Il valore della comunicazione è nel contenuto, anche per uno studio professionale

Quanto vale la comunicazione per uno studio professionale? Ecco come si è evoluta nel tempo e qual è la sua efficacia oggi.

di Giovanni Emmi

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Imporre i nostri principi al mondo, oppure adeguare i nostri principi al mondo. In medio stat virtus, direbbero i latini. Procedere per gradi in modo progressivo e non trasgressivo è sempre una corretta chiave di lettura.

Ma bisogna fare presto: il mondo corre veloce, ed il rischio di restare indietro e trovare qualcuno al nostro posto è concreto. Il commercialista si deve evolvere a tempo di record. Altrimenti, la sua professione rischia di essere fortemente ridimensionata nei prossimi anni, o marginalizzata nelle attività e nei redditi professionali.

L’importanza della comunicazione per lo studio professionale

Il nomen o il brand esprimono sostanzialmente due visioni diverse che evocano una distinzione netta, che pervade anche la nostra cultura, perennemente sospesa tra passato e modernità.

Non è solo una distinzione tra quello che siamo e vorremmo essere, ma un approccio al mercato e alla comunicazione dello studio professionale che deve essere valutato alla luce delle richieste del cliente.

Nel recente passato la competenza professionale era il risultato dell’esperienza sul campo, con il tempo che scorreva, con l’anzianità di servizio. Tutto scorreva lentamente, sia l’economia che l’adeguamento normativo.

Oggi tutto è più veloce, in questa accelerazione ci siamo persi l’importanza della conoscenza costruita nel tempo, perché siamo bombardati da informazioni di tutti i tipi e la possibilità di acquisire esperienze di altri con documenti, video e altre esperienze multimediali, che ci permettono di crescere professionalmente in fretta.

Le competenze professionali si possono “comprare” da un altro professionista. Ad esempio se servisse un professionista con una expertise in valutazione d’azienda, troveremo migliaia di professionisti, tanti anche sul web disponibili, si tratta solo di validare costi e qualità della prestazione.

Il c.d. nomen è circoscritto a pochi professionisti, in Italia, che sono veramente riconosciuti come degli esperti in un determinato settore.

Nella media ogni attività professionale può essere svolta da migliaia di professionisti con risultati simili, sia dal punto di vista del prezzo che della qualità. Per questo motivo, se si vuole valorizzare la propria professionalità bisogna farsi un nomen o un brand.

Come creare la giusta comunicazione

Fino a dieci anni fa l’unica opzione che il professionista aveva per valorizzare lo studio era quello di far crescere il proprio nome, ne è testimone la scelta di ogni professionista di mettere il proprio nome al centro del progetto dello studio: Studio Tizio o Studio Caio.

In un momento successivo l’aggiunta del termine “& partners” è stata una facile soluzione per moltiplicare l’efficacia e trasferire al cliente l’idea che non solo sono bravo, ma siamo in tanti come me. Nasce “Tizio & Partners” oppure “Caio & Associati”.

Per valorizzare il nomen, far crescere lo studio ed acquisire clientela in quantità e qualità superiore, l’unica via era quella di promuoversi all’interno del contesto di riferimento accreditandosi con attività professionali e rendendo il nome riconoscibile e riconosciuto da più persone possibili.

La pubblicità è sempre stata un limite per i commercialisti, il passaggio radiofonico o il cartellone è uno strumento potenzialmente vietato o di dubbio gusto. Fino a qualche anno fa, l’unico modo per farsi conoscere era tessere relazioni sociali all’interno del mondo dell’imprenditoria o delle professioni.

Un modo rapido per farsi conoscere e trovare clienti, investendo meno tempo e raggiungendo risultati interessanti è sempre stato quello di farsi strada all’interno degli organismi di categoria. Il nomen riconoscibile e l’autorevolezza riconosciuta dagli altri colleghi è un ottimo sistema per proporsi, senza necessariamente investire sulle competenze.

Dal nomen al brand cambia tutto. La persona perde appeal e al suo posto l’organizzazione assume la funzione evocativa di una struttura importante e affidabile. 

Alfa consulenza, Studio Beta, Gamma Advisory, Delta consulting. Il professionista può spaziare con la mente e con il racconto di una storia di successo con delle caratteristiche precise ed un logo colorato e suggestivo.

Il modello è quello delle grandi società di consulenza che puntano al successo attraverso la continuità e l’affidabilità, l’organizzazione e l’internazionalizzazione, oltre alla diffusione capillare su tutto il territorio nazionale.

I vantaggi del brand per uno studio professionale

La costruzione del brand potrebbe avere anche un costo molto basso, la comunicazione, il marketing e la crescita, invece, possono richiedere molto tempo e denaro.  La domanda è: ne vale la pena? Se ne valga la pena lo dirà il mercato, se non provo non lo saprò mai!

Certo è che il brand non è sufficiente nel medio-lungo termine. Le attività professionali si costruiscono in modo diverso rispetto a quelle di impresa.

Anche se si deve fare veloce per il periodo storico che stiamo attraversando, la crescita di uno studio professionale che punta al brand e all’organizzazione passa da un adeguamento delle procedure e delle risorse umane coinvolte, il che non è semplice, per via dei tempi tecnici di adeguamento non indifferenti, per non parlare dello sforzo.

La validazione del brand ha il suo test ideale nella clientela, nell’arco di qualche anno. Non sarà sufficiente, soprattutto in una prima fase, essere credibili senza sostanza, il team e l’esperienza nella gestione di un progetto innovativo di comunicazione giocano un ruolo essenziale.

Il marchio professionale, anche se registrato, non individua una competenza e non può essere sufficiente. Per portare avanti un progetto professionale avanzato, i protagonisti che si riconoscono in un brand, devono avere una visione professionale ampia e competenze trasversali che si acquisiscono solo con il tempo.

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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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