Bilancio abbreviato: cos’è, requisiti, schema e come farlo

Per le società minori che non hanno titoli negoziati sui mercati, è possibile utilizzare il bilancio abbreviato. Ecco quali sono li limiti, i requisiti e come funziona.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
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  • Il bilancio abbreviato è una versione semplificata del bilancio ordinario, in cui vengono raggruppate una serie di sezioni rispetto a quello classico.
  • Non tutti possono optare per il bilancio abbreviato: è necessario, oltre ad avere una Partita IVA come S.r.l, non superare dei limiti dimensionali.
  • In alcuni casi è possibile che decada il diritto di utilizzare questa forma di bilancio, e si dovrà redigere quello ordinario.

Il bilancio abbreviato è un documento contabile che prevede la semplificazione di alcune delle sue sezioni, utilizzato dalle imprese di dimensioni minori. In base all’art 2435 bis del Codice civile, potrà essere redatto se sono rispettati specifici limiti e particolari requisiti.

Infatti, è una forma di documento contabile che riprende lo schema di quello ordinario, con una sezione relativa allo stato patrimoniale, quello del conto economico e la nota integrativa, soggette ad alcune modifiche.

Il fine è quello di fornire tutte le informazioni ai soci e ai terzi, in modo chiaro, dettagliato e in un formato ridotto. Vediamo quali sono le caratteristiche, chi può utilizzarlo e qual è lo schema previsto per legge.

Bilancio abbreviato: limiti e requisiti

L’art 2345 bis, al primo comma, stabilisce che possono utilizzare il bilancio abbreviato tutte quelle società di dimensioni più piccole che non hanno titoli negoziati in mercati regolamentati e che prevedono dei limiti quantitativi specifici. Viene preso come riferimento il primo e il secondo anno di esercizio. Ecco quali sono i parametri da considerare:

  • il totale dello stato patrimoniale attivo non deve superare i 4.400.000€;
  • le vendite delle prestazioni dovranno rientrare negli 8.800.000€;
  • la media dei dipendenti occupati nell’attività non deve essere superiore a 50.

La scelta della versione abbreviata è facoltativa. Quindi anche un’azienda più piccola che rientra nei limiti indicati, potrà comunque valutare di utilizzare il bilancio ordinario.

Oltre all’ambito quantitativo, per redigere un bilancio semplificato sono richiesti anche una serie di requisiti per quanto riguarda la struttura societaria. Infatti, in base all’art 2423 del Codice Civile, questo documento contabile potrà essere redatto dalle S.r.l, le società di persone, da quelle di capitali e dalle ditte individuali neo-costituite o in attività.


Bilancio abbreviato: società ammesse

Vediamo brevemente quali sono le società ammesse nel bilancio abbreviato. Una società neo-costituita viene identificata come un’impresa che ha svolto l’attività per un periodo di tempo breve, redigendo una solo rendiconto economico per il primo anno di esercizio.

Per per valutare se l’azienda può redigere il bilancio abbreviato, oppure dovrà effettuare quello ordinario, viene preso come riferimento questo rendiconto economico, e va valutato il rispetto dei requisiti visti sopra.

Invece, le imprese che sono in piena attività e che hanno già consegnato diversi bilanci, rientrano nella forma abbreviata solo se gli ultimi due esercizi consecutivi rispecchiano i limiti previsti. Inoltre, è possibile già integrare l’utilizzo del bilancio abbreviato nel momento della compilazione del secondo documento fiscale, se questa rientra nei parametri previsti dall’art 2435.

Il bilancio viene utilizzato, per lo più, come forma di documento utile per relazionare i soci sull’andamento dell’azienda.

Bilancio abbreviato limiti

Come funziona il bilancio abbreviato

La creazione di un bilancio ha una doppia finalità. Da un lato vi è un obbligo fiscale, in quanto andrà a identificare l’attivo e il passivo di un’attività imprenditoriale. Quindi in base ad esso si considerano gli utili della società sui quali si applicano le relative aliquote IRAP, IRES e IRPEF.

Dall’altro è un documento indispensabile per offrire ai soci e agli azionisti una visone completa dell’andamento della società, sia dal punto di vista patrimoniale, sia economico. Per questo al suo interno sono presenti una serie di informazioni suddivise in sezioni:

  • stato patrimoniale: è indicato il valore di beni e dei capitali di cui è in possesso la società;
  • conto economico: in questa sezione sono calcolati i costi e i ricavi dell’impresa con tutte le attività economiche svolte durante l’anno;
  • rendiconto finanziario: sono inseriti i dati per spiegare come è stato generato un determinato profitto, analizzando i mezzi finanziari;
  • nota integrativa: una sezione in cui sono integrate informazioni finanziarie presenti nello stato patrimoniale e nel conto economico.

Il bilancio abbreviato deve essere sempre trasparente e chiaro. Rispetto a quello ordinario, alcune sezioni sono inglobate, mentre altre non sono previste. Per evidenziare le differenze, può essere utile un esempio di bilancio abbreviato. Immaginiamo di andare a compilare il conto economico. Sarà possibile incorporare i crediti verso i soci all’interno dell’attivo circolante, invece di indicarli singolarmente voce per voce.

Lo stesso vale per quanto riguarda eventuali passività che non verranno dettagliate, ma inserite all’interno dei debiti. Anche se effettuata in maniera semplificata, la redazione di questo documento deve essere eseguita con parametri ben precisi, in base alla legge, e riflettere esattamente lo stato economico della società. Per questo un valido consiglio è quello di volgersi sempre a uno studio di commercialisti al fine di evitare errori. Vediamo quali sono le differenze nelle diverse sezioni.

Bilancio abbreviato schema

Stato patrimoniale e conto economico

Le linee guida di riferimento si trovano all’art 2435 del Codice Civile, il quale stabilisce che nello stato patrimoniale possono essere inserite solo le voci indicate dalle lettera maiuscole e dai numeri romani presenti nell’art 2424. Ad esempio:

  • sezione A-crediti verso i soci: può essere inserita nella voce collegata all’attivo circolante;
  • sezione E-Ratei e riscontri: potranno essere aggiunte alla sezione D-Debiti.

Anche il conto economico prevede un raggruppamento delle voci in base alla tipologia di sezione. Nella tabella seguente abbiamo riportato tutte quelle indicate dall’articolo 2425:

SezioneVoce
AA 2 – A3
BB9 c, d, e  B10 a, b, c
CC16
DD18 a, b, c, d e D19 a, b, c.
EE20 – E21

Va tenuto presente che il rendiconto finanziario invece si differenzia dallo stato patrimoniale e dal conto economico, perché mostra quali sono le cause che hanno determinato una cambiamento in una risorsa finanziaria.

Questo documento fa riferimento quindi alle variazioni di liquidità, ai flussi di cassa e alla attività d’investimento dell’impresa. Le aziende che rientrano nei requisiti del bilancio abbreviato saranno esonerate dalla sua redazione.


Bilancio abbreviato e nota integrativa

La nota integrativa sarà presente in ogni tipologia di bilancio, andando ad aggiungere informazioni specifiche inerenti alle singole sezioni. Nella forma abbreviata è comunque prevista. In questo caso sarà importante seguire comunque alcuni parametri. Tra quelli di maggior interesse, dovranno essere presenti tutte le informazioni utili a offrire una visione definita e chiara della situazione patrimoniale e del conto economico.  

Ad esempio, è necessario indicare i criteri di valutazione in base ai quali è stato stabilito di non inserire particolari tipologie di sezioni. Si dovrà anche evidenziare quali sono le varie sezioni raggruppate sia per quanto riguarda lo stato attivo, sia per quello passivo.

Un altro aspetto da inserire riguarda le medie giornaliere dei dipendenti, da cui si evince anche l’adesione ai requisiti per aderire al bilancio abbreviato. Ecco le altre voci che dovranno essere presenti:

  • oneri finanziari;
  • impegni e garanzie non presenti nello stato patrimoniale;
  • compensi e anticipazione concessi agli amministratori;
  • le operazioni eseguite con terze parti;
  • i dati di riferimento della società che ha redatto il bilancio.

Quando è necessario il bilancio ordinario

Come abbiano indicato sin dall’inizio, in presenza dei requisiti e dei limiti previsti, la redazione del bilancio è un’azione facoltativa. Sarà l’imprenditore a valutare se utilizzarlo, oppure optare per la versione ordinaria.

In ogni caso, le aziende sono obbligate a scegliere quest’ultima forma nel momento in cui, per due esercizi consecutivi, superano due dei limiti previsti dall’art 2435. La redazione del bilancio ordinario richiederà di inserire tutte le sezioni, ognuna delle quali dovrà disporre delle singole voci senza la possibilità di accorparle.

Infine, sono previsti anche dei casi in cui si può parlare di bilancio misto, quando solo alcune sezioni verranno redatte in modo semplificato, mentre sarà rispettato lo schema di quello ordinario.

Bilancio abbreviato – Domande frequenti

Quali sono i parametri di un bilancio abbreviato?

Per rientrare nel bilancio abbreviato una società dovrà avere un attivo dello stato patrimoniale entro i 4.400.000€, ricavi delle vendite inferiori agli 8.800.00€ e una media giornaliera dei dipendenti al di sotto dei 50.

Chi può fare un bilancio abbreviato?

Possono redigere il bilancio abbreviato tutto le società minori che non hanno emesso titoli azionari sui mercati regolamentati, e che nei primi di due anni di esercizio rientrano nei limiti indicati nel nostro articolo.

Come funziona un bilancio abbreviato?

Il bilancio abbreviato ha lo stesso valore di quello ordinario, ma prevede una semplificazione nella compilazione di alcune delle sezioni che saranno accorpate o eliminate. Ecco come.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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