Dopo mesi di dibattitto, il salario minimo – che รจ stato introdotto dall’UE – non arriva. Ma giungono nuove ipotesi sulla riduzione delle tasse in busta paga: alla notizia di una possibile flat tax al 15% sugli straordinari adesso si somma l’opportunitร della detassazione della tredicesima. Le nuove misure potrebbero rientrare nella prossima legge di Bilancio.
Detassazione straordinari, come funziona
Lavorare di notte, nei festivi e oltre il proprio turno di lavoro potrebbe fruttare di piรน. Questo grazie alla riduzione delle tasse in busta paga per la porzione che riguarda gli straordinari. Qualora la misura si concretizzasse, si pagherebbe un’unica imposta sostitutiva con un’aliquota del 5%. A essere potenzialmente avvantaggiati i dipendenti a medio reddito, ma anche le imprese stesse, che potrebbero trovare minori resistenze da parte del personale nei periodi di maggiore impegno lavorativo.
Detassazione tredicesima, quanto vale
Novitร in arrivo pure sulle tasse della tredicesima, la mensilitร aggiuntiva erogata nel mese di dicembre ai lavoratori subordinati di tutti i settori, ovvero in favore di circa 19 milioni di persone. Attualmente la tredicesima รจ soggetta a:
- trattenute per contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore;
- trattenute fiscali a titolo di Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
Detassarla completamente si tradurrebbe in un vantaggio concreto per i dipendenti nettamente superiore rispetto alla riduzione delle tasse sugli straordinari: significherebbe poter contare su uno stipendio aggiuntivo netto.
Resta il nodo delle risorse da trovare e del “tesoretto” degli incassi dello Stato insufficiente. L’anno scorso il governo ha introdotto il bonus Natale di 100 euro netti, per i lavoratori fino a 28 mila euro di reddito e con almeno un figlio a carico, per 320 milioni di euro. Per finanziare la scelta di detassare le tredicesimeย bisogna rinunciare a un gettito fiscale di circa 14,5 miliardi di euro.
Riforma ceto medio e taglio IRPEF
Tredicesime e straordinari riguardano soltanto i subordinati. Le due ipotesi sul tavolo, dunque, tagliano fuori autonomi e partite IVA. Il governo sta lavorando da settimane anche in una terza direzione: la riduzione dell’aliquota IRPEF per i redditi dai 28 mila ai 50 mila euro, dal 35% al 33% e l’allargamento della platea ai redditi fino a 60 mila euro. Per i liberi professionisti, tuttavia, ciรฒ significherebbe poter contare soltanto – nella migliore delle ipotesi – su poche centinaia di euro in piรน ogni anno.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it