Le città più innovative nel mondo: la classifica 2024

Le città più innovative del mondo si trovano in Asia o negli USA, anche se alcune zone europee sono particolarmente floride. Ecco la classifica 2024 con alcuni nomi italiani.

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san francisco
  • I paesi asiatici e la Silicon Valley sono al primo posto nel mondo per innovazione, secondo la classifica stilata da Finom.
  • Le startup di tutto il mondo portano avanti l’innovazione soprattutto in alcuni settori: fintech, ambiente, nuove tecnologie informatiche, innovazione industriale, AI e biotecnologia.
  • In Italia il polo maggiormente innovativo è Roma, che sorpassa la città di Milano.

San Francisco è la città più innovativa del mondo. È il dato che emerge da una ricerca condotta da Finom, piattaforma che ti offre un conto business online con fatturazione elettronica per PMI e professionisti.

La società ha analizzato il livello di innovazione in vari settori economici nelle principali città del mondo, mettendo a punto il cosiddetto Finom Innovation in Business Index.1

La classifica aggregata ha dimostrato che il progresso è concentrato soprattutto nei paesi asiatici e nella Silicon Valley, con San Francisco (1°), Pechino (2°), New York (3°), Boston (5°), Shanghai (6°), Tokyo (7°), Washington (9°) e Los Angeles (10°) che occupano i primi posti.

Solo due città europee sono in top ten: Londra (4°) e Parigi (8°). Roma, al 68° posto, è la prima città italiana in classifica, seguita da Milano (solo 79° posto).

In queste città si trovano il maggiore numero imprese impegnate nella ricerca e nello sviluppo, startup innovative e aziende che scelgono di muoversi in alcuni degli ambiti di maggiore interesse negli ultimi anni: il settore fintech, l’ambiente, le nuove tecnologie informatiche, l’innovazione industriale, le AI e la biotecnologia.

Città più innovative al mondo: la classifica

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Aree di innovazione: le città più virtuose

La ricerca va a stilare una classifica delle zone del mondo in cui si concentra maggiormente l’innovazione, in base ad alcuni parametri specifici. In alcune città è particolarmente marcata la presenza di aziende che investono in ricerca e sviluppo, istituti di ricerca governativi riconosciuti a livello internazionale e università.

Nell’ambito dell’innovazione infatti queste realtà sono fondamentali e portano avanti idee e progetti nuovi da implementare. Un altro fattore importante per individuare un’area in cui si concentra l’innovazione riguarda l’ecosistema aziendale del territorio: qual è il contributo dell’industria per la singola città? Quante persone sono impiegate?

Quali sono le startup che hanno ricevuto finanziamenti e quante sono attive? La ricerca di Finom ha individuato quali sono le città più virtuose intorno a tutti questi aspetti: andiamo ad approfondire.

1. Spesa dell’azienda in R&S per sede

Un primo parametro importante da considerare riguarda quali sono le spese portate avanti dalle aziende per la ricerca e lo sviluppo (R&S). Si parla in questo caso di realtà a scopo di lucro, che investono in quest’importante area.

Al primo posto per questo fattore con 100 punti troviamo la città di San Francisco, negli USA. Insieme ad altri importanti centri di innovazione, questa città si trova nella Silicon Valley, sede di diverse aziende specializzate in alta tecnologia.

Seguono Tokyo, New York e Pechino, mentre per l’Europa successivamente troviamo la città di Parigi, con un punteggio di 60.83.

2. R&S in organizzazioni governative

Un secondo fattore importante per individuare una città innovativa è la presenza di organizzazioni governative che portano avanti progetti di ricerca e sviluppo sul territorio. Si parla di istituti di ricerca di alto livello, che vengono riconosciuti in tutto il mondo.

Al primo posto in questo caso troviamo Pechino, in Cina. Questo paese è impegnato da anni soprattutto nella scienza e nella tecnologia, con importanti istituti conosciuti a livello internazionale.

Nella classifica spiccano poi diverse città USA: Washington D.C., San Francisco, New York. Per l’Europa ancora una volta viene premiata la città di Parigi, mentre poco più in basso troviamo Berlino.

3. R&S nelle università

Parlando di ricerca e sviluppo non si possono non menzionare le università: la presenza di poli di alto livello contribuisce ad innalzare il grado di innovazione presente in una città.

In questo caso il punteggio pieno viene dato alla città di Londra, con la presenza di centri come: il King’s College London, l’University College London, il London Metropolitan University, la Queen Mary University of London e così via. Seguono per la presenza di centri universitari di alto livello la città di Boston, Pechino, Seoul e New York.

4. L’ecosistema industriale

L’industria è fondamentale per la realizzazione di idee e progetti, per cui l’ecosistema industriale presente in una data zona può contribuire in modo sostanziale all’innovazione, oltre a garantire inclusione lavorativa e sociale. La ricerca tiene qui presenti alcuni dati come: il numero di persone impiegate nella produzione e la presenza di grandi aziende manifatturiere o ingegneristiche.

In questo caso le città più virtuose si trovano in Asia: si parla di Hangzhou in Cina, Tokyo in Giappone e poi nuovamente le città cinesi di Guangzhou, Pechino e Shanghai, a cui seguono alcune città della Corea del Sud. Per l’Europa spicca il Regno Unito, con un punteggio di 68,75 per Londra.

Non è un caso che sul podio per ecosistemi industriali si trovino molte città asiatiche: in termini economici si parla di un secolo attraversato dalla presenza massiccia dell’Asia, che sviluppa, produce ed esporta in tutto il mondo.

Sono presenti infatti veri e propri colossi della tecnologia, come Tencent, Baidu, Alibaba, Tata, Infosys, China Mobile. Il mercato cinese è in particolare espansione in tutto il mondo.

5. L’ecosistema tecnologico

La presenza di realtà specializzate nello sviluppo tecnologico è particolarmente importante per l’innovazione, in stretta sinergia con la nascita e la crescita delle startup. In questo caso Londra guadagna il primo posto nella classifica, seguita da New York, Pechino, San Francisco e Shangai.

6. Startup sul territorio

Un dato importante è quello che riguarda la presenza di nuove startup, che vengono finanziate per portare avanti progetti innovativi. In questa classifica in particolare si prendono in considerazione quelle nate dopo il 2010, che sono state finanziate per sviluppare i propri progetti dal 2015 in avanti.

La ricerca in questo caso riprende similmente i primi posti per ecosistema tecnologico: Londra, New York, San Francisco, Pechino e Tokyo. In Regno Unito in particolare il governo mette a disposizione diversi tipi di incentivi e finanziamenti per il tessuto di nuove imprese del paese, soprattutto nella capitale.

Le agevolazioni fiscali sono un fattore importantissimo nella nascita di nuove startup nel paese. Tramite Patent Box infatti, le realtà nascenti in questo paese vengono premiate tramite una detassazione importante sui redditi di impresa.

7. Finanziamenti con Venture Capital

Un ultimo tassello importante per individuare le città più virtuose in termini di sviluppo economico riguarda i finanziamenti ottenuti dalle aziende dal 2010, in termini di Venture Capital. Con questo termine si individuano gli investitori privati che apportano capitale di rischio su imprese nascenti, che non sono quotate, ma che hanno un potenziale alto di sviluppo successivo.

I finanziamenti iniziali, soprattutto per le startup, sono importantissimi per determinare l’evoluzione successiva dell’impresa. Nella classifica al primo posto per importo complessivo di finanziamenti stanziati a queste realtà troviamo Pechino, New York, San Francisco, Shangai e Londra.

Le città più innovative del mondo: quali sono i settori

Un’attenzione particolare va rivolta ai settori in cui le imprese innovative del mondo si muovono. Come abbiamo anticipato, oggi ci sono alcuni ambiti al centro di uno sviluppo accelerato. Si tratta in particolare di settori vicini all’ambiente, alle nuove tecnologie, come l’AI, il fintech e la biotecnologia.

Abbiamo quindi anche una classifica delle zone del mondo più virtuose per ogni settore di interesse. Elenchiamo qui di seguito le città sul podio in questo senso:

  • innovazione, AI e machine learning: Pechino, New York e San Francisco;
  • servizi bancari e finanziari: Londra, New York e San Francisco;
  • innovazione biotecnologica: Boston, New York e Shangai;
  • Istruzione: Pechino, Londra e New York;
  • innovazione FinTech: Londra, New York, Hangzhou;
  • innovazione nelle tecnologie green: San Francisco, New York e Pechino;
  • assistenza sanitaria: New York, Londra e San Francisco;
  • ospitalità, svago e alloggi: Londra, New York e Pechino;
  • IT e sviluppo software: Londra, San Francisco e New York;
  • mobilità: Pechino, Londra e San Francisco;
  • commercio al dettaglio: New York, Londra e Pechino;
  • viaggi: Londra, New York e San Francisco.

Cina e USA sono le zone nel mondo in cui si concentra maggiormente l’innovazione, mentre per l’Europa da come abbiamo visto da questi dati spiccano Londra e Parigi. L’economia mondiale si muove soprattutto negli ambiti appena elencati, promuovendo nuovi sistemi, come l’intelligenza artificiale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’economia

Nell’economia globale sotto la lente di ingrandimento c’è soprattutto lo sviluppo delle intelligenze artificiali, a partire dal noto progetto di OpenAI su ChatGPT, che ha portato a numerose evoluzioni successive. Questi strumenti si sono diffusi rapidamente in tutto il mondo, arrivando anche in Italia con accesso libero o tramite abbonamenti specifici.

Le imprese di tutto il mondo si trovano quindi di fronte ad un’accelerazione particolarmente importante dal punto di vista della tecnologia: la necessità di adeguarsi nel prossimo futuro può diventare critica per le aziende per rimanere competitive sul mercato. Le AI infatti velocizzano i processi e non è ancora chiaro come questo cambiamento impatterà nel futuro su vecchie e nuove professioni.

Quello che è certo è che diventa necessario oggi per le imprese prendere in considerazione questi nuovi strumenti e fornire una giusta formazione per il loro utilizzo sia ai manager che ai lavoratori.

L’espansione del settore fintech

Particolare rilevanza prende anche l’ambito fintech, intorno al quale si sviluppano oggi moltissime startup, anche in Italia. Con questo termine si intende l’unione tra finanza e tecnologia: i prodotti sviluppati dalle imprese nel settore portano innovazione nel sistema di gestione e utilizzo del denaro, diventando sempre più importanti in un mondo digitalizzato.

Si parla anche di economia dei dati: l’utilizzo di una grande quantità di informazioni oggi è un argomento centrale non solo per le imprese, ma anche per le istituzioni. Intorno al fintech poi si sviluppano soluzioni innovative che riguardano da vicino la sicurezza di questi dati, per prevenire i rischi causati dalla perdita di informazioni sensibili.

Informatica e cybersicurezza

Un ambito da non sottovalutare, emergente negli ultimi anni, è quello della cybersicurezza: sempre più spesso enti governativi, istituzioni e imprese si trovano di fronte alla necessità di tutelare e proteggere una grossa mole di dati da attacchi esterni.

I dati sensibili in particolare, come possono essere quelli inerenti la salute, ma anche altre informazioni relative ai cittadini di tutto il mondo, sono oggi esposti a rischi che in precedenza erano del tutto assenti o agivano in misura minore. Dagli attacchi hacker a situazioni di phishing, fino al blocco di interi sistemi.

Le aziende e le istituzioni pubbliche di tutto il mondo hanno sempre più bisogno quindi di tutelarsi da questi rischi, analizzandoli e preparandosi preventivamente.

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Le città più innovative in Italia

Dove si colloca invece il nostro paese e che ruolo gioca nell’innovazione?

Contrariamente a quanto si può immaginare, Milano non si trova al primo posto: la classifica individua Roma come polo di maggiore innovazione in Italia. Seguono la città Lombarda, Bologna, Padova e Torino.

Rispettivamente, il punteggio complessivo viene così individuato:

  • Roma: 68°, punteggio di 53,50;
  • Milano: 79°, punteggio di 52,44;
  • Bologna: 85°, punteggio di 52,22;
  • Padova: 95°, punteggio di 52;
  • Torino: 98°, punteggio di 51,35.

La capitale quindi si attesta come primo centro di innovazione del paese, patria di moltissime nuove startup. Prendendo in considerazione il Cruscotto di Indicatori Statistici sulle startup innovative2 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Roma nel 2021 contava 1.471 startup di questo tipo.

Il MIMIT ha individuato alcuni valori interessanti che riguardano proprio gli ambiti in cui si muovono le startup italiane. Il principale settore riguarda la fornitura di servizi alle imprese (75,2%), seguono il manifatturiero (16,4%) e il commercio (3,1%). In questi contesti l’informatica è preponderante: dallo sviluppo di software alla consulenza, le startup trovano un campo florido proprio nella digitalizzazione.

Ricordiamo che l’obiettivo di digitalizzare il paese, sia a livello di istituzioni che di aziende private, è incentivato anche da iniziative specifiche dello Stato, sulla base di linee guide precise e fondi specifici, erogati ad esempio attraverso il PNRR. L’innovazione in Italia al momento ruota quindi, da come viene confermato anche da questi dati, proprio intorno alla tecnologia e al digitale.

Metodologia di ricerca

La ricerca Finom da cui abbiamo estrapolato i dati sulle più innovative città nel mondo ha assegnato un punteggio a ciascun luogo in base ai fattori che abbiamo analizzato in questo articolo, tenendo in considerazione anche i diversi settori economici al momento più floridi.

La procedura utilizzata ha seguito precise formule per l’individuazione del punteggio specifico, con la scelta di adottare la soglia minima di 50 per indicare solamente le città con valori più alti. La ricerca ha quindi effettuato una scrematura dalle 200 città inizialmente prese in considerazione.

  1. Le città più innovative: la classifica di Finom, finom.co ↩︎
  2. Cruscotto di Indicatori Statistici, dati nazionali startup innovative, mimit.gov.it ↩︎
Autore
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Valeria Oggero

Giornalista

Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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