerciali, ha registrato un calo del 3% nel 2024. Il leasing, impiegato soprattutto per l’acquisto di beni strumentali, è cresciuto solo dell’1,6%. Strumenti utili per la gestione operativa quotidiana, ma che non sostituiscono il credito bancario quando si tratta di sostenere investimenti di medio e lungo periodo.

Sul fronte del capitale di rischio, il quadro è più articolato. Il venture capital è cresciuto in 18 Paesi su 30, ma la distribuzione è tutt’altro che uniforme: la crescita si concentra in poche operazioni di grandi dimensioni, in larga parte nel settore dell’intelligenza artificiale. Il beneficio per l’insieme delle Pmi, in particolare quelle dei settori tradizionali, resta limitato.

hype business

Intelligenza artificiale e fintech: una leva ancora da sviluppare

Uno degli elementi più interessanti del report riguarda il ruolo crescente della tecnologia nel sistema del credito alle imprese. Le società fintech indicano sempre più spesso le PMI come principale segmento di clientela, mentre aumenta il peso dei finanziatori non bancari nel mercato del credito alle imprese.

Parallelamente si sviluppano nuove infrastrutture digitali: registri centralizzati delle fatture, piattaforme per il factoring digitale, strumenti di analisi del rischio basati sull’intelligenza artificiale. Quest’ultima, in particolare, viene utilizzata per valutare le richieste di finanziamento integrando fonti di dati diverse da quelle tradizionali, con l’obiettivo di ampliare l’accesso al credito anche per le imprese con una storia creditizia limitata o con bilanci di dimensioni ridotte.

Si tratta di un cambiamento potenzialmente rilevante, ma ancora nelle fasi iniziali. L’adozione di questi strumenti è disomogenea tra i Paesi e tra i diversi segmenti di imprese, e la regolamentazione in materia è ancora in corso di definizione in molti mercati.

blank business

Italia: la contrazione del credito si è accentuata

Il focus sull’Italia che emerge dal report Ocse non lascia spazio a ottimismi facili. Nel nostro Paese il credito alle Pmi ha continuato a ridursi, con una contrazione che si è accentuata nel 2023 e nel 2024. Per le grandi imprese la flessione è stata più contenuta e si è quasi arrestata nei primi mesi del 2025. Il divario tra grandi aziende e Pmi nell’accesso al credito, quindi, si è allargato.

Gli standard di credito si sono irrigiditi per gran parte del biennio 2023-2024, con le banche che hanno adottato criteri più selettivi nella valutazione delle richieste. Solo verso la fine del 2024 si è osservato un primo allentamento, ma riguarda principalmente le imprese di maggiori dimensioni. I tassi sui finanziamenti, dopo il picco del 2023, hanno iniziato a scendere nel corso del 2024, mentre le richieste di garanzie si mantengono stabili.

Sul fronte della qualità del credito, il quadro è più rassicurante. Nel 2024 si registra un lieve aumento dei nuovi crediti deteriorati tra le Pmi, ma lo stock complessivo continua a diminuire. Secondo l’Ocse, la qualità degli attivi bancari “rimane pressoché invariata.”

Migliora invece la dinamica dei pagamenti tra imprese: i ritardi scendono ai livelli più bassi degli ultimi anni, con una riduzione più marcata per le microimprese. Un segnale positivo, che indica una maggiore solidità finanziaria operativa nonostante le difficoltà di accesso al credito.

In aumento, invece, il numero delle liquidazioni giudiziali nel biennio 2023-2024, pur restando su livelli inferiori rispetto al periodo pre-pandemia. Il report Ocse collega questa dinamica al maggiore utilizzo degli strumenti di ristrutturazione del debito previsti dal Codice della crisi d’impresa.

finom business

Le garanzie pubbliche e le politiche a sostegno delle PMI

In tale contesto, le garanzie pubbliche continuano a svolgere un ruolo decisico nel sistema del credito alle piccole imprese italiane. Il report segnala che nel 2024 è stato introdotto un quadro temporaneo per i prestiti assistiti dal Fondo centrale di garanzia, con condizioni più favorevoli rispetto al periodo pre-pandemia, anche se meno ampie rispetto a quelle adottate dopo il conflitto in Ucraina.

A livello internazionale, i governi stanno ampliando i programmi di venture capital, spesso attraverso fondi di fondi e con il coinvolgimento delle banche pubbliche di sviluppo. Le politiche pubbliche si orientano verso settori specifici come tecnologie verdi, deep-tech e difesa, e mostrano una crescente attenzione a ridurre la concentrazione geografica degli investimenti e a favorire l’accesso al credito per categorie sottorappresentate, tra cui le imprese guidate da donne.

L’Ocse indica come prioritaria, per i prossimi anni, la diversificazione delle fonti di finanziamento per le PMI: sviluppo degli strumenti basati su asset, maggiore accesso al capitale di rischio, diffusione di soluzioni digitali e intelligenza artificiale applicata alla valutazione del merito creditizio. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dal canale bancario tradizionale e avvicinare le imprese a forme di finanziamento più flessibili e accessibili, soprattutto per chi si trova nelle fasi iniziali di sviluppo o opera in mercati a forte innovazione.

Autore
Foto dell'autore

Roberto Rais

Giornalista e autore

Giornalista e autore, consulente e coordinatore editoriale, collabora con agenzie di stampe e società editoriali italiane ed estere specializzate in economia e finanza, gestione di impresa e organizzazione aziendale.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.