Buoni lavoro: arrivano i voucher da 10 euro l’ora, con 10.000 euro di limite

Dal 2023 secondo le previsioni saranno reintrodotti i buoni lavoro, voucher da 10 euro con limite di utilizzo a 10.000 euro. Ecco come potranno essere utilizzati dalle imprese.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Buoni lavoro
  • Con la nuova manovra il governo reintroduce i buoni lavoro, che i datori potranno erogare a lavoratori occasionali e stagionali.
  • I voucher avranno il valore di 10 euro, ovvero per il lavoratore 7,50 euro netti.
  • Il limite per erogare questi voucher sale da 5.000 a 10.000 euro.

Il governo Meloni è concentrato sulla nuova manovra, ovvero sulla Legge di Bilancio 2023, con l’introduzione di diverse misure e interventi specifici per lavoratori, imprese e Partite Iva.

Secondo le ultime novità, con la manovra del governo verranno reintrodotti i buoni lavoro, ovvero i voucher che i datori possono corrispondere a diverse categorie di lavoratori.

Questi voucher verranno di fatto reintrodotti, ma secondo le ultime indiscrezioni si intende modificarne i limiti e il funzionamento. L’obiettivo è quello di regolamentare ulteriormente il lavoro a prestazione occasionale e il lavoro stagionale, specialmente in alcuni settori.

I datori di lavoro potranno erogare questi voucher in determinati settori, ovvero: agricoltura, horeca, servizi alla persona, lavoro domestico, e si ipotizza al turismo. Per le imprese i buoni lavoro possono costituire un valido strumento per la gestione del lavoro occasionale e stagionale a norma di legge: vediamo quali saranno le novità secondo le prime indiscrezioni.

Buoni lavoro: di cosa si tratta

I buoni lavoro proposti dal governo non sono del tutto nuovi: la misura era stata già introdotta in passato, per regolare i rapporti di lavoro con prestazione occasionale o svolto solamente per alcuni periodi dell’anno. Dal 2008 al 2017 infatti sono stati largamente usati dalle imprese, per cui l’INPS aveva parlato di almeno 433 milioni di voucher utilizzati in quel periodo.

Tuttavia questi buoni avevano anche provocato, nell’utilizzo senza soglie massime, un aumento della precarietà del lavoro, poiché venivano impiegati largamente insieme al denaro nero e in sostituzione ai contratti.

Successivamente questi buoni sono stati cancellati, tuttavia dal 2023, secondo le intenzioni del governo, torneranno con modalità differenti.

Secondo le proposte infatti i buoni lavoro potranno essere utilizzati solamente dalle aziende appartenenti ad alcuni settori, per le prestazioni occasionali e per il lavoro stagionale, con importo per ciascun voucher di 10 euro all’ora, di cui 7,50 netti.

Tuttavia il governo parla anche di effettuare i dovuti controlli, proprio per evitare di incorrere in situazioni di precariato e di uso improprio dei voucher, che in passato hanno causato il moltiplicarsi di lavoro nero e di situazioni di precarietà.


Buoni lavoro: a chi saranno rivolti

I buoni lavoro quindi potranno essere utilizzati dalle aziende di alcuni settori specifici per il pagamento di lavoratori occasionali e stagionali, ovvero:

  • agricoltura: l’uso dei voucher estende le possibilità di questo settore, ovvero questi buoni lavoro potranno essere utilizzati dal 2023 da parte delle aziende che hanno fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato, per tutte le prestazioni occasionali svolte da giovani sotto i 25 anni, pensionati, disoccupati e percettori del reddito di cittadinanza, per un periodo limite di 45 giorni;
  • horeca: l’utilizzo dei buoni lavoro sarà esteso a tutte le attività come bar, ristoranti, hotel, secondo le regole del lavoro a prestazione occasionale;
  • lavoro domestico e assistenza alla persona: i buoni lavoro andranno anche a regolarizzare maggiormente il lavoro in questo settore, che in Italia molto spesso comporta l’uso di denaro nero;
  • turismo: secondo le previsioni i voucher potranno essere utilizzati in parte anche da questo settore, in base alle regole per il lavoro stagionale. Saranno consentiti alle aziende con fino a 10 dipendenti, con la cancellazione dei limiti che riguardano le categorie di lavoratori che ne possono beneficiare.

Questi sono i principali settori in cui potranno essere utilizzati i nuovi buoni lavoro, tuttavia non si escludono ulteriori modifiche alla proposta, in fase di definizione della Legge di Bilancio 2022.

Voucher imprese

Buoni lavoro e prestazione occasionale: sale il limite a 10.000 euro

Un cambiamento importante derivato dall’uso dei buoni lavoro riguarda la soglia massima di utilizzo, che al momento per la prestazione occasionale è fissata a 5.000 euro. Secondo le intenzioni del governo, il limite d’uso di questi voucher, per i settori visti sopra, verrà innalzato a 10.000 euro.

Per quanto riguarda le modalità di erogazione di questi buoni lavoro, salvo decisioni dell’ultimo momento, tutto rimarrà invariato, rispetto a come funzionavano diversi anni addietro, prima di essere aboliti. Ovvero i lavoratori che riceveranno questi buoni dall’azienda come pagamento potranno recarsi all’INPS per riscuoterli.

Ogni buono avrà il valore di 10 euro l’ora, da cui il lavoratore guadagnerà 7,50 euro, e la cifra restante sarà indirizzata alla copertura dell’INAIL e per le prestazioni contributive INPS.

Il lavoratore verrà quindi impiegato dall’azienda come autonomo occasionale, e l’impresa potrà utilizzare i voucher fino al limite di 10.000 euro.

Al momento le principali associazioni di categoria a tutela delle imprese nei diversi settori sono soddisfatte di questo risultato, perché garantisce un ampio spazio di manovra per l’impiego di lavoro temporaneo o stagionale.


Il parere sui buoni lavoro di associazioni e sindacati

Da un lato ci sono le associazioni che tutelano le imprese, tra cui Confesercenti e Coldiretti, che si sono espresse a favore dell’introduzione dei buoni lavoro, dall’altro invece i sindacati ne evidenziano i rischi.

Confesercenti si dimostra soddisfatta soprattutto perché alcuni settori specifici, come quello dell’agricoltura, e dell’horeca, potranno usufruire di un sistema semplice per la gestione del personale aggiuntivo stagionale o occasionale.

I voucher saranno particolarmente vantaggiosi quindi anche per le piccole e medie imprese italiane, e Confesercenti chiede che questi buoni vengano effettivamente estesi a tutte le attività del turismo:

“Bene quindi il ritorno dei voucher ma, in attesa di maggiori dettagli, chiediamo che siano estesi a tutto il comparto del turismo, non solo alle strutture ricettive e alla ristorazione.”

Inoltre l’associazione evidenzia come la decisione di porre un tetto all’utilizzo di questi buoni possa essere una scelta ponderata anche per limitare eventuali situazioni di abuso dello strumento.

Anche Coldiretti si dice soddisfatta, soprattutto perché questi buoni potranno essere utilizzati dal settore agricolo semplificando la burocrazia intorno a questo tipo di lavoro, garantendo nuove opportunità di reddito in questo periodo di inflazione.

Contrari all’introduzione dei voucher sono invece i sindacati, che ne evidenziano soprattutto il rischio di precarietà collegato all’utilizzo da parte delle aziende, e temono un ritorno al passato.

Buoni lavoro – Domande frequenti

Cosa sono i buoni lavoro?

I buoni lavoro sono strumenti di pagamento utilizzati prima del 2017 dalle aziende per pagare lavoratori occasionali e stagionali. Il governo Meloni intende reintrodurre questi voucher, ecco come.

Come funzioneranno i buoni lavoro nel 2023?

Secondo le previsioni, saranno buoni da 10 euro all’ora, di cui 7,50 costituirà la paga netta dei lavoratori occasionali e stagionali, e il restante andrà all’INPS e all’INAIL.

Quali aziende potranno utilizzare i buoni lavoro?

Dal 2023 potranno utilizzare i buoni lavoro, entro i parametri visti qui, le aziende dell’agricoltura, del settore horeca, del turismo e dell’assistenza alla persona.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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