Perché ignorare la valutazione degli assetti organizzativi è un rischio da non correre

Dietro le quinte della crisi aziendale: perché ignorare la valutazione degli assetti organizzativi è un rischio da non correre.

di Giovanni Emmi

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adeguati assetti organizzativi

In un contesto economico sempre più complesso e sfidante, le aziende si trovano a dover affrontare molteplici sfide, tra cui quella di mantenere e aggiornare adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.

Questa esigenza non è solo una risposta a un obbligo normativo, ma rappresenta una strategia fondamentale per garantire la sostenibilità e il successo a lungo termine di un’impresa.

L’articolo 2086 del Codice Civile1 italiano pone specifici obblighi in capo agli imprenditori, richiedendo l’adozione di un assetto organizzativo che sia proporzionato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, nonché efficace nella rilevazione tempestiva di eventuali crisi.

Riferimento alla normativa sulla crisi di impresa

Negli ultimi anni, la legislazione sulla crisi di impresa ha subito significative evoluzioni, ponendo l’accento sulla prevenzione e sulla gestione tempestiva delle situazioni di difficoltà aziendale.

Questo cambiamento di paradigma sottolinea l’importanza di un monitoraggio costante e di un’analisi approfondita dello stato di salute dell’azienda, per prevenire situazioni critiche che potrebbero compromettere la sua continuità operativa e finanziaria.

La valutazione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili assume quindi un ruolo chiave non solo per rispondere alle richieste del legislatore, ma anche per implementare una gestione aziendale efficace e lungimirante.

Tale valutazione non deve essere intesa come un semplice adempimento burocratico, ma come un’opportunità per analizzare in profondità le dinamiche interne dell’impresa e per adottare strategie mirate al miglioramento continuo e alla crescita sostenibile.

Problemi derivanti dalla mancata valutazione

L’assenza di una valutazione approfondita degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili può esporre l’azienda a rischi significativi.

Questa lacuna diventa particolarmente grave quando si considerano le responsabilità legali e finanziarie che gravano sull’amministratore.

In virtù dell’articolo 2086 del Codice Civile, gli amministratori sono tenuti a garantire che l’azienda sia dotata di un sistema organizzativo adeguato, capace di prevenire eventuali crisi aziendali.

Conseguenze della mancanza di adeguamento

La mancanza di un tale sistema può portare a conseguenze legali severe, inclusa la responsabilità personale dell’amministratore per i danni causati all’azienda.

Senza un assetto organizzativo e contabile la stabilità finanziaria dell’azienda viene messa a rischio, e possono verificarsi anche ripercussioni a lungo termine sulla sua capacità di crescere e competere sul mercato.

Inoltre, la mancata conformità agli obblighi legislativi può portare a sanzioni, danneggiando ulteriormente la credibilità e l’immagine aziendale.

I software non sono infallibili

In risposta alla normativa sulla crisi di impresa, cresce l’offerta di software che si propongono come soluzioni per la valutazione e l’adeguamento degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili.

Sebbene questi strumenti possano sembrare validi supporti per commercialisti e amministratori, è fondamentale riconoscere le loro limitazioni intrinseche.

Molti di questi programmi operano su una logica “ex post”, ovvero intervengono quando i problemi sono già emersi e, in alcuni casi, si sono aggravati.

Anziché prevenire la crisi, si limitano a gestire una situazione di difficoltà già manifesta. In tal modo, il danno per l’impresa potrebbe essere già significativo, con conseguenze che vanno ben oltre la semplice mancata conformità normativa.

Software nel prevenire le crisi, perché sono inefficaci?

Il principale problema di questi software risiede nel loro approccio reattivo piuttosto che proattivo. Mentre un’analisi tempestiva e una valutazione preventiva degli assetti aziendali possono identificare e mitigare i rischi prima che questi diventino critici, le soluzioni software ex post si limitano a fornire risposte a problemi già manifesti.

Inoltre, la natura standardizzata di molti di questi strumenti può non essere adeguata a cogliere le specificità e le esigenze uniche di ciascuna impresa.

L’approccio della nostra società tra professionisti

Davanti alle limitazioni dei software di valutazione post-crisi e alla necessità di un approccio proattivo e personalizzato, la nostra società tra professionisti ha scelto un approccio diverso. La visione di Proclama spa, infatti, si concentra sulla valutazione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili “in salute”, ovvero quando l’azienda non presenta ancora segnali di crisi.

Questo è in linea con i principi espressi nel documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) 2riguardante gli adeguati assetti organizzativi.

Descrizione del report di valutazione rapido

Il nostro report di valutazione rapido, sostenuto dall’intelligenza artificiale, si propone di fornire un’analisi approfondita e tempestiva dello stato di salute dell’azienda.

Questo strumento si basa sui principi enunciati dal CNDCEC e dal Codice della Crisi d’Impresa, in particolare l’art. 2086 del Codice Civile, che impone agli imprenditori di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa.

Il report esamina in modo incisivo questi aspetti, fornendo un giudizio sulla compliance aziendale e suggerimenti mirati per un eventuale adeguamento.

Implementazione e utilizzo del report di valutazione

Una volta ricevuto il report, gli amministratori dell’azienda devono intraprendere un’analisi critica dei risultati, confrontando lo stato attuale dell’azienda con gli standard di riferimento suggeriti dal CNDCEC e dalle normative vigenti.

Questo confronto permette di identificare le aree che necessitano di interventi migliorativi o di adeguamento.

Sulla base di questa valutazione, è fondamentale sviluppare un piano di azione che dettagli gli interventi necessari per rafforzare gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili dell’azienda. Questo piano dovrebbe includere obiettivi specifici, scadenze e responsabilità chiare, nonché un monitoraggio costante per verificare l’efficacia degli interventi adottati.

Il Ruolo del Commercialista nella gestione del processo

Il commercialista gioca un ruolo cruciale in questo processo. Fornisce la valutazione iniziale tramite il report ed agisce come regista nell’interpretazione dei dati e nella pianificazione degli interventi necessari.

Non più semplice esecutore di pratiche amministrative, ma un vero e proprio consulente strategico, capace di identificare tempestivamente i segnali di una potenziale crisi e di consigliare l’adozione di misure preventive.

In questo contesto, il commercialista diventa un vero e proprio partner strategico per l’azienda, contribuendo attivamente alla sua crescita e stabilità.

Il Commercialista consulente strategico

L’evoluzione del ruolo del commercialista è un aspetto cruciale nel contesto della gestione moderna delle aziende. Tradizionalmente visto come un esperto di numeri e bilanci, il commercialista di oggi deve trasformarsi in un consulente globale, che offre non solo competenze contabili, ma anche una visione strategica e globale della gestione aziendale.

In questo nuovo ruolo, il commercialista diventa un elemento chiave nella pianificazione e implementazione di strategie aziendali, guidando l’impresa non solo nella conformità normativa, ma anche nel suo sviluppo e nella sua crescita sostenibile.

In un’era caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici e da un mercato sempre più competitivo, il commercialista deve assumere anche il ruolo di facilitatore nella trasformazione digitale delle aziende.

Questo implica non solo l’adozione di tecnologie avanzate per la gestione contabile, ma anche una comprensione profonda delle dinamiche di mercato e delle opportunità offerte dall’innovazione digitale.

In questo modo, il commercialista può guidare le aziende attraverso le sfide del presente, preparandole ad affrontare i cambiamenti futuri.

Idonee misure ed assetti nell’art. 3 del Codice della crisi

Il documento del CNDCEC, insieme alle normative vigenti, chiarisce che la valutazione e l’adeguamento degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili non sono solo un obbligo legale, ma rappresentano una strategia cruciale per la salute e la resilienza a lungo termine delle imprese.

Per i professionisti, in particolare i commercialisti, questo si traduce in un ruolo più attivo e strategico, che va oltre la semplice consulenza contabile per abbracciare una visione globale della gestione aziendale e della prevenzione delle crisi.

Il documento pone l’accento sulla necessità di definire adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili all’interno delle imprese, in linea con il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Il focus è sulla conformità con l’art. 2086 del Codice Civile, che impone agli imprenditori collettivi l’obbligo di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, nonché efficace nella rilevazione tempestiva della crisi.

Questa normativa si applica sia alle società che agli imprenditori individuali, estendendo l’obbligo di adottare misure idonee per rilevare tempestivamente lo stato di crisi.

Esso delinea in modo specifico i criteri per la definizione di tali assetti, tra cui:

  • Modello di business: la struttura organizzativa deve essere proporzionata alle dimensioni e alla tipologia dell’attività di impresa, con procedure che garantiscano l’efficacia e l’efficienza nella gestione dei rischi e del sistema di controllo interno.
  • Sistema di reporting: l’importanza di un sistema contabile che fornisca una rilevazione tempestiva e attendibile dei dati aziendali, fondamentale per la rilevazione anticipata di segnali di crisi.
  • Gestione del rischio: la necessità di un assetto organizzativo che includa indici e parametri segnaletici per l’emersione anticipata della crisi, evidenziando l’importanza di un monitoraggio costante e di una cultura aziendale orientata alla prevenzione.

Infine si sottolinea l’importanza della “procedimentalizzazione” nell’organizzazione dell’attività di impresa, ovvero la definizione e l’implementazione di procedure formali e sistematiche per la gestione dell’azienda.

  1. Art. 2086 Gestione dell’Impresa, Gazzetta Ufficiale ↩︎
  2. Assetti organizzativi, amministrativi e contabili, Fondazione Nazionale Commercialisti ↩︎
Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

2 commenti su “Perché ignorare la valutazione degli assetti organizzativi è un rischio da non correre”

  1. grande giovanni ben risentito .
    ma allora tu cosa consigli concretamente per monitorare le nostre piccole aziende e rispettare i termini di legge e nel contempo avere qualche dato /informazione per ottimizzare l’utilizzo dei dati?
    a presto
    dino norscia

    Rispondi
    • Buonasera Dino,
      abbiamo creato un sistema di valutazione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili che utilizza AI generativa. La soluzione si basa sulla check list del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili.

      Con questo sistema, abbiamo un primo assessment che traccia il percorso per migliorare l’assetto aziendale. La fase successiva è quella di introdurre delle soluzioni digitali e di intelligenza artificiale per migliorare la reportistica aziendale e aiutare l’imprenditore nelle scelte strategiche aziendali.

      Oltre a essere un obbligo per le aziende e i commercialisti che le assistono, rappresenta una grande opportunità per dare il nostro contributo sotto il profilo della consulenza aziendale, migliorando l’apporto e generando valore aggiunto per tutti.

      Grazie e a presto!

      Rispondi

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